L’abbondanza del male e la penuria del bene


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

Con l’occhio della mente ho esaminato la terra e i suoi abitanti e ho potuto vedere che le regioni deserte vi sono più numerose che le parti abitate.

Ho poi osservato queste ultime e ho constatato che i miscredenti ne occupano la maggior parte, e che i Musulmani sono meno numerosi sulla terra rispetto agli altri.

Infine, esaminando questi ultimi, ho rimarcato che il lucro ne aveva distolto la maggior parte dal Dispensatore, e li aveva distratti dalla scienza che prova la Sua esistenza.

Così, il sultano è occupato dall’esercizio del potere e i piaceri che gli si presentano: l’acqua dei suoi desideri cola senza che alcuna diga la possa fermare. Nessuno osa rivolgergli un ammonimento, lo si copre piuttosto di complimenti, e ciò fortifica in lui la passione dell’anima. Tuttavia, è opponendovi il loro contrario che si lotta contro le malattie. Per questo ‘Umar ibn ‘Abdul’Azîz (rahimahullah) disse: “Quando mi vedrai allontanarmi da Allah (‘azza waJalla), tirami per i vestiti, scuotimi e dimmi: cosa ti succede, ‘Umar?”.

‘Umar ibn al-Khattâb (radiAllahu ‘anhu) disse: “Che Allah (‘azza waJalla) abbia in Misericordia chiunque ci riveli i nostri difetti”.

E la creatura che ha maggior bisogno di consigli e ammonizioni è il sultano.

I suoi soldati? La maggior parte di essi sono immersi nell’ebbrezza della passione e nei godimenti di questo mondo, a cui vengono ad aggiungersi la stupidità e l’ignoranza. Nessun errore li fa soffrire e non sono imbarazzati nel vestirsi di seta o nel bere alcolici, al punto tale che taluni si sono spinti ad esclamare: “Cosa? Un soldato si vestirebbe di cotone?”. In effetti, prendono tutto al contrario, poiché l’ingiustizia è in essi come una seconda natura!

I nomadi? Sono stati invasi dall’ignoranza. Allo stesso modo i paesani. Passano il tempo a rotolarsi nelle impurità e non tengono in conto l’importanza delle preghiere! Le loro donne le compiono addirittura, talvolta, sedute.

Ho poi osservato i commercianti e ho potuto constatare che l’avidità li possedeva al punto che non hanno in vista che i diversi modi di guadagnare denaro. L’usura, nelle loro transazioni, è divenuta corrente e nessuno di essi cerca di sapere da dove provengano le sue ricchezze materiali. Sul capitolo della Zakât sono assolutamente negligenti e non trovano vergognoso non versarla, tranne coloro che cercano di destreggiarsi dinanzi ad Allah (‘azza waJalla).

Poi, ho osservato la gente che riceve una pensione e ho notato che il raggiro regnava nelle loro transazioni, così come la frode sulla quantità e la qualità. Inoltre, sono immersi nell’ignoranza. Ne ho visti molti che insegnavano ai loro figli tali pratiche, allo scopo di realizzare dei profitti supplementari, ancor prima che questi ragazzi avessero ricevuto un’educazione e conoscessero i loro doveri.

Infine, ho considerato il caso delle donne e ho potuto constatare che esse avevano poca religione e molta ignoranza. Non hanno sull’Aldilà alcuna informazione, tranne quelle che Allah (‘azza waJalla) ha preservato.

Allora, ho esclamato: “Oh! Sventura! Chi resta allora per servire Allah (‘azza waJalla) e conoscerLo?”.

Ho cercato. Sarebbero allora i sapienti e coloro che aspirano al sapere, i devoti e coloro che si votano alla rinuncia? Ma osservando questi ultimi, ho constatato che, nella gran maggioranza, si consacrano alla devozione senza conoscenza, che amano essere adulati, farsi baciare la mano, e che sono felici di avere numerosi discepoli, così che, quando uno di essi ha bisogno di acquistare qualcosa al mercato, se ne astiene, perché la sua reputazione non sia rovinata. Allo stesso modo, si preoccupano talmente del loro prestigio che non visitano un malato, non assistono ad alcuna cerimonia funebre, tranne nel caso in cui si tratti di qualcuno da essi tenuto in grande stima. Non si visitano l’un l’altro. Che dico?, evitano perfino di incontrarsi: la loro rispettabilità è divenuta simile ad un idolo che essi adorano senza saperlo.

Tra queste persone, alcuni si azzardano ad emettere, in completa ignoranza, delle opinioni giuridiche, per non tradire la reputazione che hanno di essere sempre in primo piano, e poi rimproverano ai sapienti la loro avidità per i beni di questo mondo, senza comprendere che è la condizione in cui si trovano essi stessi che dovrebbe essere oggetto di biasimo, e non il fatto di abbandonarsi ai piaceri tollerati.

Ho poi esaminato coloro che aspirano al sapere e ne ho visti pochi che portavano il segno di un’elevazione di pensiero. In effetti, questo segno si riconosce dal fatto che si ricerca la scienza per poter operare per essa, mentre la maggior parte di loro ricercava nella scienza un mezzo per tendere delle reti in cui raccogliere del denaro. Ne approfittano per mettere le mani sui posti di giudici e, così, divenire qadi di un certo luogo; oppure ricercano la conoscenza giusto il minimo che serve per distinguersi dai loro contemporanei, poi se ne distolgono.

Infine, ho notato che la maggior parte dei sapienti che ho osservato erano gli zimbelli della passione e i suoi schiavi. Hanno una preferenza per tutto ciò da cui la scienza dovrebbe tenerli al riparo e si abbandonano a ciò che essa proibisce. Non trovano quasi alcun gusto nel rapporto con Allah (‘azza waJalla). La loro sola ambizione è di parlare, ecco tutto.

Tuttavia, Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) non abbandonerà la terra senza farvi apparire un uomo che opererà per Lui, che assocerà la fede e le opere, che conoscerà i diritti di Dio e Lo temerà. Quest’uomo sarà il polo di questo mondo, e quando morirà, Allah Ta’ala lo sostituirà con un altro che lo equivarrà. Può darsi che non morirà prima di aver visto colui che sarà adatto a sostituirlo in ogni cosa.

Questo genere di uomini, sulla terra non mancano; adempiono il ruolo dei Profeti. E colui che descrivo qui, sarà fermo sui suoi princìpi, attento ai limiti imposti. Può darsi che non abbia che poca scienza, o le sue azioni per guadagnarsi la fiducia di Allah saranno rare, ma gli uomini perfetti in tutti i dominii sono poco numerosi: non ve ne è che uno solo per un lungo periodo.

Ho in effetti sondato tutti i pii predecessori, poiché volevo trovarne uno che fosse stato uomo di scienza al punto di essere un maestro, e uomo di pratica al punto di essere un esempio per i devoti. Non ne ho trovati più di tre.

Il primo è Hasan al-Basrî, il secondo Sufyan ath-Thawrî e il terzo Ahmad ibn Hanbal (che Allah abbia misericordia di loro). Ho consacrato un libro alla conoscenza di ciascuno di essi, e non disapprovo colui che aggiunga a loro un quarto, nella persona di Sa’îd ibn al-Musayyib.

Se, tra i pii antenati, vi erano dei grandi uomini, la maggior parte possedeva tuttavia un aspetto che predominava a detrimento di un altro: la scienza per uno, le opere per un altro.

Ma coloro che ho citato possedevano un vasto sapere e avevano acquisito una parte considerevole nella conoscenza di Allah (‘azza waJalla) e nel rapporto con Lui.

Non bisogna disperare dell’esistenza di un uomo che seguirà le loro tracce, anche se il merito di essere stati i primi spetta loro: Allah (‘azza waJalla) rivelò ad al-Khadir (Khidr) delle cose che aveva nascosto a Mûsâ (Mosè, pace su di lui).

Le riserve di Allah (‘azza waJalla) sono piene e i Suoi doni non si limitano ad un solo individuo.

Mi hanno raccontato che Ibn ‘Aqîl diceva di se stesso: “Ho navigato in una barca cha ha fatto naufragio”.

Ciò deriva da un errore, ma come ne sarebbe stato capace?

Quante persone soddisfatte di se stesse scoprono, grazie agli altri, un difetto a causa del quale giungono a disprezzarsi! E quanti uomini apparsi in un’epoca successiva hanno superato coloro che li hanno preceduti nel tempo!

Le notti, come i giorni, sono in gestazione

Allah, Solo, sa ciò che esse metteranno al mondo!

Imâm Ibn al-Jawzî

(rahimahullah)

Sayd al-Khatir

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