La questione del viaggio della donna da sola…


بسم الله الرحمان الرحيم
 

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Gli ahadîth autentici che fanno allusione al viaggio della donna sono molto differenti. Alcuni di essi proibiscono alla donna di effettuare un viaggio di tre giorni e tre notti da sola, senza essere accompagnata da un “Mahram” (parente in grado impedente il matrimonio). Altri ahadîth fanno allusione a un viaggio di due giorni, e altri ancora vietano alla donna di effettuare, da sola, anche un viaggio di un giorno (tutti questi ahadîth sono menzionati com’è noto nel Sahîh di Muslim).

Queste diverse tradizioni hanno, naturalmente, dato l’occasione per interpretazioni multiple da parte dei Sapienti Musulmani. Ma prima di analizzare tali divergenze, vi è un punto su cui i commentatori degli ahadîth sono praticamente unanimi: la durata del viaggio non è il criterio che permetta di deliberare sulla sua natura giuridica. Al contrario, è la distanza percorsa che rappresenta il criterio. Così, gli ahadîth che vietano alla donna di effettuare da sola un viaggio di tre giorni designano, in realtà, un percorso la cui distanza può essere coperta a piedi (seguendo un’andatura moderata e con periodi intermedi di riposo) in tre giorni. Lo stesso vale per gli ahadîth che fanno allusione a dei viaggi di due giorni o di un solo giorno. Tuttavia, per semplificare, gli Ulamâ’ hanno calcolato, a partire dai diversi dati riferiti da alcuni Sahâbah (radiAllahu ‘anhum), una distanza approssimativa che corriponderebbe a quella che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) designò negli ahadîth come quella di un viaggio di tre giorni. Secondo loro, tale distanza varierebbe tra gli 80 e i 90 km.

Per quanto riguarda le opinioni dei Sapienti, una buona parte degli Ulamâ’ sono dell’opinione che la donna Musulmana non abbia il diritto di effettuare da sola qualsiasi tipo di viaggio, considerato in se stesso (anche se la distanza percorsa durante questo viaggio corrisponde a quella di un viaggio a piedi di un giorno). Secondo loro, le diverse distanze menzionate negli ahadîth sono tutte state citate a titolo d’esempio, l’obiettivo comune essendo quello di impedire alla donna di compiere qualsiasi viaggio senza essere accompagnata. (Questa opinione è ricordata da an-Nawawi e da Hâfiz Ibn Hajar (che Allah abbia misericordia di entrambi), rispettivamente nei loro commentari del Sahîh Muslim e del Sahîh Bukhârî).

L’opinione degli Ulamâ’ della scuola hanafita è diversa: secondo loro, la donna ha il diritto, in caso di bisogno, di effettuare da sola un viaggio di una distanza di circa 80 km. Hanno dunque basato la loro opinione giuridica sugli ahadîth che fanno allusione ad un viaggio di tre giorni.

In breve, ciò che occorre sottolineare qui, è che la grande maggioranza dei sapienti delle diverse scuole di giurisprudenza seguite (hanafita, shafi’ita, mâlikita e hanbalita) si accordano per considerare che una Musulmana non ha il diritto di effettuare un viaggio di più di 80 km senza essere accompagnata da uno dei suoi parenti stretti (“mahram”), o da suo marito, e ciò in virtù dei diversi ahadîth espliciti citati precedentemente.

Esistono tuttavia, al di fuori di questa opinione maggioritaria, alcune opinioni diverse che sono state emesse da alcuni sapienti (passati e contemporanei)… Ve ne propongo una sintesi nelle righe seguenti.

Per ciò che riguarda il viaggio della donna sola per compiere l’Hajj (Pellegrinaggio):

I Sapienti della scuola hanafita, ma anche la maggior parte di quelli della scuola hanbalita (tra gli altri) vietano alla donna di compiere qualsiasi viaggio, anche quello per effettuare il Pellegrinaggio obbligatorio, se non sia accompagnata dal suo “mahram” o dal suo sposo. Tuttavia, vi è un certo numero di eminenti sapienti che hanno emesso l’opinione secondo cui la donna può effettuare il viaggio dell’Hajj, anche se non abbia alcun uomo “mahram” per accompagnarla, a determinate condizioni, che dettagliamo qui di seguito:

– Secondo una fatwâ della scuola shafi’ita, l’Hajj non è obbligatorio per una donna se non a partire dal momento in cui ella dispone di suo marito, o di un “mahram”, o di un gruppo di donne sicure e pie per accompagnarla. Colei che non trovi nessuno eccetto una sola donna sicura e pia per accompagnarla, non sarà obbligata a compiere l’Hajj, ma questo le sarà permesso.

L’Imâm Nawawî, nel suo commentario del Sahîh Muslim, qualificò questa fatwâ come “la più giusta”.[1]

Vi è anche una fatwâ dell’Imâm Shafi’i (rahimahullah), riportata da Allâmah al-Karâbisî, che dice che la donna ha il diritto di viaggiare sola per compiere il Pellegrinaggio obbligatorio (ossia il suo primo Hajj), quando le condizioni di viaggio siano molto sicure. Allâmah al-Karâbisî autentificò questo racconto nella sua celebre opera “Al-Muhadhab”[2]. Ma la maggior parte dei Sapienti della scuola shafi’ita non l’hanno accettata, poiché non ne hanno trovato alcuna giustificazione negli ahadîth.

– Secondo l’Imâm Mâlik (rahimahullah), perché l’Hajj divenga obbligatorio per una donna, è necessario che ella sia in grado di farsi accompagnare da suo marito o da un “mahram”. E un gruppo di persone di fiducia (uomini o donne) può compensare l’assenza del mahram per l’Hajj obbligatorio.[3]

– Ibn Hajar (rahimahullah) disse, da parte sua, che – benché l’opinione più nota dell’Imâm Ahmad ibn Hanbal (rahimahullah) è che l’Hajj non sia obbligatorio per la donna, se ella non trovi un mahram – tuttavia è stata riportata un’altra fatwâ dell’Imâm Ahmad, che è conforme a quella dell’Imâm Mâlik.[4]

– Secondo il racconto di Ibn Muflih in “Al-Furû’”, shaykh al-Islâm Ibn Taymiyyah (rahimahullah) era dell’avviso che, se le condizioni del viaggio sono sicure, la donna può compiere l’Hajj senza essere accompagnata da “Mahram”.[5]

– Le opinioni di Ibn Sirîn e dell’Imâm Awzâ’i (che Allah abbia misericordia di loro) sono molto simili alle fatâwâ citate sopra. Secondo loro, se la donna è accompagnata da un gruppo di persone sicure, può compiere l’Hajj, anche senza la presenza di un mahram.[6]

L’opinione di tutti questi Sapienti si basa essenzialmente sui due argomenti seguenti:

1. È riportato che nel corso dell’ultimo Hajj che effettuò, ‘Umar ibn al-Khattâb (radiAllahu ‘anhu) autorizzò le vedove del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ad effettuare l’Hajj, e inviò ‘Uthmân ibn ‘Affân e ‘AbdurRahmân ibn ‘Awf (che Allah si compiaccia di entrambi) per accompagnarle.

Questo hadîth è sicuramente autentico, ed è presente nel Sahîh Bukhârî, nel capitolo che tratta dell’Hajj della donna. Ecco come lo commenta Ibn Hajar nel suo “Fathu-l-Bârî”[7]:

“Tra gli argomenti che provano che la donna può compiere l’Hajj essendo accompagnata da un gruppo di donne sicure, in condizioni di serenità, vi è il primo hadîth del capitolo (cioè quello citato qui sopra). In effetti, ‘Umar (radiAllahu ‘anhu), ‘Uthmân (radiAllahu ‘anhu), ‘AbdurRahmân ibn ‘Awf (radiAllahu ‘anhu) e le spose del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) erano unanimi nel permetterlo. E nessun altro Compagno avanzò delle critiche su questo argomento (…)”

Più avanti aggiunge:

“Ed essi (i Sapienti) non hanno avuto divergenze sul fatto che, a questo livello, non vi sia alcuna differenza tra le spose del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) e le altre donne (…)”.[8]

2. Il secondo argomento consiste in un altro hadîth autentico del Sahîh Bukhârî e del Sahîh Muslim, riportato da Adî ibn Hâtim (radiAllahu ‘anhu). In questa tradizione, si parla di una persona che venne a lamentarsi dal Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) dei saccheggi di cui le carovane erano vittime durante i loro viaggi. Il Messaggero di Allah (Pace e Benedizioni di Allah su di lui) fece una predizione riguardante le condizioni di sicurezza che sarebbero esistite più tardi nella penisola arabica, in questi termini: “Non tarderà l’epoca in cui una donna intraprenderà un viaggio da Hiyrah (un villaggio vicino a Kûfa, in Irâq), con l’intenzione di venire a visitare la Ka’bah, senza marito per accompagnarla; non temerà altri che Allah (…)”.

Un certo numero di Sapienti ha dedotto, a partire da questo hadîth, che – quando le condizioni saranno sicure – le donne potranno viaggiare sole per visitare la Ka’bah.

Bisogna notare che Ibn Qudâmah (rahimahullah), così come altri Sapienti, hanno emesso delle riserve sulla validità di questa argomentazione. In effetti, essi affermano che il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) evocò qualcosa che sarebbe accaduto nel futuro. Ciò non prova tuttavia, che il viaggio che sarà effettuato sarà lecito. A questa obiezione, i sapienti del primo gruppo replicano che il Messaggero di Allah (Pace e Benedizioni di Allah su di lui) ha fatto allusione al viaggio della donna da sola in un contesto ben preciso: faceva l’elogio delle condizioni a venire. Ed è evidente che non avrebbe alluso, in quel momento, ad un atto proibito…

Aggiungiamo a ciò che lo stesso Ibn Hajar (rahimahullah) riconosce che gli indizi citati dimostrano bene che il viaggio che compirà questa donna senza il suo sposo, da sola, sarà un viaggio lecito.[9]

Per ciò che riguarda il viaggio della donna senza “mahram”, con un’altra destinazione, che non sia l’Hajj obbligatorio:

Tra i Sapienti contemporanei, shaykh Qaradâwi è dell’opinione che il permesso di cui si è dibattuto prima (ossia che la donna può viaggiare senza mahram per compiere il Pellegrinaggio quando le condizioni siano sicure), possa essere esteso a tutti i viaggi realizzati con uno scopo lecito[10], se la donna non possa trovare alcun mahram per accompagnarla. Segue su questo punto l’opinione (opinione che, precisiamolo, non è stata accettata dalla gran maggioranza dei sapienti) di alcuni Ulamâ’ della scuola shafi’ita, opinione menzionata dall’Imâm Nawawî.

Secondo questi sapienti, tutti gli ahadîth che vietano alla donna di viaggiare senza mahram hanno lo scopo di proteggerla e di metterla al riparo da eventuali rischi. Dunque, a partire dal momento in cui questa condizione è rispettata, nel senso che la donna è circondata da un gruppo di persone sicure e degne di fiducia, o se il viaggio non presenti rischi particolari, ella può effettuare anche lunghi spostamenti senza la presenza di un mahram.

Ma ci tengo a precisare nuovamente che questa fatwâ è lontana dal raccogliere l’unanimità, e che l’opinione della maggior parte dei sapienti è invece quella menzionata all’inizio del presente articolo.

waAllahu a’lam!

E Allah è il Più Sapiente!

di Mouhammad Patel

dal sito “Musulmane… et fière de l’être”


[1]  Cfr..: Al-Mufassal, vol. 2, pag. 166. Queste regole sono state estratte, secondo l’autore del Mufassal, dalle opere di riferimento seguite dalla scuola shafi’ita: “Al-Umm” dell’Imâm Shafi’i, “Sharh Muslim” dell’Imâm Nawawî, “Al-Majmu’”, e altre…

[2]  Cfr.. “Fath al-Bârî”

[3]  Cfr. “Al-Mufassal”, “Ash-Shar’u-s-Saghîr”, “Hâshiyah as-Sâwi” e “Hâshiyah ad-Dasûqi”

[4] Cfr. “Fathu-l-Bârî”, vol. 4, pag. 76

[5] Cfr. “Fatâwâ Mu’âsirah”, vol. 1, pag. 352

[6] Cfr. “Fatâwâ Mu’âsirah”

[7]  Vol. 4, pag.76

[8]  Sono d’altra parte queste osservazioni di Ibn Hajar che permettono a shaykh Qaradâwi di scrivere che potremmo considerare ciò come un consenso (ijmâ’) da parte dei Sahâbah (radiAllahu ‘anhum) del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) sul fatto che la donna possa compiere l’Hajj senza mahram, a condizione che la strada non presenti dei rischi e che sia accompagnata da un gruppo di persone di fiducia

[9]  Cfr. “Fatâwâ Mu’âssira”, vol. 1, pag. 353

[10]  L’espressione “con uno scopo lecito” ha solo l’obiettivo di esplicitare il quadro esatto della fatwâ emessa. Non si tratta certamente in nessun caso di sottintendere che i “viaggi illeciti” (ossia tutti i viaggi compiuti allo scopo di compiere un male, un peccato) – ciò che i giuristi Musulmani designano spesso con l’espressione “safaru-l-ma’siyah”) siano permessi se la donna è accompagnata! Evidentemente, questo tipo di viaggio è e resta vietato, sia per l’uomo che per la donna… La regola è nota: ciò che contribuisce direttamente alla realizzazione di un male e che conduce all’illecito è ugualmente illecito.

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