Khutba in occasione di un matrimonio


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

Consigli ai giovani sposi

di Mustapha Kastit

(trascrizione di un discorso pronunciato in occasione di un matrimonio)

dal sito Sajidine

Cari fratelli,

Assalamu ‘alaykum waRahmatullah waBarakatuHu.

Prima di tutto, a mio nome personale e a nome di tutti i fratelli responsabili del centro islamico “Il giardino dei giovani”, vi diamo il benvenuto, in special modo al nostro onorabile fratello, neo sposo…

Come sapete l’occasione che ci vede riuniti, è appunto il matrimonio del nostro fratello, a cui auguriamo inshaAllah completo successo.

In quanto a me, avrei semplicemente qualcosa da ricordare a tutti i nostri fratelli qui presenti, poiché in verità è un’occasione per ricordarsi vicendevolmente il bene, così come dice Allah (‘azza waJalla):

E ricorda, ché il ricordo giova ai credenti (Corano LI. Adh-Dhâriyât, 55)

Si tratta di un richiamo per tutti i fratelli che sono all’inizio del loro matrimonio o che hanno dei progetti in tal senso.

Un richiamo sul matrimonio, il posto che occupa nell’Islam, alcuni doveri e alcuni diritti che la sposa e lo sposo devono adempiere dinanzi al loro Signore affinché il successo sia il loro migliore alleato.

Il matrimonio, az-zawaj, è una necessità innata, naturale, così come indica la parola di Allah (‘azza waJalla):

Fa parte dei Suoi segni l’aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e misericordia. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono (Corano XXX. Ar-Rûm, 20-21)

Se fate attenzione al versetto, constaterete che nomina prima l’amore (mawadda) e poi la misericordia (rahma); Allah (subhânaHu waTa’ala) non ha detto l’inverso. Ossia, questo Amore che vi è tra la sposa e lo sposo, è ciò che conduce verso la misericordia, la clemenza e la pietà che ciascuno dei coniugi ha verso l’altro.

Dobbiamo anche tenere presente che il matrimonio fa parte della via tracciata dal nostro Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam). Ricordiamo a questo proposito qualche hadîth.

Il primo, da ‘Abdullah ibn Mas’ûd (radiAllahu ‘anhu), racconta che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Oh giovani! Coloro tra voi che sono in grado di sposarsi, che lo facciano. Ciò permette di preservare la castità dello sguardo e quella delle parti intime, evitando l’adulterio. E colui che non possa (sposarsi), che pratichi il digiuno” (riportato da Bukhârî e Muslim).

In un altro hadîth, anch’esso riportato da Bukhârî e Muslim, da Ibn ‘Umar (che Allah sia soddisfatto del padre e del figlio), tre persone si presentarono dalle spose del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) per interrogarle riguardo alla vita privata del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui), e quando esse raccontarono loro come fosse la vita privata del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), uno di essi esclamò: “In quanto a me, io non sposo le donne”, dichiarando cioè di osservare il celibato. Il secondo disse: “In quanto a me, io prego e non dormo”, mentre il terzo disse: “In quanto a me, digiuno (sempre) e non mangio”.

Quando il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) intese le parole di queste tre persone, reagì immediatamente dicendo: “In quanto a me, io prego e (poi) dormo, digiuno e mangio, e sposo le donne. Colui che si discosti dalla mia Sunnah non è dei miei”.

Notiamo che appena il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) udì queste parole, non le accettò e ricordò che il matrimonio fa parte della sua Sunnah.

Beninteso, vi sono moltissimi altri ahadîth che ce ne ricordano l’importanza.

Vi sono alcuni punti da sottolineare riguardo al matrimonio:

La prima cosa è scegliere bene: il matrimonio, cari fratelli, non è un semplice colpo di fulmine, non è un flash (il ragazzo perde la testa e pensa giorno e notte a lei, e viceversa, la storia di Romeo e Giulietta), no, non si tratta di questo… Prima di tutto, il matrimonio è Responsabilità e Serenità.

Ascoltiamo il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) che ci spiega per quali ragioni ci si debba sposare, quali siano le motivazioni. Egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “La donna può essere sposata per una di queste quattro ragioni: per le ricchezze che possiede, per la reputazione o l’onore della sua famiglia e della sua persona, per la sua bellezza, o per la sua religione. Scegli quella che possiede la religione, e sarai soddisfatto”.

Ciò perché tutto il resto passa… ma la religione, la pietà, restano fino alla fine. La bellezza passa: una donna oggi è bella, ma domani invecchia, è finita. È ricca, possiede dei beni, ma domani li perde. Possiede una reputazione, una notorietà, ma questa notorietà può andare in frantumi in qualsiasi momento. Invece la sua pietà, as-salah, resta fino alla fine.

In un altro hadîth, il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci ricorda: “Questo basso mondo non è formato che da piaceri, e il migliore dei piaceri di questo basso mondo è la donna pia”.

Poiché colui che ha una moglie pia ha tutto acquisito.

Puoi avere una bella moglie, ma rischi di vivere un inferno, un incubo con lei.

Se invece hai una moglie pia, no.

Certamente, bisogna anche che ti piaccia, altrimenti te ne allontanerai.

Ma ti dirò una cosa caro fratello, fai in modo che la bellezza di questa donna equivalga al sale che aggiungi al cibo. Si aggiunge il sale perché il cibo non sia privo di gusto; fai sì che questa bellezza sia dunque come le spezie che metti nel tuo piatto… non lasciare che la bellezza sia il criterio principale, perché tutti coloro che hanno percorso questa via l’hanno almeno in parte rimpianto.

E cosa dire dell’uomo?

È la stessa cosa!

Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci ricorda anche, in un hadîth, rivolgendosi alle famiglie: “Se si presenta da voi un giovanotto, di cui siate soddisfatti per quanto riguarda la sua pietà e il suo comportamento, sposatelo. Se non lo farete, vi saranno delle prove sulla terra e molta corruzione” (riportato da Abû Dâwûd e Tirmidhi).

In effetti, a partire dal momento in cui viene chiusa la porta in faccia a questo giovanotto che cerca di completare, perfezionare la sua religione attraverso il matrimonio, ebbene questa famiglia o questa gente che gli chiude la porta rischiano di spingerlo verso l’adulterio!

Questi sono i principali punti di riferimento, cari fratelli, per ciò che concerne la vostra ricerca per cominciare bene, scegliete bene per non dovervene pentire più tardi.

Passiamo ora alle cose più importanti, dopo la scelta.

Cominciamo dallo sposo. Quali sono i suoi doveri e i suoi diritti?

– Il suo primo dovere, è quello di assumersi la responsabilità, in qualità di sposo e di capofamiglia.

Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) dice nel Sublime Corano:

Gli uomini devono occuparsi delle donne e proteggerle, occupandosi dei loro affari, a causa delle qualità che Allah concede agli uni rispetto alle altre, e che li rendono adatti ad esercitare questo diritto, e a causa del fatto che sono loro a lavorare e faticare per guadagnare i beni che spendono per la famiglia… (Corano IV. An-Nisâ’, 34)

Perché? Per alcuni vantaggi che Allah (‘azza waJalla) ha donato agli uomini: forza di carattere, potenza fisica, ecc., e perché spendono i loro beni per mantenere la famiglia. Lo sposo è il capofamiglia, è lui il timoniere, è lui il capitano.

Bisogna ricordarsi di questo, soprattutto alla nostra epoca, in cui avviene tutto il contrario. Oggigiorno sono le donne che comandano, l’uomo non deve far altro che firmare l’assegno, e basta. È la donna che prende le decisioni al posto dell’uomo…

No. Non vi deve essere dittatura, ma nemmeno anarchia.

Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Siete tutti pastori, e tutti siete responsabili del vostro gregge”… ossia responsabili di coloro che sono sotto la vostra autorità.

L’Emiro, il capo dello stato, è responsabile dinanzi ad Allah (‘azza waJalla) del popolo, dei cittadini, così come il marito è responsabile del suo focolare. E anche la moglie è responsabile della sua casa, dell’interno delle sue mura domestiche. Ella è una regina a casa sua. Ed è anche responsabile dell’educazione dei figli.

E dobbiamo ricordarci una cosa: la tutela, la responsabilità che lo sposo acquisisce mediante l’atto di matrimonio, che lo rende il marito legale, il responsabile diretto di sua moglie, al-wilaya, è una responsabilità, un fardello e non un onore. Si tratta di una responsabilità dinanzi ad Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo). Dovrà renderne conto nel Giorno del Giudizio.

Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Allah, nel Giorno del Giudizio, interrogherà ciascuno riguardo alle sue responsabilità”, riguardo a coloro che erano sotto la sua autorità. Ha preservato i loro diritti? Ha preservato la responsabilità che gli incombeva? Oppure l’ha trascurata, se n’è disinteressato? Al punto che Allah (‘azza waJalla) interrogherà il marito riguardo alla sua famiglia, sua moglie, i suoi figli. Saremo tutti interrogati a riguardo. Quindi prepariamoci e assumiamo pienamente il nostro ruolo.

Naturalmente questa tutela significa che il mantenimento è obbligatorio, spetta al marito spendere per sua moglie, e prendersi finanziariamente carico della casa, salvo beninteso se vi sia stato un accordo precedente.

Per esempio: se il marito non ha lavoro, e la moglie si propone volontariamente, senza essere spinta a farlo, dicendo: “Io sono pronta a lavorare”; sulla carta, e soltanto sulla carta ma non nella realtà, sarà la moglie il “capofamiglia”. Dinanzi allo stato, è dunque lei ad assumersi la responsabilità finanziaria. Se la moglie dice: “Sono pronta ad aiutarti, fino al momento in cui troverai lavoro”, non vi sono problemi.

Ma questa sorella, questa moglie – che Allah la protegga – deve ricordarsi che il fatto di mantenere la famiglia non l’autorizza a prendere in mano le redini del potere. No. È il marito che ha l’ultima parola, come vedremo poi.

E anche lo sposo, si ricordi che il fatto di mantenere la famiglia, se lo fa con un’intenzione sincera, per avvicinarsi ad Allah (‘azza waJalla), farà sì che gli venga iscritta una ricompensa, così come narrato nell’hadîth riportato da Bukhârî e Muslim, in cui il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse che quando il credente, o lo sposo, spende per la sua famiglia, sperando nel compiacimento di Allah, anche se non si tratti che di dare un pezzo di cibo a sua moglie perché lo mangi, sarà ricompensato da Allah (‘azza waJalla).

– Il suo secondo dovere, miei carissimi fratelli qui presenti, è quello di trattare bene la moglie, prendersi cura di lei e rispettarla.

È noto, e riprendo l’espressione di uno dei nostri fratelli che diceva: il primo mese di matrimonio, è il mese del miele, tutto è rosa, tutto è bello; dopodiché, arriva il “mese della cipolla”, poiché le lacrime colano, cominciano i problemi…

Occorre dunque conservare una certa serenità, una certa maturità, trattare bene la propria moglie è una raccomandazione del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), che disse: “Il migliore di voi è colui che tratta meglio sua moglie, la sua famiglia, ed io sono colui che tratta meglio la sua famiglia”; e in un altro hadîth disse (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Colui che ha perfezionato la sua fede è colui che ha perfezionato ugualmente il suo comportamento, e il migliore di voi è colui che si comporta meglio con sua moglie”.

La donna non è una schiava, miei cari fratelli, la moglie non è una schiava ma un essere onorabile che Allah (‘azza waJalla) ha onorato; dunque voi dovete rispettarla e trattarla come tale. Al momento in cui tu “l’hai privata” della sua casa, in cui tu l’hai “strappata” dal suo domicilio, perché venisse ad abitare con te, a casa tua, temi Allah (gloria a Lui, l’Altissimo) per i conti che dovrai rendere a suo riguardo…

E cosa significa rispettare e prendersi cura della moglie?

Ciò significa certamente, oltre a tutto ciò che abbiamo visto precedentemente riguardo al fatto di soddisfare i suoi bisogni, che il marito le dedichi un certo tempo.

Non siate come quel marito che si vede oggi, che rientra a casa dopo essere stato con dei fratelli: quando è coi suoi fratelli, nei centri islamici, mashaAllah che fratello formidabile, ma appena rientra a casa sua, da sua moglie, è un poliziotto, un gendarme! L’abito da gentiluomo, lo appende all’attaccapanni quando rientra a casa, e appena varca la soglia del salotto diventa un’altra persona, alza la testa, non sorride, ecc. Mentre il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci ha insegnato, tra le regole di buon comportamento, che quando torniamo a casa, dalle nostre famiglie, dalle nostre mogli, dobbiamo cominciare col saluto dell’Islâm:

السلام عليكم ورحمة الله وبركاته

Assalamu ‘alaykum waRahmatullah waBarakatuHu (su di voi la pace, la misericordia e le benedizioni di Allah)

Cominciamo da questo! Bisogna sorridere alla moglie, farle piacere!

Vi racconterò un hadîth straordinario, che dimostra come il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) si comportava con le sue spose, e in particolare con ‘Aisha (radiAllahu ‘anha).

Nella raccolta di Muslim ibnu Ahmad, è riportato che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) un giorno era in viaggio con sua moglie ‘Aisha (che Allah si compiaccia di lei), e alcuni Sahâba (radiAllahu ‘anhum). Ad un certo punto, disse ai Compagni:“Andate avanti!”. E cosa fece? Disse: “‘Aisha, facciamo una gara, corriamo”.Corsero, ed ella vinse. Fu più rapida di lui, lo batté nella corsa ed egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) accettò.

Qualche anno dopo, le chiese di correre di nuovo, e ‘Aisha (radiAllahu ‘anha) gli rispose: “Sono un po’ ingrassata”; corsero, e questa volta fu il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) a vincere. Allora le disse: “Mi rifaccio, con questa vittoria, della mia sconfitta precedente”.

Ciò che occorre comprendere, è che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) si divertiva con le sue spose, rideva con loro, e questo è – purtroppo – ciò che manca talvolta in alcune coppie.

Inoltre, tra le cose di cui bisogna tenere conto, vi è il fatto di onorare la famiglia della moglie, e prendersene cura. Anche se vi dovesse essere un malinteso, tra te e i tuoi suoceri, ricordati di prenderti prima di tutto cura di tua moglie. Si tratta di un affare tra te e loro, non mischiare le cose. Spesso si sentono lamentele da parte di sorelle che dicono: “Mio marito passa il suo tempo a criticare la mia famiglia”… Qualcuno di noi accetterebbe che venisse attaccata la sua famiglia? Certamente no!

Ora, come disse il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), “Nessuno di voi è veramente credente finché non ami per il suo fratello credente ciò che ama per se stesso”.

Il terzo dovere del marito, è quello di istruire sua moglie nella religione.

La moglie non è una serva, una cameriera, non può stare tutto il tempo rinchiusa in cucina. Certi uomini vogliono una serva, e d’un tratto la loro casa – e ciò è spesso fonte di conflitto – si trasforma in un ristorante. Ogni giorno ci sono fratelli che sbarcano, e la povera moglie, dal giorno in cui si è sposata, sta sempre in cucina, non conosce nemmeno il colore dei muri delle altre stanze della casa!

Appena finito di lavare i piatti, ecco dei nuovi ospiti… Il marito le dice: “‘Aisha, stasera ci sono 5 fratelli che vengono a cena!”… al punto tale che certi fratelli mi hanno raccontato che, a forza di avere invitati, non vedono nemmeno più la loro moglie… la moglie va a dormire la sera, e loro non l’hanno nemmeno vista… non bisogna esagerare!

Fate sì che abbia del tempo libero, il tempo per lo studio.

Alcuni fratelli dicono: “Ah, no! No, è meglio che resti ignorante, perché il giorno in cui dovesse imparare, aprire gli occhi e le orecchie, assumerà delle arie con me…”. No, questo atteggiamento non è giusto: riconoscetele il suo diritto all’istruzione.

Hai forse dimenticato che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), quando gli venivano rivolte delle domande imbarazzanti su argomenti femminili, per pudore inviava quelle donne da ‘Aisha (radiAllahu ‘anha)? Perché ella era in grado di rispondere, e ciò perché il Profeta stesso (pace e benedizioni di Allah su di lui) l’aveva istruita.

Allora, caro fratello, se hai un livello di conoscenza sufficiente, accorda a tua moglie un po’ di tempo per istruirla.

Se non sei in grado, apprendi tu stesso, e creale un quadro adeguato perché si istruisca: acquistale dei libri, delle cassette, fai in modo che per esempio possa seguire dei corsi (in un ambiente sano e pio beninteso).

E tutto ciò a condizione di ricordarle che il fatto di seguire un corso non l’autorizza a lasciare la casa sottosopra.

La moglie non può uscire dicendo: “Non ho tempo per la casa, io studio il Sahîh di Bukhârî”… Ebbene, prima di studiare occupati della tua casa, poi quando avrai finito siediti comodamente in salotto, prendi il libro e leggi tranquillamente.

Dunque attenzione, il fatto di studiare non deve far trascurare il focolare domestico.

Questa è una lamentela che si sente spesso da parte di fratelli, la cui moglie esce a destra e a sinistra, tralasciando la casa. Questo non è bene: occorre concedere ad ogni cosa il suo tempo.

C’è un hadîth riportato da Bukhârî che sottolinea l’importanza dell’istruzione per la donna. La donna deve studiare, non fosse altro che per sapere come pregare, per assicurarsi che ella preghi e compia le abluzioni correttamente; perché conosca i suoi doveri e i suoi diritti nei confronti del marito… Infatti, da dove vengono la maggior parte dei problemi che vi sono nelle coppie, nelle famiglie? Provengono dall’ignoranza. L’ignoranza! Perché il marito non è conscio del suo ruolo, non conosce i suoi doveri né i suoi diritti. E la moglie? La stessa cosa!

In un hadîth, il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse ad alcuni Compagni (radiAllahu ‘anhum) che erano venuti a trovarlo: “Tornate dalle vostre famiglie, restate con loro e istruitele, e ordinate loro il bene e il compimento dei doveri che sono loro prescritti” (riportato da Bukhârî e Muslim).

Possiamo notare che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ricordò l’importanza di dare alla propria moglie un’istruzione.

Così come tu impari, vai a delle conferenze, acquisti dei libri, leggi, offri lo stesso trattamento a tua moglie.

Ecco in riassunto i doveri dello sposo.

In quanto ai suoi diritti:

– Il primo dei diritti del marito, è l’obbedienza da parte della moglie, poiché è lui il “capitano”, e la sposa dovrebbe essere contenta che Allah (‘azza waJalla) l’abbia liberata da questa responsabilità. Vi sono donne che rincorrono il potere, che cercano di entrare in concorrenza col marito per prendere le redini, fare un colpo di stato! No!

Dovete ricordare alle vostre mogli che alhamdulillah non sono le responsabili, che essere responsabile è un fardello. Quando non sei responsabile, sei tranquilla, hai la coscienza tranquilla. Proprio per questo i Sahaba (radiAllahu ‘anhum), quando venivano loro proposti dei posti di responsabilità, prendevano la fuga, perché avevano timore di assumersi una responsabilità e di essere negligenti, ed essere poi interrogati riguardo ad essa nel Giorno del Giudizio.

L’obbedienza della moglie nei confronti del marito è una nozione molto mal compresa da parecchie delle nostre sorelle.

Mentre Allah (‘azza waJalla) ha stabilito per ciascuna creatura un ruolo, e vi assicuro che, se ciascuno rispettasse il suo ruolo, il mondo andrebbe molto meglio. Che cosa dice il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) riguardo all’obbedienza della donna? Ella ha forse la scelta, oppure è una cosa obbligatoria?

In un hadîth, egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Se dovessi ordinare a qualcuno di prosternarsi dinanzi a qualcun altro, ordinerei alla donna di prosternarsi davanti a suo marito”. Tutto ciò per sottolineare l’importanza dell’obbedienza…

La donna, la sorella, la sposa, rischia di perdere il Paradiso a causa della disobbedienza nei confronti di suo marito, ed è per questo che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse, parlando della donna che abbandona il letto coniugale, che rifiuta di dormire accanto al marito: “Se la moglie abbandona il letto di suo marito, gli angeli non smettono di maledirla fino al mattino”.

…Rifiuta di dormire con lui, o addirittura abbandona decisamente il domicilio, come si vede purtroppo ai nostri giorni… Al minimo problema, la signora fa le valige, raccoglie tutte le sue cose e se ne va.

Ciò, bisogna ricordarselo.

Ma certamente, l’obbedienza implica che il marito ordini ciò che è corretto, ciò che è conforme all’Islâm.

Altrimenti, se egli ordinasse alla moglie di fare qualcosa di contrario all’Islâm, ella deve disobbedirgli, poiché il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Non vi è alcuna obbedienza ad una creatura nella disobbedienza al Creatore”.

La moglie ubbidisce al marito finché egli le ordini il bene, ciò che è conforme all’Islâm, a ciò che Allah (‘azza waJalla) ci ha insegnato nel Sublime Corano e a ciò che il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci ha insegnato mediante la sua Sunnah. Ma nel caso in cui egli le ordini qualcosa di diverso, la moglie deve rispondere: no!

Il secondo diritto, è il rispetto, ed esso è equivalente a quello che lui deve a lei, e di cui abbiamo parlato.

Il terzo diritto, è che la moglie non può digiunare un digiuno supererogatorio (ossia non quello di Ramadan) senza il suo gradimento e la sua autorizzazione.

Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Non è permesso ad una donna digiunare senza il consenso di suo marito”.

Occorre sapere che si tratta qui del digiuno facoltativo, come quello del lunedì e del giovedì per esempio.

Può accadere infatti che il marito abbia bisogno di lei, mentre ella si trova in stato di digiuno… Vorrebbe avvicinarla, ma lei sta digiunando. Dunque, la sposa deve chiedergli l’autorizzazione, a meno che, beninteso, si tratti di un’espiazione, o dei giorni da recuperare (saltati durante il Ramadan precedente), allora è diverso. Ma per gli altri digiuni, deve chiedere il permesso al marito.

Inoltre, la moglie non può fare entrare in casa una persona che il marito non gradisca.

Ma lo sposo non deve essere ingiusto… infatti, succede a volte che il marito impedisca alla suocera, o alla cognata o al cognato di rendere visita alla moglie… Ciò è permesso in un solo caso, ossia se lo sposo si accorga che questa frequentazione influenza la moglie negativamente. Allora è diverso, egli deve porre il suo veto e dire: non voglio queste persone a casa mia.

Allah (‘azza waJalla) non accetta l’ingiustizia.

Abbiamo visto i principali diritti del marito nei confronti della moglie. Passiamo ora alla sposa, invertiamo i ruoli, e cominciamo certamente dai suoi doveri.

Il suo primo dovere, che abbiamo già descritto, è l’obbedienza.

Il secondo dovere – e anche di questo abbiamo già parlato – è quello di rispettare suo marito.

Il suo terzo dovere è quello di ricordarsi dei suoi favori. Che si ricordi delle buone cose che il marito ha fatto per lei.

Perché? Perché il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Ho osservato la gente dell’Inferno, e ho visto che sono in maggioranza donne”. I Sahaba (radiAllahu ‘anhum), stupiti, domandarono perché. Egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) rispose: “Perché sono infedeli”. Chiesero: “Non credono in Allah?”, ed egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) rispose: “No, sono infedeli rispetto al buon trattamento che il marito riserva loro… Uno di voi tratta bene sua moglie per un lungo periodo, si prende cura di lei, la tratta bene, si mostra gentile, ecc… Ma il giorno in cui commette un errore nei suoi confronti, che cosa dice lei? (Dice): Francamente, non ho mai visto del bene provenire da te, non vi è alcun bene in te”.

Questa è una cosa grave. E il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci ha messo in guardia da ciò. Questo tipo di donne guadagnano facilmente l’Inferno. Sono infedeli, rimettono in questione tutto il periodo durante il quale il marito le ha trattate bene.

Un altro dei doveri della moglie, è quello di sostenere il coniuge. Sostenerlo nei momenti agiati e in quelli difficili. È molto importante, ed è così che si costruisce un focolare domestico, una coppia solida. È così che la nave avanza col vento in poppa e arriva inshaAllah ad un porto sicuro.

Al contrario, se il marito rientra a casa, già stanco, e in più non trova una moglie, ma un doganiere ad accoglierlo… “Dov’eri? Cosa facevi? Quanto hai guadagnato? Qui, là…”, allora penserà: “Già sono stanco, al lavoro mi hanno fatto veramente innervosire, ed ora che rientro devo subire l’interrogatorio…”, ed è così che alcune coppie vanno in frantumi.

No! Quando il marito rientra, la moglie deve accoglierlo come un “re”. Dico “re”, ma non intendo dire che si debba esagerare, stendere il tappeto rosso, i fiori, ecc… voglio dire soltanto che deve accoglierlo bene.

Un altro dei suoi doveri, è quello di farsi bella per lui, poiché viviamo in un’epoca in cui vi è molta Fitna, disordine morale. L’uomo esce di casa, vede delle donne dappertutto, ed esse sono praticamente nude nelle nostre società contemporanee… allora la moglie deve giocare il suo ruolo, abbellirsi per il marito, presentarsi nella veste migliore quando rientra la sera. E decorare anche la casa.

Al contrario, se l’abitazione sa tutti i giorni – perdonatemi l’espressione – di spezie e cipolle, e la sposa pure… certamente il marito si stuferà presto.

Dunque la moglie deve farsi bella e rendersi presentabile, profumarsi e truccarsi; dico truccarsi a titolo d’esempio, perché a lungo andare ciò è nocivo alla donna.

D’altronde, la donna non si fa bella per altri che per il suo sposo, poiché non deve uscire truccata… Se si rende attraente, lo fa solo per suo marito.

Ma attenzione, miei cari fratelli, non chiedete a vostra moglie una cosa, dimenticando voi stessi… forse rientrate ogni giorno con la tuta da meccanico, puzzate di benzina o di pesce… non è vero? Oppure i vostri capelli sono sempre spettinati… No, no, no, così non va!

Anche tu, caro fratello, devi essere presentabile, anche tu devi farti bello per tua moglie.

Perché, se l’uomo è tentato dalle donne, attenzione, anche la donna può essere tentata dagli uomini. Perché? Perché Iblis (Shaytân, a’udhubillah) circola nell’individuo come il sangue circola nelle vene, lo sapete? Avanza rapidamente colpendo direttamente i diritti della donna, che sono i doveri dello sposo, e che consistono nel trattarla bene, così come la sua famiglia, e assicurarle il diritto all’istruzione.

Ecco qualche raccomandazione riguardante lo sposo e la sposa. Sono quasi alla fine, restano due soli punti da affrontare.

Il primo: vorrei ricordare qualcosa al nostro novello sposo qui presente, inshaAllah, e a tutti i fratelli che sono dei futuri sposi, e a tutte le sorelle che sono delle future spose.

Caro fratello, la sorella che stai sposando inshaAllah non è Hafsa, né ‘Aisha, né Khadijah, né Maryam (che Allah sia soddisfatto di loro)… ma un essere che ha le sue qualità e i suoi difetti.

Perché dico questo? Perché talvolta accade che il giovanotto, quando sposa una ragazza, veda tutto in rosa: “mashaAllah questo, mashaAllah quello…”, ma quando comincia a vivere insieme a lei, e si accorge di alcuni difetti, la moglie cade, ai suoi occhi, dal piedistallo, ed è allora che i problemi cominciano: il mese del miele, poi il mese delle cipolle!

E anche il contrario è vero! La moglie prende il marito per un cavaliere, lo scambia per Abu Bakr, ‘Uthmân o ‘Ali (radiAllahu ‘ajma’in)… Immagina la fede di ‘Umar, la pietà di ‘Uthmân o ‘Ali (che Allah sia soddisfatto di loro), vede un fratello, mashaAllah, e che fratello! Vede tutto in rosa, stelle dappertutto. Purtroppo però, man mano che comincia la vita quotidiana insieme, la moglie si accorge di certi difetti, e allora vede all’improvviso tutto nero.

Bisogna essere sereni.

Dovrebbe dire a se stessa: “Ho sposato un uomo, che ha delle qualità e dei difetti. Le sue qualità, cerchiamo di far sì che aumentino, e i difetti, vediamo di limarli”, e viceversa per il marito nei confronti della moglie.

Il secondo ed ultimo punto, ed è con questo che voglio concludere inshaAllah, è il caso in cui – e speriamo che non avvenga mai – vi sia un a controversia, un conflitto tra marito e moglie.

Qual è la soluzione? Cosa bisogna fare?

Bisogna forse che la moglie se ne vada svuotando la casa, come abbiamo sentito spesso raccontare da alcuni fratelli sposati, che un giorno si sono trovati con un tavolo, 3 piatti, 4 cucchiai e 5 forchette?

La moglie si era portata via tutto con un camion! È forse questo l’Islâm? L’Islâm ci raccomanda questo?

Poi vanno addirittura nei tribunali, che sono pieni di fascicoli di coppie che divorziano! Se volete divorziare – e il divorzio resta chiaramente l’ultima possibilità, dopo aver tentato la riconciliazione – Allah (subhânaHu waTa’ala) ci dona la soluzione, ossia: o la riprendete, cioè la sposate nel bene, oppure la liberate col più grande rispetto ed onore.

Perché oggi alcuni immaginano che il divorzio sia una baruffa e la disputa d’ufficio. Bisogna arrivare alla zuffa e al tribunale secondo loro, e si sentono delle sorelle e dei fratelli dire: “Prendi il tuo avvocato, io prendo il mio!”, subhânaAllah, sembrerebbe un incontro di boxe, ognuno dei due ha il suo sponsor!

La soluzione, se vi sia un problema, è quella di sedersi e discutere.

E vorrei dare un buon consiglio al nostro fratello, novello sposo inshaAllah, e fate attenzione a questa lezione: la donna, per il suo temperamento, in generale, immagazzina…

L’uomo si esprime molto più facilmente, ma la donna ha molta memoria per immagazzinare, e un giorno all’improvviso scoppia, esplode, ed è per questo che il marito deve essere intelligente ed accorgersi dei suoi sorrisi e delle sue tristezze… Deve, di tanto in tanto, misurare la temperatura: se resta intorno ai 30°, va bene, ma se non è così, meglio rimediare in fretta: bisogna sedersi e discutere. Il problema, in molte coppie, è che manca il dialogo. Si direbbe che siano due persone che vivono ognuna per conto suo.

Occorre il dialogo, evitando le accuse reciproche.

Il marito comincia: “Tu hai fatto questo e quello”, e anche la sposa accusa: “E tu allora, hai fatto quello!”, e Shaytan (a’udhubillah) arriva e gonfia il problema e alla fine c’è l’esplosione e ciascuno dei due se ne va con il cuore pieno di rancore… No!

Il tuo scopo, quando ti siedi con tua moglie, è prima di tutto an-nasiha, il buon consiglio, così come disse il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “La religione è il buon consiglio, la religione è il buon consiglio, la religione è il buon consiglio”.

Allo stesso modo, ciò che devi aspettarti da lei, è che anche lei ti corregga. Tu hai alcuni difetti di cui forse non ti sei accorto, tua moglie ha dei rimproveri pertinenti da rivolgerti e tu devi accettarli.

Non fate come certi fratelli… noi pensavamo che ciò accadesse alle generazioni precedenti, ma anche i giovani, ora, hanno questa fierezza fuori luogo: “Che cosa mi dice questa? Cosa ne sa lei? Io ho sempre ragione!”, e il più diplomatico esclama: “Tu hai ragione, ma io non ho torto”. Tutto per poterne uscire in modo diplomatico. No!

Fratelli miei, tornare alla verità, a ciò che è giusto, è un onore e un favore.

Se, poi, la coppia non riesce davvero a risolvere i suoi problemi, allora bisogna far ricorso a gente sapiente, oppure ai parenti, scegliendo una persona per ognuna delle due famiglie, a condizione che si tratti di persone sagge e non di gente che voglia difendere assolutamente il membro della propria famiglia contro l’altro.

Se temete una disputa tra le famiglie, convocate un “arbitro” di ogni famiglia, affinché discutano e trovino una soluzione per questa coppia.

Che Allah (‘azza waJalla) protegga ogni Musulmano e ogni Musulmana.

Âmîn.

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