La donna e il lavoro


بسم الله الرحمان الرحيم

Il lavoro, alla nostra epoca, e’ il segnale esteriore piu’ evidente per definire una persona e attribuirle uno statuto sociale.

Dalla risposta ad una domanda del tipo: “Cosa fa lei nella vita?” ci si crea un’immagine della persona.

Il riflesso del lavoro nella societa’ conduce ad escludere il “disoccupato” e il “senza attivita’”.

Negli ultimo secoli la donna e’ entrata in questa spirale, inizialmente per necessita’ dal punto di vista economico, in seguito per desiderio di “emancipazione”.

All’inizio della rivoluzione industriale vi fu una grande richiesta di manodopera, e in tale clima di necessita’ un gran numero di donne, provenienti per lo piu’ da famiglie povere, si recarono a lavorare nelle fabbriche.

Verso la fine degli anni 1850 furono istituiti degli asili nido, i quali pero’ vennero quasi subito soppressi, poiche’ giudicati come un incoraggiamento al lavoro esterno femminile.

Ma fu la Seconda Guerra Mondiale a segnare realmente l’ingresso massiccio delle donne sul mercato del lavoro.

Essendo la maggior parte degli uomini partiti per il fronte a combattere, le donne dovettero contribuire allo “sforzo bellico”, integrando la popolazione attiva.

Degli asili nido furono istituiti all’interno delle stesse fabbriche, ma alla fine della Guerra vennero chiusi.

Secondo il Documento dei Sostegni dell’economia sociale (documento per gli Incontri Regionali sui Centri della prima infanzia, 2002), anche se la fine della Guerra significo’ per molte donne un rientro a casa, un numero significativo non riguadagno’ il focolare domestico, come prescritto.

Numerosi cambiamenti si innescarono sul piano sociale: un numero crescente di donne sul mercato del lavoro, una maggiore accessibilita’ all’educazione, la scolarizzazione piu’ avanzata delle giovani, condussero a degli sconvolgilmenti in seno alla famiglia.

Ne derivarono nuovi bisogni, quello della condivisione collettiva della cura e dell’educazione dei giovani divenne allarmante.

Fino ad allora, la cura dei bambini era affidata a persone a loro care (familiari, amici o vicini), ma dagli anni 1970 la strutturazione di servizi di vigilanza organizzati comincio’ ad apparire capitale.

Tutto questo scompiglio che aveva spinto la donna ad uscire di casa per lavorare per necessita’ comincio’ a trasformarsi in una guerra e in uno sforzo a livello mondiale per indurre il lavoro “per piacere”. Ne consegui’ una femminizzazione del mondo esterno, la richiesta di salari equivalenti a quelli degli uomini, ecc…

Ma in origine, qual era il ruolo della donna? L’educazione dei suoi figli e la gestione della sua casa, che sono i due pilastri principali che permettono lo sviluppo e la gestione di questo pianeta.

Le ripercussioni dell’attualita’ mondiale sono per la maggior parte le conseguenze dello stato in cui riversa il focolare domestico. Un bambino maleducato, o educato dal primo venuto, senza amore ne’ affetto materno, diventera’ l’uomo o la donna sofferente di tale carenza. Questa deficienza si ripercuotera’ sulla sua vita sociale e sul suo modo di pensare. La ricerca costante di soddisfare se stesso prima degli altri sara’ il credo dei bambini di domani, di fronte alle madri che inseguono il loro proprio desiderio di “emancipazione”.

Nell’Islam la donna e’ il pilastro del focolare; il suo ruolo e’ il pilastro del mondo. Ella inculca alla comunita’, attraverso i figli, qualita’ come la nobilta’ di spirito, l’onore, la bonta’, e tanti altri valori.

La grande importanza del ruolo della donna musulmana – come moglie, sorella, figlia – e i suoi diritti e doveri sono stati spiegati nel Corano e nella Sunnah del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

Il segreto della sua importanza si trova nell’enorme fardello e nella responsabilita’ che sono posti sulle sue spalle, e nelle difficolta’ che ella deve addossarsi, alcune delle quali responsabilita’ e difficolta’ non potrebbero essere sopportate da un uomo.

Ecco perche’ fa parte dei doveri piu’ importanti il fatto di dimostrare della gratitudine nei confronti della madre, di essere buoni con lei e di mantenere con lei dei buoni rapporti. E su questo punto le viene riconosciuta priorita’ rispetto al padre.

Allah l’Altissimo dice:

Abbiamo imposto all’uomo di trattare bene i suoi genitori: lo porto’ sua madre di travaglio in travaglio e lo svezzo’ dopo due anni: “Sii riconoscente a Me e ai tuoi genitori. Il destino ultimo e’ verso di Me…” (Corano XXXI. Luqman, 14)

Abbiamo ordinato all’uomo la bonta’ verso i genitori: sua madre lo ha portato con fatica e con fatica lo ha partorito. Gravidanza e allattamento durano trenta mesi…(Corano XLVI. Al-Ahqaf, 15)

La donna non puo’ dunque farsi rimpiazzare nel suo ruolo da altri, che mancheranno di istinto materno e di capacita’ per svolgerlo.

Una questione si pone: se la donna e’ al lavoro, cercando di paragonarsi all’uomo, il quale non puo’ paragonarsi a lei, che ne sara’ dei suoi bambini?

Nello stesso modo in cui, inizialmente, la donna fu forzatamente coinvolta nel lavoro esterno, trascurando i bambini, cosi’ oggi ella si fa ridurre in schiavitu’, dovendo essere allo stesso tempo: bella, produttiva all’esterno, fedele a suo marito, amorevole verso i figli.

La scomparsa di questa benedetta spartizione dei ruoli, che contribuiva allo sviluppo della vita, in cui l’uomo lavorava fuori casa e la donna nel suo focolare domestico, ha fatto nascere dei disordini in seno alla stessa societa’, quali ad esempio: la disoccupazione, l’adulterio (legato alla promiscuita’ eccessiva di donne e uomini all’esterno), la depravazione dei bambini e degli adolescenti; tutto cio’ ben sapendo che il miglior posto per esse e’ il focolare domestico.

E come dice l’hadith: “…E’ meglio che esse restino a casa loro” (riportato da Abu Dawud, nel capitolo della Salah, n. 480; autenticato da Al-Albani in Sahihu Sunani  Abi Dawud, n. 530).

Senza oppressione:

Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) le ha autorizzate ad uscire in caso di bisogno. A questo proposito, egli disse: “Certamente, vi e’ permesso uscire per i vostri bisogni” (Al-Bukhari, capitol dell’Esegesi del Corano, n. 4421)

Ibn Hajar ha commentato nel Fath al-Bari: “Ibn Battal ha detto: La lezione da trarre da questo hadith e’ che le donne possono disporre di se stesse”.

Organizzazioni e associazioni varie lottano per far credere alla donna che ella non vale nulla senza lavorare, poiche’ questa sottovalutazione derivante dal voler paragonare senza sosta la donna all’uomo la spinge a dimenticare la natura stessa di questi due sessi opposti. L’uomo possiede delle qualita’ che la donna non ha, e la donna possiede delle qualita’ che l’uomo non ha. Ognuno ha il suo ruolo.

L’Islam tuttavia non impedisce alla donna di lavorare all’esterno, quando tale lavoro non usurpa la serenita’ della vita domestica, cosi’ preziosa per l’umanita’ e per le norme di sicurezza conferite dall’Islam.

La donna puo’ esprimere i suoi talenti in dominii come la medicina o il commercio, o qualsiasi altra attivita’, a certe condizioni, e cio’ nello stesso modo dell’uomo.

Il celebre rapporto Hite indica che negli Stati Uniti il 70% delle donne con piu’ di cinque anni di matrimonio alle spalle dichiarano di essere state infedeli almeno una volta, cosi’ come il 72% dei mariti!

Gli adulteri derivano dal paragone tra uomini/donne frequentati all’esterno e il proprio coniuge; cosi’ come dalla promiscuita’ tra uomini e donne estranei.

La promiscuita’ e la seduzione, che suscitano desideri carnali, non possono che essere d’aiuto alla decadenza di esseri umani spinti a seguire i loro bassi istinti. Ma non si puo’, biologicamente e scientificamente, riuscire sempre a respingere le proprie emozioni e sensazioni, ed e’ questo che ci dovrebbe spingere alla vigilanza, ma anche alla prevenzione.

Insomma, evitare di trovarci in situazioni che potrebbero sfuggirci di mano.

Per questo la lotta contro la promiscuita’ e’ importante, e il lavoro di donne e uomini insieme completamente rimesso in causa.

La donna ha il diritto di lavorare, purche’ non trascuri la sua casa, e cio’ allo stesso modo dell’uomo, e in vista dell’armonia universale.

L’Altissimo dice:

…Quando chiedete ad esse un qualche oggetto, chiedetelo da dietro una cortina: cio’ e’ piu’ puro per i vostri cuori e per i loro (Corano XXXIII. Al-Ahzab, 53)

E:

…Non siate accondiscendenti nel vostro eloquio, che’ non vi desideri chi ha una malattia nel cuore. Parlate invece in modo conveniente (Corano XXXIII. Al-Ahzab, 32)

E da Fatima, figlia del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “La qualita’ migliore di una donna e’ che un non-mahram non la veda, e che ella non guardi un non-mahram” (Majmau-z-Zawa’id, vol. 9, pag. 202)

Le associazioni pseudo femministe, sottostimando la donna, e confinandola ancora e sempre al ruolo maschile, potranno criticare e mostrare a dito i precetti islamici, ma le cifre ufficiali e i mali del mondo sono li’. Chiudere gli occhi e non  rimettersi in causa e’ detestabile quanto battere la testa contro il muro.

L’Islam e’ sicuramente il rinnovamento e il rimedio per l’universo.

A cura di Oum al-Mountada del sito Al-Mujaddida

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