L’insubordinazione della moglie

بسم الله الرحمان الرحيم

 

Allah l’Altissimo dice:

 

…Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è Altissimo, Grande.

Corano IV. An-Nisa’, 34

 

Al-Wahidi disse: L’insubordinazione significa la disobbedienza della donna a suo marito e l’attitudine distaccata che ella assume nei riguardi di lui.

“Ammonite” significa: ricordate loro ciò che si trova nel Libro di Allah (SWT) e i loro doveri verso il loro marito.

“Lasciatele sole nei loro letti” significa, secondo Ibn ‘Abbas (r): Non rivolgere più la parola alla propria moglie voltandole la schiena quando ci si trova nello stesso letto, senza fare l’amore con lei.

“Battetele”: si tratta di non picchiarle in maniera insopportabile, allo scopo di correggerle. Ma quando esse si sottomettono, i loro mariti devono essere buoni nei loro riguardi.

Il Profeta (s) disse: “Quando l’uomo chiama sua moglie perché divida il letto con lui ed ella si rifiuta, gli angeli la maledicono fino all’alba”. Secondo una variante: “…ed egli passa la notte irritato con lei, gli angeli…”.

Jabir (r) riferì che l’Inviato di Allah (s) disse: “Vi sono tre persone le cui preghiere non sono più accettate, e nessuna delle buone azioni delle quali sarà elevata al cielo: lo schiavo finché non torni dal suo padrone e gli stringa la mano; la donna il cui marito è irritato finché non l’abbia soddisfatto; e l’ebbro finché non smaltisca la sbornia”.

 

Il Profeta (s) disse: “La prima cosa di cui una donna dovrà rendere conto il Giorno della Resurrezione sarà la preghiera e il suo comportamento col marito” (riportato da al-Hasan).

“Non è permesso ad una donna che creda in Allah (SWT) e nell’Ultimo Giorno di digiunare (al di fuori del mese di Ramadan), se suo marito non è in viaggio, né di ricevere qualcuno in casa senza la sua autorizzazione”(Bukhari).

“Se avessi avuto il diritto di ordinare a qualcuno di prosternarsi davanti a qualcun altro all’infuori di Allah (SWT), avrei ordinato alla donna di prosternarsi davanti a suo marito” (Tirmidhi).

“Pensa al tuo comportamento nei suoi confronti, poiché egli è il tuo Paradiso e il tuo Inferno”: questo venne detto alla zia paterna di Husayn Ibn Muhsin quando si recò dal Profeta (s) lamentandosi del marito (An-Nisa’i).

“Allah (SWT) non guarda una donna che non è riconoscente a suo marito, benché ella non possa fare a meno di lui” (riferito da ‘Abdullah ibn ‘Amr).

“La donna che esce dalla sua casa (senza l’autorizzazione del marito) viene maledetta dagli angeli finché rientra o si pente” (at-Tabarani).

“Una donna che muore, e di cui il marito è soddisfatto, entrerà in Paradiso”(Ibn Majah e at-Tirmidhi).

Spetta allora alla donna soddisfare suo marito, evitare la sua irritazione e rispondere alla sua richiesta quando egli desidera avere rapporti sessuali con lei, conformemente alle parole del Profeta (s): “Quando un uomo chiede a sua moglie di dividere il letto, ella deve rispondere anche se è presso il forno (a preparare il pane).

I Sapienti (Ulama’) hanno aggiunto: A meno che ella non abbia una scusa (valida), come le mestruazioni, o un parto recente. Infatti non è permesso all’uomo di avere rapporti intimi con lei in questi due casi, finché ella non sia pura ritualmente, conformemente alle Parole divine:

…Non accostatevi alle vostre spose durante i mestrui e non avvicinatele prima che si siano purificate… Corano II. Al-Baqara, 222

Il Messaggero di Allah (s) disse a questo proposito: “L’uomo che ha rapporti con sua moglie durante le mestruazioni o dalla parte posteriore (rapporto anale) non crede in ciò che è stato rivelato a Muhammad”.

In un altro hadith: “Maledetto colui che fa l’amore con sua moglie durante le mestruazioni o dalla parte posteriore”.

Occorre sapere che il periodo che segue il parto, limitato a 40 giorni, è comparabile alle mestruazioni. Durante questo periodo la donna non può rispondere all’appello del marito (per ciò che riguarda i rapporti sessuali) ma deve obbedirgli al di fuori di questi due casi.

Alla donna conviene sapere che, nei confronti di suo marito, è una specie di schiava; non deve disporre della propria persona o dei propri beni senza l’autorizzazione dello sposo.

Deve allo stesso modo porre i diritti del marito davanti ai propri, così come i diritti dei suoi parenti stretti. Deve anche essere sempre pulita e pronta, affinché egli possa godere della sua persona; non deve inorgoglirsi per la sua bellezza e, se il marito ha un qualsiasi difetto, non deve rinfacciarglielo.

Al-Asma’i riferì: «Mi trovavo nel deserto e trovai una donna di una bellezza notevole che aveva un marito molto brutto. Le chiesi: “Come puoi avere acconsentito a divenire la sposa di quest’uomo?”; ma ella mi rispose: “Ascolta: può darsi che mio marito sia stato buono davanti al suo Creatore, Che ha fatto di me la sua ricompensa; o può darsi che io abbia commesso un peccato, ed Egli abbia fatto di lui la mia punizione”».

La Madre dei Credenti ‘Aisha (r) disse: “O donne! Se voi sapeste quali diritti hanno i vostri mariti su di voi, ognuna di voi dovrebbe togliere la polvere che si trova sul piede di suo marito per la sua gioia”.

At-Tabarani riportò che l’Inviato di Allah (s) disse: “La donna, tra voi, che meriterà il Paradiso è quella che è affabile con suo marito e che, se suo marito le ha causato un male qualunque, o se lei ha causato un male a lui, gli va accanto appoggiando la sua guancia nel palmo della sua mano e gli dice: «Non posso dormire finché tu non sei soddisfatto di me»”.

Incombe alla donna, davanti a suo marito, di essere: decente, umile, obbediente; di mantenere il silenzio quando lui parla, di alzarsi quando lui rientra a casa, di evitare tutto ciò che potrebbe irritarlo, di accompagnarlo fino alla porta quando esce, di domandargli se la desidera prima di andare a dormire, di essere onesta durante la sua assenza e di serbare la sua casa e i suoi beni; di profumarsi per lui e di pulirsi i denti, di avere un aspetto curato in sua presenza, di non calunniarlo mai, di onorare i suoi parenti stretti e lontani, e infine di accontentarsi del poco che lui le offre.

Il merito della moglie obbediente e il castigo della disobbediente

 

Conviene alla donna che teme Allah (SWT) di sforzarsi per obbedire ad Allah (SWT) e a suo marito, soddisfacendo sempre quest’ultimo, poiché egli sarà il suo intermediario per entrare in Paradiso, altrimenti ella verrà scagliata nell’Inferno. Ciò conformemente ad un hadith profetico: “Una donna che muore e il cui marito è soddisfatto di lei, entrerà in Paradiso”. E in un altro hadith: “Quando una donna assolve alle cinque (orazioni – salawat), digiuna il mese (di Ramadan) e obbedisce a suo marito, entrerà in Paradiso attraverso la porta che vorrà”.

Il Profeta (s) disse: “Gli uccelli nell’aria, i pesci nell’acqua, gli angeli nel cielo, il sole e la luna domandano ad Allah (SWT) di perdonare la donna che soddisfa suo marito. In quanto alla disubbidiente, Allah (SWT), gli angeli,  e tutte le creature la maledicono. E in quanto alla donna che riceve il marito con un’aria imbronciata, Allah (SWT) si irrita contro di lei finché ella non cambia atteggiamento e soddisfa suo marito. In quanto alla donna che esce di casa senza l’autorizzazione di suo marito, gli angeli la maledicono finché rientra”.

Si riporta che il Messaggero di Allah (s) disse: “Vi sono quattro donne che entreranno in Paradiso, e quattro altre che entreranno all’Inferno. Le prime sono: quella che è casta e obbediente verso il marito; quella che è feconda, sobria e che si accontenta di condurre con suo marito una vita molto modesta; quella che è decente, e se suo marito si assenta custodisce la sua castità e i beni di suo marito, e quando è in sua presenza mantiene il silenzio; infine quella il cui marito è morto lasciandole dei bambini piccoli, ed ella si preoccupa di allevarli bene, e di essere buona nei loro confronti, e non pensa più a risposarsi per timore che siano perduti.

In quanto a quelle che entreranno all’Inferno, sono: quella che rivolge parole oscene a suo marito e che, quando egli è assente, non custodisce la sua castità; la seconda è quella che carica il marito di spese che non può sostenere; la terza è quella che si svela davanti agli uomini ed esce di casa truccandosi; la quarta è quella che non ha altra occupazione oltre a bere, mangiare e dormire, senza avere l’intenzione di pregare o d’obbedire ad Allah (SWT), al Suo Inviato (s) e a suo marito. Quest’ultima che ha un tale carattere ed esce di casa senza l’autorizzazione di suo marito, sarà maledetta ed entrerà all’Inferno, a meno che non ritorni ad Allah (SWT)”.

 

Il Profeta (s) disse anche: “Mi sono stati mostrati i reietti dell’Inferno ed ho scoperto che le donne sono la maggioranza”. Ciò a causa della loro insubordinazione e all’eccesso della loro toilette quando escono da casa indossando gli abiti più belli, truccandosi, mostrandosi seducenti davanti agli uomini per tentarli, in modo tale che, se non avranno nuociuto a se stesse, avranno nuociuto agli altri, poiché il Profeta (s) disse: “La donna è un essere pieno di fascino e di vizi; quando esce di casa, Shaytan la cerca”.

 

Una donna non è mai così vicina ad Allah (SWT) come quando si occupa della sua casa. Quando esce di casa, i suoi parenti le dicono: “Dove vai?” e lei risponde: “Voglio visitare un malato o seguire un convoglio funebre”. Shaytan non smette di incitarla ad uscire finché si trova fuori. Ella non cerca la soddisfazione di Allah (SWT) finché non si decide a rimanere a casa sua per adorare Allah (SWT) e obbedire a suo marito.

‘Ali ibn Abi Talib (r) chiese a sua moglie Fatimah (r): “Oh Fatimah! Qual è la miglior cosa che una donna possa fare?” ed ella rispose: “Che non veda più gli uomini, e che essi non la guardino”.

‘Ali (r) diceva spesso agli uomini: “Non avete vergogna? Non siete gelosi? Che nessuno di voi lasci uscire sua moglie di casa, perché gli uomini non la vedano, ed ella, a sua volta, non veda loro”.

Le Madri dei Credenti ‘Aisha (r) e Hafsa (r) erano un giorno in compagnia del Profeta (s) quando Ibn Umm Maktum, il cieco, arrivò a casa loro. Il Profeta (s) disse: “Osservate l’Hijab davanti a lui”. Esse risposero: “O Messaggero di Allah, non è forse cieco, così che non può riconoscerci?”. Ma egli (s) disse: “E voi, siete cieche? Non lo vedete?”.

 

Così come è dovere dell’uomo abbassare lo sguardo per non guardare le donne, così incombe alla donna fare lo stesso. E quando una donna desidera uscire di casa per visitare i suoi genitori o i parenti, o per recarsi al bagno o per un bisogno qualunque, che esca dopo aver ricevuto l’autorizzazione da suo marito, senza truccarsi, portando abiti vecchi, abbassando lo sguardo senza guardare altro che la strada, a destra e a sinistra. Se non lo fa, sarà disubbidiente nei confronti di suo marito.

Si racconta che una donna, uscendo di casa truccata, morì. Una delle sue parenti la vide in sogno, mentre indossava degli abiti trasparenti davanti ad Allah (SWT). Un vento soffiò e la svelò, allora Allah (SWT) si allontanò da lei e disse: “Prendetela dalla parte della sinistra e precipitatela nell’Inferno, poiché era tra quelle che si truccavano nel basso mondo”.

‘Ali ibn Abi Talib (r) riferì: « Fatimah (r) ed io entrammo a casa del Profeta (s) e lo trovammo mentre piangeva singhiozzando. Gli chiesi: “O Messaggero di Allah! Sacrificherei per te mio padre e mia madre!… Che cosa ti fa piangere?”. “Oh ‘Ali!” mi rispose, “la notte in cui feci il Viaggio Notturno (AL-ISRA’ WA-L-MI’RAJ) vidi delle donne della mia Ummah subire molti tipi di castigo, e ciò mi fece piangere.

Vidi una donna appesa per i capelli col cervello che bolliva. Ne vidi un’altra sospesa per la lingua, mentre le veniva versata acqua bollente nella bocca. Ad una terza erano stati attaccati i piedi ai seni, e le mani ai capelli. Vidi ancora una donna sospesa per i seni, un’altra la cui testa era stata trasformata in una testa di maiale, il cui corpo era stato trasformato in un corpo d’asino, che portava tracce di torture. Un’altra donna aveva avuto la testa trasformata in quella di un cane, il fuoco le entrava dalla bocca e le usciva da dietro, e gli angeli le colpivano la testa con fruste infuocate”.Fatimah (r) allora si alzò e disse a suo padre: “Quali erano state le azioni di queste donne, perché meritassero questo genere di torture?”. “O figlia mia! La donna sospesa per i capelli, non li nascondeva (alla vista) degli uomini. Quella sospesa per la lingua, faceva del male a suo marito. Quella sospesa per i seni, guastava il letto di suo marito. In quanto a quella i cui piedi erano legati ai suoi seni e le cui mani erano legate alla testa, che era preda dei serpenti e degli scorpioni, non purificava il suo corpo dall’impurità delle sue mestruazioni, e si prendeva gioco della preghiera. In quanto a quella la cui testa era stata trasformata in quella di un maiale e il cui corpo era divenuto quello di un asino, era calunniosa e mentitrice. Infine, quella che aveva il muso di un cane e alla quale il fuoco entrava dalla bocca e usciva da dietro, era invidiosa e rinfacciava il bene fatto”».

Mu’adh ibn Jabal (r) riferì che il Messaggero di Allah (s) disse: “Una donna non nuoce a suo marito in questo basso mondo senza che una sua sposa tra le Huri (del Paradiso) le dica: «Non fargli del male, che Allah (SWT) ti allontani dalla Sua Misericordia!»”.

 

“Figlia mia!” disse il Profeta (s): “Disgrazia ad una donna che disobbedisce a suo marito!”.

 

Se alla donna è stato ordinato di obbedire a suo marito e di soddisfarlo, all’uomo è ugualmente ordinato di trattare sua moglie con bontà, di essere gentile con lei, di sopportare il suo cattivo carattere e altre cose, di assicurarle il mantenimento, il vestiario e la buona compagnia, conformemente alle Parole di Allah (SWT):

…Comportatevi verso di loro convenientemente… Corano IV. An-Nisa’, 19

 

e alle parole del Profeta (s): “Siate buoni nei confronti delle donne. Voi avete dei diritti sulle vostre spose ed esse hanno dei diritti su di voi. I loro diritti sono che siate buoni nei loro confronti, e che assicuriate loro l’abbigliamento e il cibo. I vostri diritti consistono nel fatto di non ricevere persone che disprezzate e condurre con esse delle conversazioni”.

 

Egli (s) comparò la donna ad una schiava, quando è sotto la protezione e l’egida dell’uomo.

Il Profeta (s) disse: “Il migliore di voi è colui che è buono nei confronti di sua moglie”.

Disse anche: “All’uomo che sopporta il cattivo carattere della moglie, Allah (SWT) restituirà una ricompensa come quella che donò a Lût (Lot *), che sopportò le sue disgrazie. E alla donna che sopporta il cattivo carattere di suo marito, Allah (SWT) darà una ricompensa come quella che donò ad Asiya bint Muzahim, la moglie di Faraone”.

Si riporta che un uomo venne a trovare ‘Umar ibn al-Khattab (r) per lamentarsi del cattivo carattere di sua moglie. Rimase davanti alla porta di ‘Umar (r) aspettando che uscisse, quando sentì una donna rivolgere ad ‘Umar (r) delle parole sconvenienti, e ‘Umar (r) rimase in silenzio senza rispondere. L’uomo si riavviò verso casa sua dicendo a se stesso: “Se questa è la condizione di ‘Umar (r), che è pieno di vigore e di fermezza, lui che è il Principe dei Credenti, allora quale sarà la mia condizione?”. ‘Umar (r) uscì in quel momento di casa e vide l’uomo che se ne stava andando, allora lo chiamò: “Oh uomo! Qual è il tuo problema?”. “O Principe dei Credenti” gli rispose l’uomo “Sono venuto a lamentarmi con te per il carattere di mia moglie, ma siccome ho appena sentito tua moglie rivolgerti tali parole, volevo tornare a casa mia dicendo: «Se questa è la situazione di ‘Umar, il Principe dei Credenti, con sua moglie, quale sarà la mia?»”. “Oh uomo!” gli disse ‘Umar (r), “se sono paziente nei confronti di mia moglie, è per via dei suoi diritti, poiché lei prepara il mio cibo e il mio pane, e il mio cuore si placa accanto a lei contro l’illecito. E’ per questo che la sopporto”. L’uomo disse allora: “Anch’io dunque farò lo stesso con mia moglie”. ‘Umar (r) replicò: “Fratello mio! Sii paziente con lei; la vita coniugale non dura che poco tempo…”.

Si racconta che un uomo virtuoso aveva un fratello a cui rendeva visita una volta all’anno. Un giorno bussò alla sua porta, e la moglie del suo amico gli chiese: “”Chi è?”. “Il fratello di tuo marito” gli rispose l’uomo “che viene a fargli visita”. “Mio marito” disse lei “è andato a tagliare la legna. Che Allah (SWT) non me lo renda e lo faccia morire…” e la donna continuò a proferire delle parole sconvenienti. In quel momento, il marito arrivò dal lato della montagna, conducendo davanti a sé un leone che portava sul dorso una fascina di legna. Salutò l’uomo e gli diede il benvenuto; fece entrare suo fratello in casa e la moglie non smise di comportarsi con cattiveria, ma suo marito restò sordo e muto. I due uomini, dopo aver mangiato insieme, si salutarono, e l’uomo si stupì della condotta del suo amico verso la moglie, e della sua sopportazione.

L’anno seguente l’uomo, come al solito, si recò a far visita a suo fratello. Quando bussò alla porta, la donna chiese: “Chi è?”. “Il fratello di tuo marito” rispose. “Sii il benvenuto” disse lei “Siediti, poiché mio marito non tarderà a rientrare, inshaAllah”. L’uomo si stupì della buona condotta della donna e dei suoi buoni propositi. Il fratello arrivò portando sulla schiena una fascina di legna, e l’uomo rimase ancor più stupito. Lo salutò, lo fece entrare,  e la donna preparò un piatto e li invitò a mangiare pronunciando le migliori espressioni. Quando l’uomo volle lasciare suo fratello, gli chiese: “Fratello! Rispondi alle mie domande”.

“Parla”.

“L’anno scorso, quando sono venuto a trovarti, ho sentito tua moglie rivolgerti delle parole sconvenienti, ed era molto cattiva verso di te. Ti ho anche visto arrivare dal lato del monte con un leone che portava per te la legna sul suo dorso. Ma oggi ho sentito tua moglie rivolgerti delle buone parole e comportarsi con magnanimità, e ti ho visto portare la legna da solo. Puoi spiegarmi tutto ciò?”.

“Fratello mio” gli rispose l’amico “l’altra donna, che era tanto cattiva, morì. Io la sopportavo, ed Allah (SWT) aveva messo al mio servizio il leone che tu vedesti portare la legna, come ricompensa per la mia sopportazione. Mi risposai allora con questa donna virtuosa, e siccome vivo con lei in pace, il leone mi ha lasciato e così devo portare la legna sul mio dorso, in vista della tranquillità con questa donna benedetta e obbediente”.

da: “KITAB AL-KABAIR”

di MOHAMMED BEN AHMED BEN OSMAN AZ-ZAHABI

Annunci

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...