A proposito dei matrimoni imposti


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 
Fatwa dello shaykh al-Islâm Ibn Taymiyyah (rahimahullah). Tratta da “Al-Masâ’ilu-l-Mârdiniyyah”.

Può un padre obbligare sua figlia vergine, che abbia raggiunto la pubertà, a sposarsi?

Due opinioni ben note sono riportate a questo proposito dall’Imâm Ahmad:

Che può obbligarla. E’ anche l’opinione dell’Imâm Mâlik, dell’Imâm ash-Shafi’i, e altri.
Che non può farlo. E’ anche l’opinione dell’Imâm Abu Hanifa e altri, ed è l’opinione corretta.

La gente ha dibattuto a lungo sulle ragioni che permetterebbero la costrizione: potrebbe essere in ragione della verginità, o perché la ragazza è minorenne, o entrambe le cose. L’opinione più prossima alla verità è che la ragione sia che la ragazza sia minorenne, dato che nessuno può forzare una vergine adulta al matrimonio. Abu Hurayra (radiAllahu ‘anhu) riportò che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Una donna che non sia vergine non può essere fatta sposare senza il suo volere, e una vergine non può essere fatta sposare senza il suo permesso, e un permesso sufficiente è il fatto che rimanga silenziosa (a causa della sua naturale timidezza)” (Bukhârî, Muslim e altri).

Così, il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) proibì di forzare una ragazza vergine al matrimonio senza ottenere il suo permesso, sia che si tratti di suo padre (che organizza il matrimonio) o un altro. Inoltre, ‘Aisha (radiAllahu ‘anha) riferì di aver chiesto al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Nel caso di una giovane ragazza che venga fatta sposare dai suoi genitori, il suo permesso dovrebbe essere chiesto oppure no?”. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) rispose: “Sì, ella deve dare il suo consenso”. ‘Aisha (radiAllahu ‘anha) chiese quindi: “Ma una giovane ragazza vergine sarà troppo timida, oh Messaggero di Allah”, ed egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) rispose: “Il suo silenzio è (considerato come) il suo consenso” (Bukhârî, Muslim e altri).

Ciò si applica al padre così come a tutti gli altri. Inoltre, l’Islâm non dà al padre il diritto di utilizzare le ricchezze di sua figlia senza il permesso di questa; come sarebbe allora possibile che egli possa essere autorizzato a decidere senza il permesso dell’interessata come dovrebbe essere utilizzata la sua persona (che è ben più importante della sua ricchezza materiale), particolarmente quando ella si opponga a ciò e sia matura per decidere da sola?

Inoltre, vi è evidenza e consenso nell’Islâm sul fatto di restringere la libertà di controllo da parte di una persona minorenne (non pubere) sulla sua ricchezza o la sua persona. Tuttavia, fare della verginità una ragione per questa restrizione, contraddice la base islamica.

In quanto alla differenza tra una persona vergine e una non vergine, nell’hadîth del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui), non si tratta di una differenziazione tra la costrizione e la non costrizione; la differenza tra i due casi è che:

La non vergine dà le proprie istruzioni per il matrimonio, mentre la vergine dà il suo consenso
Il silenzio della giovane ragazza vergine è considerato come il suo consenso, il suo permesso

La ragione è che una giovane vergine sarebbe troppo timida per discutere riguardo al matrimonio, dunque non le si propone direttamente un’offerta di matrimonio, ma piuttosto la suo walî (tutore), che domanderà il suo consenso. Dunque, in seguito ella dà il suo consenso (e non l’ordine di farla sposare), ed egli deve obbedirle.

E in quanto ad una ragazza non vergine, ella non avrà più la timidezza della verginità, così potrà parlare riguardo al matrimonio, si può proporre l’offerta di matrimonio direttamente a lei, e lei darà al suo walî l’ordine di compiere (per lei) il matrimonio, ed egli le dovrà obbedire.
Così, il walî è esecutore di un ordine nel caso della ragazza non vergine, e richiedente del suo permesso nel caso di una ragazza vergine.

E’ ciò che indicano le parole del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

E in quanto al fatto di forzarla a sposarsi malgrado la sua volontà, ciò è in contraddizione con i fondamenti (della religione) e la ragione.

Allah (subhanaHu waTa’ala) non ha autorizzato il walî a forzarla a vendere o affittare la sua proprietà senza il suo permesso. Non l’ha autorizzato nemmeno a forzarla a mangiare o a bere o ad indossare ciò che non vuole. Come potrebbe allora obbligarla ad accompagnarsi e a copulare con una persona di cui detesti la compagnia?! Quando Allah (‘azzawaJalla) ha posto tra gli sposi Amore e Benedizione? Se una tale compagnia giungesse malgrado il suo odio e la sua repulsione, dove sarebbero l’amore e la benedizione?

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