La Ruqyah secondo il Corano e la Sunnah


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

Questo testo tratta dei sintomi del sar’ (attacco di un jinn) e del metodo generale di trattamento.

 

 

 

I sintomi generali del malato

 

Questa malattia (l’attacco del jinn) ha come ogni altra affezione i suoi propri sintomi. Ma quando dei dolori banali che non trovano rimedio attraverso la medicina moderna si presentano, allora occorre essere vigilanti e domandarsi se non si sia stati attaccati da un jinn. In effetti, i dolori nel corpo, le bruciature, i surriscaldamenti inspiegabili, i malesseri, le vertigini, le cefalee, sono talvolta degli indicatori della presenza di jinn nel corpo. Ma esistono altri sintomi che sono veramente propri a questa malattia. Ecco una piccola gamma, lontana dall’essere esaustiva:

1. I sintomi durante il sonno

 

  1. Angoscia e insonnia
  2. Agitazione durante il sonno
  3. Incubi
  4. La visione di animali durante i sogni, quali serpenti, cani, gatti…
  5. Gridare, ridere o piangere
  6. alzarsi la notte e camminare, pur dormendo (sonnambulismo)
  7. vedersi cadere da un luogo elevato durante il sonno
  8. Vedersi in un cimitero, o un luogo impuro come una discarica pubblica
  9. Fare sogni erotici troppo di frequente (jinn innamorato)
  10. Vedere della gente dall’aspetto bizzarro durante i sogni
  11. Vedere sempre la stessa persona o lo  stesso animale durante un sogno
  12. Vedere durante i sogni delle persone di colore nero
  13. Vedersi tra i morti durante i sogni

2. I sintomi in stato di veglia

 

  1. I mal di testa frequenti, le emicranie
  2. Provare un rigetto per ogni pratica religiosa quali la preghiera, la lettura del Corano
  3. La distrazione mentale, il malato sembra sempre assente
  4. L’indolenza e la pigrizia, il malato non ha voglia di fare niente, si lascia andare
  5. Un dolore persistente in un membro o in tutto il corpo
  6. Delle bruciature o dei surriscadamenti alla lettura del Corano
  7. Il malato parla da solo o non parla affatto
  8. Pensieri ossessivi
  9. Avere il petto serrato a partire dal calare della notte
  10. Disturbi visivi (flashs, reticelle grigiastre, visioni strane…)

I sintomi del sar’ (presenza di un jinn) e del sihr si confondono spesso. Tuttavia, alcune magie hanno dei sintomi propri, poiché hanno uno scopo specifico.

Bisogna sapere che le magie non sono obbligatoriamente accompagnate dai jinn e che gli “attacchi dei jinn” non sono forzatamente causati da una stregoneria. Anche se si possono trovare le due cose insieme, si possono anche trovare l’una o l’altra da sole. E’ per questa ragione che i sintomi precedenti (attacco del jinn) sono talvolta accompagnati da quelli di certe magie. Tuttavia, il metodo di trattamento è quasi identico. Il metodo descritto di seguito può essere applicato sia per una stregoneria che per un attacco di jinn (mass).

 

Il metodo da seguire per la cura in conformità col Corano e la Sunnah (Ruqiyyah shar’iyyah)

 

Tra cura e fiducia in Dio (tawakkul)

 

Zayd ibn Aslam (radiAllahu ‘anhu) riferì che un uomo, al tempo del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) aveva subito una ferita che gli causò una congestione. L’uomo chiamò due uomini della tribù dei Bani Ammar perché lo curassero. I due uomini lo guardarono. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) chiese loro quale dei due fosse il più competente in medicina. Essi gli chiesero allora se vi fosse un beneficio nella medicina. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse loro: “Colui che ha inviato il rimedio è Colui che ha inviato la malattia” (riportato da Malik)

Alcuni rifiutano di curarsi col pretesto di riporre la loro fiducia in Allah, aspettando da Lui la guarigione. Ma questa maniera di ragionare è un errore e non è in questo modo che bisogna agire: l’hadîth del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) è abbastanza chiaro; ossia bisogna curarsi, poi riporre la propria fiducia in Dio, Che è Il Solo Detentore della guarigione.

Allo stesso modo in cui non basta voler bere per calmare la sete, o di voler mangiare per placare la fame, non basta voler guarire (senza ricorrere alle cure) per essere in forma.

La medicina non è, in ogni modo, altro che una causa tra le cause, ma resta indispensabile, poiché, attraverso la Sua Potenza, Allah (subhanaHu waTa’ala) ha creato questo mondo di cause e di effetti.

 

 

 

 

Il Corano è una guarigione

 

Allah (‘azza waJalla) definisce il Corano con le seguenti Parole:

O uomini, vi è giunta un’esortazione da parte del vostro Signore, guarigione per ciò che è nei petti, guida e misericordia per i credenti (Corano X. Yûnus, 57)

 

As-Suyûti (rahimahullah) riportò che ‘Ali (radiAllahu ‘anhu), il cugino del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “La migliore delle medicine, è il Corano”.

Non vi è alcun dubbio sul fatto che la medicina attraverso il Sublime Corano sia una medicina utile che procura una guarigione senza tracce. Certamente, il Corano è un rimedio contro tutti i mali del cuore e del corpo. A questo riguardo, si riporta che l’Imâm Ibnu-l-Qayyim (rahimahullah) si ammalò a Makkah ma, non trovando nessun medico, si curò allora con la Sûrah “Al-Fâtiha”. Raccontò che questo ebbe un’influenza sorprendente sulla sua malattia. Così, lesse questa Sûrah su una quantità d’acqua e ne bevve finché la sua guarigione fu completa. Si dice che si mise ad impiegare questo metodo per ogni sorta di malanno.

 

Una nota importante

 

Perché la cura sia efficace e la guarigione rapida, bisogna assolutamente che il malato e colui che lo cura abbiano la certezza che il Corano procuri la guarigione. Devono essere sicuri che i versetti del Corano siano un’arma tagliente e un aiuto potente, altrimenti il cuore si svuota della fiducia in Allah (subhanaHu waTa’ala) e si riempie di disperazione. La guarigione diviene allora ritardata o addirittura impossibile.

Cari fratelli, care sorelle, non lasciate il diavolo farvi credere che Allah (subhanaHu waTa’ala) non vi soccorrerà. Certamente, non bisogna disperare della Misericordia divina, ma riporre la propria fiducia in Lui. E’ da Allah (‘azza waJalla) che bisogna implorare soccorso!

 

3 condizioni di validità del trattamento

 

Questa cura non è valida, secondo la legislazione islamica (shari’ah), se le tre condizioni seguenti non sono rispettate:

– Deve essere compiuta esclusivamente con i versetti del Sublime Corano o le invocazioni insegnate dal Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam)

– Deve essere fatta in lingua araba

– Il malato e colui che cura non devono dimenticare che la guarigione non viene altro che da Allah (subhanaHu waTa’ala) e che questa cura non è altro che una causa tra le tante cause.

Il trattamento si svolge in 3 tappe

 

La prima tappa è quella che ha luogo prima del trattamento vero e proprio. Così, si deve preparare un’atmosfera di devozione compiendo se occorre le cose seguenti:

  1. Far uscire ogni immagine d’uomo o animale dalla casa, poiché impedisce agli angeli di entrarvi.
  2. Togliere ogni talismano che porti eventualmente il malato e bruciarlo.
  3. La casa deve essere priva di canti, musica o suono di flauto.
  4. Fare uscire ogni persona che commetta un peccato manifesto, quale un uomo che porti dell’oro, una donna truccata e non velata, o un uomo che fumi.
  5. Impartire al malato e alle persone presenti una lezione sulla fede del musulmano, allo scopo di guidarli verso il cammino di Allah (subhanaHu waTa’la) e di sradicare dai loro cuori ogni altra credenza.
  6. Fare comprendere ai presenti la differenza tra la medicina autorizzata da Allah (‘azza waJalla) e dal Suo Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) e quella praticata dai maghi. Occorre far loro prendere coscienza del fatto che il Corano è una guarigione.
  7. Effettuare una diagnosi ponendo al malato domande come queste:

–         Vedi degli animali nei tuoi sogni?

–         Quanti ne vedi?

–         Vedi ogni volta gli stessi animali?

–         Vedi degli animali che ti attaccano nei tuoi sogni?

–         Hai degli incubi?

–         Ti vedi precipitare da un luogo elevato?

L’ideale sarebbe di lasciare che il malato parli del suo problema, poi porgli le domande, e ciò affinché la diagnosi non venga fatta orientando le risposte del malato.

  1. Fai le abluzioni prima di cominciare il trattamento e ordina a tutti i presenti di fare altrettanto.
  2. Se il malato è una donna, non la trattare prima che si sia velata.
  3. Non trattare una donna senza la presenza di uno dei suoi maharim (padre, fratello, zio, ecc…)
  4. Che nessuno entri con te (nella stanza dove effettuerai il trattamento) se non lei e il suo mahram
  5. Chiedi ad Allah (subhanaHu waTa’ala) di aiutarti a far uscire questo jinn e a concederti la vittoria su di lui

 

La seconda tappa: Il trattamento (che deve essere ripetuto fino alla guarigione)

Caro fratello, cara sorella,

Benché qualche volta vengano indicati dei termini relativi al trattamento che bisogna rispettare, non bisogna dimenticare che la guarigione non proviene che da Allah (che Egli sia Esaltato).

Purtroppo, alcuni guaritori prescrivono dei termini estremamente brevi, dell’ordine di 10 giorni. Ciò distrugge il morale del malato che, passati i 10 giorni, si rende conto che il male è ancora presente. No, vi assicuro che occorre dar prova di pazienza e sopportare questa prova, che può durare una settimana come dei mesi! Chiediamo ad Allah (subhanaHu waTa’ala) non di alleggerire il nostro fardello, ma di allargare le nostre spalle, poiché non vi è alcuna qualità migliore della pazienza. Ecco, dunque, il trattamento (ruqiyyah), che bisognerà ripetere finché sarà necessario:

Chiedi al malato di stendersi sul dorso, di chiudere gli occhi, poi di concentrarsi al massimo.

Poi, poni le mani sulla testa del malato e leggi i versetti seguenti lentamente e a voce alta (in tartil), nel suo orecchio:

–         Al-Fâtihah

–         II. Al-Baqara, versetti 1-5

–         II. Al-Baqara, versetto 102

–         II. Al-Baqara, versetti 163-164

–         II. Al-Baqara, versetto 255

–         II. Al-Baqara, versetti 285-286

–         III. Âl-’Imrân, versetti 18-19

–         VII. Al-A’râf, versetti 118-122

–         X. Yûnus, versetti 81-82

–         XX. Tâ-Hâ, versetto 69

–         XXIII. Al-Mu’minûn, versetti 115-117

–         XXXVII. As-Sâffât, versetti 1-10

–         XLVI. Al-’Ahqâf, versetti 29-32

–         LV. Ar-Rahmân, versetti 33-36

–         LIX. Al-Hashr, versetti 21-24

–         LXXII. Al-Jinn, versetti 1-9

–         CXII. Al-Ikhlâs

–         CXIII. Al-Falaq

–         CXIV. An-Nâs

Potete scaricare una lista di versetti in arabo, leggermente diversa ma che può essere utile in un primo tempo, al seguente indirizzo web:http://www.ribaat.org/textes/roqiya/images/versets.gif

Bisogna sapere che la lettura del Corano brucia i jinn, che si consumano e perdono le loro forze. I jinn soffrono allora molto e resistono fino allo stremo delle forze. Tutto dipende dalla ragione per cui sono entrati.

Dopo la lettura diverse situazioni possono presentarsi:

–         Per Grazia di Allah, il jinn è uscito dal corpo senza aver parlato né essersi manifestato.

–          Il jinn manifesta la sua presenza con un movimento violento nel corpo del malato o parlando a chi sta eseguendo il trattamento. Incombe a colui che sta eseguendo la cura, prima di ogni trattamento, di avere l’intenzione di cacciare il jinn, e non di entrare in contatto con lui, poiché il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Non desiderate lo scontro col nemico”, e Allah (SubhanaHu waTa’ala) dice: In verità egli (Shaytân) è un vostro nemico dichiarato (Corano II. Al-Baqara, 168)

– Quali sono i segni che dimostrano che il jinn si è manifestato?

 

  1. Il malato chiude gli occhi o si mette a sbatterli molto rapidamente, o si mette le mani sugli occhi.
  2. Una violenta convulsione nel corpo o una leggera alle estremità del corpo.
  3. Il jinn grida o vocifera
  4. Il jinn si presenta pronunciando il suo nome.
  5. Un violento sussulto del malato.

– Che cosa fare quando il jinn si sia manifestato?

 

Comincia a porgli le seguenti domande, non dimenticando che i jinn sono dei bugiardi. Non bisognerà che tu creda alle sue risposte senza una controprova:

  1. Come ti chiami? Qual è la tua religione?
  2. Perché sei entrato in questo corpo?
  3. Vi sono altri jinn con te?
  4. Lavori con un mago?
  5. In quale parte del corpo ti trovi?

– Come discutere con un jinn musulmano?

 

Se il jinn è musulmano bisogna ricordargli le proibizioni e il castigo conseguente, e i doveri con la ricompensa che se ne guadagna. Se la ragione per cui è entrato nel corpo è dovuta ad un torto causatogli dall’essere umano, digli che l’uomo non poteva vederlo e la sua azione (negativa nei suoi confronti) non è stata volontaria. Se la ragione è un amore passionale, spiegagli che ciò è un peccato e fagli paura ricordandogli il giudizio e il castigo. Se non è entrato che per nuocere all’uomo, allora ricordagli che gli ingiusti saranno puniti nel Giorno del Giudizio.

Al termine di questa discussione, se il jinn accetta di uscire, allora sia Gloria ad Allah! Ma prima che esca chiedigli di assumere l’impegno verso Dio di uscire da questo corpo e non rientrarvi una seconda volta, né di entrare nel corpo di un altro musulmano. Deve anche giurare che, se non manterrà la sua parola, allora che la maledizione di Allah, dei Suoi Angeli e di tutta la gente sia su di lui!

Poi, chiedigli per quale parte del corpo ha intenzione di uscire. Se ti dice che uscirà dagli occhi o dal ventre, rifiuta e chiedigli di uscire dalla bocca, dal naso, dalle orecchie o dalle dita delle mani o dei piedi, e chiedigli di darti il salâm appena prima di uscire.

Dopo che ti abbia salutato (dato il salâm) devi assicurarti che sia realmente uscito, perché un gran numero di jinn sono bugiardi. Rileggi allora i versetti precedentemente citati. Se la lettura provoca un disagio al malato, allora sappi che il jinn è ancora nel corpo, nel caso contrario significa che è uscito.

– Come discutere con un jinn non musulmano?

 

Prima di tutto, devi proporgli l’Islâm. Se accetta l’Islâm per religione allora ordinagli di pentirsi e spiegagli che, perché il suo pentimento sia accettato, deve uscire da questo corpo.

Se rifiuta e persiste nella sua miscredenza, allora non vi è costrizione, ma devi ordinargli di uscire. Se esce, allora sia Gloria a Dio!

Se rifiuta di uscire, devi recitare ancora per farlo soffrire. E’ possibile che tu sia obbligato a picchiarlo. I colpi devono essere assestati con un bastone di legno duro sulla pianta dei piedi (del malato). Quando la persona viene percossa, il jinn sente i colpi molto più di quest’ultima. Ad un certo punto pensa che morirà (se rimane ancora nel corpo), quindi esce. Ma non bisogna dimenticare che solo le persone in preda ad un “attacco totale” non sentono i colpi, poiché esse sono completamente possedute (dal jinn)[1]

Leggi anche le sûre che infliggono molto dolore ai jinn, quali il Versetto del Trono (II. Al-Baqara, 255), la Sûrah Yâ-Sîn (XXXVI), la Sûrah “I Ranghi” (XXXVII. As-Sâffât), la Sûrah “Il Fumo” (XLIV. Ad-Dukhân), la Sûrah “I Jinn” (LXXII), la fine della Sûrah “L’Esodo” (LIX. Al-Hashr – versetti 21-24), la Sûrah “L’Altissimo” (LXXXVII. Al-A’lâ), e la Sûrah “il Diffamatore” (CIV. Al-Humaza). In generale, ogni Sûrah che ricordi il fuoco, il castigo, l’Inferno fa del male ai jinn.

L’ultima tappa: La condotta da seguire dopo il trattamento

Questa tappa del trattamento è molto importante, poiché il malato è sempre vulnerabile e può essere attaccato una seconda volta dal jinn. Bisognerà raccomandargli di rispettare le prescrizioni seguenti:

  1. Assiduità alle preghiere in comune alla moschea.
  2. Divieto di ascoltare canzoni, musica o di guardare la televisione.
  3. Fare le abluzioni e poi leggere il Versetto del Trono (II. Al-Baqara, 255) prima di andare a letto.
  4. Leggere la Sûrah “La Giovenca” (II. Al-Baqara) a casa una volta ogni 3 giorni o almeno una volta alla settimana.
  5. Leggere la Sûrah “La Sovranità” (LXVII. Al-Mulk) prima di addormentarsi. Chi non è capace di leggerla (in arabo) può ascoltarla.
  6. Leggere o ascoltare (per chi non sappia leggerla) la Sûrah Yâ-Sîn (XXXVI) la mattina appena alzato.
  7. Stare in compagnia di gente virtuosa e allontanarsi da coloro che si abbandonano al peccato.
  8. Se il malato è una donna, occorre assolutamente che porti l’hijâb (velo), poiché i diavoli sono più vicini a quelle donne che mostrano le loro bellezze, si profumano (in pubblico), ecc.
  9. Ascoltare il Corano due ore al giorno o leggere 2 hizb al giorno.
  10. Dire 100 volte dopo la preghiera del mattino: “Non vi è altra divinità al di fuori di Allah, non ha associati. A Lui il Regno e la Lode. Egli è Onnipotente” (Lâ ilahâ illâ Allâh, lâ sharîka laHu. LaHu-l-Mulk, walaHu-l-Hamd, wa Huwa ‘ala kulli shayyin Qadir)
  11. Dire Bismillah (In Nome di Dio) prima di ogni cosa.
  12. Non dormire da solo.

Dopo un mese, si visiterà di nuovo il malato. Gli si leggeranno i versetti citati in precedenza. Se non sente più nulla, invitalo ad applicare le raccomandazioni precedenti, per essere al riparo dai diavoli.

Questo metodo di trattamento è quello in conformità col Corano e la Sunnah. E’ valido per i jinn, il sihr e il malocchio.

 

Avvertimento rivolto a colui che svolge il trattamento

 

1. Può darsi che durante la lettura dei versetti, il malato sia colto da vertigini, convulsioni o che si senta soffocare, senza tuttavia che il jinn si manifesti. In tal caso, rinnova 3 volte la recitazione, ma se – malgrado ciò – non si nota alcun cambiamento, allora raccomanda le seguenti cose al malato:

    1. Assiduità alle preghiere in comune alla moschea.
    2. Non ascoltare musica, canzoni, né guardare la televisione.
    3. Fare le abluzioni e leggere il Versetto del Trono (II. Al-Baqara, 255) prima di dormire.
    4. Togliere tutte le immagini di esseri animati dalla casa del malato
    5. Dire Bismillah prima di ogni azione.
    6. Moltiplicare la formula “Lâ ilahâ illâ Allâh – non vi è altra divinità al di fuori di Allah” durante la giornata.
    7. Leggere o ascoltare le Sûre “I Ranghi” (XXXVII. As-Sâffât), “Il Fumo” (XLIV. Ad-Dukhân) e “I Jinn” (LXXII) prima di dormire.
    8. Leggere le Sûre Yâ-Sîn (XXXVI), “Il Misericordioso” (LV. Ar-Rahmân) e “Le vie dell’Ascesa” (LXX. Al-Ma’ârij) al risveglio.
    9. Non dormire da solo.
    10. Fare delle invocazioni dal mattino alla sera.
    11. Se si tratta di una donna, deve portare il velo e non uscire di casa truccata o profumata.
    12. Registrare le Sûre seguenti su delle cassette che il malato dovrà ascoltare dalle 4 alle 6 volte al giorno: I. Al-Fâtiha (L’Aprente), II. Al-Baqara (La Giovenca), III. Âl-’Imrân (La Famiglia di ‘Imrân), VI. Al-An’âm (Il Bestiame), VIII. Al-’Anfâl (Il Bottino), XI. Hûd, XV. Al-Hijr, XVIII. Al-Kahf (La Caverna), XXXII. As-Sajda (La Prosternazione), XXXIII. Al-Ahzâb (I Coalizzati), XXXVI. Yâ-Sîn, XXXVII. As-Sâffât (I Ranghi), XLI. Fussilat (Esposti chiaramente), XLIV. Ad-Dukhân (Il Fumo), XLVIII. Al-Fath (La Vittoria), XLIX. Al-Hujurat (Le Stanze Intime), L. Qâf, LI. Adh-Dhâriyât (Quelle che spargono), LV. Ar-Rahmân (Il Misericordioso), LIX. Al-Hashr (L’Esodo), LXI. As-Saff (I Ranghi Serrati), LXII. Al-Jumu’a (Il Venerdì), LXIII. Al-Munâfiqûn (Gli Ipocriti), LXVII. Al-Mulk (La Sovranità), LXX. Al-Ma’ârij (Le Vie dell’Ascesa), LXXII. Al-Jinn, LXXXI. At-Takwîr (L’Oscuramento),  LXXXV. Al-Burûj (Le Costellazioni), LXXXVI. At-Târiq (L’Astro Notturno), LXXXVII. Al-A’lâ (L’Altissimo), LXXXVIII. Al-Ghâshiya (L’Avvolgente), LXXXIX. Al-Fajr (L’Alba), XC. Al-Balad (La Contrada), XCIX. Al-Zalzalah (Il Terremoto), CI. Al-Qâri’ah (La Percotente), CIV. Al-Humaza (Il Diffamatore), CIX. Al-Kâfirûn (I Miscredenti), CXI. Al-Masad (Le Fibre di Palma), CXII. Al-Ikhlâs (Il Puro Monoteismo), CXIII. Al-Falaq (L’Alba Nascente), CXIV. An-Nâs (Gli Uomini).
    13. Dopo un mese, leggi nuovamente la serie di versetti precitati. Può darsi che il jinn se ne sia andato, o che sia ancora presente. Nel primo caso, confermerai la sua partenza effettiva con la scomparsa dei sintomi nel malato. Nell’altro caso, il jinn è in ogni caso stato indebolito. Quando leggerai i versetti, può darsi che si manifesti, altrimenti bisognerà rinnovare le raccomandazioni per un altro mese intero.

2. Se il jinn si manifesta ma rifiuta di uscire, gli leggerai i versetti che provocano molto dolore ai jinn. Dovrai se necessario picchiarlo. Se i colpi non conducono ad alcun risultato, chiedi allora al malato di rinnovare le raccomandazioni per un altro mese intero.

3. Può darsi che il jinn si manifesti e ti insulti, in questo caso non montare in collera.

4. Alcuni indizi, durante la recitazione, ti aiuteranno a comprendere che si tratta di una magia:

–         Il malato si mette a piangere mentre è sano di mente. Quando gli chiedi perché pianga, ti risponde che non dipende da lui.

–         Il malato vomita un grumo di colore giallo o nero. Si tratta di una magia bevuta o mangiata.

–         Il malato sente dei bruciori a livello del ventre.

5. Il jinn può manifestarsi, gridare e far scuotere violentemente il corpo del malato, non aver paura ma picchialo e recitagli il versetto seguente:

… Deboli sono le astuzie di Shaytân (Corano IV. An-Nisâ’, 76)

 

Si calmerà, con l’aiuto di Allah (subhanaHu waTa’ala)

6. Se il jinn ti dice: “Tu sei un uomo pio, uscirò per via della considerazione che ho di te”, rispondigli: “Sono un servo debole, esci per obbedienza ad Allah (subhanaHu waTa’la) e al Suo Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam). Occorre fare attenzione a non farsi intrappolare e cadere nell’orgoglio.

7. Può darsi che il jinn si dimostri resistente, allora metti dell’acqua in una scodella e recita sopra di essa i versetti precitati, oltre alla Sûrah Yâ-Sîn (XXXVI), As-Sâffât (I Ranghi, XXXVII), Ad-Dukhân (il Fumo, XLIV). Dai quest’acqua, impregnata dei versetti del Corano, da bere al malato. La prova (sharaitica) che ci permette di giustificare una tale pratica è l’hadîth riportato da Ahmad (rahimahullah) secondo cui il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci raccomandò, prima di coricarci, di giungere le mani, di sputarvi qualche goccia di saliva, di recitarvi sopra le Sûre CXII, CXIII e CXIV (le ultime tre sûre del Corano) e infine di massaggiarsi tutto il corpo cominciando dalla testa e dal viso. Chi faccia ciò tre volte prima di addormentarsi si vedrà inviare un guardiano e nessun diavolo lo avvicinerà fino al risveglio. Possiamo comprendere da questo hadîth che l’aria che esce dalla bocca è impregnata di Corano, e ha dunque un effetto benefico. Nel nostro caso, l’acqua impegnata dei versetti coranici attacca il jinn all’interno e gli procura molto dolore. Inoltre, l’Imâm Ibn Taymiyya (rahimahullah) e lo shaykh Ibn Bâz (rahimahullah), essendo stati consultati a questo proposito, risposero che non vi era nulla di male a bere o a lavarsi con dell’acqua su cui fossero stati letti dei versetti del Corano in vista della guarigione.

8. Si possono anche prendere diverse bottiglie d’acqua da 1,5 litri, svitare i tappi, leggere la serie di versetti precitati sopra l’acqua contenuta, poi chiedere al malato di lavarsi con una bottiglia ogni giorno. Non bisogna riscaldare quest’acqua direttamente sul fuoco, ma a bagnomaria, oppure mescolandola con altra acqua calda, oppure ponendo la bottiglia sul calorifero, ecc. Bisogna ripetere l’operazione fino alla guarigione, o almeno finché si noti un miglioramento generale dello stato di salute del malato. Bisogna d’altro canto fare attenzione a recuperare l’acqua del lavaggio e gettarla fuori, in un luogo privo di impurità (nell’erba). L’acqua contenente i versetti non deve soprattutto essere lasciata colare nello scarico del bagno, perché rischia di bruciare gratuitamente i jinn che vivono nelle condutture d’acqua. L’ideale sarebbe di effettuare questo lavaggio in una grande bacinella, affinché si possa recuperare l’acqua più facilmente.

9. Se il malato lamenta dolori persistenti, gli si può dare dell’olio di semi neri (habbatu sawda) o d’oliva su cui siano stati recitati i versetti del Corano, affinché ci si massaggi il corpo ogni sera prima di andare a dormire. ‘Aisha (radiAllahu ‘anha), la moglie del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Habbatu sawda guarisce tutti i mali tranne la morte”.

L’Imâm Tirmidhi (rahimahullah) riportò l’hadîth del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Usate l’olio d’oliva come condimento e per ungervi, perché è il prodotto ricavato da un albero benedetto”, e Allah (subhanaHu waTa’ala) dice:

… come quest’albero (l’olivo) che sorge dal monte Sinai che vi offre olio e condimento per i vostri cibi (Corano XXIII. Al-Mu’minûn, 20)

10. Per cacciare i jinn dalla casa del malato, leggi questa serie di versetti su una quantità d’acqua, poi aspergi tutti gli angoli della casa (muri, soffitti, armadi…), tranne i bagni. Di’ “Bismillah” quando spruzzi l’acqua. Ma occorre far prendere coscienza al malato e alla sua famiglia che, per natura, i diavoli amano i luoghi in cui Allah (SubhanaHu waTa’ala) viene invocato raramente e in cui sono di casa la musica, le canzoni e tutto ciò che Allah (‘azza waJalla) ha proibito. Che Allah ci preservi dall’essere abitanti di una tale dimora. Vedremo, inshaAllah, le regole dell’abitato in un altro capitolo.

11. Qualche volta si può credere che il jinn se ne sia andato, mentre si trova ancora all’interno del malato. Per rendertene conto, poni le mani sul ginocchio e sulla testa del malato. Se senti dei leggeri sussulti anormali, significa che è ancora presente.

12. Se il jinn ti fa sapere che vorrebbe uscire ma che non ci riesce (generalmente perché è giovane) e che vorrebbe un aiuto, allora recita la Sûrah Yâ-Sîn (XXXVI) e l’appello alla preghiera (azân) all’orecchio del malato.

13. La recitazione dei versetti deve essere compiuta a voce alta con la maggior concentrazione possibile allo scopo di sentire l’effetto dei versetti. Bisogna che il cuore si impregni del timore di Allah affinché la lettura sia ottimale dal punto di vista dell’efficacia.

14. Se, per Grazia di Allah, il jinn è uscito, allora ordina al malato e alle persone presenti di prosternarsi dinanzi ad Allah per riconoscenza per questo beneficio. Prosternati anche tu e ringrazia Allah (subhanaHu waTa’ala) di averti aiutato a cacciare il jinn. Non dire mai “Ho cacciato il jinn”, ma di’: “E’ Allah Che l’ha cacciato”. Ti metto in guardia contro la vanità, perché è una porta aperta ai diavoli e un allontanamento dal tuo Signore.


[1] Occorre porre in evidenza il fatto che tutto il “trattamento” descritto nel testo può essere messo in pratica solo da persone estremamente pie ed esperte in questo genere di cura; non ci si può assolutamente “improvvisare guaritori” solo perché si è in grado di recitare in arabo i versetti della ruqiyyah! Anche per quanto riguarda i colpi eventualmente inflitti al jinn, si tratta di una fase molto delicata, che va compiuta solo da persone in grado di assestare bastonate che non rechino alcun danno fisico al malato, altrimenti il danno sarà maggiore dell’eventuale beneficio; ricordiamo che vi sono stati tristissimi episodi di ciarlatani che, spacciatisi per “guaritori contro gli attacchi dei jinn” hanno ferito o addirittura ucciso a bastonate il povero malcapitato che credevano di curare! Ciò non ha evidentemente nulla a che fare con la Ruqiyyah shar’iyyah… (n.d.t.)

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