La donna Musulmana e la bellezza


بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo 



Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Innâ Allâhu Jamîl yuhibbu-l-Jamâl… In verità Allah è Bello e ama la Bellezza” Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) parlò a più riprese degli ornamenti della donna, per spiegarle che vi sono alcuni abbellimenti che ella non può mostrare ad altri che a suo marito, e per darle dei consigli per piacere di più al suo sposo.

 

ACCONCIATURE

Abu Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi wasallam) disse: «Chi ha i capelli lunghi, che li onori!» (Abu Dawud). Il Profeta (s) si riferiva con queste parole sia agli uomini che alle donne. Gli uomini Musulmani possono avere ad esempio i capelli lunghi fino al lobo delle orecchie: in questo caso devono prendersi cura della propria capigliatura, e non trascurarla. Ciò è ancora più valido se si tratta di una donna, sapendo che le donne di solito hanno i capelli ancora più lunghi di così!

‘Ali ibn Abi Talib (radiAllahu ‘anhu) raccontò che il Messaggero di Allah (s) proibì alle donne di tagliarsi i capelli (corti) (riferito da an-Nisa’i).
Il Profeta (s) proibì alle donne di tagliarsi i capelli cortissimi, poiché ciò è tipico degli uomini, ed è riprensibile, nell’Islam, che una donna cerchi di assomigliare ad un uomo (e viceversa). A parte ciò, quando l’acconciatura non assomigli a quelle maschili, una donna può tagliarsi i capelli (un po’), soprattutto se ciò le permette di curarli più facilmente, e se pensa di piacere di più a suo marito con quell’acconciatura. Infatti, il marito è il primo a cui pensare, poiché, a parte gli altri parenti “maharim”, è il solo uomo a vedere sua moglie senza il velo, e a sapere come gli piace di più.
‘Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Il Messaggero di Allah (s) maledisse colei che porta delle ciocche posticce e colei che gliele mette, così come colei che si fa tatuare e colei che compie il tatuaggio!” (Bukhârî, Muslim e Ibn Majah).
Il divieto è dovuto al fatto che si tratta di due artifici, di due truffe[1]: ora, l’Islam vuole che ognuno si accetti pienamente così com’è, come Allah l’Altissimo l’ha creato. L’Islam vuole che i rapporti che si stabiliscono all’interno della coppia siano dei legami sinceri, basati sull’amore e l’attaccamento alla personalità del coniuge, piuttosto che essere dovuti unicamente al suo aspetto fisico. Le quattro scuole giuridiche sono unanimi nel proibire tali artifici, comprese chiaramente le parrucche.

TINTURE PER I CAPELLI

Abu Dharr (r) riferì che il Messaggero di Allah (s) disse: «Il miglior mezzo di modificare i propri capelli bianchi è la henna o il katam!» (Abu Dawud).
La henna è una pianta le cui foglie, seccate e polverizzate, mescolate con l’acqua, tingono di rosso. Il katam è una pianta tipica dello Yemen che, mischiata con l’acqua, dona una tintura mogano scuro.
Ibn Abi Quhafah (r) fu chiamato presso il Profeta (s) il giorno della liberazione di Makkah; i suoi capelli e la sua barba sembravano dei fiori bianchi; allora il Profeta (s) gli consigliò: «Cambiali in qualche modo, ma evita il colore nero!»(Abu Dawud).
‘Amr ibn Shu‘ayb (r) riportò che il Profeta (s) disse: «Non strappatevi i capelli bianchi, poiché per ogni Musulmano che arrivi ad avere i capelli bianchi, essi saranno per lui una luce nel Giorno del Giudizio!» (Bukhârî, Tirmidhi e Nisa’i).
Da questi e da altri ahadîth, i Sapienti dell’Islam hanno dedotto che, quando una gran parte dei capelli sono diventati bianchi, è raccomandato tingerli, ma non è permesso strapparli. Quando se ne hanno pochi bianchi, non è nemmeno raccomandato tingerli, soprattutto nel caso degli uomini.
La donna può tingersi i capelli di rosso, di biondo… in effetti, questo è un affare privato, perché in ogni modo li mostrerà solo a suo marito e ai suoi parenti stretti.
‘Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) riferì che una donna, da dietro un velo, aveva fatto segno al Messaggero di Allah (s) per dargli un messaggio. Il Profeta (s), ritirando la sua mano, disse: «Non so se si tratti della mano di un uomo o di quella di una donna». Disse poi: «Se sei una donna, dovresti cambiare il colore delle tue unghie!» (Abu Dawud e Nisa’i).
Il Profeta (s) le suggeriva di tingersi le mani con la henna. Ma attenzione! Non bisogna assimilare lo smalto alla henna: la henna è un’erba che tinge naturalmente l’unghia e, quando la donna compie le abluzioni, non impedisce all’acqua di colare sulle unghie. Invece, lo smalto crea una “pellicola” sull’unghia, non permettendo all’acqua di raggiungerla durante l’abluzione, rendendo così il ‘udu’ nullo! Dunque, una donna pia può forse perdere il proprio tempo continuando a mettere e togliere lo smalto, ogni volta che deve rinnovare le proprie abluzioni?… Certamente, una donna che abbia a cuore la propria Salat penserà a fare il ‘udu’ in modo perfetto, e non perderà tempo con l’acetone. Occorre anche ricordare che la henna è un prodotto benefico per la pelle e per le unghie, mentre lo smalto e l’acetone a lungo andare le distruggono.

PROFUMI

Abu Hurayra (r) riferì che il Profeta (s) disse: «Il profumo degli uomini è un profumo il cui odore si sente e il cui colore è invisibile, mentre il profumo delle donne è un profumo il cui colore è manifesto ma il cui odore è nascosto[3]!». I Sapienti hanno precisato che il profumo di cui è questione in questo hadîth è il profumo che la donna mette in pubblico. Quando, invece, è in casa sua con suo marito, può chiaramente mettersi tutti i profumi che desidera!
Abu Mûsâ (r) raccontò che il Messaggero di Allah (s) disse: «Ogni occhio è fornicatore! E se una donna si profuma e poi attraversa un gruppo (di uomini), ella è fornicatrice!» (Abu Dawud, Ibn Majah, Tirmidhi e an-Nisa’i).

Per ciò che riguarda l’occhio, è un modo per dire che ogni sguardo può comportare il desiderio quando si attarda su una persona dell’altro sesso: e questo desiderio è già una “fornicazione” (minore)!
In quanto alla donna che si profuma prima di mostrarsi in pubblico, ella attira, coscientemente o no, l’attenzione degli uomini su di lei, suscitando il desiderio; e, poiché è lei ad aver provocato questo desiderio, la colpa è sua.

ALTRI ELEMENTI DELLA TOILETTE DELLA MUSULMANA

Abu Hurayra (r) riportò che il Messaggero di Allah (s) disse: «Cinque cose fanno parte della natura stessa dell’essere umano (fitrah): la circoncisione, il fatto di rasarsi i peli pubici, il fatto di tagliarsi i baffi, di tagliarsi le unghie corte e di depilarsi le ascelle[4]» (Bukhârî, Muslim, Tirmidhi, An-Nisa’i, Ibn Majah e Abu Dawud).
Il fatto di tagliarsi i baffi, certamente, non concerne che gli uomini. Non devono rasarli, ma soltanto tenerli corti per evitare che pendano sulle labbra (o ai lati).
Ma se una donna ha dei “baffetti”, è consigliabile che li depili, per non assomigliare ad un uomo!
Ibn Mas‘ûd (r) una volta disse: “Che Allah maledica coloro che tatuano e quelle che si fanno tatuare, quelle che si depilano le sopracciglia e quelle che si fanno distanziare i denti, quelle che modificano la creazione di Allah (SWT)!”. Allora, una donna mise in dubbio ciò che aveva detto. Egli le rispose: “Perché mai non potrei maledire coloro che il Messaggero di Allah (s) maledisse? Ciò è indicato nel Libro di Allah (SWT), dove Allah (SWT) dice:
…Prendete quello che il Messaggero vi dà e astenetevi da quel che vi nega… (Corano LIX. Al-Hasr, 7)”
Ciò che è proibito, riguardo alle sopracciglia, è il fatto di depilarle completamente o di renderle fini come una linea. Invece, è permesso alla Musulmana togliere i peli sparsi che spuntano sulle palpebre[5], al di fuori delle sopracciglia stesse.
In quanto alle donne che si fanno “distanziare i denti”, si tratta di quelle donne che facevano in modo di lasciare uno spazio vuoto tra i due denti anteriori, pensando in questo modo di essere più belle (poiché questa è una caratteristica delle ragazzine). Naturalmente, ciò non ha nulla a che vedere con le cure dentistiche!
L’Islam è la religione della pulizia, che è un segno di bellezza esteriore e un riflesso della pulizia dell’animo. La bellezza fisica non può accompagnarsi alla volgarità, al rigetto del pudore o alla sporcizia.
Abu Ayyub (r) riferì che il Messaggero di Allah (s) disse: «Essere pudico, profumarsi, pulirsi la bocca e i denti e sposarsi (sono azioni che) fanno parte del comportamento dei Profeti!» (Tirmidhi).
Per ciò che riguarda la bocca e i denti, il Profeta (s) citò il siwâk, piccolo bastoncino filamentoso che permette di spazzolare i denti e che pare contenga un battericida. Naturalmente l’utilizzo dello spazzolino da denti può servire perfettamente allo scopo, ma utilizzare il siwâk rimane un’abitudine legata alla Sunnah del nostro amato Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

(basato sul libro del dottor Hassan Amdouni “Le Hijab de la femme Musulmane”, Maison d’Ennour 2001)

NOTE:
[1] Tali artifici sono anche legati a pratiche di sihr (magia) e possono causare l’‘ayn (malocchio). Il Profeta (s) infatti disse che il malocchio è una realtà, e proibì il tatuaggio.
[3] cioè si tratta della henna
[4] depilarsi altre parti del corpo, come le gambe o le braccia, non è obbligatorio ma è permesso.
[5] o tra una sopracciglia e l’altra (sopra al naso)

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