Una fatwâ sul caglio e considerazioni conseguenti


بسم الله الرحمن الرحيم

SUI FORMAGGI PRODOTTI CON ENZIMI TRATTI DA ANIMALI NON MACELLATI ISLAMICAMENTE

La lode appartiene ad Allah.

Prima di rispondere a tale questione, è importante sapere che cosa sia il caglio.

Disse al-Fayrūzabādī in Al-Qamūs al-Muhīt (pagina 131), sotto la definizione di n-f-h: tutto ciò che prende il nome al-infahaal-binfaha e al-minfaha si riferisce a qualcosa di giallo che si estrae dallo stomaco dei capretti lattanti.

Fu ugualmente definita l’infaha ‘caglio’ in Al-Mawsū‘at al-Fiqhiyya nel modo seguente: “Si tratta di una sostanza giallognola-biancastra ([in vasi sanguigni superficiali]: questa locuzione sembra erroneamente inserita) che si estrae dallo stomaco dei capretti o degli agnelli lattanti. Quando un poco di questa sostanza si aggiunge al latte, esso coagula e diventa formaggio. In alcune regioni arabofone, la gente chiama questo caglio mujabbina (‘ciò che fa il formaggio’), e lo stomaco, dal quale è preso il caglio, è chiamato kurš se l’animale è condotto al pascolo”.

Le norme islamiche sul caglio stabiliscono che esso, se è tratto da un animale macellato secondo la Sciaria, allora è puro (tāhir) e può essere mangiato. ciò secondo anafiti, malichiti, sciafiiti e ambaliti.

Per quanto riguarda il mangiare il caglio tratto da un animale che sia morto naturalmente, o che non sia stato macellato islamicamente, secondo l’evidente significato delle opinioni espresse dalla maggioranza degli studiosi malichiti, sciafiiti e ambaliti, esso è impuro (nājis) e non dovrebbe essere mangiato. Coloro si basano sul significato del seguente versetto: “Vi è proibito cibarvi dial-maytata (animali morti, bestiame d’allevamento non macellato) …” (al-Mā’ida: V, 3). Il caglio diventa quindi impuro in virtú della morte dell’animale, e non è possibile rimuovere tale impurità da esso.

L’imano an-Nawawī disse in al-Majmū‘ (IX, 68): “La Umma concorda sul fatto che è permesso mangiare formaggio a condizione che non sia mescolato con niente d’impuro, qual è il caglio di origine proibita in quanto non macellato in accordo con la Sciaria. Il consenso dei sapienti (ijmā‘) è la prova della sua ammissibilità”.

Il secondo punto di vista, sostenuto da Abū Hanīfa, è una delle due opinioni riferite dall’imano Ahmad: il caglio, anche se preso da animali morti o non macellati islamicamente, è puro (tāhir) ugualmente.

Ciò fu ritenuto l’opinione piú corretta dallo Šayh al-Islām ibn Taymiyya in al-Fatāwā (XXI, 102), in cui egli dice: “È piú verosimile che il loro (= degli zoroastriani) formaggio sia lecito, e che il caglio e il latte di animali morti sia puro (tāhir)”. In un altro passo di al-Fatāwā (XXXV, 154) si legge: “Riguardo al loro (= appartenente al gruppo miscredente Bātinī) caglio, esistono due opinioni giuridiche ben note, nel caso in cui il caglio provenga da animali macellati da zoroastriani e cristiani, o provenga da animali morti, dei quali sia detto che non siano stati macellati correttamente”.

La scuola di Abū Hanīfa e, in parte, quella di Ahmad, in accordo con la seconda opinione riportata, affermano che questo formaggio è lecito, poiché è puro il caglio tratto da animali morti: in base a tale pensiero, gli enzimi presenti nel caglio non muoiono con la morte dell’animale, e si applica pertanto il principio per cui “contenitori impuri non provocano, per contatto, l’impurità del contenuto”.

La scuola di Mālik, quella di aš-Šāfi‘ī e, in parte, quella di Ahmad, concordano con la prima opinione riportata, e definiscono impuro (nājis) il formaggio, giacché il caglio ed il latte sono impuri se provengono da animali morti. La carne è, ugualmente, definita impura se l’animale non è stato macellato correttamente, giacché essa è vista nello stesso modo dell’animale morto.

Tutte e due le opinioni si basano su fatti narrati dai Compagni.

Il primo gruppo di studiosi afferma che i Compagni mangiavano il formaggio degli zoroastriani, il secondo gruppo asserisce che i Compagni erano soliti mangiare quel che consideravano essere formaggio dei cristiani.

In conclusione, il musulmano comune deve seguire un sapiente che lo avverta sulle due posizioni riferite.

Šayh Muhammad Sālih al-Munjid

 

 

CIBI PRODOTTI IN OCCIDENTE, COME LA GELATINA

La lode appartiene ad Allah.

Allah ha benedetto i suoi servi creando per loro ogni genere di sostentamento sulla terra, ed ha permesso loro di mangiare ciò che, per provenienza, è lecito (halāl) e buono: vi sono inclusi molti cibi, e non si tratta di una limitazione.

Allah dice: O uomini, mangiate ciò che è lecito e puro di quel che è sulla terra, e non seguite le orme di Satana. In verità egli è un vostro nemico dichiarato(al-Baqara: II, 168).

Allah proibisce un numero limitato di cibi, come Egli Stesso dice: Di’: In quello che mi è stato rivelato non trovo altri interdetti a proposito del cibo, se non l’animale morto, il sangue effuso e la carne di porco, che è immonda, e ciò che, perversamente, è stato sacrificato ad altri che ad Allah. Quanto a chi vi fosse costretto, senza intenzione o ribellione, ebbene il tuo Signore è perdonatore misericordioso (al-Ancām: VI, 145).

 

Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) proibí di mangiare qualsiasi animale carnivoro che abbia zanne, e qualsiasi uccello dotato di artigli (riferito da Muslim, VI, 60)

Egli proibí anche la carne di asini domestici (riferito da al-Muhārī in Al-Fath, numero 4215).

Tra i cibi che si possono trovare oggi, alcuni sono evidentemente harām, come la carne di animali morti (animali morti naturalmente e non macellati propriamente) e il porco. Certi cibi possono contenere ingredienti e derivati che provengono da fonti harām, cosicché noi dobbiamo scoprire da dove siano presi in modo da poter conoscere le norme in merito ad essi.

La gelatina summenzionata può provenire da pelle, muscoli ed ossa di animaliharām come i maiali. Pertanto la gelatina ricavata derivata dal collagene, che proviene dal maiale, è harām, poiché è come se il maiale fosse stato trasformato in sale. L’opinione piú corretta è che esso sia harām anche se è mutato di condizione, dal momento che deriva un maiale, il quale è appunto harām.

I grassi usati nei cibi provengono da fonti vegetali o animali.

Se provengono da fonti vegetali sono halāl, a condizione che non siano stati mescolati con qualcosa d’impuro o qualcosa che potesse contaminarli.

Se provengono da fonti animali, bisogna verificare la natura lecita o illecita dell’animale da cui sono tratti, e i grassi sottostanno alle regole alimentari degli animali stessi in merito alla possibilità che l’uomo si cibi di essi: i grassi ricavati da animali halāl sono halāl, quelli ricavati da animali harām sono anch’essi harām. I grassi illeciti sono usati nella preparazione di cibi come i dolci, i quali devono essere considerati harām.

Quando i grassi illeciti sono adoperati per fini non alimentari, come la preparazione del sapone, c’è diversità di pareri fra gli studiosi, ma l’opinione piú corretta è che siano harām.

In merito al caglio va detto che, se è prodotto col latte di animale che è proibito mangiare, allora, in base al consenso dei sapienti, non è consentito mangiarlo; se è prodotto col latte di un animale che è lecito mangiare, allora, quando è noto che tale animale è stato macellato in accordo con la Legge islamica e non è stato mescolato con un’impurità (najāsa), il caglio può essere assunto.

Se il caglio deriva da un animale morto, c’è differenza d’opinione fra gli studiosi riguardo alla possibilità di cibarsene, ma l’opinione piú corretta è che sia harām.

Se il caglio proviene da una fonte che è impura per essenza, qual è il caglio ricavato da maiali, esso non dovrebbe essere mangiato.

Si veda Ahkām al-atcima fī Šarīca al-Islāmiyya di at-Tarīqī, pagina 482: “In molti casi queste materie non sono chiare per il musulmano, giacché egli non conosce l’origine degli ingredienti dei cibi. Allora è meglio temere Allah ed essere prudenti. Evitare le cose dubbie può essere preferibile piuttosto che servirsene in queste circostanze, come è stabilito nel detto riferito da an-Nucmān ibn Bašīr (che Allah sia soddisfatto di lui), il quale affermò: Sentii il Messaggero di Allah(pace e benedizioni su di lui) dire (e an-Nucmān indicò le orecchie): «Il lecito è chiaro, l’illecito è chiaro, e tra di essi ci sono materie dubbie sulle quali poca gente sa. Pertanto chi evita le materie dubbie si discolpa riguardo alla sua religione e al suo onore, ma chi cade in materie dubbie cade nell’illecito, come un pastore che conduce gli armenti attorno ad un santuario, dappertutto fuorché dentro. In verità ogni re ha un santuario, ed il santuario di Allah è costituito dalle sue proibizioni. In verità nel corpo c’è un pezzo di carne che, se è sano, rende sano tutto il corpo, e se è corrotto, rende corrotto tutto il resto. Esso è il cuore» (Muslim, numero 1599).

Noi apprendiamo quindi il principio fondamentale che riguarda il cibo: esso èhalāl, fatta eccezione per tutto ciò a proposito di cui vi sia prova (dalīl) d’illiceità, come la carne di animali morti, il sangue, le bestie sacrificate a qualcosa di diverso da Allah, e la carne sulla quale non sia stato pronunziato il nome di Allah al momento della macellazione.

Per quanto concerne gli alimenti nominati nel titolo, se è provato che contengono ingredienti derivati da fonti sia harām, è necessario evitarli, in caso contrario non richiedono d’essere proibiti. Quando non si è certi che contengano qualcosa d’illecito, senza che si diventi preda di paranoia o si soccomba alWaswās (le insinuazioni ed i sussurri di Satana), è preferibile evitarli per precauzione e per timore di Allah.

E Allah ne sa di piú.

Šayh Muhammad Sālih al-Munjid

 

Dal sito www.muslimmatters.org, articolo inviato da Yāsir Qādī il 25.07.2007 

Norme islamiche sul formaggio derivato da caglio porcino 

Vi sono due questioni che devono essere prese in considerazione per definire le norme islamiche sul formaggio: in primo luogo se il caglio subisca una trasformazione chimica quando è estratto dalla sua fonte, e in secondo luogo la quantità di caglio in confronto con gli altri ingredienti. Entrambe le questioni hanno un effetto immediato sulla lecitezza o illecitezza di tale formaggio.

Il primo problema, quello della completa trasformazione chimica, è chiamato in arabo

istihāla (‘cambiamento di stato’): se una sostanza impura subisce un totale cambiamento di stato, il quale la trasforma in una sostanza pura, è ciò sufficiente per ritenere puro tale prodotto? L’esempio classico usato dagli antichi studiosi è rappresentato dall’aceto, derivato dal vino: qualsiasi bottiglia di vino, se è lasciata nelle condizioni appropriate o è trattata in una maniera specifica, è sottoposta ad una trasformazione chimica e diviene aceto. Tale prodotto è completamente innocuo e non intossica.

Gli studiosi classici non concordavano sulla questione dell’istihāla: gli anafiti e ibn Taymiyya asserivano che essa rendeva puro il prodotto finale, mentre le altre scuole giuridiche non consideravano puro il prodotto finale se il processo guidato dall’uomo volontariamente. Non vi sono versetti del Corano e detti della Sunna che esplicitamente diano sostegno a nessuna delle due tesi: entrambe le opinioni sono basate su validi ragionamenti e riferimenti ai Compagni. C’è da dire che molti accademici moderni di fiqh oggi aderiscono alla tesi di ibn Taymiyya. Una delle conseguenze di tale opinione è che, se il caglio animale subisce trasformazione chimica durante il processo d’estrazione, perfino quando la sua origine fosse porcina, l’estratto dovrebbe essere ritenuto lecito e puro dalla prima categoria di studiosi.

*          *          *          *          *

GLI ADDITIVI

Segue un elenco di additivi:

E471
Mono- and diglycerides of fatty acids (glyceryl monostearate, glyceryl distearate)

 A normal part of digestion, prepared commercially from glycerin (see E422) and fatty acids. These are normally obtained from hydrogenated soya bean oil so may be GM.

Used where the foaming power of egg protein needs to be retained in the presence of fat and in baked goods as an ‘anti-staling’ agent where it prevents the loss of water from starches.

Reportedly the most commonly used emulsifier in the food industry it can be found in, amongst other foods, Black Forest gateau mix, cakes, hot-chocolate mix, aerosol creams, shaped crisps, quick custard mix, packet dessert topping, dehydrated potato and sponge puddings.

Vegetarians beware – although unlikely, could conceivably be of animal origin.


E472a
Acetic acid esters of mono- and diglycerides of fatty acids

 Prepared from mixing esters of glycerol (see E422) with edible fats and acetic acid (see E260).

Improves aeration properties of high fat recipes and produces a stable foam in whipped products by collecting together the fat globules.

Because it is capable of forming a very thin, flexible and stretchable film it is also used as coating for meat products, nuts and fruits where it improves appearance and extends shelf life.

Can also be found in bread, dessert toppings and cheesecake and mousse mixes

Vegetarians beware – can be of animal origin.


E472b
Lactic acid esters of mono- and diglycerides of fatty acids

 Vegetarians beware – can be of animal origin.


E472c
Citric acid esters of mono- and diglycerides of fatty acids

 Vegetarians beware – can be of animal origin.


E472d
Tartaric acid esters of mono- and diglycerides of fatty acids

 Vegetarians beware – can be of animal origin.


E472e
Mono- and diacetyl tartaric acid esters of mono- and diglycerides of fatty acids

 Prepared from esters of glycerol (see E422) with tartaric acid (E334).

Its main use is as a dough conditioner in yeast-raised bakery products although it also finds use in hot chocolate mix, gravy granules and frozen pizza..

Vegetarians bewar


E472f
Mixed acetic and tartaric acid esters of mono- and diglycerides of fatty acids

 Vegetarians beware – can be of animal origin.


E473
Sucrose esters of fatty acids

 Vegetarians beware – can be of animal origin.


E474
Sucroglycerides

 Vegetarians beware – can be of animal origin.


E475
Polyglycerol esters of fatty acids

 Vegetarians beware – can be of animal origin.


E476
Polyglycerol polyricinoleate

  Also known as ‘polyglycerol esters of polycondensed fatty acids of castor oil’ as it is produced from castor oil and glycerol esters (see E422).

Can be found in low fat spreads and dressings and cocoa-based, chocolate confectionery.

It is used to help reduce the viscosity of molten chocolate, so improving the fluidity and enabling thinner coatings. Also helps chocolate set where water is present e.g. chocolate ice creams. Often used in conjunction with Lecithin (E322).

Vegetarians should note that although industrial manufacturing based on propylene or sugar accounts for a large percentage of glycerol production it can be obtained as a by-product in making soap from animal and vegetable fats and oils.


E477
Propane-1, 2-diol esters of fatty acids, propylene glycol esters of fatty acids

 Vegetarians beware – can be of animal origin.


E478
Lactylated fatty acid esters of glycerol and propane-1

 Vegetarians beware – can be of animal origin.


E479b
Thermally oxidized soya bean oil interacted with mono- and diglycerides of fatty acids

Vegetarians beware – can be of animal origin.

Tooken from: 
http://www.bryngollie.freeserve.co.uk/

enumbers@bryngollie.freeserve.co.uk

 

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Io aggiungo un’osservazione a proposito degli additivi: tra essi è molto diffuso l’E471, monostearato e distearato glicerico. Vi sono svariati cibi (dolci, gelati, patate ecc.) che contengono tutte sostanze apparentemente lecite ma presentano codesto E471. Orbene ho sentito che certuni evitano tali cibi  perché l’E471 spesso è di origine animale. Sta di fatto che anche a Makka, a pochi metri dal Grande Santuario, si trovano nei negozî di generi alimentari le patatine Pringles, che contengono appunto l’E471, distribuite nelle stesse confezioni che si vendono in Europa. Vero è che non bisogna piú stupirsi di niente, tuttavia credo che lí almeno qualche esame e qualche ispezione sul cibo che entra si svolga, cosicché resto perplesso all’idea che qui si reputi vietato anche quel che si vende a Makka!

Anche in certi paesi nordafricani e mediorientali la sicurezza del cibo halāl manca affatto, giacché spesso la carne, e non solo essa, è importata: basta pensare alla corruzione diffusa fra i poliziotti e gli impiegati pubblici per immaginare che cosa avvenga alla dogana …

A cura di Abdullah Nur as-Sardani

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