At-Tâ’ifah Al-Mansûrah (Il Gruppo Vittorioso)


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

 

Chi sono At-Tâ’ifah Al-Mansurah?

 

Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Questa religione continuerà ad esistere e un gruppo (Tâ’ifah) della mia Comunità (Ummah) continuerà a combattere per la sua protezione fino all’arrivo dell’Ora. Questo gruppo della mia comunità resterà sempre trionfante sulla retta via, e continuerà ad esserlo contro coloro che si opporranno loro. Coloro che li tradiranno saranno incapaci di causare loro il minimo torto. Questi musulmani resteranno su queste posizioni finché gli ordini di Allah saranno eseguiti (la fine del mondo) (riportato da Bukhârî e Muslim).

 

La maggior parte dei pii predecessori (as-Salaf) furono dell’opinione che “l’Assemblea Vittoriosa” (At-Tâ’ifah al-Mansurah) fosse costituita dai sapienti (Ulamâ’) e dalla gente dell’Hadîth (Ahl al-Hadith), così come enunciarono Al-Bukhârî e Ahmad ibnu Hanbal.

 

Ma la sua (sallAllahu ‘alayhi waSallam) enunciazione secondo cui “…un gruppo continuerà a combattere per questa religione…” è un problema per essi, così come gli altri racconti, in cui il combattimento (Al-Qital) è chiaramente menzionato. E ciò è basato sulle specificità uniche di questa Assemblea (Tâ’ifah), come questi racconti che ci provengono da Jabir ibn ‘Abdullah e ‘Imran Ibn Husayn e Yazid ibn Al-Aslam e Mu’awiyah e ‘Uqbah ibnu ‘Amr, che Allah sia soddisfatto di tutti loro.

 

Così, non è possibile limitare la Tâ’ifah agli Ulamâ’ soltanto. Piuttosto, essi (i componenti della Tâ’ifah) sono la gente della conoscenza e la gente del Jihâd. Ed è questa la ragione per cui l’Imâm an-Nawawi ha menzionato gli ahadîth di Al-Bukhârî, di Ahmad ed altri, poi ha detto: “E potrebbe darsi che questa Tâ’ifah sia ripartita tra i diversi tipi di credenti. Tra essi vi sono i combattenti forti (Muqatilûn) e tra essi vi sono dei giuristi (Fuqahâ) e tra essi vi sono degli specialisti in (scienza degli) Hadîth (Muhadithûn), e tra essi vi sono quelli che si allontanano dalle preoccupazioni di questa vita terrestre mediante un culto intenso (Zuhâd) e coloro che ordinano il bene e proibiscono il male. E tra essi vi sono persone che compiono il bene in altra forma, e non è necessario che siano tutti insieme, potrebbero essere piuttosto ripartiti nelle diverse regioni del mondo”[1]

 

E allo stesso modo, shaykh al-Islâm ibn Taymiyyah, che Allah abbia misericordia di lui, indicava in una delle sue Fatawâ – riguardante la rivolta contro i Tartari, che avevano aderito alle due testimonianze di fede (Ash-Shahâdatayn), ma che governavano mediante leggi diverse dalla Shari’ah Islamiyyah – che le genti del Jihâd sono tra coloro che meritano più di ogni altro di essere incluse in At-Tâifah Al-Mansurah, poiché disse: “In ciò che concerne la Tâ’ifah nel Shâm (Siria/Damasco) e in Egitto e (in altri luoghi) equivalenti; essi sono, in questo momento, i combattenti (Muqatilûn) per la religione (Dîn) dell’Islâm. E sono coloro che meritano maggiormente di far parte di At-Tâ’ifah Al-Mansurah, di cui il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse, secondo ciò che è autentico e frequentemente riportato da lui: “Una parte (Tâ’ifah) della mia Comunità (Ummah) rimarrà sempre fedele alla verità. Coloro che li abbandoneranno non porteranno loro pregiudizio, finché l’ordine di Allah, Lodato ed Esaltato, sia decretato”, e in un’altra versione di Muslim: “…La gente dell’Ovest non cesserà…”.”[2]

 

E non vi è alcun dubbio che gli Ulamâ’ (Sapienti) che agiscono, sono le prime persone ad entrare in questa Tâ’ifah, e poi il resto della gente tra i Mujahidîn e coloro che li seguono.

 

E ciò che spinse i predecessori (As-Salaf) a dire che la Tâ’ifah era costituita dagli Ulamâ’, è il fatto che il Jihâd era qualcosa riguardo cui non vi era alcun disaccordo tra i musulmani dell’epoca, e le frontiere erano interamente provviste di soldati e di eserciti, facenti fronte alle posizioni nemiche (Diyat Al-Harb) e le insufficienze più significative riguardanti la religione, alla loro epoca, erano le innovazioni e i grandi traviamenti. E i cavalieri di questa arena di battaglia sono gli Ulamâ’. Ma oggi noi abbiamo bisogno degli Ulamâ’ e dei Mujahidîn; ciascuno nella sua arena di battaglia rispettiva, poiché la religione non può essere stabilita né con la sola conoscenza né col solo Jihâd, ma con ciascuno dei due, uniti.

 

Così come Egli (SubhanaHu waTa’ala) dice nel Sublime Corano:

 

Invero inviammo i Nostri Messaggeri con prove inequivocabili, e facemmo scendere con loro la Scrittura e la Bilancia, affinché gli uomini osservassero l’equità. Facemmo scendere il ferro, strumento terribile e utile per gli uomini, affinché Allah riconosca chi sostiene Lui e i Suoi Messaggeri in cio che è invisibile. Allah è forte, eccelso (Corano LVII. Al-Hadîd, 25)

 

Lo Shaykh al-Islâm Ibn Taymiyyah commentò: “E la religione non sarà stabilita eccetto che mediante il Libro, la Bilancia e il Ferro. Il Libro deve guidare e il Ferro deve sostenerlo. Così come Egli (SWT) dice: Invero inviammo i Nostri Messaggeri… Ed è tramite il Libro che la conoscenza e la religione sono stabilite. Ed è con la Bilancia che i diritti dei contratti, del denaro e della riscossione delle imposte sono stabiliti. In quanto al Ferro, è con esso che si stabiliscono le sanzioni della Legge (Al-Hudûd)”[3]

E disse anche: “E le spade dei Musulmani garantiscono la vittoria a questa legislazione (Shari’ah), così come riportò Jabir ibn ‘Abdullah (radiAllahu ‘anhu): “Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci ordinò di combattere con questa – mostrando la spada – a chiunque si allontani da questo – mostrando il Mus’haf (il Corano)”[4].

 

E – che Allah abbia misericordia di lui – disse anche: “Poiché, certamente, ciò che stabilisce la religione è il Libro che guida e il Ferro che dona la vittoria, così come Allah (SubhanaHu waTa’ala) ha menzionato”[5], oltre a tutto ciò che si trova nei diversi capitoli delle sue Fatawâ.

 

Io (l’autore) dico: E dunque è possibile dire che At-Tâ’ifah Al-Mansurah è il gruppo (Tâ’ifah) che esegue il Jihâd secondo la metodologia (Manhaj) retta e basata sulla Shari’ah; la metodologia di Ahlu-s-Sunnah wa’l-Jama’ah. E menzionerò le grandi linee di questa metodologia, con il permesso di Allah (‘azza waJalla), nel quadro dell’argomento “riguardo al principio di tenersi fermamente al Libro e alla Sunnah”[6]

 

 

La “Setta Salvata” (Al-Firqat an-Nâjiyah) è la stessa “Assemblea Vittoriosa” (At-Tâ’ifah al-Mansurah)?

 

Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “In verità la gente del Libro si divise in 72 sette, e questa Ummah si dividerà in 73 sette. 72 per il fuoco dell’Inferno e una per il Paradiso, e si tratta di Al-Jamâ’ah (il gruppo)”[7]

E in un altro hadîth: “Essi sono (coloro che seguono) ciò su cui siamo io e i miei Compagni”[8]

 

E’ riportato nella maggior parte dei libri di fede (‘Aqidah), che “la setta salvata” (Al-Firqat An-Najiyah) è identica all’ “Assemblea vittoriosa” (At-Tâ’ifah Al-Mansurah). Per esempio, consultate l’ultimo capitolo di “Al-’Aqidah Al-Wasitiyyah” di Ibn Taymiyyah, oppure l’introduzione al libro “Ma’arij Al-Qabul” di Al-Hafidh Al-Hakami, e altri.

 

Ma ciò che sembra essere l’opinione più corretta, secondo me, è che Al-Firqah e At-Tâ’ifah non sono equivalenti, e che At-Tâ’ifah non è che una parte di Al-Firqah. Così, At-Tâ’ifah Al-Mansurah è questa parte, o questi singoli, che si incaricano di apportare la vittoria alla religione, mediante la conoscenza e il Jihâd di Al-Firqat An-Najiyah, che è basato sulla metodologia e la fede corrette (Manhaj Sahîh wa’Aqidah Sahîha). E partendo da ciò, possiamo ugualmente affermare che il Mujaddid (riformatore, rivivificatore, ecc.) è un membro di At-Tâ’ifah Al-Mansurah, che onora gli impegni più importanti della religione durante la sua vita, secondo l’opinione maggioritaria che il Mujaddid sia una persona.

 

E la mia prova per (quanto sostengo) è la seguente:

 

1)     La Parola di Allah (SubhanaHu waTa’ala):

 

…Perché mai un gruppo (Tâ’ifah) per ogni tribù (Firqah) non va ad istruirsi nella religione, per informarne il loro popolo quando saranno rientrati…(Corano IX. At-Tawba, 122)

 

Così, questo versetto ha fatto una differenza tra la Firqah e la Tâ’ifah, e ha dimostrato che la Tâ’ifah è una parte della Firqah, e che è questa parte della Firqah che stabilisce la conoscenza e il Jihâd, come hanno spiegato i Sapienti a proposito di questo versetto (cfr. Tafsîr Ibn Kathîr).

 

2)     La conoscenza e il Jihâd sono tra le descrizioni più importanti di At-Tâ’ifah Al-Mansurah. E la base (Usul) della loro legislamzione è che essi sono un obbligo collettivo “Fard Kifayah” [in opposizione all’obbligo individuale, “Fard ‘Ayn”] e ciò significa che questo dovere deve essere compiuto da alcuni ma non da tutti i figli della nazione (Ummah). E i membri della nazione che si sono assunti il compito di raggiungere la conoscenza e di praticare il Jihâd, sono dunque At-Tâ’ifah Al-Mansurah.

 

3)     E la dichiarazione degli Imam degli Ahadîth, come Bukhârî e Ahmad, che: “At-Tâ’ifah sono le genti dell’Hadîth (Ahl al-Hadîth) o le genti del Sapere”, come Bukhârî intitolò un capitolo del “Kitâb Al-’Itisam” del suo Sahîh, dà questa impressione, poiché tra la gente di Ahlu-s-Sunnah (Al-Firqat An-Najiyah) non tutti sono gente degli ahadîth (Ahl al-Hadîth). Ma riguardo a ciò che An-Nawawi riportò, sull’argomento della Tâ’ifah: “Ahmad ibn Hanbal disse: “Se non sono le genti dell’Hadîth (Ahl al-Hadîth), allora non so chi siano”. E al-Qâdhi ‘Iyâdh indicò che l’Imâm Ahmad designò con questo termine Ahlu-s-Sunnah wa-l-Jama’ah e coloro che seguono la scuola di pensiero (madhhab) della gente dell’Hadîth (Ahl al-Hadîth)”. Così l’enunciazione di Al-Qâdhi ‘Iyâdh che essi siano la gente dell’Hadîth – in altri termini tutti coloro che appartengono ad Ahlu-s-Sunnah – non è corretta, a meno che non precisiamo che egli abbia voluto dire quelli che li seguono. Ed è ciò che indicò dicendo: “… e coloro che seguono la scuola di pensiero (Madhhab) della gente dell’Hadîth (Ahl al-Hadîth)”. Poiché la gente comune segue i propri Ulamâ’, e gli Ulamâ’ sono i custodi dell’ordine, che sono stati menzionati nella dichiarazione di Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo):

 

… obbedite ad Allah e obbedite al Messaggero e a coloro di voi che hanno l’autorità… (Corano IV. An-Nisâ’, 59)

 

E ciò che è ancora più chiaro è la dichiarazione di Allah (SubhanaHu waTa’ala):

 

… Se la riferissero al Messaggero o a coloro che hanno l’autorità, certamente la comprenderebbero coloro che hanno la capacità di farlo… (Corano IV. An-Nisâ’, 83)

 

Così in questo versetto, Allah (SubhanaHu waTa’ala) ha designato gli Ulamâ’ come coloro che “comprenderebbero”. Li ha definiti i detentori del comando (dell’autorità) ed è un testo che dimostra che gli Ulamâ’ sono i custodi dell’ordine. E questo testo comprende (anche) un’indicazione della necessità del loro aumento, e questa indicazione è riportataanche nell’Hadîth della sottrazione della conoscenza. Così la gente comune segue gli Ulamâ’.

 

Egli (subhanaHu waTa’ala) dice:

 

Nel Giorno in cui ogni comunità sarà chiamata assieme alla loro guida…(Corano XVII. Al-Isrâ’, 71)

 

E Ahlu-s-Sunnah wa’l-Jama’ah seguono gli Ulamâ’, che sono la Tâ’ifah che rappresenta il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) nella nazione (Ummah). Così, se si dice che Ahlu-s-Sunnah (Al Firqât An-Najiyah) è Tâ’ifah Al-Mansurah, in altri termini, attraverso coloro che li seguono, è accettabile. Altrimenti, At-Tâ’ifah è più specifica di Al-Firqah, e Allah è il Più Sapiente.

 

E l’interesse in tutto questo è per ogni musulmano di far parte di At-Tâ’ifah Al-Mansurah, che assume l’onere di donare la vittoria alla religione attraverso la conoscenza, l’appello (Da’wah) e il Jihâd. Ed Egli (subhanaHu waTa’la) dice:

 

… che vi aspirino coloro che ne sono degni (Corano LXXXIII. Al-Mutaffifîn, 26)

 

Io (l’autore) dico: E nonostante ciò, la Tâ’ifah potrebbe essere la Firqah, assolutamente, ma ciò avverrà alla fine dei tempi, quando i credenti saranno a Shâm, e discenderà tra loro ‘Îsâ ibnu Maryam (Gesù figlio di Maria, pace su entrambi) per combattere il Dajjal (anticristo), così come è riportato in un Hadîth autentico. E riguardo a questo avvenimento, gli ahadîth menzionano che At-Tâ’ifah sarà a Shâm (in Siria) o a Baytu-l-Maqdis (Palestina). Ed è ciò che riguarda la fine totale di questa Tâ’ifah. Tuttavia, prima di ciò, nelle diverse epoche, la Tâ’ifah potrà trovarsi sia a Shâm che altrove.

 

E Allah è il Più Sapiente (waAllahu A’alam).

 

Estratti dal libro “refutazione dei dubbi concernenti i dirigenti”, dello shaykh ‘Abdul Qadir Ibn ‘Abdul ‘Azîz


[1] Sahîh Muslim biSharh An-Nawawi, vol. 13/67

 

[2] Majmu’ Al-Fatawâ, vol. 28/531

[3] Majmu’ Al-Fatawâ, vol. 35/36

[4] Majmu’ Al-Fatawâ, vol. 35/365

[5] Majmu’ Al-Fatawâ, vol. 28/396

[6] cfr. Il libro dello shaykh sull’argomento

[7] Questo hadîth è autentico, cfr. Al-Amru bi-l-Ittibâ’ con il Tahqiq di Mashur Hasan, pag. 47

[8] Questo hadîth è hasan (affidabile, buono), per via dei numerosi testimoni, ccfr. A’lâm as-Sunnah al-Manshurah min Ta’liq di ash-Shalabi, pag. 195

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