Resistere al desiderio di compromesso


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Il termine ‘Hikmah’ (Saggezza) è stato male interpretato troppo a lungo. Esso significa rivolgersi alla gente nel miglior modo possibile, agire nella maniera più appropriata, tenendo conto della situazione particolare in cui ci si trova. Hikmah non significa affatto dare una falsa immagine dell’Islam per raggiungere il benessere proprio o della Comunità. Quando noi Musulmani vogliamo ‘raggiungere un compromesso’ in ogni aspet-to della nostra esistenza, perdiamo il Favore di Allah (SWT), trasmettiamo un’immagine di debolezza ai no-stri nemici e perdiamo la dignità davanti al nostro Creatore (SWT).
Ibrahim Abu Khalid
(Nida’ul Islam Magazine)

La Lode spetta soltanto ad Allah, il Giusto, Colui che Solo può concedere qualcosa ai Suoi servi; la Pace e le Benedizioni di Allah siano sul nostro amato e umile Profeta Muhammad.

La parola più popolare e più abusata dalla nostra generazione è ‘compromesso’. Il debole lo considera innocuo, l’ignorante lo ritiene benefico, e lo sviato pensa che esso sia ‘essenziale’. Può sembrare una conclusione troppo forte, ma è la realtà. Nell’Islam, non vi è assolutamente posto per il compromesso. Non vi è alcuna prova che il Profeta (s) abbia mai agito in questo modo, e nemmeno l’hanno mai fatto i suoi Sahaba (r); il Sublime Corano non ha mai contemplato questa ipotesi. Questo atteggiamento, per chi voglia soffermarsi a riflettere, è contrario ad ogni buon senso. Una persona malata di cuore sarebbe considerata pazza se, dopo aver consumato metà della medicina prescritta, prendesse delle caramelline di zucchero al posto delle pastiglie rimanenti! Chi, in questo caso, potrebbe essere accusato di inganno? Non certo il medico, che gli aveva prescritto la medicina giusta, e neanche il farmacista, che gliela aveva fornita. Il paziente sarebbe allora l’unico responsabile del danno che ne deriverebbe per la sua salute.
Certamente, Allah (SWT), nella Sua Saggezza e Misericordia, ha scelto l’Islam come medicina per i mali che possono affliggere la società: il cancro dell’usura (interesse) e le disgrazie inflitte dalla politica; gli abusi di cui sono vittime le donne e la divisione della società, l’avarizia dell’uomo e i suoi insaziabili desideri.

PERCHE’ MAI DOVREMMO CEDERE AL COMPROMESSO?

Vi sono tre ‘ragioni’ principali per le quali la gente dice di voler ‘raggiungere un compromesso’ sugli elementi dell’Islam, seguendo alcuni degli ordini impostici da Allah (SWT) secondo i nostri desideri, e sostituendo il resto con sistemi stabiliti dalla mente umana.

1- “Viviamo in tempi duri, in una società difficile, e dunque Allah (SWT) ci permette di raggiungere un compromesso, perché… (ecco, arrivano le parole che aspettate…) ‘L’Islam è facile, non è duro’”. Un hadith molto citato è quello riportato da ‘Aisha (r), secondo la quale quando il Profeta (s) doveva scegliere tra due azioni, sceglieva sempre la più semplice.
E’ vero, l’Islam è semplice da seguire, ma ciò non significa che ci sia permesso cambiare le Leggi imposteci da Allah (SWT) secondo la nostra convenienza! Quando si chiede a queste persone quale sia la prova sulla quale si basano per sostenere la necessità del compromesso, essi dicono che la nostra condizione oggi è simile a quella del ‘periodo Meccano’ della Missione Profetica. Per questo, dovremmo essere pazienti come fu il Profeta (s) in quelle circostanze…
Il ragionamento è errato, e ciò è dimostrato chiaramente quando si studiano le ragioni per le quali il Profeta (s) all’inizio agì in quel modo, e come mai in seguito si comportò diversamente. Noi ora viviamo nell’ ‘Epoca Medinese’, l’era in cui il Corano è stato completamente rivelato da Allah (SWT)! Il periodo Meccano deve essere visto come una fase temporanea, durante la quale i Compagni (r) furono addestrati e preparati in quello speciale ambiente.
In seguito, l’Islam fu completato da Allah (SWT), con la Rivelazione dell’aya:

…Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l’Islam… (Corano V. Al-Ma’ida (La Tavola Imbandita), 3)

L’Islam fu così perfezionato e completato. Perciò, tornare sui nostri passi e riferirci all’Era di Makkah è illogico!

Una tazza di latte fresco è completamente rovinata anche se una sola goccia di sangue vi cade dentro. Allah (SWT) non ci ha mai chiesto di andare ‘al di là delle nostre capacità’ per compiacerLo. Perciò gli argomenti tipo “Devo lavorare in un posto haram perché non ho altra scelta” non hanno alcuna validità. Se le nostre mogli si mescolano agli uomini nell’ambiente di lavoro, non è Allah (SWT) ad aver chiesto loro di arrivare a questo punto! Se mangiamo cibo haram, non ci aspettiamo di essere automaticamente perdonati, perché non c’è nessuna scusa valida!

Quando tanta gente usa soltanto il proprio intelletto per comprovare i propri deboli presunti ‘diritti’, occorre ricordare le Parole di Allah (SWT):

Questi è Allah, ecco il vostro vero Signore. Oltre la verità cosa c’è, se non l’errore?
(Corano X. Yunus (Giona), 32)

Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palese-mente si travia (Corano XXXIII. Al-Ahzab (I Coalizzati), 36)

Forse considerate la nostra situazione attuale più difficile di quella sofferta dal Profeta Muhammad (s) e dai suoi Sahaba (r)? Sicuramente lo stesso comportamento prescritto a loro è stato prescritto anche a noi!
Il Profeta Yusuf (Giuseppe *) fu sottoposto a molte torture, ma non scese mai al compromesso; al contrario, si rivolse al Suo Creatore:

…”O mio Signore, preferisco la prigione a ciò a cui mi invitano…” (Corano XII. Yusuf (Giuseppe), 33)

Non era nella natura di Yusuf (*), né in quella di qualunque altro Profeta (*), e nemmeno in quella di qualsiasi giusto servo di Allah (SWT) il fatto di cedere al compromesso per guadagnare qualche beneficio mondano. Yusuf (*) preferì la prigione piuttosto che cedere ai desideri illeciti delle donne.

2- Un altro falso argomento è quello apologetico: “Vogliamo mostrare alla gente una religione che sia facile, che non richieda molto sforzo… Non vogliamo far scappare la gente lontano dall’Islam!”.
In realtà, la gente accorre all’Islam poiché, quando glielo si mostra nella sua vera luce, l’Islam fornisce tutte le soluzioni che le persone andavano cercando! La gente non ha alcuna necessità di un miscuglio tra l’Islam e il Kufr (miscredenza) dal quale sta scappando! Mostrare l’Islam sotto una luce ‘moderata’ o ‘morbida’ fornisce solo una immagine negativa e sbagliata della Religione che, al contrario, è già Perfetta!

3- Il terzo argomento addotto è che noi dovremmo giungere al compromesso per ‘rafforzare’ l’Islam! Dovremmo entrare in queste istituzioni e parteciparvi, congiungere i nostri sforzi con quelli dei non-Musulmani, perché ‘sono i nostri soci in questa vita’… In questo modo, potremmo diffondere l’Islam, e vivere felici e contenti…
SBAGLIATO! Ancora una volta, non vi è alcuna prova a sostegno di questo atteggiamento nella Shari’ah, al contrario!
La Surah ‘al-Kafirun’ è un primo chiaro esempio:

Di’: “O miscredenti! Io non adoro quel che voi adorate e voi non siete adoratori di quel che io adoro. Io non sono adoratore di quel che voi avete adorato e voi non siete adoratori di quel che io adoro: a voi la vostra religione, a me la mia” (Corano CIX. Al-Kafirun (I Miscredenti), 1-6)

Il Profeta Muhammad (s) dichiarò che la sua Religione era la stessa di quella di Ibrahim (Abramo *). I miscredenti allora sostennero che non vi era nessuna ragione perché essi abbandonassero le loro credenze per abbracciare quelle di Muhammad (s), visto che ‘si trattava della stessa religione’… Gli proposero un compromesso, dicendogli che, se si fosse prosternato dinanzi ai loro dei, essi in cambio si sarebbero prosternati davanti ad Allah (SWT), e in più egli (s) avrebbe potuto chiedere loro qualsiasi altra cosa volesse. La Surah ‘Al-Kafirun’ fu rivelata in un tono tale da non ammettere alcun tipo di ‘compromesso’. Essa divide chiaramente il TAWHID (monoteismo) dallo SHIRK (politeismo), stabilendo un forte criterio che mette al riparo da ogni errore.
Non fu il solo caso! Quando gli zii politeisti del Profeta (s) videro che egli (s) era divenuto poverissimo, cercarono di corromperlo offrendogli dei beni materiali. Gli proposero addirittura di nominarlo ‘re di Makkah’, se egli avesse voluto, e di dargli in moglie la donna più bella che egli avesse scelto… Ma il Profeta (s) rifiutò ogni offerta, poiché il suo solo desiderio era quello di far prevalere la Verità. Anche in quelle circostanze dure, Muhammad (s) dichiarò che, se anche gli avessero dato il sole nella mano destra e la luna in quella sinistra, egli non avrebbe mai rinunciato alla lotta per la Causa di Allah (SWT), finché Allah (SWT) non lo avesse elevato, o egli non fosse morto per questa Causa.
Se la sua natura fosse stata incline al compromesso, egli (s) avrebbe potuto accettare il comando di Makkah, mantenendo segretamente le proprie convinzioni, e in seguito avrebbe potuto diffondere l’Islam, approfittando della propria influenza e del proprio potere…
Il Messaggero di Allah (s) era conosciuto come ‘al-Amin’, il Fidato.
Se avesse voluto, avrebbe potuto, come ‘re di Makkah’, accendere il fuoco del nazionalismo arabo, unendo tutte le tribù sotto il suo comando, e liberare i territori arabi dal dominio romano e persiano. Si sarebbe così risparmiato 13 anni di sofferenza e tortura. Avrebbe potuto piegare la gente alla sua autorità e in seguito, approfittando di questa autorità, imporre loro la fede nell’Unità di Allah (SWT), il Solo Vero Dio…
Ma tutto questo non era ciò che Allah (SWT) desiderava… QUESTO NON E’ L’ISLAM!…
ISLAM significa distruzione di ogni forma di male, attraverso una via pura e lecita; non significa manipolazione del male pur di raggiungere un giusto risultato! Ciò non è possibile, non è permesso!

Anche in una situazione di pericolo di vita, ci viene assicurata la ricompensa se saremo perseveranti e pazienti. Il Profeta Ibrahim (*) preferì essere gettato in un fuoco preparato dal suo stesso padre, piuttosto che celare la propria religione, lasciare il paese, e poi diffondere la Parola di Allah (SWT).

NESSUNA SCUSA!!!

Alhamdulillah, noi abbiamo tutto ciò che ci è necessario per vivere. Abbiamo abbastanza denaro per comperare cibo halal, e ciò è possibile dappertutto; non vi è alcun bisogno di cedere al compromesso, acquistando cibo haram. Possiamo tranquillamente vestirci come ci viene ordinato da Allah (SWT), perciò non vi è alcuna scusa per non farlo. Le nostre sorelle non hanno ‘bisogno’ di mescolarsi agli uomini nelle università e nei posti di lavoro, perché Allah (SWT) non ha mai detto loro di compromettere l’Islam per acquisire conoscenze ‘terrene’.
Possiamo scegliere il nostro lavoro, i nostri soci, il nostro stile di vita, considerando noi stessi come combattenti un ‘Jihad’ dell’anima.
Non abbiamo alcuna scusa (e certamente lo sappiamo bene!) per non tener fede al Patto stretto con Allah (SWT), a TUTTO il Patto, nella sua interezza, poiché questa è la sola via che ci possa salvare dal marcio in cui siamo caduti a causa del fatto di aver attribuito ad Allah (SWT) ordini che Egli (SWT) non ci ha mai dato.

Dice Allah (SWT):

Di’: “Ecco la mia via: invito ad Allah in tutta chiarezza, io stesso e coloro che mi seguono. Gloria ad Allah, non sono uno dei politeisti” (Corano XII. Yusuf (Giuseppe), 108)

In verità questa è la Mia retta via: seguitela e non seguite i sentieri che vi allontanerebbero dal Suo sentiero. Ecco cosa vi comanda, affinché siate timorati (Corano VI. Al-An’am (Il Bestiame), 153)

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