Nutrire l’amore coniugale

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بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Salì le scale con così tanta energia che mi fu difficile credere che quest’uomo avesse più di ottant’anni; in effetti possedeva la vitalità di un giovanotto. Poi ne compresi la ragione. Benché si fosse sposato nel 1947, non ancora trentenne, mi confessò: “Non mi ricordo di essermi mai arrabbiato con mia moglie, nemmeno una sola volta. E, da parte sua, non si è mai arrabbiata con me ed io non l’ho mai irritata. E se mi capitava di soffrire di un mal di testa, le era impossibile dormire prima di vedermi addormentato”.

Poi aggiunse, con emozione: “Non posso neanche immaginare di andare da qualche parte, nemmeno per fare la spesa, senza che lei mi accompagni e senza prenderla per mano. È come se fossimo degli sposini”. Quando, a causa di un problema di salute, divenne impossibile per sua moglie procreare, lui le disse: “Tu sei comunque più preziosa per me che dei figli”.

Mi disse: “Finché camminerà su questa terra, non potrei mai immaginare di sposare un’altra donna”.

Quest’uomo è un notevole esempio di devozione, di un sentimento unico che perdura lungo gli anni. Purtroppo, quando consideriamo la relazione vissuta dalla maggior parte delle coppie di tutte le età, ci rendiamo conto che il matrimonio di quest’uomo è una vera rarità, e perfino una sorta di ideale. Beninteso, non siamo tenuti a raggiungere un tale ideale. E non dovremmo aspettarci dalla nostra dolce metà che lui o lei sia come quest’uomo e questa donna, mentre noi stessi abbiamo tanti difetti…

Il matrimonio è un’unione fondata sull’amore e l’affetto

Allah (‘azza waJalla) dice nel Sublime Corano:

Fa parte dei Suoi segni l’aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e misericordia. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono (Corano XXX. Ar-Rûm, 21)

D’altronde è per questa ragione che l’uomo è attratto dalla donna e reciprocamente, come se ciascuna persona fosse alla ricerca della sua metà. Quando la moglie del grande giurista Abu Rabi’ah morì, lui stesso la seppellì, con le sue mani. Ma quando tornò a casa, soccombette al dolore e, con le lacrime agli occhi, pianse rivolgendosi al suo Signore: “Ora anche la mia casa è morta. Una casa non vive se non per la donna che la abita”.

L’amore coniugale richiede dei grandi sforzi da parte dei due sposi per durare e dimorare vivente. Le difficoltà dell’amore coniugale non risiedono in quei piccoli disaccordi quotidiani che fanno parte di ogni vita di coppia. In effetti, questi piccoli problemi vivificano talvolta la relazione, come le spezie rendono più gustoso un piatto saporito.

Il vero problema risiede in tre cose

1. L‘incapacità di una persona di comprendere l’altra. In effetti, succede addirittura che una persona abbia delle difficoltà a comprendere se stessa.

2. L‘incapacità di una persona ad adattarsi al matrimonio come tale, facendo fronte ai cambiamenti che ne scaturiscono a livello del modo di vita. Troppe persone si aspettano che la loro vita rimanga la stessa una volta sposati.

3. Il problema più diffuso è l’assenza di impegno nella relazione, così come l’assenza di desiderio profondo di farla durare. Per questo è necessario che la gente comprenda “le regole del gioco” quando si tratta di amore coniugale.

 

Dieci modi per raggiungere un amore durevole

Poiché l’amore coniugale è soggetto a malattia, e addirittura alla morte, è imperativo che le coppie lavorino in permanenza per vivificarlo e preservarlo. Mariti e mogli devono rispettare le regole seguenti:

1. Devono abituarsi a dirsi cose positive, a farsi dei complimenti e a fare delle invocazioni l’uno in favore dell’altra.

Un marito può per esempio dire alla moglie: “Se dovessi ricominciare, se fossi ancora un giovanotto, non sceglierei per moglie nessuna eccetto te”. Naturalmente, anche la donna può rivolgergli parole simili. Le parole affettuose hanno un certo effetto su una persona, soprattutto sulle donne. Sono però state utilizzate spesso come armi da uomini senza scrupoli che cercavano di appropriarsi di una donna appartenente ad altri. Le dolci parole guadagnano il cuore delle donne. Un marito dovrebbe abituarsi a parlare a sua moglie in modo affettuoso, prima che lo faccia qualcun altro.

2. Marito e moglie dovrebbero abituarsi a fare piccole cose che, in fondo, rappresentano tanto. Se un uomo rientrando a casa trova sua moglie addormentata, può coprirla o rimboccarle le coperte. Un marito può prendere l’abitudine di chiamare sua moglie, dal lavoro, soltanto per salutarla e perché lei sappia che lui la pensa.

Se una donna trova suo marito assopito, può dargli un bacio sulla testa, anche se pensi che lui non se ne accorgerà. In effetti, anche se dorme, i suoi sensi restano allertati fino ad un certo livello, e può perfettamente essere cosciente di questo gesto d’affetto.

Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) sottolineò l’importanza di questi piccoli gesti: “(Sarete ricompensati)…anche per il boccone di cibo che portate alla bocca di vostra moglie” (Sahîh Bukhârî e Sahîh Muslim). In effetti, il Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) volle alludere qui alle spese che il marito deve sostenere per far fronte al mantenimento della sposa; tuttavia, vi è una ragione per la quale egli scelse di esprimere il concetto in tal modo. Ciò che è importante comprendere, è che questo era il modo in cui il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) si comportava con la sua famiglia. Tutti questi piccoli gesti sono determinati dai gusti e le inclinazioni delle persone coinvolte. Ciò può richiedere un po’ di tempo per abituarsi, ma in fin dei conti non è richiesto un enorme sforzo. Una persona che non sia abituata ad un comportamento del genere potrebbe anche sentirsi imbarazzata al solo sentirne parlare, e potrebbe preferire lasciare le cose come stanno, piuttosto che compiere lo sforzo di cambiare e di mettere in pratica dei comportamenti che giudica completamente ridicoli. Malgrado tutto, dobbiamo essere disposti ad introdurre nuove abitudini nelle nostre vite se non vogliamo che i nostri problemi durino eternamente.

3. Marito e moglie dovrebbero riservarsi certi momenti durante i quali possano parlarsi senza essere interrotti. Possono parlare del passato, ricordarsi dei bei momenti trascorsi insieme, parlare di quell’epoca, rinfrescandoli nella memoria, come se li avessero vissuti alla vigilia. Possono anche parlare dell’avvenire, condividendo speranze e progetti. Infine, possono parlare del presente, delle cose positive e di quelle negative, e tentare di trovare delle soluzioni per sistemare i loro problemi.

4. Conservare un contatto fisico stretto è sano per la relazione. Questi contatti fisici non dovrebbero essere ristretti ai momenti intimi, ma essere presenti in ogni momento, come quando la coppia è seduta in salone o quando gli sposi camminano. E ciò, nonostante vi siano ancora degli uomini, nella nostra società, che hanno vergogna di essere visti in pubblico con la loro moglie accanto.

5. Il sostegno emotivo dovrebbe sempre essere presente quando uno dei due sposi ne senta il bisogno. Quando la donna è incinta, o nel periodo mestruale, può aver bisogno di un certo sostegno morale da parte di suo marito, e quest’ultimo dovrebbe prendere in considerazione lo stato in cui si trova la sposa. I medici hanno dimostrato che quando la donna è in gravidanza, o durante i lochi dopo il parto, o quando è mestruata, può soffrire di uno stress psicologico che può influire negativamente sul suo comportamento. È in momenti come questi che la donna ha bisogno del sostegno di suo marito. Ha bisogno di sentirlo dire a che punto ella conti per lui, e quanto abbia bisogno di lei nella sua vita.

Allo stesso modo, può accadere che l’uomo si ammali, o che sia confrontato ad ogni sorta di difficoltà. La donna deve allora considerare la situazione. Se i coniugi desiderano che la relazione duri, devono far sentire all’altro la loro costante presenza per sostenersi a vicenda.

6. Anche l’espressione materiale dell’amore è una buona cosa.

Si possono offrire dei regali, anche al di fuori delle occasioni speciali come l’ ‘Îd; una gradevole sorpresa è sempre benvenuta.

Un regalo appropriato è qualcosa che esprima i sentimenti d’affetto di colui che lo offre. Non è necessario che sia costoso, ma deve rispettare i gusti e la personalità dell’altro; così sarà profondamente apprezzato e preziosamente conservato.

7. Marito e moglie devono imparare ad essere più tolleranti l’uno nei confronti dell’altra, chiudendo gli occhi sui difetti e le debolezze del coniuge. Dimenticare i piccoli sbagli della vita quotidiana e non menzionarli nemmeno dovrebbe divenire una seconda natura. Il silenzio, relativamente a tali futilità, è un segno di nobile carattere.

Una volta, una donna venne a dire alla Madre dei Credenti ‘Aisha (radiAllahu ‘anha): “Quando mio marito rientra a casa, diventa come un gatto. Quando esce, somiglia a un leone. E non mi interroga su cosa ho fatto dei suoi beni” (Sahîhayn).

Ibn Hajar spiegò le parole di questa donna nel modo seguente: “Possono significare che egli era molto generoso e tollerante, e non creava problemi riguardo ai suoi beni e al suo denaro, utilizzato dai membri della sua famiglia. Se portava qualcosa per la gestione domestica, non controllava, più tardi, che cosa ne fosse stato fatto; non faceva drammi per i difetti dei membri della sua famiglia, era invece piuttosto indulgente e tollerante”.

È ingiusto drammatizzare i difetti altrui, vedendo invece, di se stessi, solo le qualità. Vi è un detto che riporta: “Uno di voi vede la polvere nell’occhio di suo fratello e non vede la sporcizia nei suoi”.

8. Marito e moglie devono pervenire ad un’intesa per ciò che riguarda le rispettive responsabilità e le preoccupazioni comuni, come l’educazione dei figli, il lavoro, i viaggi, le spese e tutti i problemi che possono costituire una minaccia per la vita di coppia se non sono gestiti nella giusta maniera.

9. Marito e moglie hanno bisogno di fare delle cose per rallegrare la loro relazione.

Possono leggere dei libri, come la Sîra del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSalla), o ascoltare insieme delle cassette che forniranno loro delle idee sui modi di ravvivare la loro vita coniugale e di arricchirla.

Possono variare le loro abitudini quando si tratta di rilassarsi insieme, di mangiare, di decorare la casa, e nel loro modo di interagire, tanto in pubblico che nell’intimità.

Queste cose conservano svegli la passione e l’interesse in una relazione coniugale.

10. La relazione deve essere protetta dalle influenze negative che potrebbero intaccarla.

Una delle cose peggiori è il fatto di confrontare il proprio sposo o la propria sposa con altri. Molti uomini hanno la tendenza a fare paragoni tra la loro sposa e le spose altrui. Alcuni addirittura arrivano a confrontare la propria moglie con le donne che vedono sulle riviste o alla televisione!

Anche certe donne fanno paragoni tra il loro marito e quello di altre donne, soprattutto in materia di ricchezza, di bellezza, e sulla frequenza con cui escono insieme alla sposa. Tutti questi paragoni malsani conducono solo la gente a sentirsi mediocre, e la relazione può risultarne rapidamente intaccata.

Se ci teniamo a fare paragoni con altri, dovremmo farlo con chi è meno benestante di noi. Infatti il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Guardate coloro che sono al di sotto di voi, e non coloro che stanno al di sopra. Ciò sarà meglio per voi, affinché non minimizziate i benefici di Allah” (Sahîhayn)

È ormai tempo che impariamo a vivere nella realtà e ad essere soddisfatti di ciò che Allah (subhânaHu waTa’ala) ha decretato per noi. Non dobbiamo considerare con invidia ciò che Allah l’Altissimo ha donato ad altri. Anche il poco che abbiamo può significare molto se sappiamo utilizzarlo bene e trarne profitto.

È inoltre possibile che molte delle persone che parlano della loro felicità coniugale e che si vantano del loro marito o della loro moglie non dicano, in fondo, tutta la verità; può darsi che sia solo la vanità a farli parlare.

L’erba del vicino ci sembra sempre più verde della nostra, ma ciò è soltato perché non la vediamo abbastanza da vicino.


shaykh Salman Al-Awdah

dal sito Sajidine

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