Il segreto del matrimonio


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

nota del traduttore: Ho tradotto questo interessante testo dell’Imâm Ibn al-Jawzî (rahimahullah), convinto che potesse sfatare il mito dell’Islâm come religione in cui non vi sia spazio per l’amore delle donne; si tratta invece di un tabù su cui riflettere. I Profeti (pace su tutti loro) amavano le donne, per esempio il nostro Profeta Dâwûd (pace su di lui) aveva cento mogli, Sulaymân (‘alayhi-s-salâm) ne aveva mille. È noto che una delle caratteristiche del  Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) fu quella di amare molto le donne, come riportato nell’hadîth in cui egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) elencò le cose da lui maggiormente amate, tra cui, appunto, le donne. Anche suo cugino, amîr al-mu’minîn, ‘Alî ibn Abi Talib (radiAllahu ‘anhu) ebbe ad un certo punto della sua vita, quattro mogli e diciassette concubine, così come ‘Umar ibn al-Khattâb (che Allah sia soddisfatto di lui). Hasan ibn ‘Ali (radiAllahu ‘anhu) sposò nel corso della vita circa quattrocento donne.

Quindi, per un Musulmano sposarsi fa parte delle ‘ibadât, è cioè un atto di adorazione.

Per questo motivo l’Imâm Ibn al-Jawzî nell’introduzione del “Sayd al-Khatîr” (Caccia alle idee fuggitive) spiega che questa sua opera è paragonabile ad una rete da lui tesa per raccogliere i pensieri che gli si affacciano alla mente.

Vi sono infatti, secondo la concezione islamica, tre livelli spirituali successivi raggiunti dall’anima; il primo è “an-nafs al-’ammara” (النَّفْسَ لأَمَّارَةٌ بِالسُّوءِ), ossia l’anima propensa al male, concetto derivato dall’aya di Sûratu Yûsuf (Corano XII, 53). Il secondo è il livello di “an-nafs lawwâma” ( ِالنَّفْسِ اللَّوَّامَةِ), ossia l’anima in preda al rimorso, così come rivelato nell’aya di Sûratu-l-Qiyâma (Corano LXXV, 2). Il terzo e più elevato livello è “an-nafs mutma’inna” (النَّفْسُ الْمُطْمَئِنَّةُ), cioè l’anima acquietata, vale a dire radicata nella rettitudine e immune da seduzione, concetto derivato da Sûratu-l-Fajr (Corano LXXXIX, 27)[1]. Questi tre livelli spirituali, seppure successivi, possono essere contemporaneamente presenti nell’anima umana, e per così dire intercambiabili, poiché come tutti sanno Shaytân il maledetto sussurra continuamente la tentazione al cuore umano. Ognuno può rendersi conto di questo concetto riflettendo sui pensieri perversi che possono attraversare la mente distraendola perfino nei momenti di concentrazione negli atti di culto, ad esempio quando si perde la concentrazione durante la recitazione del Corano o nel corso della Salât, ecc.

Per questo motivo, ogni credente deve costantemente impegnarsi nello scacciare i pensieri negativi, sostituendoli con altri più consoni alla sua qualità di adoratore di Allah. Infatti il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) spiegò che la buona intenzione di un Musulmano ha più valore dell’azione, e che qualsiasi cattivo pensiero non tradotto nella pratica non verrà contato come peccato; mentre qualsiasi intenzione positiva, seppur non messa in atto verrà ripagata nell’Aldilà.

Però, dopo aver portato a termine questa traduzione, mia moglie mi ha fatto notare che ai lettori italiani (con particolare riguardo alle sorelle neo-convertite e in via di conversione) il linguaggio dell’Imâm potrebbe apparire troppo crudo nei confronti delle donne.

Per tale ragione, vi invito a riflettere sulla realtà del rapporto coniugale e sull’istinto “animale”, così come definito dall’autore, che talvolta spinge gli uomini all’azione. Infatti Allah (‘azza waJalla) dice nel Sublime Corano:

بَلِ الْإِنسَانُ عَلَى نَفْسِهِ بَصِيرةٌ َ

Ogni uomo conosce se stesso meglio di chiunque altro (Corano LXXV. Al-Qiyâma, 14)

Perciò, per poter dare un consiglio veramente utile sull’argomento, l’Imâm non si è rifugiato dietro una falsa ipocrisia, ma ha raccontato un aspetto dell’anima umana semplicemente così com’è.

Poi, io amo molto questo Imâm, sicuramente dopo shaykh al-Islâm Ibn Taymiyyah e il suo discepolo Ibnu Qayyim (che Allah abbia misericordia di loro), l’Imâm Ibn al-Jawzî è al terzo posto nel suggerirmi spunti interessanti sia negli scritti, sia nell’affrontare la vita di questo dunyâ ogni giorno progettando il futuro.

Questi tre grandi sapienti hanno riunito nelle loro persone l’intelligenza che solitamente si ritrova negli Ulamâ’ Shafi’iti e la determinazione degli Hanbaliti (scuola di cui sono tra i più eminenti rappresentanti), unite alla sapienza dei Malikiti.

Il quarto posto può sicuramente essere riconosciuto ad Ibn Hazm al-Andalûsî az-Zahirî (rahimahullah).

Questi A’imma[2] secondo il mio modesto parere possedevano un’intelligenza fuori dal comune e una perfetta comprensione del Corano e della Sunnah; erano animati da un’instancabile sete di sapere ed erano determinati e coraggiosi, cosicché nessun tiranno e nessun impero poté mai influire sulle loro opere.

Inoltre, per quanto riguarda in particolare il “Sayd al-Khâtir”, mi è venuto in mente che si potrebbe definire una specie di blog ante litteram.

Invito quindi tutti voi a leggere tanto, iniziando naturalmente dal Sublime Corano e dalla Nobile Sunnah, per proseguire con gli scritti dei nostri grandi Sapienti, che non hanno tralasciato lo studio di alcuna disciplina e hanno dedicato tutta la loro esistenza perché la Parola di Allah (‘azza waJalla) fosse più alta. Sempre, però, con spirito critico, ossia tenendo presente che anche il più Sapiente dei nostri grandi Ulamâ’ può aver commesso alcuni errori o scritto delle inesattezze; così come disse l’Imâm Mâlik (rahimahullah), da qualsiasi parola umana si può cogliere la parte positiva e rigettare quella contenente errori, tranne per quanto riguarda il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam), poiché Allah (‘azza waJalla) lo preservò dall’errore, così come rivelato nel Sublime Corano:

وَمَا يَنطِقُ عَنِ الْهَوَى{3}

Non pronuncia nulla che sia dettato dalla passione (Corano LIII. An-Najm, 3)

****************************************************************

Ho meditato sull’utilità del rapporto sessuale, sul suo significato e sul suo oggetto. Il principio essenziale della sua esistenza è la ricerca della procreazione. In effetti, l’animale che noi siamo si decompone senza sosta, ma il cibo lo ricostituisce, fino a che, nelle sue parti essenziali, qualcosa che nulla può più ricostituire si disgrega.

Poiché non si può sfuggire alla propria fine, e che lo scopo è il prolungamento dei tempi in questo basso mondo, è la procreazione che permette all’uomo di rinnovarsi nel suo principio.

Ma l’idea della copulazione provoca la repulsione delle anime nobili, poiché le parti sessuali sono scoperte, e parti anatomiche che non possono definirsi belle in se stesse entrano in contatto. Allora il desiderio carnale è stato creato per incitare l’uomo, affinché lo scopo sia raggiunto.

Ma penso che al di là di questo scopo essenziale vi sia qualcos’altro, ed è il fatto di sbarazzarsi di questo liquido seminale, la cui lunga ritenzione diventa nociva. Lo sperma si separa alla quarta digestione: è costituito a partire dall’elemento più puro e più ricco della polpa degli alimenti, poi si concentra. Esso è una delle scorte dell’essere, che fa provviste per prolungare la propria esistenza e conservare la propria forza, di sangue, di sperma e infine di saliva, uno dei principali elementi costitutivi del corpo. Quest’ultimo costituisce dunque le sue riserve, come se temesse di veder scarseggiare una di esse.

Una troppo grande accumulazione di sperma provoca dei disordini comparabili a quelli provocati dalla ritenzione d’urina. Tuttavia, questi disordini sono più gravi a livello psicologico di quelli provocati nel dominio fisiologico dalla ritenzione d’urina. Una grande accumulazione di liquido seminale e la sua lunga ritenzione causano in effetti delle gravi malattie, poiché i vapori dello sperma salgono al cervello e vi causano l’agitazione e talvolta addirittura un’avvelenamento.

In un temperamento sano, la natura reclama l’evacuazione dello sperma accumulato, così come reclama l’evacuazione dell’urina. Ma non è sempre così; alcuni temperamenti, nei quali lo sperma si accumula in minor quantità, avranno meno sovente bisogno di evacuarlo.

Ma noi non parliamo che del temperamento sano – e dico: Ho dimostrato che se subisce una eccessiva ritenzione, lo sperma provoca delle malattie, favorisce la comparsa di cattivi pensieri e conduce alla passione, all’ossessione, così come ad altri mali.

Però, può accadere che un uomo di temperamento sano continui, dopo un’eiaculazione, ad essere turbato; è allora simile a colui che mangi senza saziarsi.

Ho pensato, dopo averci riflettuto, che ciò dipenda da un difetto della persona con cui egli si accompagna: o costei è mal fatta, brutta, oppure ha una difformità, o ancora, semplicemente, egli non la desidera. Allora, una parte soltanto dello sperma è evacuato e, se ne volete la prova, confrontate dunque la potenza dell’eiaculazione ottenuta nel luogo che è oggetto del desiderio, con quella ottenuta in un altro posto, come è il caso del coito tra le cosce comparato al coito nel suo luogo naturale, o il caso del coito con una vergine comparato al coito con una donna che abbia già perduto la sua verginità.

Sappiate dunque, in queste condizioni, che la scelta di un buon partner assicura l’eiaculazione completa dello sperma in eccesso, in modo tale che l’anima raggiunga un piacere perfetto, perché avrà avuto un’eiaculazione perfetta. E ciò può a sua volta influire sul concepimento del bambino. Un bambino concepito, in effetti, da due persone giovani, che si siano per lungo tempo astenute dai rapporti sessuali, è generalmente più forte di quello di un’altra coppia, o di quello di un uomo che si abbandona continuamente al coito.

È da ciò che deriva la condanna del matrimonio tra i membri della stessa famiglia, poiché l’anima non potrebbe, in tal caso, abbandonarsi: l’uomo si immaginerebbe di accoppiarsi con una parte di se stesso. Anche la raccomandazione di contrarre matrimonio con degli estranei trova in questo fatto la sua ragion d’essere.

Il questo dominio, lo scopo, che è quello di evacuare queste eccedenze nocive, è molto meglio raggiunto rinnovando partner – anche se fosse d’aspetto sgradevole – piuttosto che nel quadro dell’abitudine.

È così che un uomo sazio, dopo essersi rimpinzato di pane e carne al punto da non avere più spazio per ingurgitare un altro boccone, potrà mangiare ancora una ghiottoneria, o qualcosa di migliore, poiché la novità ha un potere straordinario.

L’anima, in effetti, dimostra poca sollecitudine per ciò a cui è abituata; desidera qualcosa di diverso da ciò che già conosce e si immagina che troverà, in un nuovo oggetto, una forma di ciò cui anela. Quando non vi perviene, si rivolge verso un’altra cosa sconosciuta, come se, conoscendo l’esistenza di un oggetto perfetto, privo di qualsiasi impurità, immaginasse di trovarlo in ciò che vede.

Vi è, in ciò, una prova nascosta della Resurrezione, poiché nella natura di questa aspirazione dell’uomo ad uno scopo che non esiste in questo modo vi è una sorta di inanità.

Potete comprendere tutto ciò?

Quando l’anima scopre i difetti di ciò che incontra quaggiù, riparte alla ricerca di un oggetto nuovo. Per questo i saggi hanno detto: “La passione rende cieco, ma nel momento in cui prende coscienza dei difetti dell’essere amato, l’uomo se ne distoglie”.

È positivo, in tali condizioni, che la sposa non si allontani dal suo sposo al punto da farsi dimenticare da lui, ma – e ciò è valido anche per lui – non si faccia nemmeno troppo vicina, al punto da stancarlo o rivelargli i suoi vizi nascosti.

L’uomo non deve cercare di scoprire le parti segrete della sua sposa. Deve anche fare in modo di non sentire in lei altro che profumi gradevoli, e di riconoscerle altre virtù che le donne avvedute fanno risaltare. D’altronde, esse sanno tutto ciò d’istinto, senza aver bisogno di alcun insegnamento. In quanto alle sciocche, esse non se ne preoccupano, così i loro mariti presto si stufano di loro!

Quando si desidera avere una discendenza di qualità e ben soddisfare il proprio bisogno, bisogna scegliere con cura la propria compagna. Se è per farne la propria sposa, l’uomo dovrà vedere la ragazza prima di decidersi: se gli capitasse il colpo di fulmine, che la sposi dunque. Ma dovrà anche studiare il sentimento che prova.

La prova che ne è innamorato consiste nel riuscire difficilmente a smettere di guardarla, e quando ciò accada il cuore è tormentato dall’esigenza di uno sguardo. Questo è l’ideale!

Oltre a ciò, esistono diversi gradi in proporzione ai quali si può realizzare la soddisfazione dei bisogni.

Se si tratta di acquistare una schiava-concubina, bisogna osservarla ancora più attentamente, ed è meglio scambiare qualche parola con la donna e intrattenersi con lei in conversazione, in maniera da trarne un’impressione e poterci riflettere con calma. La bellezza è nella bocca e negli occhi.

Ahmad disse: “È legale che l’uomo veda le parti segrete della donna che vuole sposare”. Con “parti segrete” voleva dire: tutto, oltre al viso.

È meglio se possibile, ritardare la conclusione di un matrimonio o l’acquisto di una concubina, per osservare il modo in cui il cuore ne è rapito. In effetti, un uomo ragionevole conosce bene la differenza che vi è tra la propensione dell’anima provocata da un oggetto nuovo e quella provocata dall’amore. Se prova i tormenti dell’amore, che si impegni!

‘Atâ’ al-Khurâsânî disse: “È scritto nella Torah che ogni unione senza amore è una maledizione e una causa di pentimento fino al Giorno del Giudizio”.

Inoltre, colui che sceglie una compagna deve cercare di conoscere i tratti del suo carattere; essi appartengono, in effetti, al dominio del segreto, e quando il contorno fisico è privo di contenuto, è come la verdura che cresce su un mucchio di immondizia.

Avere una discendenza di qualità è lo scopo che si deve cercare di raggiungere. Allo stesso modo, scacciare le preoccupazioni apparse nell’anima a causa dei diversi desideri è un eccellente principio, che permette al cuore di attaccarsi alle cose importanti. Chiunque si liberi dalle preoccupazioni accessorie, può consacrarsi a quelle che sono essenziali. Per questo è riportato nell’hadîth: “Un giudice non deve emettere una sentenza mentre si trovi in collera; e quando la cena è servita e giunge l’ora della preghiera, bisogna cominciare col pasto”.

Quando l’uomo può avere una moglie che lo soddisfi fisicamente e spiritualmente, deve chiudere gli occhi sui suoi difetti. Ella, dal canto suo, si sforzerà di soddisfarlo, senza la familiarità che conduce alla noia, ma senza l’allontanamento che provoca l’oblio e, se utilizzerà qualche mezzo di seduzione, realizzerà, grazie ad esso, questi due obiettivi: avere dei bambini e soddisfare il suo desiderio.

Con le precauzioni che ho consigliato, la vita comune potrà durare e l’uomo, grazie alla sua sposa, giungerà a rinunciare alle altre donne. Se avesse la possibilità di avere diverse mogli e, già sposato, ne prendesse una seconda, sapendo che così giungerà a liberare totalmente il suo cuore dalle preoccupazioni, ciò sarebbe meglio per lui.

Ma se tema di far nascere una gelosia che distragga il suo spirito, mentre abbiamo appena dimostrato che occorre concentrarne le aspirazioni, oppure se abbia paura di trovare una donna così bella che impedisca al suo cuore di assorbirsi nel pensiero dell’Aldilà, o che gli chieda delle cose che non lo faranno essere scrupoloso, allora dovrà accontentarsi di una sola sposa.

I consigli che ho appena dato implicano che la castità non esiste presso le belle donne. L’uomo che si trovi ad averne le sorveglierà e le nasconderà con cura. E se scoprisse in esse qualcosa che gli dispiaccia, dovrà affrettarsi a cambiarle. È una maniera di trovare consolazione. Ma quando ciò è possibile, è meglio che si accontenti di una sola sposa. Se costei è conforme ai suoi desideri, egli si troverà bene, altrimenti che la cambi.

Il rapporto sessuale con la donna amata, eliminando completamente il liquore accumulato, permette di avere dei figli belli e perfetti, e di raggiungere una soddisfazione totale.

Se l’uomo tema la gelosia, dovrà prendere delle schiave concubine, poiché esse sono meno gelose e provano, più facilmente delle spose, un’ammirazione per gli uomini.

Vi sono degli uomini che hanno potuto avere simultaneamente diverse spose, e queste ultime non ne soffrivano.

Imâm Ibn al-Jawzî

(rahimahullah)

Sayd al-Khatir


[1] Su questi diversi livelli spirituali vedi l’Imâm al-Ghazalî e l’Imâm Razî (rahimahumullah).

[2] A’imma: plurale di Imâm

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...