Umm Sulaym (radiAllahu ‘anha)


بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Molto tempo prima che la luce dell’Islam risplendesse su Yathrib, Rumaysa (r) era conosciuta per il suo eccellente carattere, il suo non comune intelletto e la sua capacità di giudizio. Viene ricordata con molti nomignoli, tra cui Rumaysa e Ghumaysa, e uno storico riporta che il suo vero nome era Sahlah. Ma è più conosciuta con la sua kunya: Umm Sulaym.
Umm Sulaym era sposata con Malik ibn an-Nadr, e il figlio nato da questo matrimonio era il famoso Anas ibn Malik (r), uno dei più valorosi Compagni del Profeta (s).
Umm Sulaym fu una delle prime donne di Yathrib a convertirsi all’Islam. A comunicarle il Messaggio fu il distinto e persuasivo Mus’ab ibn Umayr (r), che era stato inviato come missionario dallo stesso Profeta Muhammad (r), dopo il primo ‘Patto di ‘Aqabah’, durante il quale dodici uomini di Yathrib si recarono a giurare fedeltà al Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e l’abbia in Gloria).
Umm Sulaym (r) prese la decisione di convertirsi senza il consenso di suo marito, Malik ibn an-Nadr, che era assente. Al suo ritorno, l’uomo notò dei cambiamenti nella sua casa, e le chiese: “Sei ringiovanita?”. “No” rispose lei “ma ora credo in quest’uomo (intendendo il Profeta Muhammad (s))”.
Malik non fu contento della scelta di sua moglie, specialmente quando Umm Sulaym (r) cominciò a dichiarare la sua fede pubblicamente e ad istruire nelle pratiche islamiche il piccolo Anas (r), facendogli ripetere la Shahadah: LA ILAHA ILLA ALLAH, MUHAMMAD RASUL ALLAH.
Malik, furioso, le gridò: “Non corrompere mio figlio!”, ma la moglie rispose semplicemente: “Non lo sto corrompendo”.
Malik allora se ne andò di casa, e viene narrato che incontrò uno dei suoi vecchi nemici che lo uccise.
Dopo la morte del marito, per un po’ di tempo Rumaysa (r) non volle risposarsi, facendo voto di dedicare se stessa a dare una giusta educazione a suo figlio. Viene anche narrato che decise di non risposarsi finché Anas (r) non avesse approvato.
In seguito, Zayd ibn Sahl, conosciuto come Abu Talhah (r), le si propose come sposo. Egli era sicuro che la donna non gli avrebbe preferito nessun altro; era infatti un uomo molto prestante, era ricco e possedeva una casa che tutti ammiravano. Era un valido arciere ed era esperto nell’equitazione. Inoltre, apparteneva allo stesso clan della donna, i Banu Najjar.
Quando uscì di casa per recarsi dalla donna a farle la proposta di matrimonio, si ricordò che Umm Sulaym (r) era divenuta Musulmana, mentre egli era ancora idolatra, ma disse a se stesso: “E allora? Non era forse anche il suo primo marito come me? Non seguiva forse la religione dei nostri antenati, opponendosi a Muhammad (s) e alla sua Missione?”[1].
Giunto a destinazione, si presentò e dichiarò le sue intenzioni, chiedendo la mano della donna, in presenza di suo figlio Anas (r). Umm Sulaym (r) gli rispose: “Un uomo come te, Abu Talhah, non si può respingere facilmente. Ma io non ti sposerò mai finché tu rimarrai un kafir”.
Abu Talhah (r) pensò che lei volesse rifiutarlo per preferirgli qualcuno più ricco o più influente. Le disse allora: “Cos’è che veramente ti impedisce di accettare la mia proposta, Umm Sulaym? Il metallo giallo e quello bianco (intendendo l’oro e l’argento)?”.
“Oro e argento?” chiese lei in tono lievemente censorio.
“Sì” rispose lui.
“Ti giuro, Abu Talhah, e giuro davanti ad Allah (SWT) e al Suo Messaggero (s), che se tu accetterai l’Islam, sarò felice di averti come marito, senza oro né argento. Considererò la tua conversione all’Islam come mio mahr”.
Abu Talhah (r) comprese molto bene le implicazioni delle sue parole. Il suo pensiero andò all’idolo che egli stesso aveva intagliato nel legno, e al quale prodigava grandi cure, così come facevano tutti gli uomini della sua tribù con i loro idoli personali.
Umm Sulaym (r) gli chiese: “Non sai, Abu Talhah, che l’idolo che tu adori accanto ad Allah (SWT) proviene dalla terra?”. “Questo è vero” rispose l’uomo. “E non trovi stupido” continuò lei “adorare un pezzo d’albero, per poi usare il resto della legna per cucinare o per scaldarti? Se abbandonerai queste credenze e pratiche folli e diverrai Musulmano, Abu Talhah, sarò lieta di accettarti come marito e non vorrò nessuna sadaqah, oltre alla tua conversione all’Islam”. “Ma chi mi istruirà sull’Islam?” chiese Abu Talhah (r). “Lo farò io” rispose Umm Sulaym (r). “E come?”. “Dovrai accettare la Verità, e testimoniare che non vi è altra divinità al di fuori di Allah, e che Muhammad è il Messaggero di Allah. Adesso vai a casa tua, distruggi l’idolo e gettalo via”.
Abu Talhah (r) se ne andò e, dopo aver riflettuto profondamente sulle parole della donna, tornò da lei e le disse: “Il tuo consiglio ha colpito il mio cuore. Testimonio che non vi è alcuna divinità al di fuori di Allah, e che Muhammad è il Messaggero di Allah”.
Così, Abu Talhah (r) e Umm Sulaym (r) si sposarono, con l’approvazione di Anas (r). I Musulmani ricordando l’episodio sono soliti dire che non vi è mai stato, nella storia, mahr più prezioso di quello di Umm Sulaym (r), poiché il suo mahr fu l’Islam.
Umm Sulaym (r) era felice per questo nuovo matrimonio, poiché il suo sposo spendeva ora tutte le sue energie e il suo talento al servizio dell’Islam. Abu Talhah (r) fu uno dei settantatré uomini che giurarono alleanza al Profeta (s) durante il secondo Patto di ‘Aqabah. Secondo uno storico, anche Umm Sulaym (r) era con lui in quell’occasione. Nel gruppo vi erano altre due valorose donne, Nusaybah bint Ka’b (r) e Asma’ bint ‘Amr (r).
Abu Talhah (r) era molto devoto al Profeta (s), ed era felice anche solo guardandolo e sentendo le sue nobili parole. Partecipò a tutte le principali battaglie nel Jihad fisabilillah. Conduceva una vita molto ascetica, ed era conosciuto per i suoi numerosi e lunghi digiuni. Egli possedeva un bellissimo frutteto a Madinah, con palme da dattero e uva. Un giorno stava pregando all’ombra di un albero, quando un bellissimo uccellino con le piume dagli splendidi colori gli volò davanti. Abu Talhah (r) si distrasse e dimenticò quante raka’at avesse già compiuto. Alla fine della Salat, si recò dal Messaggero di Allah (s) e gli raccontò l’accaduto, poi gli disse: “Sii testimone, o Messaggero di Allah, che io dono in carità questo frutteto, per amore di Allah, l’Altissimo”.
Abu Talhah (r) e Umm Sulaym (r) conducevano un’esemplare vita familiare incentrata sui principi Islamici; erano devoti al Profeta (s) e vivevano al servizio dell’Islam e dei Musulmani. Il Messaggero di Allah (s) era solito recarsi in visita a casa loro. Quando giungeva l’ora della Salat, pregava su una stuoia che gli dava Umm Sulaym (r). Qualche volta, egli (s) faceva anche il sonnellino pomeridiano a casa loro e, quando dormiva, Umm Sulaym (r) gli asciugava il sudore dalla fronte. Una volta, quando il Profeta (s) si svegliò dal sonnellino, le chiese:“Umm Sulaym, cosa stai facendo?”, e lei rispose: “Raccolgo queste gocce di sudore come barakah proveniente da te”.
Un’altra volta, il Profeta (s) si recò a casa loro, ed Umm Sulaym (r) gli offrì datteri e burro, ma egli non mangiò nulla poiché stava digiunando. Qualche volta, Umm Sulaym (r) mandava suo figlio Anas (r) a portare qualche dattero in regalo al Messaggero di Allah (s). Il Profeta (s) provava una misericordia speciale per Umm Sulaym (r) e la sua famiglia, e quando qualcuno gli chiedeva il motivo, rispondeva: “Suo fratello fu ucciso accanto a me”.
Umm Sulaym (r) era sorella della famosa Umm Haram (r), la moglie di ‘Ubadah ibn as-Samit (r). Umm Haram (r) morì durante una spedizione navale, e fu seppellita a Cipro. Anche Abu Talhah (r) morì durante una spedizione navale, al tempo del terzo Califfo, ‘Uthman (r), e venne seppellito in mare.
Umm Sulaym (r) era famosa per il suo coraggio. Durante la battaglia di Uhud, mise un pugnale nelle pieghe del suo vestito, prese dell’acqua e la portò ai feriti, poi si recò al centro della battaglia. Difese il Profeta (s) nei difficili momenti in cui anche molti degli uomini scappavano.
Durante la battaglia di Khandaq, il Profeta (s) vide Umm Sulaym (r) con in mano un coltello e le chiese cosa ci volesse fare. Lei rispose: “E’ per chi osasse disertare”. “Che Allah (SWT) ti conceda soddisfazione in questo” le rispose il Profeta (s).
Durante le avversità, Umm Sulaym (r) sapeva sempre reagire con calma e pazienza. Dal suo matrimonio con Abu Talhah (r) era nato un bambino, che chiamarono Abu Umayr. Il Messaggero di Allah (s) era solito andare a casa loro e giocare col bambino.
Un giorno Abu Umayr era malato e Abu Talhah (r) stava digiunando. Mentre Abu Talhah (r) era fuori a lavorare, il bambino morì. Umm Sulaym (r) ordinò a tutte le persone presenti in casa di non dire nulla ad Abu Talhah (r), perché avrebbe pensato lei stessa ad informarlo. Poi lavò il bambino, lo rivestì con un piccolo lenzuolo funebre e lo adagiò nella culla. Fece poi anche lei un bagno, si cambiò i vestiti e si fece bella per l’arrivo di suo marito. Quando egli tornò a casa, consumò il suo iftar e le chiese: “Come sta il bambino?”. Lei rispose: “Adesso è tranquillo”.
Abu Talhah (r) fu contento della risposta.
Quella notte i due giacquero insieme.
Il mattino dopo, al risveglio, Umm Sulaym (r) disse al marito: “Devo farti una domanda”.
“Qual è?”.
“Metti il caso di una persona alla quale sia stato affidato qualcosa: deve riconsegnarlo nel momento in cui gli venga richiesto oppure no?”.
“Deve riconsegnarlo; non ha nessun diritto di trattenerlo con sé”.
Umm Sulaym (r) allora disse: “Abu Umayr ci era stato affidato da Allah (SWT), Che se lo è ripreso”.
Il cuore di Abu Talhah (r) si riempì di dolore. Disse semplicemente: “Perché non me ne hai informato prima?”.
Abu Talhah (r) si recò dal Messaggero di Allah (s) e gli narrò la storia. Egli (s) pregò per lui e disse: “Che Allah benedica il tuo incontro di ieri notte con tua moglie!”.
Disse uno dei Sahaba (r): “Vissi tanto da vedere gli effetti dell’invocazione del Messaggero di Allah (s). Da quell’incontro che Abu Talhah (r) ebbe con sua moglie quella notte nacque un bambino che fu chiamato ‘Abdullah. ‘Abdullah ebbe poi nove figli (secondo altre fonti sette), tutti qurra’ (Sapienti del Kitab e della Sunnah)”.
‘Abdullah (r), appena nato, venne portato da suo fratello Anas (r) a visitare il Messaggero di Allah (s). Il Profeta (s) prese uno dei datteri che gli aveva portato in dono Anas (r), lo masticò un po’ e poi strofinò la polpa sulla bocca del piccolo ‘Abdullah, che succhiò avidamente. Il Profeta (s) disse: “Gli Ansar amano molto i datteri”.
Umm Sulaym (r) era una Musulmana, una moglie e una madre modello. La sua Fede in Allah (SWT) era salda e non accettava alcun compromesso. Non era disposta a mettere a rischio la sua Fede e l’educazione islamica dei suoi figli per ottenere i lussi di questo mondo.
Era devota al Messaggero di Allah (s) e dedicò suo figlio Anas (r) al suo servizio.
Si assunse la responsabilità dell’educazione dei suoi figli e giocò un ruolo attivo nella vita pubblica, condividendo con gli altri Musulmani la gioia di costruire una comunità (Ummah) edificata secondo la Legge e per amore di Allah (SWT).

 

NOTA:
[1] Questo accadde PRIMA che fosse rivelato il divieto per una donna Musulmana di sposare un miscredente

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