Parlo inglese, un po’ francese, ma l’arabo…

بسم الله الرحمن الرحيم

 

Che frustrazione sentirsi dipendente dalla traduzione di libri, di video, di preziosi corsi audio, oppure passare meravigliosi istanti alla moschea, durante le sere di Ramadân, ad ascoltare le commoventi recitazioni dell’Imâm, senza capire cosa stia recitando della Parola di Allah (SubhânaHu waTa’ala)!

Che frustrazione padroneggiare tante lingue straniere, ma non padroneggiare quella dell’ultimo Libro rivelato!

E quante di noi non hanno detto a se stesse, almeno una volta nella vita: “Domani inshaAllah ordino i due libri del metodo arabo di Medina, e mi butto! Preparo un programma e mi ci attengo!” ?

Allora, cosa aspetti sorella mia? Può darsi che tu sia tornata ad Allah già da tanti anni, eppure non sei ancora capace di decifrare una lettera della lingua del Qur’ân e – peggio ancora – può essere che imparare la lingua araba non sia una delle tue priorità.

Lo sai che vi sono persone estranee all’Islâm che padroneggiano l’arabo per semplice amore di questa lingua, perché la trovano bella? Oppure per ragioni professionali?

Lo sai che vi sono addirittura dei nemici dell’Islâm che imparano l’arabo per meglio combattere i suoi fedeli ?

In quanto a te, ne va della corretta comprensione della tua Religione, del progresso nel tuo cammino… e tu ti compiaci nella tua ignoranza…

Medita bene le parole preziose di uomini di scienza che si sono espressi sul tuo caso!
Abû Bakr Ibn Abî Shaybah disse: “Isâ Ibn Yûnis ci riferì, da ‘Umar Ibn Yazîd, che ‘Umar scrisse a Abû Mûsâ Al-Ash’arî (che Allah sia soddisfatto di lui) per dirgli: “Imparate la Sunnah e imparate l’arabo; imparate il Corano in arabo, poiché esso è in arabo” (1)

Secondo un altro hadîth riportato da ‘Umar (che Allah sia soddisfatto di lui), egli disse : “Imparate l’arabo, poiché fa parte della vostra religione; e imparate come dev’essere spartita l’eredità, poiché ciò fa parte della vostra religione (2) 
Shaykh Al-Islâm Ibn Taymiyyah disse: “Certamente la lingua araba fa parte della religione, e conoscerla è obbligatorio, poiché la comprensione del Corano e della Sunnah è obbligatoria, ed essi non possono essere compresi che attraverso l’arabo, e quando non si può compiere un dovere se non attraverso un certo mezzo, allora questo mezzo diviene obbligatorio”.

Disse anche : “Ash-Shâfi’î disse : « La lingua che Allah ha scelto è la lingua araba; Egli ha rivelato il Suo prezioso Libro (il Corano) in arabo, e ne ha fatto la lingua dell’ultimo dei Profeti. Per questo si dice che sia obbligatorio per ciascuno che ne sia capace di impararla, perché è la prima lingua».” (3)

Ubay ibn Ka’b  disse: “Imparate l’arabo così come imparate il Corano” (4) 
Discutendo dell’importanza della lingua araba per ciò che riguarda la protezione, la comprensione e la pratica dell’Islâm, il nobile Imâm As Shâfi’î disse:
“È obbligatorio per ogni Musulmano l’apprendere la lingua araba meglio che può, affinché possa pronunciare la testimonianza: “Non vi è divinità al di fuori di Allah e Muhammad è il Suo Messaggero”, e recitare il Libro di Allah, e menzionare ciò che gli incombe, il takbîr, il tasbîh, il tashahhud, e altro.

Tutto ciò che è collegato alla lingua che Allah ha designato ad essere quella di Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam), mediante cui Egli ha sigillato la Sua stirpe profetica e mediante cui Egli ha rivelato l’ultimo dei Suoi Libri, è benefico per l’uomo, così come è obbligatorio per l’uomo imparare a pregare nella direzione giusta, ed essere fedele nel compimento dei suoi doveri, imposti o raccomandati.

Ho cominciato a spiegare la ragione per cui il  Qur’ân è stato rivelato in lingua araba piuttosto che in un’altra lingua.

Chiunque comprenda interamente il senso della conoscenza offerta dal Libro di Allah non può ignorare la ricchezza di questa lingua. La sua varietà di valori semantici per ogni parola è tanto notevole quanto la varietà dei termini impiegati per descrivere un solo valore semantico.

I dubbi che assalgono colui che ignori la lingua araba scompariranno nella mente di colui che la conosca.

Tutti i Musulmani devono essere coscienti del fatto che il Qur’ân è stato rivelato in lingua araba, e coloro che comunicano questo messaggio agli altri compiono una buona azione.
Questo tipo di opera di beneficenza supererogatoria non dev’essere trascurata da nessuno, salvo coloro che tralasciano il cammino verso il successo.

Spiegare la verità agli altri è un atto di devozione. La devozione e il compiere ciò che è giusto fanno entrambi parte del dovere di obbedienza del credente nei confronti di Allah e l’obbedienza dinanzi ad Allah comprende tutte le opere di beneficenza” (5)

Sorella mia, non tralasciare questo enorme beneficio, questo tesoro, questo strumento di comprensione, quello che ti aiuterà a perfezionare le tue adorazioni.

Non tralasciare la bellezza di questa lingua che il mondo parlava, non tralasciare questo patrimonio grandioso.

Impara l’arabo e trasmetti questa lingua alla tua famiglia, ai tuoi figli, alle tue sorelle; entra a far parte di coloro che hanno perpetuato la trasmissione della lingua pura del Qur’ân che tanti vorrebbero veder scomparire…

Organizzati in modo da imparare foss’anche una sola lettera dell’alfabeto al giorno; quello arabo ne comprende 28, cosicché al massimo in un mese sarai capace di leggere le parole più semplici, eppoi esercitati a scrivere, memorizza una parola comune ogni giorno, e in una settimana ne avrai imparate 7, poi 14 la settimana successiva, e così di seguito… ogni volta chiedendo ad Allah che Egli ti assista in questa impresa sincera…

Certamente, non potrai farlo dall’oggi al domani, ma forse che un sapiente acquisisce la Scienza in blocco? Oppure ciò è ottenuto a forza di lavoro, di sincerità e di costanza in ciò che si intraprende al servizio di Allah?

Che Allah ci conceda una scienza utile âmîn

Che Allah ci conceda la sincerità nelle nostre opere âmîn

Jazakillahu khayran ukhti Musulmane

AlMujaddidaPublications

Fonti :

(1) Riportato da Shaykh al Islâm, Ibn Taymiyyah nel suo Iqtidâ’us-Sirâtil-Mustaqîm (2/207)

(2) Riportato da Shaykh al Islâm, Ibn Taymiyyah nel suo Iqtidâ’us-Sirâtil-Mustaqîm (2/207)

(3) Riportato da Shaykh Islâm Ibn Taymiyyah nel suo Iqtidâ’us-Sirâtil-Mustaqîm

(4) Riferito da Ibn Abî Shaybah nel suo Musnaf

(5) L’Imâm ash-Shâfi’î nel suo Al Risâlat fî usûl al Fiqh

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