Onore a Ibrahim, che Allah abbia misericordia di lui

السلام عليكم ورحمة الله وبركاته

ibrahim giuliano

“Non considerare morti quelli che sono stati uccisi sul sentiero di Allah. Sono vivi invece e ben provvisti dal loro Signore” (Corano III. Al-‘Imran, 169)

“Siamo di Allah e a Lui faremo ritorno” (Corano II. Al-Baqara, 156)

E allora quest’uomo alto, magro, con i capelli brizzolati, il volto aperto, spiega con tono calmo, ma deciso: “quello mio e di Giuliano era un rapporto splendido, e io sono orgoglioso di mio figlio, è morto da eroe per salvare un amico”.

Dove era andato suo figlio?
“In Siria, perché per lui, mi ha spiegato, difendere l’aggressione contro le donne e i bambini, era una missione”…

A parlare su Repubblica è il papà di Ibrahim Giuliano (rahimahullâh), il nostro fratello che aveva deciso di rispondere all’appello degli oppressi in Siria ed è stato coerente con la sua scelta; invece che inneggiare a colpi di tastiera è partito volontario… Come diceva giustamente ieri una sorella:

Nel 1936 eri definito internazionalista.
Nel 1944 eri definito partigiano.
Nel 2013 vieni definito terrorista se ti converti all’Islam e vai in Siria a lottare contro l’ingiustizia e l’ipocrisia di questo mondo.
Riposa in pace Giuliano Ibrahim Delnevo

Il giorno dopo abbiamo come al solito qualche sedicente imam che giura e spergiura di: non averlo mai conosciuto / se per caso l’ho conosciuto l’ho CACCIATO DALLA MOSCHEA [cacciare invece il giornalista serpente no, eh?] / non sapevamo fosse partito / se per caso lo sapevo giuro che ho cercato di dissuaderlo / noi siamo bravi-bravissimi-moderati-moderatissimi, talmente moderati che per farvi piacere non esitiamo a calpestare la memoria di un ragazzo morto shahîd… Con tutto il cuore, invito certi autoproclamati rappresentanti della ummah italiana a riflettere: il Giorno in cui non ci sarà altra ombra che quella di Allâh, farà parecchio caldo per tutti i vili che avranno sputato sull’onore di uno shahîd, che Allah ci guidi, âmîn.

Non dico di difenderlo in pubblico, questo sarebbe certo pretendere troppo da chi il coraggio, com’è noto, ‘non se lo può dare’… Ammettiamo dunque che si voglia essere ‘diplomatici’. Tuttavia, gli autoproclamati ‘rappresentanti’ della traballante ummah italiana non è che siano sotto tortura, dunque farebbero sicuramente meglio a dimostrare un po’ di dignità ed evitare di scaricare spazzatura sulle spalle di un morto. Se non hai il coraggio di dire la verità, almeno stai zitto, ma non dire una menzogna, subhanallâh…

È pur vero che in Italia può capitare di essere condannati a 5 anni e 4 mesi di reclusione per ‘terrorismo islamico’ per aver navigato su Internet: ‘Oggi abbiamo catturato il grande terrorista, un diciottenne marocchino che tre mesi fa ha cliccato ‘mi piace’ sotto un articolo di Ansâr al-Hâqq, un’altra volta ha scritto ‘che Allah abbia misericordia di lui’ dopo il nome di Bin Laden, chiamandolo addirittura ‘shaykh’ e – udite, udite – sulla mappa di Google del suo laptop ha cercato un indirizzo che si trovava due trade più in là rispetto alla sinagoga!’ –  questa è senza alcun dubbio la prova del fatto che stesse progettando di far saltare in aria la sinagoga, è del tutto logico. In che modo? Non si sa, forse sputandoci sopra, ma questo è solo un dettaglio. Eppoi, a voi sembra normale che un marocchino faccia una ricerca su Google map, se non a fini loschi?

Poi, dopo un paio d’anni, inshaa Allah si scoprirà che quell’indirizzo corrispondeva al laboratorio del suo dentista, ma insomma ‘sti marocchini non possono neanche cercarsi un dentista lontano dalle sinagoghe?! Intanto il ragazzo si sarà fatto un paio d’anni di galera ingiustamente, ma a chi vuoi che importi, tanto è marocchino. Se poi per caso il ‘presunto terrorista’ è italiano non fa niente, è pur sempre musulmano, dunque è declassato d’ufficio a marocchino pure lui…

Di questo fratello Ibrahim (rahimahullâh) sinceramente non avevo mai sentito parlare, ho visto ieri i suoi video e mi è sembrato semplicemente un giovane sincero. In Siria c’è un genocidio in atto, perché sul Corriere non mostrano i video dei musulmani seppelliti vivi dalle milizie di Bashar, solo perché si rifiutavano di dire ‘non c’è altro dio all’infuori di bashar’? Perché non mostrano i video delle sorelle gettate per lo stesso motivo dai tetti dei palazzi coi loro bambini, o peggio? Com’è possibile che queste bestie che stuprano e fanno a pezzi i bambini siano ancora definiti ‘l’esercito regolare’, e coloro che si oppongono alle loro nefandezze non siano altro che ‘terroristi’? Ibrahim è partito volontario in guerra, non ha commesso alcuna infrazione in Italia, dove sta il reato, cos’ha fatto di male? Ha lottato per quel che credeva e ci ha speso letteralmente la vita, tanti altri ragazzi stanno facendo la sua stessa scelta; è un problema per l’Italia? Dicono che la Siria non fosse il suo paese. Pure l’Iraq non era il paese dei famosi mercenari italiani, ma li hanno dipinti come eroi mi pare, e addirittura come martiri quando sono stati scoperti e giustiziati…

Sull’altro fronte abbiamo una sorella incinta gettata a terra e picchiata fino a farle perdere il bambino, in Francia, nell’indifferenza più totale. Chiedetevi come mai non ne foste al corrente. La risposta è che i mass media avrebbero certo gridato allo scandalo se si fosse trattato di un’ebrea, o magari di una lesbica… ma siccome era solo una musulmana velata, tra un po’ la ‘terrorista’ sarà ancora lei, e non gli assassini di suo figlio. Magari non sapevate nemmeno che a Birmingham un vecchietto sulla novantina è stato massacrato a coltellate all’uscita della moschea, circa una settimana prima della supermediatizzata uccisione del soldato a Londra. Si chiamava Mohammed Saleem, che Allah abbia misericordia di lui. Non pensate anche voi che lo spauracchio dell’inesistente ‘terrorismo islamico’ sia solo un modo come un altro per tenere occupata la mente dei lettori/elettori, perché non pensino ai problemi reali? Peccato che tutto questo avvenga sulla pelle della gente. Che Allah ci protegga dal male degli ingiusti, âmîn.

Un bel ricordo di fratello Ibrâhîm è un video, in cui recitava Sûratu-l-Burûj, subhanallâh:

Sia maledetta la gente del Fossato  

dal fuoco incessantemente attizzato,  

quando se ne stavano seduti accanto,  

testimoni di quel che facevano ai credenti.

E non li tormentavano che per aver creduto in Allah, il Potente, il Degno di lode

(Corano LXXXV. Al-Burûj, 4-8)

Leggo che Ibrâhîm era sposato, mashaa Allah, e penso che dovere della ummah sarebbe quello di informarci se nostra sorella ha bisogno di aiuto, inshaa Allah, invece che alimentare la fitna. Che Allah ci perdoni, âmîn.

3 thoughts on “Onore a Ibrahim, che Allah abbia misericordia di lui

  1. بسم الله الرحمان الرحيم
    Assalamu ‘alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu.
    Jazahu ‘Llahu khayran fi-l-Janna.
    Anche io ho già udito gente prendere le distanze dal fratello Ibrahim e da tutti coloro che, in qualsivoglia maniera, agiscono per difendere gli oppressi. Allora una volta ancora va ricordato questo: tutti i musulmani onesti finiscono sotto inchiesta o sotto sorveglianza, e per l’apparato antiterrorismo esiste un solo tipo di musulmano buono. Il delatore.
    Abdullah Nur as-Sardani

  2. [nota di Umm Yahya]: Questo commento e’ stato cancellato dopo essere stato segnalato alle autorita’ competenti🙂

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

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