Yvonne Ridley, giornalista femminista e velata


بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

“Promisi ai Talibani di leggere il Corano…”

 

di Yves Schaëffner, “La Presse”, Montréal, 4 aprile 2006

tradotto dal sito
“QUIBLA. Il quotidiano online dei Musulmani liberi e attivi e dei loro alleati”

Dal nostro inviato speciale, Londra – Imprigionata dai Talibani nel 2001, la giornalista britannica Yvonne Ridley si è in seguito convertita all’Islâm ed anima una trasmissione di informazione su Islam Channel. La femminista convinta ha un percorso per lo meno atipico.

Conosce il Corano da soli quattro anni, ma Yvonne Ridley è già la stella di Islam Channel. E con ragione! Non capita tutti i giorni alla piccola rete televisiva londinese di poter reclutare una giornalista occidentale così nota, che in più si è convertita all’Islâm, dopo essere stata arrestata dai Talibani!
Ancora novizia in materia di Sûre del Corano, Yvonne Ridley possiede al contrario un serio bagaglio giornalistico. In 30 anni di carriera, la giornalista che rasenta la cinquantina ha lavorato praticamente in tutte le redazioni più importanti d’Inghilterra (Daily Mirror, News of the World, The Observer, Sunday Ewpress…).

La sua conversione all’Islâm, la deve ad uno strano concorso di circostanze. Dopo l’11 settembre, vola in Pakistan con l’idea di fare un reportage in Afghanistan per il Sunday Express. Ma quando il visto le viene negato per tre volte, decide di attraversare la frontiera illegalmente, in incognito sotto un burqa.
Sfortunatamente, le sfugge la telecamera sotto lo sguardo di un Talibano. Trascorrerà dieci giorni in cella.
“Tutti i giorni mi dicevano che sarebbe stato l’ultimo giorno”, ricorda la giornalista, oggi tutta vestita di nero e coperta da un hijâb su cui poggia un foulard color albicocca.
Invitata a convertirsi da un religioso, mentre si trova in detenzione, la madre di famiglia, tre volte divorziata, rifiuta, promettendo però che troverà il tempo di leggere il Corano se sarà liberata.
Ogni promessa è debito: al suo ritorno in Inghilterra, si immerge nello studio del Libro Sacro. Cristiana praticante, scopre “una religione più moderna, più attuale”. E due anni e mezzo dopo il suo soggiorno nelle celle afghane, decide di abbracciare la religione di Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui).
Femminista convinta, dice di essersi appunto convertita perché il Corano dona maggiore libertà della Bibbia alle donne: “Le donne musulmane non conoscono i loro diritti. Non è islamico opprimere le donne, come accade in alcuni paesi musulmani”, se la prende lei.
E il fatto di portare il velo? “Sta scritto nel Corano, è un dovere per tutte le donne Musulmane. Non si può prendere solo ciò che si vuole di una religione. Ma io non giudico e non critico le donne che non lo portano. Si tratta della loro libera scelta”.

Oltre ai valori del Corano, Yvonne Ridley ha anche fatto sue le cause che stanno a cuore a numerosi Musulmani. Dopo aver lavorato sei mesi per il sito Web di Al-Jazeera, in Qatar, nel 2003 (è stata licenziata per sindacalismo e –secondo lei – perché Washington non avrebbe apprezzato una delle sue inchieste), torna in Inghilterra e fonda con altri il partito politico “Respect”.
Amalgama di persone di sinistra e di ferventi Musulmani, Respect si è opposto fermamente alla guerra in Iraq. Candidata a tre riprese dal 2004, la signora Ridley non è tuttavia mai riuscita a farsi eleggere.
Dal gennaio 2004, è anche responsabile delle questioni politiche per la rete Islam Channel. Negli studi di “Agenda” – un quotidiano di informazione – accoglie ogni giorno degli invitati che discutono generalmente di soggetti che toccano da vicino i Musulmani.

Pur negando di essere stata vittima della sindrome di Stoccolma – che spinge gli ostaggi a difendere le idee dei loro rapitori -, la giornalista condanna oggi l’invasione dell’Afghanistan: “Si trattava solo di questioni petrolifere”, sostiene.
Meglio ancora, difende l’eredità dei Talibani: “Stavano sradicando la coltivazione dell’oppio. E cosa vediamo dall’invasione in poi? La coltivazione dell’oppio è ripresa con maggior vigore, l’industria pornografica è in piena effervescenza, gli stupri sono aumentati…”
Criticando la pubblicazione delle caricature di Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) da parte di alcuni mass media occidentali – che paragona alle caricature degli ebrei da parte dei nazisti prima della Seconda Guerra mondiale -, considera pure che i Musulmani sono “i nuovi ebrei”: “Quando si demonizza la gente con delle caricature, si è su una brutta china”.
Ai suoi occhi, Guantanamo si può paragonare d’altronde ad un campo di concentramento dei tempi moderni.
Benché sorpresi dal suo percorso, i suoi vecchi colleghi del Sunday Express continuano a nutrire molto rispetto per lei. “Ha fatto delle scelte inabituali, ma sono le sue scelte. Sono convinto che sia competente oggi così com’era in passato”, conclude il suo ex collega, Jim Murray, oggi responsabile dell’attualità al Sunday Express.

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2 thoughts on “Yvonne Ridley, giornalista femminista e velata

  1. Salam waRahma,

    Yvonne racconta la storia del suo viaggio in Afghanistan, come fu catturata, come rimase stupita del comportamento corretto dei Talibani, come promise di studiare l’Islam, fino alla sua conversione [in inglese]:

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

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