Portare alta la bandiera

 

بسم الله الرحمن الرحيم

السلام عليكم ورحمة الله وبركاته

ardallah

“L’ultima Ora non giungerà finché il tempo diverrà limitato. Così, un anno sembrerà un mese; un mese sembrerà una settimana, una settimana sembrerà un giorno; un giorno sembrerà un’ora; e un’ora trascorrerà come il tempo impiegato da una foglia di palma per bruciare”.

In questo hadîth autentico che descrive la condizione del mondo verso la fine dei tempi, il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) predisse un fenomeno di cui tutti noi possiamo oggi essere testimoni. Il tempo trascorre più velocemente che mai, sia che voi stiate pensando a quanto velocemente i vostri figli siano cresciuti sotto i vostri occhi, sia che voi guardiate alla vostra vita in retrospettiva, sia che voi riflettiate ogni sera sul fatto che durante la giornata non vi siano state abbastanza ore per compiere tutto ciò che avreste voluto fare – oppure che stiate pensando a quanto inconsapevolmente vi stiate ora avvicinando al mese di Ramadân.

In quanto mese in cui si commemora la rivelazione del Corano, molti degli articoli scritti in occasione del Ramadân affrontano temi quali le ricompense insite nella recitazione del Corano, quanto spesso i Salaf fossero soliti recitarlo nel corso del mese, ecc. – nessuno dei quali è il tema di questo articolo. Piuttosto, il nostro obiettivo è qualcosa di più profondo. Immaginate di avere davanti una semplice cassa di metallo – a prima vista, non vale più del metallo che la compone. La vostra impressione cambia, tuttavia, nel momento  in cui qualcuno le passa accanto e apre il coperchio, rivelando l’oro che la riempie fino all’orlo. Ora è diventata molto più di una cassa. Allo stesso modo, il Mushaf che avete in mano appare ingannevolmente come carta e inchiostro, ma se analizzate correttamente il suo contenuto, potrete scoprire un immenso tesoro celato all’interno. È questo potere che affascinò persone come l’imâm ash-Shafi’i, affascinandolo fino a spingerlo a recitare l’intero Corano sessanta volte durante il Ramadân. È questo potere che vorrei porre in evidenza da diversi punti di vista: il potere insito nel Corano di trasformarvi.

Alcune riflessioni:

1) Riflettete su come il Corano potrebbe influire su una montagna:

Se avessimo fatto scendere questo Corano su una montagna, l’avresti vista umiliarsi e spaccarsi per il timor di Allah. Ecco gli esempi che proponiamo agli uomini affinché riflettano (Corano LIX. Al-Hashr, 21)

Ash-Shawkani spiegò che ciò avverrebbe “a causa della sua importanza, della sua grandezza, della sua eloquenza, della sua forza di espressione, e delle lezioni in esso contenute che inteneriscono i cuori. A causa di tutto questo, se esso fosse stato rivelato ad una delle montagne della terra, avreste visto questa montagna – per quanto solida e massiccia – sgretolarsi a causa dell’umiltà nei confronti di Allah, della considerazione della sua punizione, e del timore di non essere in grado di rispettare dovutamente le Sue Parole.  Così, attraverso questa visione e parabola, si coglie l’elevatezza del Corano e quanto profondamente esso influisca sul cuore”.

In altre parole, se questo è l’effetto che il Corano farebbe ad una solida, massiccia, inanimata montagna, immaginate il suo potenziale nel trasformare il vostro cuore e la vostra anima sensibili e vivi…

2) Riflettete, ora, su come esso influì fisicamente su colui cui fu rivelato (pace e benedizioni di Allah su di lui).

Aprite “Sahîh al-Bukhârî”, andate alla seconda narrazione de primo capitolo, e scoprirete che al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) fu chiesto: “In che modo ricevi la rivelazione?”. Egli spiegò: “Talvolta, essa giunge simile al suono di una campana. Questa è la [maniera] più difficile di tutte…”. ‘Aisha (radiAllahu ‘anha) aggiunse quindi: “In verità, vidi il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ricevere la rivelazione in una giornata molto fredda; nonostante ciò notai il sudore grondare dalla sua fronte” . (Ibn Hajar commentò: “Ciò che può essere compreso da questo, è che in effetti tutta la rivelazione fu immesamente difficile da ricevere per lui”). Seguitando, è il Profeta stesso a descrivere con le sue parole come, pochi istanti prima che gli fossero rivelati i primi versetti del Corano, nella caverna di Hira’, Jibrîl “mi afferrò e mi strinse così forte che non riuscivo a sopportarlo” – eppoi fece lo stesso una seconda volta, eppoi una terza (Ibn Hajar sottolineò che un’altra narrazione autentica, riportata altrove, specifica: “mi prese per la gola”). Due narrazioni dopo, Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) sintetizzò: “Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) sopportò gravi difficoltà al momento di ricevere la rivelazione”. (Come Ibn Hajar citò nel suo commentario: “Ciò perché delle parole formidabili sono presentate in una maniera che annuncia la loro forza, affinché la gente presti attenzione”).

Quindi, l’intensità del contenuto del Corano è riflessa anche nell’intensità fisica che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) sopportò perfino per riceverlo.

Si riflette pure nella misura in cui molti soffrirono a causa sua. Due secoli e mezzo dopo che quei primi versetti furono rivelati (nell’anno 231 H.), il grande sapiente Ahmad bin Nasr al-Khuza’i si ritrovò ritto sul tappeto in pelle del boia, con mani e piedi strettamente legati con delle corde. Mentre attendeva, improvvisamente una spada affilatissima fu infilata nel suo collo. Fu lasciata così per alcuni secondi, prima di essere ritirata, eppoi abbattuta sulla parte superiore della sua testa. Fu infine affondata nel suo stomaco, dopodiché egli crollò fatalmente al suolo. Fu poi decapitato, e il suo corpo senza testa fu trasferito in un’area vicina a Baghdad, e crocifisso sulla pubblica piazza. La sua testa fu infilzata su una lancia e messa in mostra al pubblico nella stessa Baghdad. Quest’uomo era stato messo a morte dai Mu’taziliti per nessun altro motivo della sua perseveranza nell’affermare un unico fatto: che il Corano è la parola di Allah. Ironia della sorte, la sua esecuzione avvenne proprio alla vigilia del Ramadân.

3) Un libro così potente e toccante è stato progettato per incidere sull’intero pianeta.

Nella sua introduzione a ‘Tahfim al-Qur’an’, al-Mawdudi ci ricorda che “il Corano non è né un libro di teorie astratte e fredde dottrine che il lettore possa acquisire comodamente seduto in poltrona, né semplicemente un libro religioso simile ad altri libri religiosi, i cui segreti possano essere afferrati in seminari e congregazioni. Piuttosto, è il progetto e il libro guida di un messaggio, di una missione, di un movimento. Non appena questo Libro fu rivelato, trasse un uomo tranquillo e dolce di cuore dal suo isolamento e dalla sua vita ritirata, ponendolo sul campo di battaglia della vita per sfidare un mondo che si era allontanato dalla retta via. Gli ispirò di alzare la voce contro la menzogna, spingendolo ad intraprendere una lotta spietata contro coloro che innalzavano la bandiera della miscredenza, o della disobbedienza ad Allah, della devianza e dell’errore. Uno dopo l’altro, esso andò alla ricerca di chiunque possedesse un’anima pura e nobile, raccogliendoli tutti insieme sotto la bandiera del Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam).Fece inoltre infuriare tutti coloro che, per loro natura, erano propensi al male, spingendoli a dichiarare guerra ai portatori della Verità. Questo è il Libro che ha ispirato e diretto quel grande movimento che cominciò con la predicazione di un messaggio da parte di un individuo, e continuò per non meno di ventitré anni, finché il Regno di Dio fu stabilito sulla terra”.

Così, il Corano un tempo cambiò il pianeta. E come possiamo vedere, è in procinto di farlo ancora.

4) Ma esso cambia il mondo cominciando col cambiare le persone che lo abitano.

Al-Fudayl bin ‘Iyad disse: “Colui che ha memorizzato i Corano porta alta la bandiera dell’Islâm. Egli non dovrebbe sprecare il suo tempo in vano divertimento, distrazioni, e interessarsi a questioni inutili insieme a coloro che si comportano così, per rispetto nei confronti del Corano”. Una tale persona rende effettiva la sua conoscenza aprendo il Corano e vedendo, per esempio, che i credenti

evitano il vaniloquio (Corano XXIII. Al-Mu’minûn, 3)

E:

quando passano nei pressi della futilità, se ne allontanano con dignità (Corano XXV. Al-Furqân, 72)

Vedendo, d’altra parte, che:

Tra gli uomini vi è chi compra storie ridicole… (Corano XXXI. Luqmân, 6)

Osservando ciò, chiedete a voi stessi: a che gruppo vorrei appartenere? Poi fate la vostra scelta.

Vi imbatterete in coloro che sono stati ammoniti:

non vi sollecitate vicendevolmente a nutrire il povero (Corano LXXXIX. Al-Fajr, 18)

e amate le ricchezze d’amore smodato (Corano LXXXIX. Al-Fajr, 20)

Ma anche in coloro che:

non provano in cuore invidia alcuna per ciò che hanno ricevuto [altri credenti] e che [li] preferiscono a loro stessi nonostante siano nel bisogno (Corano LIX. Al-Hashr, 9)

Troverete coloro che:

Quando si levano per l’orazione lo fanno con pigrizia e ostentazione nei confronti della gente, a malapena si ricordano di Allah (Corano IV. An-Nisâ’, 142)

Ma anche coloro che:

sono umili nell’orazione (Corano XXIII. Al-Mu’minûn, 2)

Vi imbatterete in miscredenti superficiali che semplicemente:

Indulgono in questa vita e mangiano come mangia il bestiame (Corano XLVII. Muhammad, 12)

Ma anche coloro che riflettono intensamente, che:

meditano sulla creazione dei cieli e della terra (Corano III. Âl-‘Imrân, 191)

Vi imbatterete in

quello che assume a divinità le sue passioni (Corano XLV. Al-Jâthiya, 23)

ma incontrerete pure coloro che

hanno per Allah un amore ben più grande (Corano II. Al-Baqara, 165)

E scoprirete pure che il Corano racconta la storia del mondo d’oggi – la nostra storia. Incontrerete capi e governanti che sono come colui che:

era altero sulla terra; divise in fazioni i suoi abitanti, per approfittare della debolezza di una parte: sgozzava i loro figli (Corano XXVIII. Al-Qasas, 4)

Coloro che li minacciano di prigionia se rifiutino di sottomettersi (XXVI, 29), e che puniscono donne e bambini musulmani col fuoco (LXXXV, 5):

E non li tormentavano che per aver creduto in Allah, il Potente, il Degno di lode (LXXXV. Al-Burûj, 8)

Questi tiranni pretendono di rappresentare il mondo civile, e sono materialmente ricchi e tecnologicamente avanzati (XXVIII, 76). Così, coloro che sono ingannati da questo mondo scelgono di ignorare la loro miscredenza e il fatto che opprimano il prossimo; invece li ammirano e ammirano la loro società e la loro cultura, intimoriti, pensando dentro di loro:

se avessimo quello che è stato dato… (Corano XXVIII. Al-Qasas, 79)

…loro!

Pochi sapienti sinceri si alzano per cercare di aprire gli occhi alla gente (XXVIII, 80). Come risultato, alcuni musulmani si risvegliano ed emigrano verso le terre dell’Islâm dopo aver sofferto nelle terre del nemico (XVI, 110). Alcuni di loro sono perfino ispirati a combattere

per la causa di Allah e dei più deboli tra gli uomini, le donne e i bambini (Corano IV. An-Nisâ’, 75), per difenderli in varie parti del mondo.

Ma molti scelgono di restare nella terra del nemico, che sempre più li opprime (IV, 97)

Non solo questo, ma come negri domestici:

Seduti tranquillamente, dissero ai loro fratelli: “Se ci avessero obbedito, non sarebbero rimasti uccisi!” (Corano III. Âl-‘Imrân, 168)

Come se ciò non bastasse, e nonostante il fatto che i tiranni siano chiaramente

Alleati gli uni degli altri (V, 51; VIII, 73; XLV, 19)

E vogliano spingerci ad annacquare l’Islâm (LXVIII, 9), e nonostante essi saranno soddisfatti di noi solo se lo abbandoneremo totalmente, per seguire la loro via (II, 120), e nonostante essi non ci amino, sebbene alcuni di noi li amino (III, 119) – a dispetto di tutto ciò, i sapienti-al-servizio-del-dollaro rassicurano i loro alleati miscredenti tra la Gente del Libro, proclamandosi loro fedeli alleati nella Guerra al Terrorismo fino alla fine (LIX, 11).

Ma siccome

si barcamenano tra gli uni e gli altri, senza essere né di questi, né di quelli (Corano IV. An-Nisâ, 143)

ovviamente rassicurano anche noi, proclamando di essere credenti (II, 14), fingendo di desiderare la vittoria della Ummah.

Così, dovete fare i conti con colui che

se gli giunge una prova fa voltafaccia (Corano XXII. Al-Hajj, 11)

ma si ha anche il piacere di incontrare

uomini che sono stati fedeli al patto che avevano stretto con Allah (Corano XXXIII. Al-Ahzâb, 23)

e il cui

atteggiamento non cambia (Corano XXXIII. Al-Ahzâb, 23)

Così, quando leggete il Corano, vi trovate a confronto con una vasta gamma di personaggi con le loro caratteristiche, che spaziano dal meglio dell’umanità al suo lato peggiore. E al-Hasan al-Basri disse: “Coloro che vennero prima di voi vedevano il Corano come un insieme di messaggi da parte del loro Signore. Meditavano su di essi di notte e li mettevano in pratica di giorno”. Così, ora chiedetevi: quali di queste persone vorreste essere? Che scelta sto facendo? Questa è la sfida che il Corano vi pone dinanzi.

5) Poiché il Corano vi consolida in questo modo, considerate il fatto che, durante i giorni del mese di Ramadân, fondamentalmente voi sostituite una forma di nutrimento con un’altra. Vi sono vietati cibo e bevande e allo stesso tempo siete invitati a esplorare più in profondità il Corano. Pensate alla saggezza insita in ciò. Il punto è di farvi rendere conto che il vostro corpo può sopravvivere anche con una minima quantità di cibo e bevande, e che la fonte della vera vita – il nutrimento di cui non potete fare a meno – si trova solo nel Corano.

Recentemente, l’ho sperimentato anch’io. Dopo la mia sentenza in tribunale, sono stato immediatamente trasferito da Boston a Rhode Island, a Brooklyn, a Manhattan, poi di nuovo a Brooklyn, fino a Oklahoma City, e finalmente nel luogo dove mi trovo attualmente, nell’Indiana – un’operazione durata all’incirca sei settimane. A causa dei miei frequenti spostamenti aerei, non stavo mai in un posto abbastanza a lungo da poter ottenere una copia in arabo del Corano. È stato il periodo più lungo della mia vita in cui non ho avuto accesso al Corano, e potevo sentirlo. Quando infine arrivai qui e ne ottenni uno, mi sentii di nuovo approvvigionato.

6) Ciò mi porta al mio ultimo punto: approfittate del Corano finché avete accesso ad esso, poiché giungerà un tempo in cui nessuno vi potrà accedere. In un altro hadîth autentico, il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci avvertì che proprio prima della fine dei tempi “l’Islâm svanirà come il colore svanisce dal tessuto, al punto tale che nessuno saprà più nulla a proposito del digiuno, della preghiera, dei riti del pellegrinaggio, o della carità. E il Corano verrà elevato [a cielo] e svanirà durante la notte, cosicché non un solo versetto di esso rimarrà sulla terra…”

Tariq Mehanna (che Allah lo liberi)

Venerdì 21 Rajab 1434 (31 maggior 2013)

Terre Haute CMU

 

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