Dossier sul Miele e i suoi Benefici


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

 

وَأَوْحَى رَبُّكَ إِلَى النَّحْلِ أَنِ اتَّخِذِي مِنَ الْجِبَالِ بُيُوتًا وَمِنَ الشَّجَرِ وَمِمَّا يَعْرِشُونَ (68) ثُمَّ كُلِي مِنْ كُلِّ الثَّمَرَاتِ فَاسْلُكِي سُبُلَ رَبِّكِ ذُلُلًا يَخْرُجُ مِنْ بُطُونِهَا شَرَابٌ مُخْتَلِفٌ أَلْوَانُهُ فِيهِ شِفَاءٌ لِلنَّاسِ إِنَّ فِي ذَلِكَ لَآَيَةً لِقَوْمٍ يَتَفَكَّرُونَ (69)

 

Ed il tuo Signore ispirò (rivelò) alle api: “Dimorate nelle montagne, negli alberi e negli edifici degli uomini. Cibatevi di tutti i frutti e vivete nei sentieri che vi ha tracciato il vostro Signore”. Scaturisce dai loro ventri un liquido dai diversi colori, in cui c’è guarigione per gli uomini. Ecco un segno per gente che riflette (Corano XVI. An-Nahl, 68-69)

I miracoli delle api nella Sûrah “An-Nahl”

Ing. Triaki Mohamed,

Alger

Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) dice nel Sublime Corano:

Ed il tuo Signore ispirò alle api: “Dimorate nelle montagne, negli alberi e negli edifici degli uomini… (Corano XVI. An-Nahl, 68)

Il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “La durata della vita delle api è di 40 giorni. Tutte le api serviranno per il castigo dei miscredenti all’Inferno, eccetto le api domestiche” (riportato nel Tafsîr di Ibn Kathîr).

Qualche recente scoperta a proposito delle api

Malgrado un sistema nervoso molto semplice e meno complesso rispetto ad altri insetti, le api riconoscono le forme visuali, così come gli esseri umani e i primati, come confermato dei ricercatori francesi del Centro di Ricerche per la cognizione animale, al CNRS a Tolosa, che hanno pubblicato questa scoperta sorprendente sulla rivista “Nature” il 18/06/2004.

Le api sanno riconoscere delle immagini e delle forme naturali molto più complesse di quanto lascino supporre i loro piccoli cervelli. Dotato soltanto di 950.000 neuroni, il cervello delle api domestiche può identificare degli elementi di base quali delle linee geometriche orientate diversamente. Possedendo una vita media stimata intorno ai 40 giorni, questi insetti sono capaci di ritrovare questi stessi elementi all’interno di figure complesse; gli uomini fanno lo stesso, ma con un numero di neuroni stimato intorno ai 100 miliardi!

Detto in altre parole, invece di localizzare un alveare, un fiore, un albero o un ramo, e memorizzare ogni oggetto del loro ambiente, le api lo riconoscono dalle forme geometriche che lo compongono. Queste sono capacità che si credevano esclusivo patrimonio della specie umana, è come se le api si comportassero più che istintivamente!

Chi le ha guidate a comportarsi così?

Chi le ha dotate di un tale orientamento?

Un orientamento che oltrepassa i limiti del loro istinto?

Il gruppo di studio diretto dal ricercatore Martin Giurfa ha addestrato delle api a riconoscere la posizione nello spazio di quattro linee possedenti delle orientazioni diverse; a partire da questi pochi elementi sperimentali le api hanno potuto localizzare un maggior numero di oggetti che possedevano configurazioni identiche. Da dove viene loro questa capacità di trattare immagini complesse? E da dove deriva questa capacità d’orientamento stupefacente?, si interrogano gli scienziati.

Esperienze simultanee hanno permesso a questo gruppo di studio di dedurre l’implicazione dei meccanismi della visione dei colori. I ricercatori francesi hanno così analizzato l’attività dei tre fotorecettori della retina della api, che permettono loro di essere sensibili ai colori. Il fotorecettore verde invia dei segnali al cervello; in mancanza di questo, l’insetto non potrebbe identificare le configurazioni geometriche proposte, così come hanno constatato gli scienziati. Malgrado un sistema nervoso piuttosto semplice, le api celano dunque maggiori conoscenze del previsto.

Nel versetto n° 68 citato sopra, troviamo la parola أَوْحَى (“ispirò, rivelò”); troviamo lo stesso verbo in una cinquantina di versetti coranici situati in diverse Sûre, ma in nessuno di questi versetti la parola in questione è stata associata ad un tale genere di rivelazione, ossia alla rivelazione ad insetti o ad animali, tranne nella Sûrah “An-Nahl”! Al contrario, si trova la parola “sakhara” سخر, che significa “sottomesso al vostro servizio…”, quando Allah (‘azza waJalla) ci ricorda delle Sue creature che consacra per le necessità della vita, il confort e il benessere degli esseri umani. Invece, il verbo in arabo che è tradotto con “rivelato, ispirato” è “awha” (أَوْحَى ), questo termine nel Sublime Corano è sempre menzionato quando Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) parla dei Suoi Profeti (pace su di loro),  e dei Messaggi che Egli inviò all’umanità attraverso i Suoi Inviati, come in questo versetto della Sûrah Al-Muzzammil:

إِنَّا سَنُلْقِي عَلَيْكَ قَوْلًا ثَقِيلًا (5)

Ti riveleremo (faremo scendere su di te) parole gravi (Corano LXXIII. Al-Muzzammil, 5),

o per parlare di persone che Allah Ta’ala ha prescelto (oltre ai Profeti), come per esempio nel versetto della Sûrah “Tâ-Hâ”, parlando della madre del Profeta Mûsâ (Mosè, pace su di lui):

إِذْ أَوْحَيْنَا إِلَى أُمِّكَ مَا يُوحَى (38)

Quando rivelammo (ispirammo) a tua madre quello che le fu ispirato (Corano XX. Tâ-Hâ, 38),

notando tuttavia che la rivelazione menzionata in quest’ultimo versetto non ha lo stesso senso di quella del versetto n° 5 della Sûrah “Al-Muzzammil”.

Ibn Kahtîr (rahimahullah) disse nel suo Tafsîr (Commento del Sublime Corano) che la parola “awha” nel versetto 68 della Sûrah “An-Nahl” ha lo stesso significato di quello del versetto 5 della Sûrah “Tâ-Hâ”, un senso prossimo al termine “ilham” (إلهام gettare nel cuore o nello spirito di una creatura).

Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) ci informa dunque del fatto che le api identificano e individuano i loro alveari e i loro graticolati per rivelazione divina (ilham) e non in modo istintivo, come fanno gli altri insetti e animali sottomessi al nostro servizio! Non è forse questo che i ricercatori francesi vengono ad annunciare 14 secoli dopo la Rivelazione del Sublime Corano?!

Come avrebbe potuto un uomo, vissuto secoli fa nel deserto, annunciarci una simile informazione, se non fosse un Profeta di Allah?! Non è forse questa una prova tangibile della Profezia di Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui)?!

E considerando l’hadîth citato sopra, come avrebbe potuto un uomo che viveva in pieno deserto, nel VI° secolo, calcolare la durata della vita delle api con una tale precisione? All’epoca del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) sarebbe stato impossibile per un essere umano giungere ad una tale scoperta, che necessita di tecniche e teorie moderne avanzatissime…

Conclusione

Alla luce delle scoperte scientifiche citate precedentemente, riguardanti la comprensione del mondo delle api, comprendiamo che le conoscenze umane in questo dominio complesso si sono sviluppate molto recentemente; di conseguenza, ciò che si trova nel Sublime Corano, rivelato 14 secoli fa, riguardo a questi piccoli insetti affascinanti, non è altro che una prova del fatto che ciò che il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ha portato deve provenire da Dio, da Allah (subhânaHu waTa’ala), Che rivelò alle api di seguire i sentieri del loro Signore. Così Allah Ta’ala dice:

Cibatevi di tutti i frutti e vivete nei sentieri che vi ha tracciato il vostro Signore”. Scaturisce dai loro ventri un liquido dai diversi colori, in cui c’è guarigione per gli uomini. Ecco un segno per gente che riflette (Corano XVI. An-Nahl, 69)

I Benefici del Miele

fonte: “La Medicina Profetica”

dell’Imâm Ibnu Qayyim al-Jawziyya

(rahimahullah)

Allah (subhânaHu waTa’ala) dice:

Scaturisce dai loro ventri un liquido dai diversi colori, in cui c’è guarigione per gli uomini (Corano XVI. An-Nahl, 69)

– il miele evacua gli scarti delle vene, degli intestini e altro

– disintegra le umidità, se utilizzato come alimento o spalmato

– è utile ai vecchi e alle persone linfatiche o che hanno l’umore freddo e umido

– è nutriente

– facilita l’evacuazione

– conserva gli impasti e tutto ciò che vi si depone

– aiuta ad assumere delle medicine amare

– purifica il fegato e il petto

– è diuretico

– adatto alla tosse di origine linfatica

Se lo si beve caldo, con l’essenza di rosa, sarà utile contro i morsi di animali e contro il veleno d’oppio; bevuto da solo, con l’acqua, guarisce il morso del cane arrabbiato ed è utile nel caso in cui si mangino funghi velenosi.

Se vi si pone della carne tenera, esso la conserva per 3 mesi; allo stesso modo conserva i cetrioli, le zucche e le melanzane.

Conserva anche i cadaveri, da cui il suo appellativo “il conservatore fidato”.

Se si spalmano il corpo e i capelli pulciosi col miele, le pulci verranno uccise.

Il miele rende i capelli più lunghi, più belli e più lisci.

Se si passa del miele sulle ciglia come il khôl, l’oscurità della vista si svela.

Se lo si usa come cura-denti, essi saranno bianchi e ben puliti; mantiene in salute denti e gengive, dilata le estremità delle vene e fa colare le mestruazioni.

Quando lo si assume a digiuno, elimina il flemma e lava l’interno dello stomaco, elimina i suoi scarti, lo riscalda con moderazione e lo sgombera; fa la stessa cosa nel fegato, nei reni e nella vescica.

È meno probabile che provochi l’ostruzione del fegato o della milza, rispetto ad ogni altro alimento dolce.

È sicuro e poco nocivo. Talvolta è nocivo ai biliosi, ma questo inconveniente può essere eliminato con l’aceto o altro, cosicché il miele ridiventa utile.

Nessuna cosa è stata creata migliore o pari ad esso.

Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) lo beveva a digiuno.

Nella raccolta di Ibn Mâjah, troviamo un hadîth riportato da Abû Hurayra (radiAllahu ‘anhu): “Colui che beva (il miele) ogni mese tre volte, la mattina presto, non sarà afflitto dalla grande calamità” (az-Zubayr ibn Sa’id lo menzionò nella sua opera ma essa è stata scartata. Al-Bukhârî commentò: Non abbiamo inteso ciò da Abu Hurayra (radiAllahu ‘anhu), e si tratta di dire “colui che beva il miele ogni mese tre volte…”, può darsi che la parola “miele” sia stata omessa dal narratore o dallo scriba).

In un’altra raccolta troviamo: “Vi trovate ad avere due guarigioni: il miele e il Corano” (Ibn Mâjah e al-Hakim l’hanno fatto risalire (al Profeta sallAllahu ‘alayhi waSallam), e al-Hakim ha detto: secondo le condizioni dei due shaykh (Bukhârî e Muslim). Az-Zahabi l’ha confermato, riportato da Ibn Mas’ûd (radiAllahu ‘anhu)).

Così, egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) riunì la medicina umana e la medicina divina; la medicina corporea e la medicina spirituale, il rimedio terrestre e il rimedio celeste.

Il migliore dei mieli è il più puro e chiaro, il meno pungente, la cui dolcezza è completa; e ciò che si prende dalle montagne e dagli alberi è più adatto di ciò che si prende dagli alveari.

Per finire, il miele è un buon rimedio contro la diarrea.

Nei sahihayn (Bukhârî e Muslim), si riporta da Ali ibn al-Mutawakkil, da Sa’id al-Khudri, che un uomo si rivolse al Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) dicendogli: “Mio fratello ha male al ventre” (e secondo un’altra versione: “Mio fratello soffre di diarrea”).

Egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) gli rispose: “Dagli del miele da bere”.

L’uomo se ne andò, poi tornò dicendogli: “Gli ho dato da bere del miele, ma invano”, altrimenti detto: “la diarrea si accentua”.

Egli tornò due o tre volte, e sempre il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) gli rispondeva di dargli da bere del miele.

La terza o la quarta volta, gli rispose (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Allah si rivela Giusto, e il ventre di tuo fratello è malato” (riportato anche da Ahmad, Tirmidhi e an-Nisa’i; quando il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse “Allah si rivela Giusto” stava alludendo al versetto 69 della Sûrah “an-Nahl”, citato precedentemente).

Secondo un’altra versione: “Mio fratello ha la digestione corrotta e lo stomaco malato”; ossia la diarrea era causata dall’indigestione e dal rigonfiamento del ventre. Gli prescrisse dunque il miele, poiché esso evacua i resti accumulati nei recessi dello stomaco e dell’intestino; ed esso ha la forza dell’evacuazione ed elimina gli scarti; e lo stomaco contiene degli elementi viscosi che impediscono agli alimenti di rimanere stabili a causa della viscosità. In effetti,  lo stomaco presenta dei “peli” simili a quelli di un asciugamano; se gli umori viscosi vi si attaccano, il cibo sarà rovinato e lo stomaco diventerà corrotto.

I Benefici dei Prodotti dell’Apicoltura

Estratti della scheda di apiterapia

“I Prodotti dell’Alveare, fonte di salute e di vitalità”,

del dottor Yves Donadieu

della Facoltà di Medicina dell’Università di Parigi

MIELE

Proprietà essenziali

* Aumenta la forza e l’energia

* Calma la tosse

* Diuretico

* Digestivo

* Lassativo leggero

* Cardiotonico

Indicazioni Principali

* Stati di affaticamento

* Affezioni otorinolaringoiatriche

* Anoressie

* Costipazioni

Frequenza di Consumo

* Consumo quotidiano 30 g tutto l’anno

POLLINE

Proprietà Essenziali

* Complemento alimentare maggiore

* Tonificante e stimolante generale

* Riequilibrante funzionale naturale

Indicazioni Principali

* Prostrazione – Fatica fisica e nervosa

* Anoressie

* Costipazioni, coliti, ecc. – Colibacillosi

Frequenza di Consumo

* Cura di 3 mesi due volte l’anno, da 15 a 40 g al giorno

PAPPA REALE

Proprietà Essenziali

* Aumento della resistenza biologica

* Stimolazione dell’umore psichico con effetto euforizzante

* Eupeptico con ripresa dell’appetito

* Rivitalizzazione generale

Indicazioni Principali

* Fatica fisica e nervosa

* Anoressia

* Nevrastenia, stati depressivi minori

* Senescenza

* Astenia sessuale

* Disturbi circolatori

Frequenza di Consumo

* Cura da 1 a 2 mesi, due volte l’anno. 500 mg al giorno

PROPOLI

Proprietà Essenziali

* Antibiotico – Fungicida

* Anestetico – Cicatrizzante

* Antiinfiammatorio

Indicazioni Principali

* Angina, faringiti, laringiti, riniti, sinusiti, otiti, ecc.

* Somatiti

* Dermatologia

* Gengiviti

Frequenza di Consumo

* Dai primi sintomi, o in prevenzione, mediante soluzione, per via orale

Il Miele: alimento benefico per la salute

fonte: dossier di Homeophyto.com,

il mensile dell’omeopatia e della fitoterapia

Il miele è prodotto dalle api a partire dal nettare dei fiori, o dalla melata fornita da altre specie animali (gorgolioni, farfalle…) che esse bottinano e trasformano.

La raccolta del miele ha luogo generalmente dopo una melata (che corrisponde alla produzione di nettare da parte della flora suscettibile di produrne) in una o più volte, tra aprile e novembre nel sud della Francia. Nelle altre regioni, la prima raccolta non inizia abitualmente che a fine maggio.

Si raccolgono dai 10 ai 15 kg di miele per ogni alveare ogni anno, miele la cui consistenza e colore sono variabili in funzione soprattutto dell’origine floreale.

La conoscenza e l’utilizzo del miele da parte dell’uomo risale ai tempi più antichi. Gli si sono sempre riconosciute virtù preventive e curative.

Composizione

* Acqua, tra il 15 e il 20%

* Glucidi, tra il 70 e l’80%

* Proteine

* Minerali e oligo-elementi

* Vitamine, essenzialmente del gruppo B

* Sostanze antibiotiche

Il potere zuccherante del miele è superiore a quello dello zucchero.

Proprietà

* Il miele è naturalmente ricco di zuccheri semplici direttamente assimilabili e possiede un alto potere energetico (100 g di miele apportano 300 calorie)

* Stati di affaticamento, convalescenza

* Perdita d’appetito

* Costipazione

* Affezioni otorinolaringoiatriche

* Disturbi del sonno

Prima dell’era degli antibiotici, i medici lo usavano in applicazione locale per le sue proprietà cicatrizzanti e antisettiche.

Precauzioni

Attenzione all’abuso del miele diretto ai neonati. Persiste l’uso di aggiungere un po’ di miele nel biberon della sera. L’effetto è devastante sulla dentizione a venire.

Proprietà specifiche

Miele d’acacia: calmante, ricostituente, regolatore intestinale.

Miele di ontano nero: migliora il transito, lenisce le gastriti.

Miele di erica: antianemico, diuretico, antireumatico, consigliato nei casi di stato di affaticamento, di convalescenza o di affezioni alle vie urinarie.

Miele di castagno: migliora la circolazione sanguigna.

Miele di eucalipto: antisettico generale delle vie respiratorie e urinarie.

Miele di macchia: tonificante e fortificante.

Miele di arancio: sedativo nervoso, calmante per i bambini, antispasmodico.

Miele di rosmarino: colagogo, stimula le funzioni epatiche, consigliato in caso d’asma e di difficoltà digestive.

Miele di timo: antisettico generale, stimolante delle funzioni digestive, tonificante, facilita il recupero fisico. Eccellente in caso di influenza.

Miele di tiglio: sedativo nervoso, favorisce il sonno, calma le emicranie e diversi dolori.

dal sito delle Mamme Musulmane

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