Sûratu-l-Fajr


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

سورة الفجر

Sûrah LXXXIX. Al-Fajr

(L’Alba)

 

dal Tafsîr

(commento del Sublime Corano)

 

dell’Imâm Ibn Kathîr

(che Allah l’Altissimo abbia Misericordia di lui)

 

30 versetti

 

Rivelata interamente a Makkah, dopo la Sûrah della Notte (Al-Layl)

 

 

بسم الله الرحمان الرحيم

 

وَالْفَجْرِ (1) وَلَيَالٍ عَشْرٍ (2) وَالشَّفْعِ وَالْوَتْرِ (3) وَاللَّيْلِ إِذَا يَسْرِ (4) هَلْ فِي ذَلِكَ قَسَمٌ لِذِي حِجْرٍ (5) أَلَمْ تَرَ كَيْفَ فَعَلَ رَبُّكَ بِعَادٍ (6) إِرَمَ ذَاتِ الْعِمَادِ (7) الَّتِي لَمْ يُخْلَقْ مِثْلُهَا فِي الْبِلَادِ (8) وَثَمُودَ الَّذِينَ جَابُوا الصَّخْرَ بِالْوَادِ (9) وَفِرْعَوْنَ ذِي الْأَوْتَادِ (10) الَّذِينَ طَغَوْا فِي الْبِلَادِ (11) فَأَكْثَرُوا فِيهَا الْفَسَادَ (12) فَصَبَّ عَلَيْهِمْ رَبُّكَ سَوْطَ عَذَابٍ (13) إِنَّ رَبَّكَ لَبِالْمِرْصَادِ (14)

 

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

(1) (Giuro) per l’alba, (2) per le dieci notti, (3) per il pari e per il dispari (4) e per la notte quando trascorre. (5) Non è questo un giuramento per chi ha intelletto? (6) Non hai visto come il tuo Signore ha trattato gli ‘Âd? (7) e gli abitanti di Iram, la città delle colonne, (8) senza eguali tra le contrade, (9) e i Thamûd che scavavano la roccia nella vallata (10) e Faraone, quello dei pali? (11) (Tutti) costoro furono ribelli nel mondo (12) e seminarono la corruzione, (13) e il tuo Signore calò su di loro la frusta del castigo. (14) In verità il tuo Signore è all’erta

 

L’aurora (l’alba) è il momento noto, situato alla fine della notte. Ma Masrûq precisò che si tratta (dell’alba) del decimo giorno di Dhu-l-Hijja, il giorno del Sacrificio. È stato detto anche che si tratta della preghiera che viene compiuta in quel momento. È citato nel Sahîh di Bukhârî, da Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu), che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Nessuna buona azione è più gradita ad Allah di quelle compiute in questi giorni – i primi dieci giorni di Dhu-l-Hijja”. Gli chiesero: “Nemmeno il Jihâd fisabilillah?”. Rispose:“Nemmeno il Jihâd sulla Via di Allah, ad eccezione di un uomo che esca per combattere coi suoi beni e la sua persona, poi torni senza nulla di tutto ciò”(riportato da Bukhârî).

 

In quanto ai giorni pari e dispari, Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui) disse che si tratta del giorno di Arafat (dispari) e di quello del Sacrificio (pari) (poiché il primo cade il 9 Dhu-l-Hijja, e il secondo il 10 Dhu-l-Hijja).

 

– Abu Sa’id Ibn ‘Awf riportò di aver sentito ‘Abdullah ibn az-Zubayr (che Allah sia soddisfatto del padre e del figlio) rivolgere una predica ai fedeli. Un uomo gli chiese: “Oh Amîr al-Mu’minîn, spiegami (il significato delle parole) per il pari e per il dispari…”, ed egli rispose: “Per ciò che riguarda il pari, sono le Parole di Allah (subhânaHu waTa’ala): …Ma non ci sarà peccato per chi affretta il ritorno dopo due giorni, in quanto al dispari, sono le Parole …e neppure per chi si attarda… (Corano II. Al-Baqara, 203)”

 

– Allah l’Altissimo è il dispari, e il pari sono il maschio e la femmina. O meglio: tutto ciò che Allah ha creato è pari, come ad esempio: il cielo e la terra, la terra ferma e il mare, l’uomo e il jinn, il sole e la luna. Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) dice:

 

Di ogni cosa creammo una coppia, affinché possiate riflettere (Corano LI. Adh-Dhâriyât, 49),

 

e ciò perché sapessimo che Colui che ha creato queste coppie è Unico (da Mujâhid).

 

Queste sono le principali interpretazioni riportate riguardo il pari e il dispari.

 

E per la notte quando trascorre, cominciando a scomparire, con lo spuntare del giorno. Allah l’Altissimo giura qui per la notte, così come dice altrove:

 

…per la notte che si estende, per l’aurora che esala il suo alito (Corano LXXXI. At-Takwîr, 17-18)

 

Non è questo un giuramento per chi ha intelletto?

Allah (subhânaHu waTa’ala) vuol spiegare agli uomini che Egli ha giurato per questi momenti, che sono consacrati alle diverse pratiche religiose, come la preghiera, il pellegrinaggio ed altre opere supererogatorie, che l’uomo compie allo scopo di avvicinarsi ad Allah, cercando la Sua soddisfazione, temendoLo e umiliandosi dinanzi a Lui.

 

Non hai visto come il tuo Signore ha trattato gli ‘Âd? Questo popolo di tiranni e di ribelli che Gli hanno disobbedito, trattando i Suoi Profeti come bugiardi; Allah l’Altissimo li annientò. E gli abitanti di Iram, la città delle colonne: essi erano i primi ‘Âd, ai quali Allah l’Altissimo inviò il Suo Profeta Hûd (pace su di lui). Essi si ribellarono contro di lui, trattandolo da impostore. Allah (‘azza waJalla) lo salvò, insieme a coloro che avevano creduto in lui, annientando gli altri, inviando contro di loro un vento impetuoso e glaciale (Corano XLI. Fussilat, 16). Allah l’Altissimo ha narrato le loro storie nel Sublime Corano, affinché servano da lezione per gli uomini. Essi abitavano in dimore costruite di stuoie di pelo, sostenute da colonne. Erano famosi per  la loro alta statura e la loro forza fisica. Hûd (‘alayhi-s-salâm) ricordò loro i benefici di Allah l’Altissimo, esortandoli ad utilizzarli nell’obbedienza nei confronti del Signore Che li aveva creati. Allah l’Altissimo dice al loro proposito:

 

…Ricordatevi di quando (il vostro Signore) vi designò successori del popolo di Noè e accrebbe la vostra prestanza nel mondo. Ricordatevi i benefici di Allah, affinché possiate prosperare (Corano VII. Al-A’râf, 69)

 

Allah l’Altissimo non creò altri popoli simili agli ‘Âd, per quanto concerne la statura e la forza. Mujâhid commentò: “Iram era il popolo dei primi ‘Âd”.

 

Qatada e as-Suddy (che Allah sia soddisfatto di entrambi) commentarono: Iram è il regno degli ‘Âd, che non si installavano in una contrada determinata.

 

In quanto a Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu), disse: La città delle colonne designa gli uomini che erano caratterizzati da una statura elevata.

 

…Senza eguali tra le contrade. Si tratta della tribù che viveva a quell’epoca. Al-Miqdam disse: “Uno di loro poteva portare un grande macigno e distruggere con esso tutto un quartiere”.

 

L’autore di quest’opera (Ibn Kathîr) concluse: Che queste colonne fossero monumenti da essi elevati, o che fossero utilizzate per costruire le loro dimore, oppure una certa arma da essi utilizzata, oppure che (il termine) sia stato impiegato per designare la loro alta statura, (in ogni modo) questi ‘Âd erano uno dei popoli del passato menzionati nel Sublime Corano.

 

…E i Thamûd che scavavano la roccia nella vallata. Secondo Ibn Ishâq, scavavano le loro abitazioni in una valle, “Wadi al-Qura”. Abbiamo già parlato e commentato la loro storia nella Sûrah “Al-A’râf” (n° VII).

 

…E Faraone, quello dei pali? Questo versetto (n° 10) fu oggetto di controversia per quanto riguarda la spiegazione dei termini ذي الأوتاد

Secondo Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu), si tratta dei soldati di Faraone, che gli assicuravano un’amministrazione possente.

Mujâhid e altri raccontarono che Faraone legava le mani e i piedi degli uomini a dei pali.

Thabit Al-Banani, da parte sua, spiegò che Faraone aveva piantato nella terra quattro pali, ai quali aveva legato le membra di sua moglie, ponendo sul suo corpo un grosso masso. Ella restò così finché morì.

 

Il popolo di Faraone era ribelle e seminava la corruzione tra gli uomini, causando molti scandali. E il tuo Signore calò su di loro la frusta del castigo, infliggendo loro un castigo celeste impossibile da respingere. In verità il tuo Signore è all’erta: Egli vede, sente, osserva i Suoi servi da vicino per retribuirli nell’Aldilà a seconda delle loro opere. Poiché tutte le creature compariranno dinanzi a Lui per essere giudicate con equità, accordando a ciascuno la ricompensa meritata.

 

فَأَمَّا الْإِنْسَانُ إِذَا مَا ابْتَلَاهُ رَبُّهُ فَأَكْرَمَهُ وَنَعَّمَهُ فَيَقُولُ رَبِّي أَكْرَمَنِ (15) وَأَمَّا إِذَا مَا ابْتَلَاهُ فَقَدَرَ عَلَيْهِ رِزْقَهُ فَيَقُولُ رَبِّي أَهَانَنِ (16) كَلَّا بَل لَا تُكْرِمُونَ الْيَتِيمَ (17) وَلَا تَحَاضُّونَ عَلَى طَعَامِ الْمِسْكِينِ (18) وَتَأْكُلُونَ التُّرَاثَ أَكْلًا لَمًّا (19) وَتُحِبُّونَ الْمَالَ حُبًّا جَمًّا (20)

 

(15) Quanto all’uomo, allorché il suo Signore lo mette alla prova onorandolo e colmandolo di favore, egli dice: “Il mio Signore mi ha onorato”. (16) Quando invece lo mette alla prova lesinando i Suoi doni, egli dice: “Il mio Signore mi ha umiliato”. (17) No, siete voi che non onorate l’orfano, (18) che non vi sollecitate vicendevolmente a nutrire il povero, (19) che divorate avidamente l’eredità (20) e amate le ricchezze d’amore smodato.

 

Allah (subhânaHu waTa’ala) in questi versetti mostra l’ingratitudine dell’uomo e il suo comportamento. Poiché l’essere umano, una volta colmato di favori e di onori, dice: “Il mio Signore mi ha onorato”. Ma, al contrario, se Egli lo mette alla prova misurando i Suoi benefici, (l’uomo) esclama: “Il mio Signore mi ha umiliato”. Sia che Allah l’Altissimo provveda con larghezza all’uomo, sia che gli doni la sua parte di beni con parsimonia, ciò costituisce per lui una prova, così come dice l’Altissimo: Credono forse che tutto ciò che concediamo loro, beni e prole, (sia un anticipo) sulle buone cose (della vita futura)? Certo che no! Sono del tutto incoscienti (Corano XXIII. Al-Mu’minûn, 55-56).

D’altra parte, come considerare un’umiliazione il fatto che Allah l’Altissimo misuri i Suoi doni all’uomo? Errore. Poiché Allah (subhânaHu waTa’ala) accorda i Suoi benefici a colui che Egli ama, come a colui che non ama, e lo stesso vale quando Egli dona con parsimonia. L’essenziale è che l’essere umano resti sottomesso al decreto di Allah in ogni caso, in modo tale che – nel caso in cui sia arricchito – deve essere riconoscente nei confronti di Allah, se al contrario si ritrovi impoverito, deve dar prova di pazienza. Ecco lo scopo di questa prova.

 

No, siete voi che non onorate l’orfano. Questo versetto costituisce un’esortazione ad essere benevoli nei confronti degli orfani e ad onorarli, così come è riportato in un hadîth: “La migliore casa dei Musulmani è quella in cui si trova un orfano che viene trattato con bontà. E la peggiore è una casa in cui lo si tratta male” (riportato da Abdullah ibn Al-Mubarak). E il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse anche: “Colui che si prende carico di un orfano ed io saremo in Paradiso così”, e dicendo ciò unì il dito medio all’indice (riportato da Abu Dâwûd).

 

Che non vi sollecitate vicendevolmente a nutrire il povero, senza fare alcuna opera di carità ai poveri e ai miserabili, e senza incitarvi mutualmente a tal fine.Che divorate avidamente l’eredità: voi divorate avidamente le eredità delle vedove e degli orfani, senza distinguere il lecito dall’illecito.

 

كَلَّا إِذَا دُكَّتِ الْأَرْضُ دَكًّا دَكًّا (21) وَجَاءَ رَبُّكَ وَالْمَلَكُ صَفًّا صَفًّا (22) وَجِيءَ يَوْمَئِذٍ بِجَهَنَّمَ يَوْمَئِذٍ يَتَذَكَّرُ الْإِنْسَانُ وَأَنَّى لَهُ الذِّكْرَى (23) يَقُولُ يَا لَيْتَنِي قَدَّمْتُ لِحَيَاتِي (24) فَيَوْمَئِذٍ لَا يُعَذِّبُ عَذَابَهُ أَحَدٌ (25) وَلَا يُوثِقُ وَثَاقَهُ أَحَدٌ (26) يَا أَيَّتُهَا النَّفْسُ الْمُطْمَئِنَّةُ (27) ارْجِعِي إِلَى رَبِّكِ رَاضِيَةً مَرْضِيَّةً (28) فَادْخُلِي فِي عِبَادِي (29) وَادْخُلِي جَنَّتِي (30)

 

(21) No, quando la terra sarà polverizzata, in polvere fine, (22) e verranno il tuo Signore e gli Angeli schiere su schiere, (23) in quel Giorno sarà avvicinato l’Inferno, in quel Giorno l’uomo si rammenterà. Ma a cosa gli servirà rammentarsi? (24) Dirà: “Ahimè! Se avessi mandato avanti qualcosa per la mia vita (futura)!”. (25) In quel Giorno nessuno castigherà come Lui castiga, (26) e nessuno incatenerà come Lui incatena. (27) “O anima ormai acquietata, (28) ritorna al tuo Signore soddisfatta e accetta; (29) entra tra i Miei servi, (30) entra nel Mio Paradiso”.

 

Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) parla di ciò che accadrà nel Giorno della Resurrezione, quando la terra sarà distrutta e ridotta in polvere. Gli uomini usciranno dalle loro tombe, il Signore verrà per giudicarli, dopo che avranno fatto ricorso all’intercessione del signore dei figli di Adamo, il nostro Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui). Gli Angeli si metteranno in ranghi dinanzi ad Allah. In quanto all’Inferno, così come disse il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam), e come riferì Ibn Mas’ûd (radiAllahu ‘anhu), esso avrà settantamila briglie, ognuna delle quali sarà trascinata da settantamila Angeli.

 

In quel Giorno l’uomo si rammenterà di ciò che le sue mani hanno perpetrato nel basso mondo, ma a cosa gli servirà rammentarsi?

Esclamerà: “Ecco che non ho fatto nulla di buono per la mia vita futura!”. Rimpiangerà tutti i peccati commessi, se era un peccatore, ma anche tutte le buone azioni che avrebbe potuto compiere ma ha tralasciato, in caso contrario.

Muhammad ibn ‘Amra, uno dei Sahâbah (che Allah sia soddisfatto di tutti loro), così come riportò l’Imâm Ahmad (rahimahullah), disse: “Se un uomo si fosse prosternato il giorno della sua nascita, fino alla sua morte, compiendo azioni gradite ad Allah, constaterebbe (comunque) che le sue opere sono insignificanti. Vorrebbe essere ricondotto nel basso mondo per compierne di più”.

 

In quel Giorno nessuno castigherà come Lui castiga chi Gli avrà disobbedito, e nessuno incatenerà come Lui incatena. Nessuno potrà mai caricare un uomo di catene così come faranno gli Angeli seguendo l’ordine del loro Signore, che affiderà loro ogni infedele ribelle.

In quanto all’anima pura e soddisfatta, che (nel mondo di quaggiù) si era sottomessa ad Allah e conformata ai Suoi insegnamenti, le verrà detto: ritorna al tuo Signore soddisfatta e accetta, poiché sarai contenta e soddisfatta, e riceverai la bella ricompensa che Egli ti ha preparato.

 

…Entra tra i Miei servi, entra nel Mio Paradiso. È stato detto che queste parole saranno rivolte all’anima credente durante l’agonia, quando gli Angeli verranno ad annunciarle la buona novella.

 

In che occasione questo versetto fu rivelato?

 

Alcuni hanno riferito: riguardo ad ‘Uthmân ibn ‘Affân, e altri hanno detto: riguardo a Hamza ibn ‘AbdulMuttalib (che Allah sia soddisfatto di entrambi).

In quanto a Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu), disse: “Questo versetto fu rivelato mentre Abu Bakr (radiAllahu ‘anhu) era seduto dinanzi al Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam). Egli allora commentò: “O Messaggero di Allah! Come sono magnifiche queste Parole di Allah!”, ed il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) gli rispose: “Ciò ti verrà detto”.

 

Umama riportò che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) fece una raccomandazione ad un uomo dicendogli: “Di’: Allahumma, Ti domando un’anima aquietata presso di Te, che creda nell’incontro con Te, che sia soddisfatta di ciò che Tu le hai destinato e che si accontenti dei Tuoi benefici” (riportato da Ibn Assakir).

 

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