Una scienziata saudita ha ideato un farmaco antitumorale basandosi sulla Sunnah



بسم الله الرحمن الرحيم

 

Le nano-particelle presenti nell’urina dei cammelli possono coadiuvare le cure antitumorali

La dottoressa Faten Abdel-Rahman Khorshid è responsabile di una delle grandi conquiste in campo scientifico del regno saudita, per le sue ricerche, che sono partite dall’urina dei cammelli per giungere ad una potenziale cura per il cancro.

Dopo aver trascorso più di cinque anni in ricerche di laboratorio, questa scienziata saudita, membro del Senato accademico dell’Università “Re Abdul Aziz” (King Abdul Aziz University, KAAU), e Presidente dell’Unità Coltura dei Tessuti al Centro “Re Fahd” per la Ricerca Medica, ha scoperto che le nano-particelle presenti nell’urina dei cammelli hanno la proprietà di attaccare le cellule cancerose con successo.

Il suo lavoro è cominciato sperimentando l’urina di cammello su cellule cancerose prelevate dai polmoni di alcuni pazienti, ed è proseguito iniettando cellule leucemiche ed urina di cammello sui topi, per verificare i risultati.

Nel corso dell’intervista rilasciata a “Saudi Gazette”, la dottoressa Khorshid ha dichiarato di essere stata ispirata dai consigli medici del Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui), e che l’urina di cammello è composta da sostanze naturali la cui proprietà è quella di sradicare le cellule maligne, conservando il numero di cellule sane in un paziente malato di tumore.

“Questa cura non è un’invenzione; al contrario proviene dall’eredità del nostro Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam)”, ha sottolineato.

Un hadîth riportato da Al-Bukhârî (2855) e Muslim (1671) asserisce che alcune persone giunsero a Madina e si ammalarono, coi ventri gonfi. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) consiglio’ loro di mescolare il latte e l’urina di cammella, bevendo poi il composto, dopodiché essi guarirono.

Un ventre dilatato puo’ indicare un edema, un disturbo epatico, oppure un tumore.

La dottoressa Khorshid aggiunge di non essere un medico mediocre, ma una scienziata, e il suo lavoro consiste nella preparazione e nella sperimentazione di un farmaco in laboratorio, e nel verificarne la preparazione, la sperimentazione e l’impiego.

“Abbiamo compiuto ricerche e studi per sette anni, durante i quali abbiamo sperimentato l’efficacia dell’urina di cammello nel combattere il cancro secondo i criteri stipulati dall’Istituto Internazionale per la Ricerca sul cancro”, ha spiegato.

Secondo i suoi studi, pubblicati sull’argomento, gli esperimenti clinici che il suo gruppo ha condotto su dei pazienti indicano che la medicina (capsule e sciroppo) non implica alcun effetto collaterale nocivo.

Nel caso di un paziente volontario, affetto da un cancro polmonare, il farmaco ha contribuito a dimezzare le dimensioni del tumore dopo appena un mese. Il paziente, ed altri come lui, si sta ancora sottoponendo al trattamento.

Seguendo il consiglio contenuto nell’hadîth, la dottoressa Khorshid mescola quantità ben determinate di latte e di urina di cammella per sviluppare il suo farmaco, focalizzandolo contro diversi tipi di cancro, inclusi il tumore polmonare, il tumore gastrico, il tumore al colon, il tumore al cervello e il tumore al seno.

Ha spiegato poi che ella consiglia a tutti i suoi pazienti volontari di utilizzare il latte fresco di cammella e l’urina assumendo le due componenti separatamente per un certo periodo, per mescolarle più avanti.

Altre malattie, incluse la vitiligine (depigmentazione di determinate zone della pelle), l’eczema e la psoriasi (un disturbo del sistema immunitario che colpisce la pelle e le articolazioni) possono essere trattate col farmaco in questione.

Tuttavia, la dottoressa Khorshid aggiunge che dispenserà questa medicina anche a pazienti non-volontari soltanto quando le industrie farmaceutiche otterranno la licenza per farlo. Attualmente, il farmaco è ancora in fase di sperimentazione.

“Forniremo pomate, capsule, sciroppo, shampoo, sapone e gel per combattere molte delle malattie summenzionate, ma solo dopo che avremo ottenuto la licenza del Ministero della Sanità, e solo quando questi preparati saranno prodotti su larga scala dall’industria farmaceutica”, ha spiegato.

Il suo studio ha ottenuto l’approvazione ufficiale del Comitato Etico della Ricerca Scientifica al KAAU.

Nel frattempo, la sua ricerca ha valso al suo gruppo di lavoro la medaglia d’oro per la scoperta scientifica nel regno (saudita) nel 2008, e il farmaco è stato anche scelto come una delle 6 migliori scoperte scientifiche su 600 partecipanti, all’Esibizione Internazionale per la Ricerca Scientifica e la Tecnologia (International Innovation and Technology Exhibition – ITEX) 2009, che si è tenuta in Malesia lo scorso mese di maggio.

Farah Mustafa Wadi

Saudi Gazette

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