Perché mi sono innamorata del velo


بسم الله الرحمان الرحيم

Assalamu ‘alaykum waRahmatullahi Ta’ala waBarakatuHu.

MashaAllah, ho trovato la traduzione di questo bell’articolo della sorella Yvonne Ridley sul forum Discussioni sull’Islâm, jazakillahu khayran Nicolvaleri.

Politici e giornalisti amano proprio scrivere sull’oppressione della donna Musulmana… senza nemmeno parlare con le donne che sono sotto il velo. Essi non hanno proprio idea di come le Donne Musulmane siano protette e rispettate all’interno della cornice islamica che fu costruita più di 1400 anni fa. Eppure ancora scrivono a proposito delle questioni culturali come ad esempio le spose bambine, la circoncisione femminile, i delitti d’onore e i matrimoni imposti; erroneamente credono di esprimersi con cognizione di causa. E sono stufa che l’Arabia Saudita sia citata come esempio di come le donne siano soggiogate in un paese dove viene vietato loro di guidare. Le sopracitate questioni non hanno proprio nulla a che vedere con l’Islam eppure ancora scrivono e parlano di loro con un aria autoritaria in maniera arrogante, incolpano erroneamente l’Islam. Per piacere non confondete il comportamento culturale con l’Islam.
Mi è stato chiesto di scrivere come l’Islam permetta agli uomini di picchiare le proprie mogli. Mi spiace per voi, ma non è vero. Si’, sono sicura che chi fa della critica sull’Islam citerà a caso qualche verso Coranico o Hadith ma sono tutti presi fuori dal contesto. Se un uomo alza un dito su sua moglie, non gli è permesso lasciare nessun segno sul suo corpo… è un altro modo per il Corano per dire :”non picchiare tua moglie, sciocco”.
Ora diamo uno sguardo a delle interessantissime statistiche, hmm. Sento quasi solo le parole “da che pulpito viene la predica” (ndt gioco di parole con pot kettle black ). Secondo la National Domestic Violence Hotline, quattro milioni di donne americane sperimentano una grave aggressione dal proprio partner in una media di 12 mesi. Su questa media, più di tre donne sono assassinate dai loro mariti e fidanzati ogni giorno… questo equivale a 5.500 donne picchiate a morte sin dall’11 settembre. Alcuni potrebbero dire che questa è una scioccante criminizzazione su tale società civilizzata, ma prima che io sembri troppo compiaciuta, devo dire che la violenza contro le donne è una questione globale. Gli uomini violenti non vengono da nessuna particolare categoria culturale o religiosa. La realtà è che una donna su tre in tutto il mondo è stata picchiata, costretta a fare sesso o altrimenti abusata durante la sua vita.
La violenza contro le donne trascende la religione, la ricchezza, la classe sociale, il colore della pelle e la cultura. Comunque, finchè l’Islam è entrato in scena le donne erano trattate come esseri inferiori. Infatti noi donne abbiamo ancora un problema in occidente dove gli uomini pensano di essere superiori. Ciò si riflette nella struttura delle paghe e delle promozioni; proprio attraverso la gamma che va dalle donne delle pulizie alle donne in carriera che lo attuano nel consiglio di amministrazione. Le donne occidentali sono ancora trattate come prodotti, dove la schiavitù sessuale è in rialzo, mascherata da eufemismo di marketing, dove i corpi delle donne sono commercializzati nel mondo della pubblicità. Come ho detto prima, questa è una società dove lo stupro, l’aggressione sessuale e la violenza sulle donne è un luogo comune, una società dove l’uguaglianza tra uomini e donne è un’illusione, una società dove il potere femminile o la sua influenza si relaziona solo sulla misura del suo seno.
Un tempo vedevo le donne col velo come creature silenziose, oppresse ed ora le vedo piene di talento, abili e piene di risorse dove il loro senso di “leale relazione tra sorelle” sbiadisce il femminismo occidentale e lo porta all’insignificanza. Il mio punto di vista è cambiato dopo la terrificante esperienza di essere stata arrestata dai Talebani per essermi intrufolata in Afghanistan nel settembre 2001 indossando il burka. Durante i dieci giorni di prigionia, ho fatto un patto, per cui se loro mi avessero lasciata andare io avrei letto il Corano e studiato l’Islam. Contro ogni probabilità, il patto funzionò e fui rilasciata. In cambio ho mantenuto la parola, ma come giornalista che si occupava di Medioriente ho realizzato che avevo bisogno di espandere la mia conoscenza di una religione che mi appariva un modo di vivere.
E no. Non sono una vittima della sindrome di Stoccolma. Per essere una vittima devi essere legata a chi ti cattura. Durante la mia prigionia ho litigato, ho giurato, maledetto e insultato i miei carcerieri, come pure ho rifiutato il cibo e ho fatto lo sciopero della fame. Non so chi fosse più felice quando fui liberata- loro o io! Leggere il Corano sarebbe stato, pensai, un esercizio accademico semplicissimo. Rimasi sbalordita nello scoprire che esso dichiarava chiaramente che le donne siano eguali spiritualmente, nell’educazione e nel loro valore. Il dono da parte di una donna di un figlio e il suo allevamento è molto preso in considerazione come qualità e attributo. Le donne Musulmane dicono con orgoglio di essere le governanti della famiglia e della casa. Inoltre il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse che la persona più importante in casa è la madre, la madre e la madre. Infatti disse anche che il paradiso giace ai piedi della madre. Quante donne cercano di essere prime della lista per essere semplicemente una “grande madre?” Con l’islam scegliere di rimanere a casa e crescere i figli dà una nuova dignità e rispetto ai i miei occhi, come quelle sorelle tra noi che scelgono di uscire a lavorare e avere carriere e professioni. Poi pensai di leggere sull’eredità, le tasse, la proprietà e le leggi sul divorzio. Questo è dove forse Hollywood prende l’ispirazione. Per esempio la donna terrà ciò che possiede e guadagna, mentre l’uomo dovrà dare la metà di tutto. Non sembra buffo come i media si eccitino alla prospettiva di osservare un accordo prematrimoniale di qualche stella del cinema o pop? Le donne Musulmane già facevano contratti prematrimoniali sin dall’inizio dell’era islamica. Esse possono scegliere se vogliono lavorare o no e tutto ciò che guadagnano è per le loro spese personali, mentre il marito deve pagare per tutto in casa e il mantenimento della famiglia. Proprio tutto ciò che le femministe hanno cercato di ottenere negli anni ’70 era già a disposizione per le donne di 1400 anni fa.
Come ho detto, l’ islam dà dignità e porta a rispettare la maternità e l’essere moglie. Se vuoi restare a casa, stai a casa. E’ un grande onore essere casalinghe ed essere la prima educatrice dei tuoi bambini. Ed ugualmente il Corano dichiara che se vuoi lavorare, lavora. Se vuoi essere una donna di carriera, apprendi una professione, sii una politica. Sii quello che vuoi essere ed eccelli in quel che fai come Musulmana perchè qualsiasi cosa fai è per lodare Allah (swt).
Vi è una concetrazione o una messa a fuoco eccessiva, quasi irritante sull’abbigliamento della donna Musulmana, in particolare dagli uomini (sia Musulmani che non-Musulmani). Si, è un obbligo per le donne Musulmane vestire modestamente, ma in aggiunta, vi sono molte altre questioni che riguardano le donne Musulmane oggi. E ancora tutti non pensano ad altro che all’hijab. Vedete, esso è parte della mia tenuta di lavoro. Esso ti dice che sono Musulmana e quindi mi aspetto di essere trattata con rispetto. Vi immaginate se qualcuno dicesse ad un dirigente di Wall Street o ad un banchiere di Washington di indossare una T-shirt e dei jeans? Vi direbbe che i suoi abiti lo rappresentano durante le sue ore lavorative, mette in chiaro che lui debba essere trattato seriamente. Eppure in Gran Bretagna abbiamo avuto l’ex ministro delgli esteri, Jack Straw, che descriveva il Niqab (il velo che mostra solo gli occhi) come una barriera non gradita. Quando, ma quando, impareranno gli uomini a tener la bocca chiusa riguardo il guardaroba femminile? Abbiamo pure visto i ministri Gordon Brown e John Reid esprimere commenti dispregiativi riguardo il Niqab; questi due uomini vengono dal confine Scozzese dove gli uomini indossano i gonnellini! Poi abbiamo già visto una serie di altri parlamentari entrare nella mischia che descrivevano il Niqab come una barriera per la comunicazione. Che carico di sciocchezze. Se questa era l’argomentazione, qualcuno può spiegarmi perchè i cellulari, i telefoni fissi, le email, i messaggi di testo e i fax siano di uso quotidiano? Chi ascolta la radio? nessuno spegne la radio perchè non vede la faccia del presentatore. La maggioranza delle sorelle che conosco, che han scelto di portare il Niqab, sono in realtà bianche; Occidentali convertite che non vogliono più l’attenzione non gradita di quei pochi uomini dallo sguardo furtivo che vogliono provarci e affronteranno le donne e si lanceranno verso comportamenti inappropriati. Badate, ci sono un paio di sorelle londinesi che conosco che dicono di mettere il Niqab durante le manifestazioni per la pace, perchè non sopportano l’odore degli spinelli.
Temo che l’Islamofobia sia diventata l’ultimo rifugio delle canaglie razziste. Ma la codardia, gli attacchi sciovinisti lanciati (gran parte sono uomini) è inaccettabile per le Musulmane, come anche per le loro sorelle secolari della sinistra. Sono stata una femminista per anni ed ora, da femminista Musulmana, ancora promuovo i diritti delle donne. La sola differenza è che le femministe Musulmane sono più radicali delle loro controparti secolari. Tutte odiamo quegli orrendi concorsi di bellezza, e abbiamo cercato di reprimere le risate quando è venuta sulla scena Miss Afghanistan in bikini ed è stata acclamata come il salto da gigante per la liberazione delle donne in Afghanistan.
Sono tornata in Afganistan molte volte e vi posso dire che non ci sono donne in carriera che emergono dalle macerie a Kabul. Le mie sorelle Afgane sperano che l’Occidente abbandoni la propria ossesione per il burka. “Non cercate di trasformarmi in una donna in carriera, trovate prima un lavoro a mio marito. Mostratemi il modo di mandare i miei figli a scuola senza paura di essere rapiti. Datemi la sicurezza e il pane a tavola”, mi disse una sorella. Le giovani Musulmane femministe vedono l’Hijab e il Niqab sia come simboli politici che come esigenza religiosa. Alcuni dicono che sia il loro modo di mostrare al mondo il rifiuto dell’eccessivo stile di vita occidentale nella frenesia del bere, del sesso occasionale e dell’assunzione di droghe ecc. La superiorità nell’Islam trova compimento nella devozione; non nella bellezza, nella ricchezza, nel potere, nella posizione o nel sesso. Ora ditemi voi cosa sia più liberatorio. Essere giudicate sulla lunghezza della tua gonna e la misura dei tuoi seni aumentati dal bisturi, oppure essere giudicate per il vostro carattere, mente ed intelligenza? Le riviste patinate ci raccontano che a meno che non siamo alte, magre e belle non siamo amate né desiderate. La pressione fatta sulle riviste per le lettrici adolescenti di avere il fidanzato è quasi oscena.
L’Islam mi dice che ho il diritto all’educazione ed è mio dovere uscire e cercare la conoscenza, che sia single o sposata. In nessun luogo all’interno della cornice dell’Islam ci viene detto che come donne dobbiamo lavare, pulire o cucinare per gli uomini- ma questo non riguarda solo gli uomini Musulmani il dover rivalutare le donne nella loro casa. Andatevi a vedere la manipolazione che comunica il discorso di Pat Robertson (1992) che rivela i suoi punti di vista sulle “donne resesi autonome”. E ditemi poi chi è il civilizzato e chi è che non lo è.
Egli disse: “IL FEMMINISMO INCORAGGIA LE DONNE A LASCIARE I PROPRI MARITI, AD UCCIDERE I LORO FIGLI, A PRATICARE LA STREGONERIA, A DISTRUGGERE IL CAPITALISMO E A DIVENTARE OMOSESSUALI”.
Eccovi un americano che vive in un’era pre-Islamica, il quale ha bisogno di modernizzarsi e civilizzarsi. La gente come lui porta un velo e dobbiamo strappar via quel velo di bigotteria, così che la gente possa vedere l’Islam per quello che è.

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

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