L’Ijtihâd


بسم الله الرحمان الرحيم

 

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

Definizione del concetto di IJTIHÂD
(Sforzo Interpretativo sulle Fonti Autentiche)

dello shaykh Muhammad ibn Sâlih al-’Uthaymîn
(Rahimahullah)

Definizione:

L’Ijtihâd è lo sforzo di riflessione, la ricerca di un giudizio razionale fondato sul Qur’ân (il Sublime Corano) e la Nobile Sunnah.
Quando il Musulmano non trova indicazioni precise riguardo ad un argomento nel Sublime Corano, e nemmeno la Sunnah gli fornisce elementi decisivi, deve compiere questo necessario sforzo interpretativo, basandosi sempre sui principi dell’Islâm, che gli permettano di determinare la risposta più adatta.

La persona che applica l’Ijtihâd, il Mujtahid, deve essere un discepolo della Legge Islamica.
La parola “Ijtihâd” è derivata dal verbo arabo “JaHaDa”, la cui radice significa “lottare” o “compiere degli sforzi”; è la stessa radice da cui deriva la parola “Jihâd”, benché la sola relazione tra i due termini sia etimologica.

Condizioni per l’Ijtihâd:

Per compiere l’Ijtihâd occorre essere un Mujtahid, e dunque riempire le seguenti condizioni:

– Conoscere l’insieme delle norme della Shari’ah, in special modo le âyât (versetti del Corano) e gli ahâdîth (detti e fatti del Profeta, pace e benedizioni di Allah su di lui) di cui il Mujtahid avrà bisogno per il suo Ijtihâd.
– Conoscere l’autenticità o la debolezza di un hadîth, conoscere il suo isnâd (catena di trasmettitori) e tutto ciò che vi si rapporta, così come la Sîrah (biografia del Messaggero di Allah, sallAllahu ‘alayhi waSallam)
– Padroneggiare la teoria dell’abrogante (an-nâsikh) e dell’abrogato (al-mansûkh), e sapere quando vi sia Ijmâ’ (consenso dei Sapienti), allo scopo di non emettere un giudizio che sia stato abrogato, né fornire un’opinione che si opponga ad un Ijmâ’
– Conoscere le differenti “prove” che potrebbero essere la causa di diversi giudizi, come i takhsîs (particolarizzazioni) o i taqyîd (restrizioni), al fine di non dare giudizi che vi si oppongano
– Conoscere la lingua araba e i principi di base della giurisprudenza islamica (usûlu-l-Fiqh), e ciò che riguarda il generale (al-’âm) e il particolare (al-khâss), l’assoluto e illimitato (al-mutlaq) e il limitato (al-muqayyid), il non chiarito (al-mujmal) e il chiarito (al-mubayyin), tutto ciò per poter fornire dei giudizi conformemente a ciò che tali principi esigono
– Avere la capacità di ricavare un giudizio a partire da atti e prove in proprio possesso.

L’Ijtihâd può essere intrapreso in una branca particolare dell’ ‘ilm (sapienza, conoscenza), o alla ricerca di uno sbocco particolare.

Ricercare la verità, e dispensare tutti i propri sforzi in questa ricerca, è essenziale per essere un Mujtahid. Così, se anche si dovesse compiere un errore si riceverà (comunque) una ricompensa per il proprio Ijtihâd; e se non si incorrerà in alcuno sbaglio, si riceverà una doppia ricompensa.

Il Taqlîd:

Il Taqlîd è il fatto di seguire le direttive di un Mujtahid, nel caso della persona che non possieda la capacità di fornire (da solo) un Ijtihâd.
Vi sono due casi:

– Quando il Muqallid è una persona qualunque, comune (‘âmî), che dunque non possiede la conoscenza delle nozioni della Shari’ah, il Taqlîd è per lui obbligatorio, nei confronti di una persona che abbia acquisito questa scienza necessaria, a causa delle Parole di Allah (subhânaHu waTa’ala):

Prima di te non inviammo che uomini da Noi ispirati. Chiedete alla gente del Ricordo (adh-Dhikr), se non lo sapete (Corano XVI. An-Nahl, 43)

– Anche nel caso in cui un Mujtahid si trovi in una situazione in cui vi sia bisogno di una risposta immediata, ed egli non abbia a disposizione tutte le fonti necessarie per la propria ricerca, il Taqlîd gli è allora permesso, poiché le condizioni per l’Ijtihâd sono basate sulla certezza, mentre per ciò che riguarda il Taqlîd, si fa appello al “dhann” (conoscenza incerta)

Vi sono due tipi di Taqlîd:

– Taqlîd Muayyin, che consiste nel seguire un madhhab (scuola giuridica) particolare
– Taqlîd Mutlaq, che consiste nel seguire diversi Mujtahidîn, ricercando dunque opinioni differenti sullo stesso argomento

Tuttavia i Sapienti hanno finito per decretare che sia preferibile ricorrere unicamente al Taqlîd Muayyin, poiché (tramite il Taqlîd Mutlaq) la gente non ricercava più la verità (al-haqq), ma sempre più spesso la soddisfazione dei loro desideri, delle loro passioni (Ittiba’ Hawâ’)

Il Muqallid non può essere chiamato ad emettere una fatwâ, poiché non lo si considera come facente parte dei Sapienti (Ahlu-l-’Ilm, Gente della Scienza). In effetti, una fatwâ non può essere emessa senza una reale conoscenza del Dîn (religione) e di tutte le sue componenti.

waAllahu A’lam
e Allah è il Più Sapiente!

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