E di’: “È giunta la verità, la falsità è svanita”. Invero la falsità è destinata a svanire

[Dopo la conquista della Mecca] il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), allontanatosi dalla Ka’bah, avanzò verso i trecentosessanta idoli che la circondavano in largo cerchio; cavalcò tra questi e la Casa, ripetendo il versetto della Rivelazione:

وَقُلْ جَاءَ الْحَقُّ وَزَهَقَ الْبَاطِلُ ۚ إِنَّ الْبَاطِلَ كَانَ زَهُوقًا

E di’: “È giunta la verità, la falsità è svanita”. Invero la falsità è destinata a svanire (Corano XVII. Al-Isrâ’, 81)

E puntò il suo bastone verso gli idoli ad uno ad uno. Ogni volta che il suo bastone puntava un idolo, questo cadeva a faccia in avanti (Riportato in Sahîh al-Bukhârî).

Il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) dispiegava ogni sforzo per far fronte allo Shirk, preservando così il diritto di Allah, che è il Tawhîd. La protezione della Religione è più importante della preservazione di ogni altra cosa, ivi compresi il sangue, i beni e l’onore.

Nella “Spiegazione dello shirk e delle vie che vi conducono”, secondo la scuola Hanafita, shaykh Muhammad ibn ‘AbdirRahman al-Khumayyis ha intitolato il capitolo terzo: “Gli atti che conducono allo Shirk e contro i quali i sapienti Hanafiti hanno messo in guardia, difendendo il Tawhîd”. Tra questi atti che provocano o conducono allo Shirk troviamo: il decorare le tombe, l’elevare le tombe, le iscrizioni sulle tombe, il fatto di prendere le tombe come moschee o luoghi cerimoniali o simili.

La distruzione delle statue all’epoca del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui)

-‘Amr ibn Abassa (radiAllahu ‘anhu) riportò di aver chiesto al Messaggero di Allah sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Per che cosa ti ha inviato Allah?”. Rispose (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Per preservare i legami di parentela, per distruggere le statue e per mantenere l’unicità di Allah, in modo tale che nessuno Gli associ alcunché” (riportato da Muslim).

– Jâbir (radiAllahu ‘anhu) riferì: “Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) vietò di intonacare le tombe, e che esse divenissero dei luoghi di incontro per la gente, o che si costruisse su di esse” (Muslim)

– Thumama ibn Shafi’i riferì: “Eravamo con Fudalah ibn ‘Ubayd (radiAllahu ‘anhu) nel paese dei Romani, a Rodi, ed uno dei nostri amici morì. Fudalah ibn ‘Ubayd ordinò che gli fosse preparata una tomba e che fosse livellata, e spiegò: “Ho sentito il Messaggero di Allah ordinarci di livellare le tombe (al livello del suolo)” (Muslim).

Ibrâhîm Jili Hanafi commentò, a proposito di questo hadîth di Muslim “Sami’tu Rasûlullâhi (sallAllahu ‘alayhi waSallam) Ya’mur bitaswitiha”: “Taswiyah significa che le tombe sopraelevate con delle belle costruzioni devono essere distrutte” [Jili Kabîr, pag. 599, ed. Lahore, Suhayl Academy, 1987].

– Abû al-Hayaj Al-Asadi riportò che ‘Alî Ibn Abî Tâlib (che Allah sia soddisfatto di lui) gli disse: “Non vorresti che ti affidassi la stessa missione che mi affidò il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam)?”. Aggiunse: “Non lasciare alcuna statua senza demolirla, né alcuna tomba elevata senza raderla al suolo”. Questo hadîth è stato riportato anche da Habîb con la stessa catena di trasmissione, con l’aggiunta: “Alcun disegno senza cancellarlo” (Muslim).

Ibn Nujaym Hanafî commentò: “È corretto elevare le tombe di un palmo – ed è stato detto: fino a quattro dita di altezza – e ciò che ‘Alî (radiAllahu ‘anhu) disse nell’hadîth Sahîh a proposito dell’ordine di livellare/distruggere (sawaytaha) le tombe riguarda ciò che eccede [il palmo di altezza]” [“Bahr Ra’iq Sharh Kanz Daqa’iq, pag. 194, vol.2].

– Abû Umâmah (che Allah sia soddisfatto di lui) riportò che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Allah mi ha inviato perché fossi una misericordia per tutti e mi ha ordinato di demolire gli idoli” (Riportato dall’Imâm Ahmad).

– Adî ibn Hâtim (radiAllahu ‘anhu) riportò: “Andai a trovare il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui), con al collo una croce d’oro. Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) mi disse: “O Ady, togli quest’idolo”.” (riportato da at-Tirmidhi).

– Abû Hurayra radiAllahu ‘anhu) riportò che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Gli angeli non entrano in una casa che contenga delle statue o delle immagini” (riportato da al-Bukhârî e Muslim).

– Abû Muhammad al-Hadhali riferì che ‘Alî ibn Abî Tâlib (radiAllahu ‘anhu) riferì:

Il Messaggero di Allah partecipava ad un funerale, e disse: “Chi di voi partirà in città e non lascerà alcuna statua senza distruggerla, né alcuna tomba senza livellarla, né alcuna immagine senza cancellarla?”. Qualcuno rispose: “Io, o Messaggero di Allah!”. Partì, ma ritornò [senza averlo fatto] per paura della [reazione del]la popolazione. Allora ‘Alî disse: “Vado io, o Messaggero di Allah!”. Partì, e ritornò dicendo: “O Messaggero di Allah, non ho lasciato alcuna statua senza distruggerla, né alcuna tomba senza livellarla, né alcuna immagine senza cancellarla” (riportato dall’Imâm Ahmad).

Il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) inviò i suoi Compagni (che Allah si compiaccia di loro) in spedizione per distruggere gli idoli. Tra queste spedizioni, citiamo:

– La spedizione di Khâlid ibn Walîd per distruggere la statua al’Uzzah, venerata a Nakhla (riportato da An-Nassâ’i).

– La spedizione di ‘Amr ibn al-‘Ass (radiAllahu ‘anhu) per distruggere la statua Sawâ’ della tribù di Hasili.

– La spedizione di ‘Alî ibn Abî Tâlib (radiAllahu ‘anhu) per distruggere la statua al-Fells della tribù di Tay’.

– Le spedizioni di Sa’ad ibn Zayd al-Ash’hali per distruggere la statua Manat (venerata a Sayf-al-Bahr) e di Mughira ibn Shaaba e Abû Sufyân ibn Harb (radiAllahu ‘anhuma) per distruggere al-Lât (venerata a Ta’îf) [riportato da Ibn Sa’ad in “At-Tabakat”].

– La spedizione di Abû Sufyân e di Al-Mughira ibn Shu’bah per distruggere la statua Al-Lât dei Bani Thakif, una delegazione dei quali aveva chiesto al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) di lasciare la statua [ancora] per tre anni, poi per un anno, poi per un mese, ma il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) rifiutò ogni volta, e ordinò che fosse distrutta senza indugio (cfr. il commentario di Ibn al-Qayyim nel libro “Zad al-Ma’ad”, 3:600-601).

– La spedizione di Khâlid ibn al-Walîd (spedizione di Tabûk) per distruggere la statua Wada’.

La distruzione degli idoli da parte dei Compagni e dei Successori

– All’epoca del Califfo ‘Uthmân ibn ‘Affân (radiAllahu ‘anhu), ‘AbdurRahmân ibn Samra ibn Habîb distrusse la statua in oro sul monte di Al-Zone dopo la sua vittoria in Sajistan (Mu’jam al-Buldan, 2:434).

– Abû Mas’ûd rifiutò di entrare a casa di qualcuno che lo aveva invitato, perché nella casa si trovava un’immagine. Entrò in seguito, dopo che l’uomo aveva distrutto l’immagine (riportato da Al-Bayhâqî).

– Ibn Shayba riportò che Muhammad ibn Sirîn non lasciò ai Persiani né una statua senza distruggerla, né un fuoco senza spegnerlo [perché essi erano adoratori del fuoco, ndt].

– Abû ash-Shaykh riportò che ‘Umar ibn ‘Abdil-‘Azîz scrisse a Ady ibn Artat, ordinandogli di cancellare le immagini.

– Il capo guerriero Mahmûd al-Garnawi (360-421 H.) distrusse la grande statua “Sumenât” al tempo della conquista dell’India (cfr. “L’inizio e la Fine” di In Kathîr).

– Il popolo di Balakh aveva una grande statua, e quando abbracciarono l’Islâm, la distrussero (Talbîs Iblîs, 1:77).

In quanto ai sapienti delle diverse scuole giuridiche, esiste un ‘Ijmâ (consenso) sull’obbligo della distruzione degli idoli; citiamo a titolo d’esempio:

– La scuola Malikita: Al-Qurtubî dice nel suo Tafsîr: “E in questo versetto (Corano XVII, 81) vi è una prova sulla distruzione degli idoli in caso di capacità” (vol. 10, pag. 314).

– La scuola Hanafita: As-Sarkhassi dice: “E se si trovi nel bottino una croce in oro o in argento, o delle statue, o delle monete su cui siano raffigurate statue, l’Imâm deve distruggere tutto ciò” (Sharh as-Syar al-Kabîr, 3:1052). Il mullah ‘Alî – il commentatore – ha riportato inoltre le parole degli eruditi riguardanti l’obbligo di distruggere le immagini di esseri viventi [Murqât al-Mafatih, 4:177).

– La scuola Shafi’ita: Zakariya al-Ansarî ha detto: “È obbligatorio per ogni Mukallaf [qualsiasi musulmano pubere] capace [di farlo] distruggere le statue” (Asna al-Matalib, 2:346). L’Imâm ash-Shafi’i a riportato che gli a’imma della Mecca ordinavano di distruggere le statue scolpite sulle tombe (L’interpretazione di An-Nawâwî di Muslim, capitolo: i funerali). È stato inoltre riportato il consenso degli eruditi sulla proibizione di scolpire delle statue sulle tombe (Taysir al-‘Azîz al-Hamîd, pag. 332).

– La scuola Hanbalita: Ibn Al-Qayyim ha detto: “Allah ha inviato il Suo Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam) per distruggere le statue e perché sia adorato Lui Solo, senza attribuirGli associati” (Rawdatu-l-Muhibbîn, pag. 481).

Vi è una differenza tra le statue che sono adorate e quelle che non lo sono?

Le prove sulla distruzione delle statue sono generali e non distinguono tra le statue che sono adorate e quelle che si presume siano di “interesse culturale o economico o turistico”. L’ordine di demolire le immagini e le statue è generale e non comprende alcuna specificazione.

Le cause dell’ordine di distruzione non si limitano all’adorazione delle statue, ma altre cause entrano in gioco: l’imitazione della creazione di Allah, l’imitazione dell’agire dei politeisti (secondo l’hadîth: “Chi imita un popolo, ne fa parte”, riferito da Ibn ‘Umar (radiAllahu ‘anhuma)).

Dice Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo):

ا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا إِنَّمَا الْخَمْرُ وَالْمَيْسِرُ وَالْأَنصَابُ وَالْأَزْلَامُ رِجْسٌ مِّنْ عَمَلِ الشَّيْطَانِ فَاجْتَنِبُوهُ لَعَلَّكُمْ تُفْلِحُونَ

O voi che credete, in verità la bevanda inebriante, il gioco d’azzardo, le pietre idolatriche, le frecce divinatorie, sono immonde opere di Satana. Evitatele, affinché possiate prosperare (Corano V. Al-Mâ’ida, 90)

E Jâbir (radiAllahu ‘anhu) riferì che Allah e il Suo Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam) hanno vietato la vendita della bevanda inebriante, della bestia trovata morta, del sangue, del porco e delle statue (riportato da Al-Bukhârî).

Come si può descrivere ciò che Allah Ta’ala ha chiamato abominio “un patrimonio culturale”?

D’altra parte, i Quraysh adoravano le loro statue, nonostante sapessere perfettamente che esse non erano capaci di creare, sovvenire ai loro bisogni, donare la vita e la morte. Esse rappresentavano tuttavia qualcosa di sacro per loro. Allah, Gloria a Lui, l’Altissimo, dice, a proposito degli idolatri:

وَلَئِن سَأَلْتَهُم مَّنْ خَلَقَ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضَ وَسَخَّرَ الشَّمْسَ وَالْقَمَرَ لَيَقُولُنَّ اللَّهُ ۖ فَأَنَّىٰ يُؤْفَكُونَ

“Chi ha creato i cieli e la terra e ha sottomesso il sole e la luna?”. Certamente risponderanno: “Allah”. Perché poi si distolgono [dalla retta via]? (Corano XXIX. Al-‘Ankabût, 61)

وَلَئِن سَأَلْتَهُم مَّن نَّزَّلَ مِنَ السَّمَاءِ مَاءً فَأَحْيَا بِهِ الْأَرْضَ مِن بَعْدِ مَوْتِهَا لَيَقُولُنَّ اللَّهُ ۚ قُلِ الْحَمْدُ لِلَّهِ ۚ بَلْ أَكْثَرُهُمْ لَا يَعْقِلُونَ

Se domandi loro: “Chi fa scendere l’acqua dal cielo e ridà vita alla terra che già era morta?”. Certamente risponderanno: “Allah”. Di’: “La lode appartiene ad Allah!”. Ma la maggior parte di loro non ragiona (Corano XXIX. Al-‘Ankabût, 63)

وَلَئِن سَأَلْتَهُم مَّنْ خَلَقَ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضَ لَيَقُولُنَّ اللَّهُ ۚ قُلْ أَفَرَأَيْتُم مَّا تَدْعُونَ مِن دُونِ اللَّهِ إِنْ أَرَادَنِيَ اللَّهُ بِضُرٍّ هَلْ هُنَّ كَاشِفَاتُ ضُرِّهِ أَوْ أَرَادَنِي بِرَحْمَةٍ هَلْ هُنَّ مُمْسِكَاتُ رَحْمَتِهِ ۚ قُلْ حَسْبِيَ اللَّهُ ۖ عَلَيْهِ يَتَوَكَّلُ الْمُتَوَكِّلُونَ

Se domandassi loro: “Chi ha creato i cieli e la terra?”, certamente risponderebbero: “Allah”. Di’: “Considerate allora coloro che invocate all’infuori di Allah. Se Allah volesse un male per me, saprebbero dissiparlo? Se volesse per me una misericordia, saprebbero trattenere la Sua misericordia?”. Di’: “Allah mi basta: in Lui confidino coloro che confidano” (Corano XXXIX. Az-Zumar, 38)

Perciò, i Quraysh sapevano benissimo che Allah è il Solo Creatore, ma ciò non impediva loro di adorare le statue. Queste ultime sono descritte da Allah come idoli e divinità, e – di conseguenza – i Quraysh sono indicati nel Corano come idolatri e mushrikîn (politeisti). Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) riportò il commento del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) a proposito del versetto coranico:

وَقَالُوا لَا تَذَرُنَّ آلِهَتَكُمْ وَلَا تَذَرُنَّ وَدًّا وَلَا سُوَاعًا وَلَا يَغُوثَ وَيَعُوقَ وَنَسْرًا

e hanno detto: Non abbandonate i vostri dèi, non abbandonate né Wadd, né Suwâ, né Yaghûth, né Yaûq, né Nasr (Corano LXXI. Nûh, 23)

Si tratta di uomini virtuosi della tribù di Nûh (Noè, pace su di lui). Quando morirono, il diavolo ispirò al loro popolo di innalzare, nei luoghi frequentati da questi uomini, delle statue cui furono imposti i loro nomi. Lo fecero, e all’inizio non adorarono le statue (in questione), ma quando costoro perirono e la scienza disparve, furono allora adorate” (riportato da Muslim).

A proposito delle vestigia

In quanto alle vestigia, possiamo distinguere tre tipi:

1 – Le statue all’interno delle chiese e dei luoghi di culto che fanno parte di un patto. Esse restano intoccabili a condizione che non siano trasportate all’esterno. Così, una delle condizioni stabilite da ‘Umar ibn Al-Khattâb a proposito dei non musulmani aventi concluso un patto (Ahl adh-Dhumma) era: “Non suoneremo le campane che leggermente e all’interno delle chiese, e non metteremo in mostra alcuna croce; e non faremo uscire né croce, né libro nel mercato dei musulmani” (cfr. Ahkam Ahl adh-Dhumma, vol. 2, p. 719, di Ibn Al-Qayyim).

2 – Le statue così grandi e solide che i musulmani non siano riusciti a distruggere. Così, Ar-Rashîd utilizzò le asce e il fuoco per distruggere le statue persiane, ma invano. Al-Ma’mûn richiamò manodopera per distruggere le piramidi d’Egitto, ma invano.

3 – Le statue che erano sepolte, e non sono riapparse se non dopo la fine delle spedizioni islamiche, come il tempio “Abu Simbel” in Egitto (cfr. Az-Zarkali, “La Penisola Araba”, 4:1188).

In quanto a coloro che sostengono che ‘Amr ibn Al-‘Ass (radiAllahu ‘anhu) abbia lasciato stare [volutamente] le statue in Egitto, ricade su di loro l’ onere di fornire la prova del fatto che ‘Amr ibn Al-‘Ass abbia visto queste statue, e fosse in grado di distruggerle. Abbiamo visto che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) aveva inviato ‘Amr ibn Al-‘Ass per distruggere le statue degli Arabi; come si può allora sostenere che ‘Amr ibn Al-‘Ass abbia lasciato [volutamente] le statue egiziane?

Bisogna lasciare le statue antiche perché servano da lezione per le future generazioni?

Allah l’Altissimo e il Suo Messaggero (SallAllahu ‘alayhi waSallam) hanno ordinato di distruggere le statue, come abbiamo visto poc’anzi.

Inoltre, il Profeta stesso (sallAllahu ‘alayhi waSallam) distrusse trecentosessanta statue alla Mecca; come mai non le lasciò perché servissero di lezione per le future generazioni?

وَمَا كَانَ لِمُؤْمِنٍ وَلَا مُؤْمِنَةٍ إِذَا قَضَى اللَّهُ وَرَسُولُهُ أَمْرًا أَن يَكُونَ لَهُمُ الْخِيَرَةُ مِنْ أَمْرِهِمْ ۗ وَمَن يَعْصِ اللَّهَ وَرَسُولَهُ فَقَدْ ضَلَّ ضَلَالًا مُّبِينًا

Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia (Corano XXXIII. Al-Ahzâb, 36)

Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Seguite la mia Sunnah e la Sunnah dei Califfi virtuosi che mi succederanno, tenetevici stretti coi molari”.

Bisogna lasciare le statue per evitare rappresaglie?

L’interesse imminente risiede nel mantenimento dell’unicità di Allah e dei suoi pilastri, e nella distruzione dei simboli della miscredenza, e non esiste cosa più dannosa di lasciare le statue, quando si sia in grado di distruggerle.

Così, il Profeta Ibrâhîm (Abramo, pace su di lui) non si curò della reazione del suo popolo, e non esitò a distruggere le statue. Inoltre, dopo aver accettato l’Islâm, una delegazione della tribù Thaqif partì per incontrare il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), chiedendogli che lasciasse loro la statua Lât per tre anni ancora, per timore di rappresaglie e sperando che altri abbracciassero l’Islâm. Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) rifiutò. Gli chiesero allora di lasciarla per un anno, ma egli rifiutò. Chiesero un mese, e rifiutò di nuovo. Egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) inviò poi Abû Sufyân ibn Harb al-Mughira ibn Shu’ba per distruggerla. L’Imâm Ibn Al-Qayyim commentò questa storia dicendo: “È dunque vietato lasciare i luoghi di shirk e di Taghût un solo giorno, quando si sia in grado di distruggerli” (Za’d al-Ma’ad, 3:601).

Concludendo, la distruzione degli idoli nelle terre dell’Islâm è un ordine di Allah e una tradizione del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), ripetuta da tutti i suoi Compagni e da coloro che vennero dopo di loro, ed è un segno di dignità.

E Allah l’Altissimo dice:

فَمَن يَكْفُرْ بِالطَّاغُوتِ وَيُؤْمِن بِاللَّهِ فَقَدِ اسْتَمْسَكَ بِالْعُرْوَةِ الْوُثْقَىٰ لَا انفِصَامَ لَهَا

Chi dunque rifiuta l’idolo e crede in Allah, si aggrappa all’impugnatura più salda senza rischio di cedimenti (Corano II. Al-Baqara, 256)

قَدْ كَانَتْ لَكُمْ أُسْوَةٌ حَسَنَةٌ فِي إِبْرَاهِيمَ وَالَّذِينَ مَعَهُ إِذْ قَالُوا لِقَوْمِهِمْ إِنَّا بُرَآءُ مِنكُمْ وَمِمَّا تَعْبُدُونَ مِن دُونِ اللَّهِ كَفَرْنَا بِكُمْ وَبَدَا بَيْنَنَا وَبَيْنَكُمُ الْعَدَاوَةُ وَالْبَغْضَاءُ أَبَدًا حَتَّىٰ تُؤْمِنُوا بِاللَّهِ وَحْدَهُ

Avete avuto un bell’esempio in Abramo e in coloro che erano con lui, quando dissero alla loro gente: “Noi ci dissociamo da voi e da quel che adorate all’infuori di Allah: vi rinneghiamo. Tra noi e voi è sorta inimicizia e odio [che continueranno] ininterrotti, finché non crederete in Allah, l’Unico” (Corano LX. Al-Mumtahana, 4)

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3 thoughts on “E di’: “È giunta la verità, la falsità è svanita”. Invero la falsità è destinata a svanire

  1. BISMILLAHIRRAHMANIRRAHIM
    Assalamu ‘alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu
    Alhamdulillah, i musulmani dell’Azawad stanno demolendo gli idoli di Timbuctu. Questa è Sunna nella sua forma piu’ pura.

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

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