Umm ‘Ammara (o Umm ‘Umara), lo scudo del Profeta (s) a Uhud


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Umm ‘Umara (r) fu benedetta con molti onori, tra cui la sua presenza ad Uhud, al-Hudaybiyya, Khaybar, la Battaglia di Yamama, Hunayn ed il compimento della ‘Umra. Ma ebbe il ruolo più importante nella battaglia di Uhud.

Umm ‘Umara (r) partì per la battaglia assieme a suo marito, Ghaziya (r), ed i suoi due figli. La sua intenzione era quella di portare acqua ai feriti, ma Allah (SWT) aveva designato per lei un ruolo di maggiore ricompensa.

Si mise dunque in viaggio con la sua famiglia, con una borraccia, e giunse nel luogo della battaglia all’inizio della giornata. I Musulmani stavano avendo la meglio, ed ella andò ad accertarsi dello stato del Messaggero di Allah (s). Ma fu allora che i Musulmani commisero un errore fatale: vedendo che i Quraysh battevano in ritirata, corsero verso il bottino, ignorando il comando del Profeta (s) di rimanere sulla collina. Khalid ibn al-Walid (che ancora non aveva abbracciato l’Islam), notando il fianco scoperto, montò la carica contro i Musul-mani e, improvvisamente, le sorti della battaglia divennero favorevoli ai Quraysh. I Musulmani furono presi dal panico e cominciarono a fuggire, lasciandosi dietro solo il Profeta (s) ed una manciata di Sahaba (r). Tra questi, Umm ‘Umara (r).

Vedendo i Musulmani fuggire, Umm ‘Umara (r) corse in difesa del Profeta (s) e prese le armi, assieme a suo marito e ai suoi figli. Il Profeta (s) notò che era priva di scudo, per cui disse ad uno degli uomini che batteva in ritirata: “Dai il tuo scudo a chi sta combattendo”. Allora questi passò lo scudo a lei, che con esso difese il Messaggero di Allah (s), usando anche arco e frecce, oltre ad una spada.
Fu attaccata da uomini a cavallo, ma mai esitò né ebbe paura. In seguito affermò: “Se fossero stati a piedi come eravamo noi, li avremmo completamente sconfitti, col permesso di Allah (SWT)”.

‘Abdullah ibn Zayd, suo figlio, fu ferito durante la battaglia. La sua ferita sanguinò profusamente. Sua madre accorse e gliela bendò, quindi gli ordinò: “Vai e combatti questa gente, figlio mio!”. Il Profeta (s) ammirò il suo senso di sacrificio, e le disse: “Chi può sopportare quello che sopporti tu, o Umm ‘Umara?”.
D’un tratto, colui che aveva colpito suo figlio avanzò ed il Profeta (s) la chiamò dicendo: “Questo è l’uomo che ha colpito tuo figlio!”. Ella, coraggiosamente, affrontò l’uomo, che il suo stesso figlio descrisse come ‘una persona grande come il tronco di un albero’, e lo colpì alle gambe, buttandolo in ginocchio.
Il Messaggero di Allah (s) sorrise al punto che i suoi denti divennero visibili, e soggiunse: “Ti sei vendicata, Umm ‘Umara!”. Dopo averlo ucciso, il Profeta (s) disse: “Sia Lode ad Allah, che ti ha dato la vittoria e ti ha deliziato contro il tuo nemico e ti ha permesso di godere direttamente della vittoria!”.

In un dato momento il Profeta (s) fu lasciato solo, ed il nemico Ibn Qumay’a, sfruttando l’occasione, lo attaccò gridando: “Mostratemi Muhammad! Non mi salverò se lui si salverà!”. Allora Mus’ab ibn ‘Umayr, assieme ad altri Sahaba (r), accorse per proteggere il Profeta (s). Umm ‘Umara (r) era tra loro, e cominciò a colpire con forza il nemico di Allah, sebbene questi indossasse una doppia armatura.
Ibn Qumay’a riuscì ad infliggerle un colpo al collo, lasciandovi una ferita profonda. Il Profeta (s) si rivolse subito a suo figlio: “Tua madre! Tua madre! Tamponale la ferita! Che Allah (SWT) vi benedica, o gente della vostra casa! La posizione di tua madre è meglio di quella del tale… Che Allah (SWT) abbia misericordia di voi, o gente della vostra casa! La posizione del padre che vi ha allevato è migliore di quella del tale… Che Allah (SWT) abbia misericordia di voi, o gente della vostra casa!”.
Umm ‘Umara (r), vedendo quanto il Profeta (s) si compiacesse della sua determinazione e del suo valore, chiese con sollecitudine: “Chiedi ad Allah (SWT) di farci tuoi Compagni nel Giardino!”. Allora egli (s) disse: “Oh Allah, rendili miei Compagni nel Giardino!”. E questo era il desiderio di Umm ‘Umara (r), a cui replicò: “Non mi importa di quel che mi affligge in questo mondo!”.
Quel giorno le furono impartite tredici ferite, e ricevette cura per la sua ferita al collo per un intero anno. Partecipò anche alla battaglia di Yamama, dove subì undici ferite e perse una mano.

Il suo carattere coraggioso le valse il rispetto di tutti i Compagni (r), specialmente quella del Khalifa (Califfo) (r), che usava andarla a trovare e prestarle particolare attenzione.
Ad ‘Umar ibn al-Khattab (r) vennero dati alcuni vestiti di seta contenenti dell’eccellente tessuto. Qualcuno osservò: “Questo vestito è degno della tale persona (per dire quanto fosse costoso). Dovresti mandarlo alla moglie di ‘Abdullah ibn ‘Umar, Safiyya bint Abi ‘Ubayd”. ‘Umar (r), però, non volle tale vestito per la propria nuora: “Questa è una cosa che non darò ad Ibn ‘Umar. Lo manderò a qualcuno che ne ha più diritto: Umm ‘Umara Nusayba bint Ka’b. Nel Giorno di Uhud, ho sentito il Messaggero di Allah (s) dire: “Ogni volta che guardavo a destra o a sinistra, la vedevo combattere di fronte a me!”.

Questa fu la vita di Umm ‘Umara (r), la guerriera che restò quando molti fuggirono, che rimandò nella mischia della battaglia il figlio ferito e che era pronta a perdere la propria vita per salvare quella del Profeta (s). In cambio, ricevette il du’a per la compagnia del Profeta (s) in Paradiso!

Che Allah (SWT) ricompensi le nostre donne con tale coraggio, senso del sacrificio e perseveranza!

Hamzah Qassim

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