Il Merito del Tawhîd


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Più il servitore raddoppia gli sforzi nella realizzazione del Tawhîd (l’Unicità di Allah), più è suscettibile di entrare in Paradiso, quali che siano le sue azioni.

Allah (‘azza waJalla) dice:

Coloro che hanno creduto e non ammantano d’iniquità la loro fede, ecco a chi spetta l’immunità; essi sono i ben guidati (Corano VI. Al-An’âm, 82)

In questo versetto, l’iniquità designa il politeismo (shirk), conformemente all’hadîth riferito da Ibn Mas’ûd (radiAllahu ‘anhu) riportato nei Sahîhayn (Bukhârî e Muslim), in cui il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) commentò questo versetto, che sembrava difficile da applicare agli occhi dei Sahâbah (che Allah si compiaccia di tutti loro), al punto tale che essi esclamarono: “Oh Messaggero di Allah! Chi di noi non ha mai commesso ingiustizie nei confronti di se stesso?”. Egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose: “Non si tratta di ciò che pensate. L’ingiustizia qui designa il politeismo. Non avete inteso la parola del pio servitore:

 

E (ricorda) quando Luqmân disse a suo figlio: “Figlio mio, non attribuire ad Allah associati. AttribuirGli associati è un’enorme ingiustizia” (Corano XXXI. Luqmân, 13)?”

Il senso del versetto corrisponde dunque al nostro argomento: coloro che hanno creduto e non hanno inquinato la purezza della loro fede con qualsiasi forma di politeismo, costoro hanno la sicurezza, ossia non conoscono la paura, il supplizio e la disgrazia, e sono i ben guidati.

Così, la ricompensa di colui che crede senza ammantare di iniquità la sua fede – ossia senza intaccare il suo Tawhîd con qualche tipo di shirk – è la sicurezza completa e la guida totale. Di conseguenza, ogni volta che il Tawhîd diminuisce, a causa del fatto che il servo commette certe forme di ingiustizia corrispondenti al politeismo, la sicurezza e la guida scompaiono proporzionalmente.

‘Ubâdah Ibn as-Sâmit (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Chiunque attesti che non vi è altra divinità al di fuori di Allah, Unico e senza associati, che Muhammad è il Suo servo e il Suo Messaggero, che ‘Îsâ (Gesù) è il servo di Allah, il Suo Messaggero, la Sua Parola che Egli inviò a Maryam, e un’anima da Lui proveniente, che il Paradiso è verità e che l’Inferno è verità, entrerà in Paradiso qualunque siano le sue azioni” (riportato da Bukhârî, Muslim e Ahmad).

L’espressione: “qualunque siano le sue azioni” significa: “anche se questa persona mancasse di osservanza nelle sue azioni, anche se commettesse dei peccati e degli atti di disobbedienza”. Questo è uno dei meriti del Tawhîd, di cui beneficiano i suoi adepti.

Bukhârî e Muslim riportarono anche un hadîth di ‘Itbân: “Allah (subhânaHu waTa’ala) ha vietato al fuoco (dell’Inferno) di toccare ogni persona attestante che non vi è altra divinità al di fuori di Allah, ricercando con ciò il Volto di Allah”.

Così, quando una persona ricerca il Volto di Allah pronunciando queste parole – la formula del Tawhîd – soddisfacendo le sue condizioni e rispettando le sue implicazioni, Allah l’Altissimo lo tratterà con misericordia, e gli donerà ciò che gli aveva promesso, ossia lo preserverà dal fuoco dell’Inferno. E questo è un favore immenso.

In quanto alla persona che si presenti dinanzi ad Allah (‘azza waJalla) con il Tawhîd, e avendo abbandonato il suo contrario, ossia lo shirk, ma avendo tuttavia commesso alcuni peccati e trasgressioni, e che sia morta senza essersi pentita, la sua sorte dipenderà dalla volontà di Allah (subhânaHu waTa’ala): se Egli vuole, lo punirà, poi lo farà uscire dal fuoco dell’Inferno, dopo che vi avrà trascorso un certo tempo. E se Allah vuole, gli perdonerà e vieterà al fuoco dell’Inferno di toccarlo fin dall’inizio e in modo assoluto.

Abû Sa’îd al-Khudri (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Mûsâ (Mosè, su di lui la pace) disse: “Signore! Insegnami una cosa per mezzo della quale mi ricorderò di Te e Ti invocherò”. Allah (‘azza waJalla) rispose: “Oh Mûsâ, di’: Non vi è altra divinità al di fuori di Allah”. Mûsâ esclamò: “Signore! Tutti i Tuoi servi dicono ciò!”. Allah (‘azza waJalla) disse allora: “Oh Mûsâ, se i sette cieli, i loro occupanti, e le sette terre fossero posti sul piatto di una bilancia, e le parole: “Lâ ilâha illa Allah” fossero poste sull’altro piatto, la bilancia penderebbe (dal lato in cui fosse posta la Shahâdah)“.” (riportato da Ibn Hibbân e Al-Hâkim).

Questo hadîth è un argomento a favore del fatto che se ci si rappresenta un servo i cui peccati abbiano raggiunto il peso dei sette cieli e dei suoi occupanti tra i servi e gli angeli, oltre al peso della terra, le parole “Non vi è altra divinità al di fuori di Allah” sarebbe tuttavia più pesante.

Tuttavia, questo grande favore legato alla formula del Tawhîd non sarà accordato se non a colui il cui cuore sia fortemente attaccato alla Shahâdah, colui che sia sincero e veridico, che non provi alcun dubbio quanto al suo senso, che vi creda e l’ami.

L’effetto di questa Testimonianza e la sua Luce aumentano allora intensamente nel suo cuore, bruciando, nel contempo, i peccati.

dal sito Sajidine

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