Laysa al-Gharib

بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

LAYSA AL-GHARIB
di Zayn Al-’Abidîn ‘Ali ibn Al-Husayn ibn ‘Ali ibn Abi Talib
(che Allah abbia misericordia di lui)


Lo straniero non è straniero dello Shâm o dello Yemen,
lo straniero è piuttosto lo straniero della tomba e del sudario.
Certamente lo straniero ha un diritto per la sua estraneità
sui residenti delle città e delle dimore.
Non respingere uno straniero per la sua estraneità,
già il tempo lo respinge attraverso l’umiliazione e le prove.
Il mio viaggio è lungo e le mie provviste non mi permetteranno di raggiungere la mia destinazione,
le mie forze vengono meno e la morte mi chiama.
E ho ancora dei peccati che non conosco,
Allah li conosce, che siano segreti o pubblici.
Com’è clemente Allah nei miei confronti, concedendomi una dilazione,
e nonostante io abbia persistito nel mio peccato, Egli mi protegge.
Le ore dei miei giorni trascorrono senza rimpianti,
senza lacrime, né timore, né tristezza.
Io sono colui che chiude le porte persistendo
nella disobbedienza, e l’occhio di Allah mi guarda.
Oh errori scritti nella trascuratezza ormai passata,
Oh rimpianti che rimangono in fondo al cuore che mi consuma…
Lasciami compiangere me stesso e rimpiangere,
trascorro il mio tempo nel ricordo e nella tristezza.
Tieniti le tue scuse, tu che mi evitavi,
se tu sapessi quanto dovresti scusarti!
Lasciami piangere delle lacrime senza fine,
vi è una lacrima che possa liberarmi?
Come s’io giacessi tra la gente,
sul letto, mentre le loro mani mi voltano…
E si sono riuniti attorno a me colui che si lamenta,
che piange su di me, che annuncia il mio decesso e che geme.
Sono venuti con un medico per curarmi
ma non penso che la medicina mi sia di alcun profitto oggi.
L’agonia si intensifica e la morte mi trasporta,
da ognuna delle mie vene, senza dolcezza e senza bontà.
Hanno strappato la mia anima al suo ultimo soffio,
e la mia saliva è divenuta amara nell’ultimo rantolo.
Mi hanno chiuso gli occhi e se ne sono andati tutti,
dopo la disperazione, si sono dati da fare per acquistare il sudario.
Il migliore di loro si è alzato con sollecitudine
per recarsi da colui che lava i morti, perché mi lavasse.
E ha detto: “Oh, gente! Vogliamo un lavatore abile,
libero, sagace, intelligente, intenditore, perspicace”.
Un uomo tra loro è arrivato e mi ha spogliato
dei miei vestiti, mi ha messo a nudo e mi ha lasciato.
Mi hanno disteso sulle foglie,
e sopra di me il mormorìo dell’acqua che mi lavava…
Ha versato l’acqua su di me e mi ha lavato
per tre volte, poi ha chiesto agli altri di portare il sudario.
Mi hanno vestito con un abito senza maniche
e quando mi ha profumato, non avevo nulla più di questo per me.
Mi hanno fatto uscire da questo basso mondo, desolato
di essere partito senza provvigioni che mi permettano di raggiungere la mia destinazione.
Mi hanno portato sulle spalle in quattro
tra gli uomini, e dietro di me il convoglio funebre.
Mi hanno portato al mihrab e si sono posti
dietro l’imâm che ha pregato, poi mi ha dato l’addio.
Hanno compiuto su di me una preghiera senza ruku’
né sujûd, sperando che Allah abbia misericordia di me.
Mi hanno calato dolcemente nella mia tomba,
e uno di essi si è fatto avanti per sistemarmi.
Ha svelato il mio viso per vedermi
e le lacrime colavano dai suoi occhi annegandomi.
Poi si è alzato con rispetto e risoluzione
e ha allineato i mattoni sopra di me e se n’è andato.
E ha detto: “Copritelo di terra e approfittate
della migliore ricompensa del Misericordioso, Che possiede tutti i benefici”.
Nelle tenebre della tomba, né madre
né padre tenero, né fratello che mi faccia compagnia.
Mi sono spaventato per ciò che hanno visto i miei occhi,
dell’orrore di ciò che mi stava accadendo,
di ciò che avrei detto a Munkar e Nakir;
certamente tutto ciò mi ha terrorizzato e spaventato.
Mi hanno fatto sedere, incitandosi nel loro interrogatorio
Non ho nessuno oltre a Te, Allahumma, che possa liberarmi.
Accordami un perdono da Te proveniente, oh! Mia speranza!
Sono incatenato dai peccati, indebitato…
Tornando, i parenti si sono spartiti i miei beni,
il mio fardello è posto sulla mia schiena e pesa su di me.
La mia sposa ha preso un altro marito al posto mio
e gli ha lasciato il controllo dei beni e della casa.
Ha reso mio figlio uno schiavo affinché la serva
e i miei beni sono stati donati loro senza contropartita…
Non essere dunque ingannato dalla vita di quaggiù e dai suoi ornamenti
e guarda cos’ha fatto alla famiglia e al focolare.
Guarda colui che desidera ogni cosa di questo basso mondo,
non lo abbandona forse col suo solo balsamo e un sudario?
Prendi ciò che ti basta di questa vita e accontentati di questo
anche se non possiedi altro che la salute.
Oh tu che semini il bene! Raccogline i frutti!
Oh tu che semini il male! Non riposi su nulla…
Oh anima! Smetti di disobbedire e trai profitto
da un’opera buona, pregando Allah di farmi misericordia.
Oh anima! Guai a te! Pentiti e compi una buona azione
affinché tu sia ricompensata dopo la morte con un bene.
E che le preghiere siano sul nostro maestro,
su tutto ciò che la luce illumina nello Shâm e nello Yemen…

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