Il Dono dell’Intelletto


بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
 

Il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “La ricerca della conoscenza è obbligatoria per ogni Musulmano (maschio e femmina)
 

IL DONO DELL’INTELLETTO
(FADLu-l-’AQL)

tratto da: “Rawdatu-l-Muhibbin”
dello shaykh Ibn Qayyim al-Jawziyyah (Rahmatullah ‘alayhi)
  

 

Il frutto dell’intelligenza è la capacità di conoscere Allah (SWT), i Suoi Bellissimi Nomi, i Suoi Attributi Perfetti, la Sua Grandezza.
Attraverso l’intelletto, il fedele crede nella Rivelazione dei Libri divini, nella Missione dei Profeti (‘alyhim salam), nell’incontro col suo Signore nel Giorno del Giudizio, nei Suoi angeli.
L’intelligenza porta a riconoscere i segni della Sua Signoria (Ayatu-r-RububiyyatiHi), le prove della Sua Unicità (WahdaniyyatiHi), i miracoli dei Suoi Profeti (*).
Con l’intelletto si obbedisce ai Suoi ordini e si evita ciò che Egli (SWT) ha vietato; si comprende la Via da seguire per compiere le opere buone. Attraverso di esso si sconfigge l’armata delle passioni; dopo che esse ti avevano fatto prigioniero, le puoi respingere aiutandoti con la perseveranza (sabr).
Per mezzo dell’intelligenza si distingue il significato delle cose, si svelano i misteri, si rafforzano la propria determinazione e la propria fermezza e si aumentano le proprie capacità difensive.
Finché potrai godere della Benevolenza di Allah (SWT) e della Vittoria da Lui proveniente, tutti i tuoi desideri saranno esauditi e ciò che detesti sarà allontanato da te.
Quando l’esercito scende in campo per la battaglia, esso è prigioniero dei propri desideri e l’intelletto lo libera da questa prigionia; a chiunque rinunci a qualcosa di illecito per amore di Allah (SWT), Egli (SWT) gli restituisce in cambio qualcosa di meglio. Chiunque rinunci alle sue passioni per Allah (SWT), Allah (SWT) lo eleverà ai gradi dei re, mentre colui che seguirà le sue passioni sarà retrocesso al livello dello schiavo del re.[1]
L’uomo intelligente è come un albero; le sue radici sono il fikr fi-l-’awaqib (riflessione sulle conseguenze delle proprie azioni); il suo concime è il Sabr (perseveranza, pazienza); i suoi rami sono l’ ‘Ilm (Sapienza); le sue foglie sono al-Husnu-l-Khuluq (buon carattere), i suoi frutti sono Hikma (saggezza), la sostanza che lo compone è il tawfiq (assistenza concessa da Allah (SWT)), poiché tutte le cose sono nelle Sue Mani, Egli (SWT) le comincia ed Egli le finisce.
Poiché tale è l’Onnipotenza di Allah (SWT), ciò significa che il nemico (la passione) non potrà mai avere il sopravvento sull’uomo dotato d’intelletto né avvicinarsi ai suoi averi. L’intelligente sarà in grado di dominare la passione, che prima era al livello del principe, fino a ridurla schiava. Se prima la passione lo comandava, l’uomo dotato d’intelletto può abbassare il suo livello. Chi si affida totalmente alla Saggezza divina, avrà come ricompensa i Giardini delle delizie, mentre chi rifiuta di sottomettersi alla Sua Saggezza, incorrerà solo in disgrazie e perirà.
Disse ‘Ali ibn Abi Talib (r): “Ci hanno preceduti in Paradiso alcuni uomini che non pregavano, né digiunavano, né andavano in Pellegrinaggio più di quanto lo faccia la gente normalmente, ma possedevano un maggior grado di intelligenza che li portava a conoscere meglio il loro Signore, e a rivolgere verso di Lui il loro cuore. La conoscenza ha donato loro la Pace (la tranquillità) e ha fatto sì che tutte le loro membra temessero Allah. Essi hanno un grado elevato rispetto alla gente in questo mondo (dunya) e dinanzi ad Allah (SWT) nell’Altro (Akhira)”.
Disse ‘Umar ibn al-Khattab (r): “L’uomo intelligente non è colui che sa distinguere il bene dal male, ma colui che sa scegliere il minore dei mali”.
Disse ‘Aisha (r): “Prospereranno coloro ai quali Allah (SWT) ha donato l’intelletto”.
Disse Ibn ‘Abbas (r): “Nacque un bambino a Cosroe, ed egli fece chiamare alcuni educatori, chiedendo loro: ‘Qual è il miglior dono che potrei dare a questo bambino?’. Essi risposero: ‘l’intelligenza che gli è stata donata alla nascita’. Egli chiese: ‘E se non fosse intelligente?’. Risposero: ‘Una buona educazione che gli permetta di vivere in mezzo alla gente’. Egli chiese ancora: ‘E se non la potesse avere?’. Risposero: ‘Allora sarebbe meglio se un fulmine lo bruciasse’.”.
Alcuni Sapienti narrano che, quando Allah (SWT) fece scendere Adam (*) sulla terra, diede a Jibril (Gabriele*) tre cose: Din (religione), Khuluq (buon carattere) e ‘Aql (intelletto). Jibril (*) disse ad Adam (*): “Allah (SWT) ti ordina di scegliere tra queste tre cose”. Adam (*) rispose: “O Jibril, non ho visto cose migliori di queste tre, tranne il Paradiso”. Afferrò quindi l’ ‘Aql con la mano e lo abbracciò. Jibril (*) ordinò alle altre due cose di risalire al cielo, ma esse (Din e Khuluq) risposero: “Allah (SWT) ci ha ordinato di rimanere dovunque vi sia l’ ‘Aql”. Dunque Adam (*) tenne con sé tutte e tre.
Questi tre sono i più grandi doni che Allah (SWT) concede al Suo servo.
Però, Egli (SWT) ha anche creato i loro tre nemici: Hawa’ (passione); Shaytan e an-nafs al-ammara (la propensione al male dell’anima). La guerra tra loro porta alternativamente alla vittoria e alla sconfitta delle une o delle altre, ma:

…la vittoria non viene che da Allah, l’Eccelso, il Saggio (Corano III. Al-’Imran, 126)

Disse Wahab ibn Munabbih: “Lessi in alcuni Libri che Allah (SWT) ha rivelato che le trame di Shaytan non incontrano così tanti ostacoli come quando si rivolgono contro un Credente intelligente (Mu’min ‘Aqil). A Shaytan risulta più facile attaccare cento ignoranti (jahil), schiacciando la loro nuca con il suo piede e dirigendoli dove vuole, piuttosto che raggiungere il suo obiettivo contro un Mu’min ‘Aqil. Distruggere una montagna è più facile per Shaytan che tramare contro un Mu’min ‘Aqil. Quando Shaytan vede che le sue trame contro quello dotato d’intelletto non funzionano, si reca dall’ignorante e lo strumentalizza per arrivare a colpire il Mu’min ‘Aqil, facendolo cadere in basso, ad un livello tale che gli causerà nel dunya la lapidazione, la fustigazione, il taglio della mano o la crocifissione[2] e nell’Akhira il Fuoco e la Punizione”.
Due persone possono aver raggiunto lo stesso livello per ciò che riguarda le azioni pie, ma rimarranno lontane come l’oriente dall’occidente per ciò che riguarda la ricompensa che ne ricaveranno a causa del loro diverso livello di ‘Aql.
Non vi è nessuna ‘ibadah (atto di culto) migliore dell’ ‘Aql dinanzi ad Allah (SWT).
Mu’adh ibn Jabal (r) disse: “Se una persona intelligente in una sola giornata commette tanti peccati quanti sono i granelli di sabbia, può uscirne pulito, ma il Jahil (l’ignorante) se tutto il giorno compie hasanat e opere pie quanti sono i granelli di sabbia, ho il dubbio che possa non ricavarne alcun beneficio, nemmeno del peso di un atomo”. Gli domandarono: “Ma come può essere?”. Rispose: “l’intelligente se ha commesso un peccato dinanzi al suo Signore può recuperare attraverso il pentimento (Tawba) e il dono dell’ ‘Aql che Allah (SWT) gli ha concesso. L’ignorante invece è come colui che prima costruisce e subito dopo demolisce, perché la sua ignoranza rovinerà tutte le opere buone da lui compiute”.
Hasan disse: “La religione di un individuo non sarà mai perfetta finché non sarà perfetto il suo ‘Aql. Allah (SWT) non dona mai ad una persona l’intelletto senza prima o poi soccorrerla attraverso di esso”.
Hanno detto alcuni Sapienti: “Per chi non considera l’intelletto più prezioso di qualsiasi altra cosa posseduta, la morte è migliore della vita”.
Yusuf ibn Asbat disse: “L’intelletto illumina ciò che è nascosto e rende bello ciò che è visibile, è ciò che governa il corpo, è il proprietario degli averi dello schiavo. Non sarà mai perfetta una vita nella quale non vi sia ‘Aql. Le cose non possono procedere se non attraverso l’intelletto”.
Chiesero ad ‘Abdullah ibn Mubarak: “Qual è la cosa migliore che un uomo possa avere dopo l’Islam?”. Rispose: “Una naturale propensione all’intelligenza”. Gli chiesero: “E se non ce l’ha?”. Disse: “Una buona educazione”. Chiesero ancora: “E se non ha nemmeno questa?”. Rispose: “Un bravo fratello da poter consultare”. Domandarono di nuovo: “E se non ce l’ha?”. Disse: “Un perpetuo silenzio”. Chiesero: “E se non può stare zitto?”. Rispose: “Una morte precoce”.

Allah (SWT) non ha donato all’uomo
nulla di meglio dell’intelletto
e della buona educazione,
questi due doni
sono l’ornamento dell’essere umano,
se non li si possiede,
meglio non possedere la vita.

NOTE: 
[1] L’autore, shaykh ibn Qayyim (r), utilizza qui un linguaggio metaforico, paragonando le passioni (hawa’) umane ad un’armata nemica sempre pronta a colpire anche l’uomo più intelligente. Dunque occorre armarsi di Sabr (perseveranza), Tawakkul (Fiducia in Allah (SWT)), Isti’ana (il chiedere aiuto solo ad Allah (SWT)); tutto ciò per sconfiggere il nemico.
[2] Naturalmente queste pene corporali sharaitiche vengono comminate quando Shaytan raggiunge il suo obiettivo, facendo cadere nel peccato la persona.

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