Una sorella aggredita e umiliata dalla polizia belga a causa del suo niqab

Bruxelles/Molenbeek-Saint-Jean

Stéphanie è una musulmana belga che indossa il niqâb da quattro anni. Giovedì scorso un controllo d’identità da parte della polizia è degenerato e la giovane donna è stata malmenata e umiliata dalla polizia, nonostante avesse ottemperato alle richieste degli agenti, mostrando loro la propria carta d’identità e scoprendo il viso per il riconoscimento, sulla pubblica via.

Stéphanie durante la conferenza stampa

Trascinata al commissariato, un gruppo di poliziotte le ha chiesto di rimuovere tutti i suoi abiti, per procedere alla perquisizione corporale. Secondo la testimonianza della sorella, il chiaro scopo degli agenti in questione era soltanto quello di umiliarla, non avendo ella commesso altro “reato” se non quello di aver indossato il niqâb! La sorella ha dunque rifiutato; sono allora intervenuti degli altri agenti (uomini) che l’hanno ammanettata e le hanno strappato il jilbâb e tutti gli abiti. Nella colluttazione, Stéphanie stava per essere strangolata, mentre gli agenti si sedevano sopra di lei e la schiacciavano al suolo. Uno degli agenti ha poi mimato il gesto di violentarla, chiamandola “prostituta”, e altre parole peggiori.

Stéphanie ha quindi dato una testata ad un’agente donna, spaccandole il naso. La sorella ha evidentemente agito per legittima difesa, dato che si trovava ormai completamente nuda, nelle mani dei suoi aguzzini che stavano per soffocarla, mentre tutti gli altri agenti del commissariato si prendevano gioco di lei. È infine stata trasportata all’ospitale, dove i medici hanno riscontrato una commozione cerebrale oltre a numerose ecchimosi.

La sorella ha poi tenuto una conferenza stampa per raccontare l’accaduto, ma il video è stato rimosso da YouTube, ufficialmente per la presenza nello stesso del portaparola dell’associazionSharia4Belgium, Abu Imran; in verità, per zittire la sorella e dare in pasto all’opinione pubblica l’incredibile versione secondo cui la sorella invece che vittima sarebbe colpevole dell’aggressione alla poliziotta, cui ha rotto il naso per legittima difesa, così come raccontano oggi i mass media belgi.

Questa storia è purtroppo simile alla “versione ufficiale” della vicenda di Aafia Siddiqui, accusata di aver disarmato e sparato ad un soldato americano in una base USA in Afghanistan, ritrovandosi poi in ospedale ferita! Nel caso di Aafia, fino ad ora cercano di coprire la realtà dei fatti, ossia il rapimento e le torture subìte per anni da Aafia e dai suoi bambini nelle mani degli Americani, e la probabile uccisione del suo neonato.

Che Allah ci protegga dal loro male e dalle loro menzogne, Allah ci basta, Egli è il migliore dei Protettori!

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21 thoughts on “Una sorella aggredita e umiliata dalla polizia belga a causa del suo niqab

  1. Pingback: Un’eroessa di nome Stephanie! | storiedalloccidente

  2. Proprio per questo io non sono d’accordo a portare un abito islamicamente piu’ corretto in un paese Kafir. Si rischia solo di innescare cose del genere. Dicono i sapienti((درء المفاسد مقدم على جلب المصالح)) cioe’ allontanare il Male e’ una priorita’ rispetto a portare vantaggi

    • As-salâmu ‘alaykum waRahmatullâhi waBarakâtuHu,

      Sorella Huda, in realtà la mashala che hai riportato non si riferisce al caso in questione. Innanzitutto, come ben sai, ci sono sapienti che ritengono il niqâb obbligatorio, non semplicemente “più corretto”. Inoltre, anche per chi consideri il niqâb “semplicemente” raccomandato/preferibile, nel momento in cui si decida di indossarlo si dovrebbe avere il diritto di farlo, dato che non si sta facendo del male ad alcuno, e in quei paesi – anche occidentali, come il Regno Unito – dove le sorelle (per ora!) non solo hanno il diritto di camminare per strada, ma anche di lavorare nell’amministrazione pubblica col loro velo integrale, non si sono mai riscontrati problemi legati allo stesso velo. Al massimo, ci sono stati singoli episodi di razzismo, prontamente repressi dalle stesse autorità non musulmane, con tanto di condanne.

      Io ritengo gravissimo – soprattutto da parte di una donna, per di più musulmana – dichiarare che “per questo”, cioè per le conseguenze nefaste provocate dai poliziotti che hanno malmenato Stéphanie, suggeriamo di NON indossare il niqâb, diciamo così “per la pace sociale”!? Ma sorella, subhanallâh, forse tu non sai che in Belgio è vietato andare a scuola con un semplice fazzolettino sulla testa… Non si tratta più, dunque, di indossare un hijâb “meno” corretto, non trovi? Cosa consigli alle quindicenni belghe? Di entrare a scuola con la testa scoperta? O di rinunciare agli studi? Perché queste, in buona sostanza, sono le opzioni che si presentano ad una ragazza che non sia tanto ricca da potersi pagare gli studi per corrispondenza, eppoi dicono di volerle liberare!! E Allah ci basta, Egli è il migliore dei Protettori!

      Sorella Huda, se studiamo la storia, è sempre cominciato così, anche ai Moriscos andalusi era stata promessa l’incolumità, poi – passo dopo passo – quelli cui andò bene furono deportati sulle coste del Maghreb, gli altri furono costretti all’apostasia, e quelli che rifiutarono finirono sul rogo, subhanallâh! Ma forse questi particolari sono stati censurati dai libri di storia che fanno leggere in occidente, vero? Chissà come mai?

      Hanno cominciato con la legge contro l’hijâb nelle scuole, poi hanno visto che i musulmani nascondevano la testa sotto la sabbia e sono passati alla legge anti-niqâb. Adesso vogliono proibire la preghiera su suolo pubblico (cioè di quei poveretti che – non trovando posto negli scantinati adibiti a moschea – pregano cinque minuti sul marciapiede!). Dopo, cosa vieteranno? E noi staremo ancora con la testa sotto la sabbia, fino a quando non ci avranno vietato di dire “lâ ilâha illa Allâh”, o la rialzeremo prima?!

      Vorrei anche dirti che durante la famosa conferenza stampa di Stéphanie, ora (ovviamente) censurata, un giornalista ad un certo punto ha provocato Abu Imrân dicendogli in sostanza: “Ma se a voi non va bene la nostra legge, perché state QUI? Tornate a casa vostra!”. Subhanallâh, sorella, ecco il punto! Ma Abu Imrân ha risposto – a mio modesto parere – correttamente, dicendo: “Sapevo già che avreste fatto questa domanda provocatoria. La signora qui presente È BELGA, dove dovrebbe tornare secondo lei?”. Sorella Huda, anch’io consiglierei – e consiglio tuttavia – alle sorelle in Francia e in Belgio di emigrare, è persino troppo ovvio… Ma è impensabile che 2-3 milioni di persone emigrino tutte insieme, per andare dove? Non tutti hanno la possibilità concreta di emigrare… Abu Imrân ha poi fatto notare che nel caso in cui il governo Belga e gli altri governi europei si ritirassero dalle nostre terre occupate, smettessero di interferire negli affari interni dei paesi islamici e lasciassero davvero il popolo musulmano libero di decidere del proprio futuro, mashaa Allâh, chi di noi non partirebbe DOMANI per il Dâr al-Islâm? Ma attualmente, dove potrebbe andare la sorella? In un paese straniero, con un governo non realmente islamico, magari sotto i bombardamenti?? Se ci fosse uno stato islamico che offrisse alle sorelle oppresse e alle loro famiglie la stessa accoglienza che veniva loro offerta ai tempi della Medina del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), questi giornalisti pensano che Stéphanie non emigrerebbe domani stesso? Pensano forse che si diverta a farsi aggredire per strada dai poliziotti che avrebbero il compito di proteggerla, solo perché indossa il velo?? Allah ci basta, Egli è il migliore dei Protettori!

      Subhanallâh sorella Huda, dobbiamo svegliarci tutti ed essere magari un po’ più solidali con le nostre sorelle aggredite, anche se (per ora) dove abitiamo queste cose non accadono, o accadono un po’ meno spesso. Subhanallâh, è nostra sorella, è stata spogliata nuda in un commissariato di polizia, subhanallâh, anche se avessero spogliato nuda una miscredente, senza altro motivo che quello di umiliarla, io protesterei, perché semplicemente è contro la dignità umana… Anche i belgi che abbiano un po’ di onore, guardando il video, penso si siano resi conto di questo, e si siano vergognati che un poliziotto, uno che viene pagato con le loro tasse per difendere le vittime, si sia permesso di mimare uno stupro dicendo ad una povera donna innocente: “Guarda che qui è peggio che Guantanamo”, chiamandola prostituta e altre parole peggiori, subhanallâh! Per questo hanno censurato il video, perché si vergognano del comportamento della loro stessa polizia, allora devono girare le carte, trasformando le vittime in carnefici, che Allah ci protegga.

      Certo che se poi gli stessi musulmani/e, invece che sostenere le proprie sorelle oppresse, cadono nel tranello mediatico, davvero ci aspettano tempi bui, che Allah ci protegga âmîn.
      E che Allah Ta’ala ricompensi fratello Abu Imrân per aver difeso l’onore di sua sorella e lo protegga, âmîn.
      Che Allah ci protegga tutti dagli ingiusti, âmîn.
      Wa-s-salâm

      ‘Aisha

      • Sorella Aisha concordo pienamente con te, io sono italiana e voglio poter seguire e praticare la mia religione con la massima libertà, l’occidente si vanta di essere un luogo che permette libertà di espressione e una delle cose che usano contro il niqab o hijab o qualsiasi abito musulmano è proprio quella che vogliono liberare noi donne, darci la libertà di esprimerci e allora io dico
        “AIUTAMI AD ESPRIMERMI,
        AIUTAMI AD ESSERE LIBERA DI PORTARE il niqab o l’hijab o un abito che copra la mia bellezza perchè LO VOGLIO IO,
        NON SONO UN OGGETTO e NON SONO UNA DONNA PER TUTTI,
        IO SONO BELLA PER CHI VOGLIO IO,
        VOGLIO ESSERE LIBERA di SCEGLIERE IL VESTIARIO,
        LIBERA di LAVORARE,
        LIBERA di ANDARE IN GIRO SENZA avere PAURA”
        se non mi lasci fare tutto questo allora TACI non sei un luogo di libertà ma di costrizione!

  3. Aisha Farina, Jazakhllahu kairan per il tuo commento perchè esprime esattamente il mio punto di vista! Non dobbiamo “adeguarci” agli sbagli occidentali, ma dobbiamo distinguerci, essere unite fi Llah!

  4. BISMI ALLAH ARAHMENI ARAHIM.As-Salamualeikum wa Rahmatullà wa Barakatu, io ho vissuto in Belgio e sono stata fermata dalla polizia belga fatta scendere insieme a mio marito lui con barba e io col classico velo,mostriamo i documenti i miei italiani e il suo, Uno dei poliziotti si mise a rovistare nella mia borsa io prontamente in italiano gli ho detto come ti permetti? che diritto hai? hai un mandato? questo con arroganza mi dice stai zitta il collega lo allontana ….mio marito nella parte fiamminga precedentemente era stato tenuto in centro di accoglienza e lo hanno rilasciato dopo una settimana di digiuno di acqua e mangiare….

    • Salam waRahma sorella,
      Ecco, la tua testimonianza e’ una prova – se ancora ce ne fosse bisogno – del fatto che non sono accaniti “semplicemente” contro il niqab, ma anche contro un semplice foulard, e Allah ci basta, Egli e’ il migliore dei Protettori.
      Barakallahu fiki sorella,
      wasalam

  5. Scusa sorella Aisha, perché dici che non c’è un Paese islamico in cui poterci trasferire? Io per esempio sto per trasferirmi in Arabia saudita: lì si trova lavoro, si può tranquillamente girare in niqab e non c’è nessunissimo problema. Se andassimo a vivere tutte lì i nostri guai finirebbero. Perché non venite anche voi?

    • Salam sorella,
      Mashaa Allah sorella, che Allah ti benedica e ti faciliti la tua emigrazione amin!
      Barakallahu fiki sorella per la proposta, se mi trovi un lavoro e un visto per tutta la famiglia, inshaa Allah partiamo domani, fammi sapere che ti mando il curriculum inshaa Allah :))
      Che Allah ci faciliti sorella, purtroppo non e’ cosi’ facile, se stai per partire per Bilad al-Haramayn saprai benissimo che senza un contratto e uno “sponsor” saudita, l’attuale governo al massimo ti da’ un visto turistico, di certo non ti facilita la “hijrah”. Magari quando cambieranno i governi nel Dar al-Islam sara’ piu’ facile per i musulmani con una ‘aqidah corretta emigrare, che Allah ci faciliti tutti amin.
      Vorrei comunque precisare che io alhamdulillah non abito in Italia e non ho alcun problema a livello di niqab, alhamdulillah; mi sento tuttavia in dovere di difendere almeno a parole le mie sorelle oppresse semplicemente a causa del loro velo, che Allah le faciliti e faciliti tutti noi, amin.
      Buon viaggio sorella, che Allah ti protegga e ti accompagni amin,
      wasalam
      Aisha

    • BismiLlah Al Rahman Al Rahim
      alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

      Assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu habibty Fatima,
      mi farebbe tanto piacere fare la tua conoscenza in sha’a Llah. Anch’io sono in Arabia, maa sha’a Llah! Chissa’ che non ci possiamo incontrare bi izni Llah!
      ukhtuki bushra

  6. Hai ragione sorella, io sono fortunata perché mio marito ha trovato lavoro in Arabia. Non vedo l’ora di viverci perché sono ritornata all’islam da poco e secondo me è giusto che noi musulmani scegliamo di vivere in un paese che ci permette di essere pienamente noi stessi. Io però vorrei indossare il burqa, non il niqab, perché la parte più attraente del viso sono gli occhi e mi sembra assurdo coprire tutto il resto e lasciare scoperti proprio quelli. Io non approvo i fratelli e le sorelle che decidono di vivere in occidente. Molte di noi sono sposate con arabi e non è difficile tornare al paese del marito, se davvero si vuole. Non sono d’accordo con la sorella Nadia che dice che le donne devono lavorare. Hanno già tanto lavoro dentro casa, devono preoccuparsi solo di quello.

    • Salam warahma,
      Sorella, penso che nessuna di noi sia “felice” di vivere in occidente, meno che mai in Paesi come il Belgio, dove siamo arrivati al punto in cui la polizia attenta all’onore delle nostre sorelle impunemente… Tuttavia, sorella purtroppo nei Paesi di origine di molti dei nostri mariti vi sono governi corrotti, per cui i fratelli che osassero porre il piedino in quei Paesi si troverebbero come minimo in una prigione sotterranea, che Allah li protegga! Alhamdulillah le cose stanno cambiando e il risveglio islamico e’ cominciato, mashaa Allah, speriamo che i governi della regione cambino in meglio e che venga davvero applicata la Legge di Allah sulla Sua terra, amin ya Rabb.
      Per quanto riguarda il lavoro, sorella Nadia ovviamente si riferiva ad un lavoro “halal”, dunque in un ambiente islamico. Oppure un lavoro da casa. Sorella, se nessuna si noi lavorasse, chi farebbe l’insegnante nelle scuole delle nostre figlie? Certamente, la prima occupazione di una donna musulmana deve essere quella di accudire la famiglia mashaa Allah, tuttavia ci sono tante sorelle che mashaa Allah riescono a coniugare il ruolo di moglie e mamma con quello di insegnante, medico, infermiera, ecc… Ovviamente in un contesto halal, e a questo penso si riferisse sorella Nadia, wAllahu a’alam.
      Inoltre, sorella mia, ci sono tante sorelle che sono costrette a lavorare anche in ambienti non del tutto (o per niente) islamici, per esempio in Italia. Sorella, se ci fosse una ummah degna di questo nome, mashaa Allah gli uomini dovrebbero occuparsi delle loro sorelle, mantenerle, ecc… comprese le vedove, le donne divorziate, le nubili (per esempio convertite non ancora sposate), ecc… purtroppo siamo ben lontani da una ummah ideale, che Allah ci guidi tutti amin!
      Un abbraccio sorella, facci sapere poi come va nel Bilad al-Haramayn, che Allah vi protegga amin,
      wasalam
      Aisha

  7. Assalam alaykum sorelle, mi permetto di esprimere il mio punto di vista sul fatto lavorativo…nella realtà di oggi le donne devono rendersi autonome in questo mondo purtroppo perchè non si sa mai cosa può succedere, solo Allah swt lo sa!! Io ho sempre studiato e lavorato, Hamdullillah e mio marito (arabo, musulmano) è disoccupato da un po’ e non riesce a trovare, quindi IO lo mantengo!!! non mi passa in testa l’idea di piantarmi in casa e stare a guardare o divorziare e cercarmi uno più “attivo” perchè può succedere a chiunque di ritrovarsi così con questa crisi! tra l’altro, ha trascorso alcuni mesi nel suo paese di origine, ma le possibilità erano scarse e i lavori poco retribuiti rispetto a qui in occidente, quindi abbiamo deciso che era meglio stare qui piuttosto che andare là all’avventura a mangiare le pietre! Ci rendiamo conto del mondo in cui viviamo??? Allah swt sa cosa c’è nel mio cuore e io sono comunque orgogliosa di mantenere la mia famiglia! Inchallah le cose cambieranno, ma per ora stanno così, e io accudisco la mia famiglia e cucino tutti i giorni lo stesso. A.Hajar

    • BismiLlah Al Rahman Al Rahim
      alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

      Ua alaikum assalam ua rahmatu Llahi ua barakatuhu habibty Hajar,
      alhamduliLlah, che Allah swt ti rafforzi e benedica te e la tua famiglia maa sha’a Llah. Hai proprio ragione, ci vuole una gran forza di sti tempi, alhamduliLlah che Allah swt ci e’ sempre vicino. Ti volgio bene habibty
      ukhtuki bushra

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