Barakah Umm Ayman (radiAllahu ‘anha)


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Non si sa precisamente come questa ragazzina Abissina giunse al mercato degli schiavi di Makkah. Non si conoscono le sue “radici”, il nome dei suoi genitori, né quello dei suoi antenati.
Molti bambini e bambine, Arabi e non Arabi, venivano catturati e condotti per essere venduti come schiavi a Makkah.
Un terribile destino attendeva quelli, tra loro, che venivano acquistati da padroni o padrone crudeli, che li sfruttavano facendoli lavorare fino allo sfinimento e li trattavano nel peggiore dei modi.
Pochissimi di loro avevano la fortuna di capitare in casa di persone gentili, che li trattassero con umanità.
Barakah (r), la giovane Abissina, fu una di questi pochi fortunati. Fu acquistata dal generoso e cortese ‘Abdullah, figlio di ‘Abd al-Muttalib. Divenne l’unica schiava a lavorare nella sua casa, e quando egli si sposò con la giovane Aminah, Barakah (r) lo seguì nella dimora coniugale, per continuare a servirlo.

Dopo appena due settimane dal matrimonio, così come più tardi raccontò la stessa Barakah (r), il padre di ‘Abdullah andò a trovarlo e gli diede l’incarico di partire con la prossima carovana per la Siria, per occuparsi dei suoi affari.
Aminah ne fu molto rattristata e si lamentò: “Non è possibile! Come può mio marito partire per la Siria? Sono una giovane sposa e le tracce della henna non sono ancora scomparse dalle mie mani!”.
La partenza di ‘Abdullah fu straziante. Nella sua angoscia, Aminah svenne. Quando Barakah (r) la vide priva di sensi, gridò preoccupata: “Oh mia signora!”. Aminah aprì gli occhi e la guardò, mentre le lacrime le rigavano il volto. Trattenendo un gemito, le disse: “Portami a letto, Barakah!”.
Aminah rimase a letto per molto tempo, senza parlare con nessuno. Non voleva che nessuno andasse a trovarla, a parte il vecchio ‘Abd al-Muttalib.

Due mesi dopo la partenza di ‘Abdullah, Aminah un giorno chiamò Barakah (r) all’alba e, con il viso illuminato dalla gioia, le disse: “Oh Barakah! Ho fatto uno strano sogno!”.
“Qualcosa di bello, mia signora!” le rispose la donna.
“Ho visto delle luci uscire dal mio ventre e illuminare le montagne, le colline e le valli intorno a Makkah”.
“Pensi di essere incinta, mia signora?”
“Sì, Barakah. Però non provo nessuno di quei disturbi tipici della gravidanza che affliggono le altre donne”.
La giovane Abissina allora le disse: “Darai alla luce un bambino benedetto, che ti porterà qualcosa di buono”.

Da quando ‘Abdullah era partito, Aminah era rimasta triste e melanconica. Barakah (r) le era rimasta accanto cercando di confortarla e di distrarla, parlandole e raccontandole delle storie.
Un giorno, ‘Abd al-Muttalib venne da lei e le disse che avrebbe dovuto lasciare la sua casa, per rifugiarsi sulle montagne con gli altri Meccani, a causa di un imminente attacco alla città da parte del sovrano dello Yemen, Abrahah.
Aminah gli rispose: “Sono troppo triste e debole per raggiungere le montagne”. Insistette dicendo che Abrahah non sarebbe mai riuscito ad entrare a Makkah per distruggere la Ka’bah, perché questa sarebbe stata protetta dal Signore (SWT).
‘Abd al-Muttalib si agitò molto, ma sul viso di Aminah non c’era alcun segno di paura.
Ciò che Aminah sosteneva, in effetti, accadde. L’armata di Abrahah, nonostante il suo elefante in avanguardia, fu distrutta prima di entrare a Makkah. L’elefante si prostrò, rifiutandosi di proseguire, e tutti i soldati vennero uccisi da pietre che Allah (SWT) fece piovere dal cielo.
Allah (SWT) aveva protetto la Sua Casa.

Giorno e notte, Barakah (r) rimaneva accanto ad Aminah. Dormiva ai piedi del suo letto e, la notte, quando la sentiva piangere per il suo marito lontano, cercava di confortarla.

La prima parte della carovana tornò dalla Siria e venne accolta con gioia dalle famiglie che erano rimaste a Makkah. Barakah (r) si recò segretamente a casa di ‘Abd al-Muttalib per cercare ‘Abdullah, ma nessuno le diede notizie su di lui. Tornò dunque da Aminah, ma non le disse niente per non preoccuparla.
Il resto della carovana, a poco a poco, tornò a Makkah, ma senza ‘Abdullah.
Un giorno, mentre Barakah (r) si trovava a casa di ‘Abd al-Muttalib, giunse da Yathrib la notizia della morte di ‘Abdullah.
Quando Barakah (r) portò la triste notizia ad Aminah, la giovane svenne e rimase a lungo tra la vita e la morte. I casa c’erano solo le due donne; Barakah (r) si occupava di Aminah e le rimase vicina fino al giorno in cui partorì il suo bambino, che chiamò Muhammad (s), e che nacque in una notte in cui il cielo splendeva della Luce di Allah (SWT).

Quando Muhammad (s) nacque, Barakah (r) fu la prima persona a tenerlo tra le braccia. Poi arrivò suo nonno, che lo prese e lo portò alla Ka’bah, per celebrare la sua nascita con tutti i Meccani.

Barakah (r) rimase con Aminah durante il periodo in cui Muhammad (s) visse con la sua balia, Halimah, che lo crebbe nella salutare aria del deserto.
Cinque anni dopo, il bambino tornò a Makkah, e Aminah e Barakah (r) lo accolsero con tenerezza.

Quando Muhammad (s) aveva sei anni, sua madre decise di andare a visitare la tomba di suo marito, ‘Abdullah, a Yathrib. Sia Barakah (r) che ‘Abd al-Muttalib cercarono di dissuaderla, ma Aminah era troppo determinata.
Così, una mattina Aminah, Barakah (r) e il piccolo Muhammad (s) partirono su una piccola portantina montata su un cammello, che era parte di una carovana che stava andando in Siria.
Per risparmiare al bambino (s) ogni sofferenza, Aminah non gli disse che stavano andando a visitare la tomba di suo padre.
La carovana giunse a Yathrib dopo dieci giorni, durante i quali Barakah (r) aveva aiutato Aminah ad occuparsi del bambino (s).
Il piccolo Muhammad (s) rimaneva con i suoi zii materni, della tribù dei Banu Najjar, quando Aminah andava a visitare la tomba di ‘Abdullah. Ogni giorno, per molte settimane, Aminah rimase presso la tomba, consumata dal dolore.

Sulla strada del ritorno verso Makkah, Aminah si ammalò gravemente.
Si fermarono in un paesino chiamato al-Abwa.
Aminah aveva la febbre sempre più alta.
Una notte, con voce flebile, chiamò Barakah (r) e le sussurrò: “Oh Barakah, tra poco lascerò questo mondo. Ti raccomando mio figlio Muhammad (s), lo affido alle tue cure. Ha perso il padre quando era ancora nel mio ventre, e ora sta vedendo morire sua madre sotto i suoi occhi. Sii una madre per lui, Barakah! E non abbandonarlo mai!”.
Barakah (r) cominciò a singhiozzare; il bambino (s) fu svegliato dai suoi lamenti e cominciò a sua volta a piangere. Abbracciò sua madre, che diede poco dopo l’ultimo respiro.

Barakah (r) pianse a lungo. Poi, con le sue stesse mani, scavò una fossa nella sabbia e seppellì Aminah, ricoprendo la tomba con tutte le lacrime che le erano rimaste.
Quindi ritornò con il piccolo orfano a Makkah, e lo affidò alla tutela di suo nonno. Rimase anche lei in quella casa, per occuparsi di lui.
Quando ‘Abd al-Muttalib morì, due anni dopo, Barakah (r) si trasferì col bambino a casa dello zio di questi, Abu Talib, e continuò ad allevarlo.
Quando Muhammad (s), ormai divenuto uomo, sposò la nobile Khadijah (r), Barakah (r) andò a vivere con loro, dicendo: “Io non l’ho mai lasciato e lui non ha mai lasciato me”.

Un giorno, Muhammad (s) la chiamò: “Ya Ummah!” (la chiamava sempre “mamma”). “Ora sono un uomo sposato, e tu sei ancora nubile. Che cosa ne diresti se adesso venisse qualcuno a chiedere la tua mano?”. Barakah (r) lo guardò e rispose: “Non ti lascerò mai. Una madre può forse abbandonare suo figlio?”. Muhammad (s) sorrise e la baciò sulla testa. Guardò sua moglie Khadijah (r) e le disse: “Questa è Barakah. E’ mia madre, dopo la mia vera madre. Lei è ciò che resta della mia famiglia”.
Barakah (r) guardò Khadijah (r), che le disse: “Barakah, tu hai sacrificato la tua giovinezza per amore di Muhammad (s). Adesso, egli (s) vuole in parte sdebitarsi. Per amore nostro, accetta di sposarti, prima che giunga la vecchiaia”.
“Chi dovrei sposare, mia signora?” chiese Barakah (r).
“C’è qui ‘Ubayd ibn Zayd, della tribù dei Khazraj, di Yathrib. Per amore nostro accetta la sua proposta di matrimonio!”

I due si sposarono, e Barakah (r) seguì il marito a Yathrib. Laggiù diede alla luce un bambino, che chiamò Ayman; da quel momento, tutti la chiamarono con la sua “kunya”, Umm Ayman (La mamma di Ayman).

Il suo matrimonio, tuttavia, non durò a lungo. Suo marito, infatti, morì di lì a poco, e Barakah (r) tornò a Makkah, a vivere con Muhammad (s) e con Khadijah (r).
Nella stessa casa vivevano allora ‘Ali ibn Abi Talib (r) e Zayd ibn Harithah (r).
Zayd (r) era un Arabo della tribù dei Kalb che era stato catturato da piccolo e venduto al mercato degli schiavi di Makkah. Era stato acquistato dal nipote di Khadijah (r), perché fosse al servizio della zia. Nella casa della donna, Zayd (r) presto si affezionò a Muhammad (s), e i loro rapporti divennero come quelli tra un padre e un figlio. Infatti, quando il vero padre di Zayd (r) venne a cercarlo a Makkah, Muhammad (s) diede al giovane la possibilità di scegliere se andarsene con suo padre o rimanere con lui. Zayd (r) allora disse a suo padre: “Non lascerò mai quest’uomo. Mi ha trattato gentilmente, così come un padre tratterebbe suo figlio. Non un solo giorno mi sono sentito uno schiavo. Ha badato a me, è tenero nei miei confronti e vuole la mia felicità. E’ il più nobile degli uomini e la migliore delle creature. Come potrei lasciarlo per seguirti? Non lo lascerò mai!”.
Più tardi, Muhammad (s) proclamò pubblicamente di avere liberato Zayd (r). Tuttavia, il giovane rimase a vivere con lui, come parte della sua famiglia, e volle continuare a servirlo.

Quando Muhammad (s) ricevette la Grazia della Profezia, Barakah (r) e Zayd (r) furono tra i primi a credere nel Messaggio da lui proclamato. Prestarono un servizio inestimabile alla Missione del Profeta (s), esponendosi per questo alla persecuzione e alla vendetta dei Quraysh e rischiando la propria vita in più occasioni, per sventare le cospirazioni dei mushrikin (politeisti).

Una notte, i mushrikin bloccarono le strade che conducevano alla casa di al-Arqam, nella quale il Profeta (s) era solito incontrare i suoi Compagni (r) per istruirli nell’Islam.
Barakah (r) doveva portare urgentemente un messaggio al Profeta (s) da parte di Khadijah (r). Rischiò la propria vita per raggiungere la casa di al-Arqam. Quando arrivò e riferì il messaggio, il Profeta (s) sorrise e le disse: “Che tu sia benedetta, Umm Ayman. Di sicuro, hai un posto in Paradiso”.
Quando Umm Ayman (r) uscì, il Profeta (s) guardò i suoi Sahabah (Compagni) (r) e disse loro: “Se qualcuno di voi desidera sposare una delle donne del Paradiso, allora che sposi Umm Ayman”.
Tutti rimanevano in silenzio, poiché Barakah (r) non era bella né attraente. A quell’epoca aveva circa 50 anni ed aveva un aspetto gracile.
Ma Zayd ibn Harithah (r) si fece avanti e disse: “O Messaggero di Allah, sposerò io Umm Ayman! Per Allah, lei è meglio delle donne che posseggono grazia e bellezza”.
Zayd (r) e Umm Ayman (r) dunque si sposarono, e furono benedetti dalla nascita di un figlio, che chiamarono Usamah (r). Il Profeta (s) amava Usamah (r) come se fosse suo figlio. Spesso lo coccolava e lo nutriva con le sue stesse mani. I Musulmani erano soliti dire: “E’ l’amato figlio dell’Amato”.
Fin da giovane, Usamah (r) si distinse per i servizi resi all’Islam, e in seguito il Profeta (s) lo investì di importanti responsabilità.

Quando il Profeta (s) emigrò a Yathrib (conosciuta in seguito come “al-Madinah”), lasciò Umm Ayman (r) a Makkah, perché si occupasse di alcuni importanti affari nella sua casa.
Lei lo raggiunse più tardi, compiendo la propria “Hijrah” a piedi, percorrendo il deserto e le montagne. Il calore era micidiale e le tempeste di sabbia impedivano di riconoscere la via, ma Umm Ayman (r) persistette, spinta dall’amore e dall’attaccamento verso il Messaggero di Allah (s).
Quando, infine, giunse a Madinah, i suoi piedi erano dolenti e gonfi, e il suo viso era coperto di sabbia e di polvere.
“Ya Umm Ayman! Ya Ummi! (O Umm Ayman! Oh mammina mia!). Certamente, per te c’è un posto in Paradiso!” esclamò il Profeta (s) quando la vide. Le asciugò la faccia e gli occhi, e le massaggiò i piedi e le spalle con le sue mani gentili.
A Madinah, Umm Ayman (r) prese attivamente parte alla vita della Ummah.
Durante la battaglia di Uhud distribuì l’acqua e medicò i feriti.
Accompagnò il Profeta (s) nel corso di molte spedizioni, tra le quali quelle di Khaybar e quella di Hunayn.
Suo figlio Ayman (r), un devoto Compagno del Profeta (s), trovò il martirio a Hunayn, nell’ 8^ anno dell’Hijrah.
Il marito di Barakah (r), Zayd (r), fu ucciso nella battaglia di Mutah, in Siria, dopo una vita in cui si era sempre distinto per il servizio reso all’Islam.

Divenuta vecchia, Barakah (r) passava la maggior parte del tempo a casa. Il Profeta (s), spesso andava a trovarla con Abu Bakr (r) e ‘Umar (r), e le chiedeva:“Ya Ummi! Stai bene?”. Lei rispondeva sempre: “Sto bene, o Messaggero di Allah, finché sta bene l’Islam”.

Dopo la morte del Profeta (s), Barakah (r) fu vista spesso con le lacrime agli occhi. Un giorno le chiesero: “Perché piangi?” e lei rispose: “Per Allah (SWT), sapevo che il Messaggero di Allah (s) sarebbe morto, ma ora piango, poiché la Rivelazione non scenderà più su di noi!”.

Barakah (r) ebbe il privilegio di essere l’unica persona a rimanere accanto al Profeta (s) dal momento in cui nacque al momento in cui morì. Spese tutta la sua vita al servizio del Messaggero di Allah (s), e la sua devozione alla Religione dell’Islam fu eccezionalmente forte e incrollabile.
Morì durante il Califfato di ‘Uthman (r).

Le sue origini sono sconosciute, ma il Profeta (s) le assicurò che era pronto, per lei, un posto in Paradiso.

Che Allah l’Altissimo abbia Misericordia di lei!

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