Umm As-Sa’d, la Custode del Sublime Corano

بسم الله الرحمان الرحيم
Quando ebbe completato la memorizzazione del Sublime Corano, all’età di quindici anni, Umm As-Sa’d si recò da Shaykha Nafîsah Bint Abî-l-‘Ulâ, una grande specialista del Corano ai suoi tempi, chiedendole di insegnarle le dieci “letture” (qirâ’ât) del Corano (1).
Quest’ultima le pose una condizione stravagante, ossia di non sposarsi mai. In effetti, era solita rifiutarsi di insegnare alle ragazze, poiché esse, una volta sposate, erano a tal punto occupate (ad occuparsi della famiglia) da tralasciare lo studio del Nobile Corano.
La cosa più incredibile è che Umm As-Sa’d accettò la condizione posta dalla sua shaykha, che era nota tuttavia per la sua severità nei confronti delle donne, vedendo nella maggioranza di esse delle persone inadatte a portare il fardello di questa nobile missione; Ciò che incoraggiò Umm As-Sa’d ad accettare era il fatto che la stessa Nafîsah non si era mai sposata, malgrado i numerosi pretendenti prestigiosi che avevano chiesto la sua mano, e rimase vergine fino al suo decesso, all’età di più di ottant’anni, dopo una vita interamente consacrata al Nobile Corano!La dedizione ai suoi ragazzi… e alle sue ragazze nella stessa misura!

Umm As-Sa’d dice con soddisfazione: “Tra i benefici concessimi dal mio Signore, vi è il fatto che ogni individuo abilitato, ad Alessandria, alla recitazione del Nobile Corano, in qualsiasi “lettura”, ha ottenuto il suo diploma di apprendistato da parte mia, direttamente, o indirettamente, per mezzo di una persona che io stessa abbia abilitato” (2)
Conferma la sue fierezza di essere la sola donna – di sua conoscenza – per la quale i recitatori e i memorizzatori si trasferiscono allo scopo di essere abilitati da lei nelle dieci “letture”. E’ felice del fatto che le centinaia di abilitazioni che ha concesso abbiano una catena di trasmissione che inizia col suo nome, seguito da quello della sua istitutrice Nafîsah, prolungandosi per centinaia di memorizzatori, compresi i dieci lettori che hanno fissato le dieci letture (‘Âsim, Nâfi’, Abû ‘Amr, Hamzah, Ibn Kathîr, Al-Kisâ’î, Ibn ‘Âmir, Abû Ja’far, Ya’qûb e Khalaf), e risalente fino al Messaggero eletto, Muhammad, che la pace e le benedizioni di Allah discendano su di lui!

La sua vista si è spenta, ma il suo cuore si è illuminato

Nata nel 1925, Umm AS-Sa’d Muhalmmad ‘Alî Najm, cieca, è la donna più famosa nell’ambito delle diverse recitazioni coraniche. E’ la sola ad assersi specializzata nelle dieci letture. Durante gli ultimi cinquant’anni, e fino ad oggi, ha rilasciato e rilascia delle abilitazioni nelle dieci letture (al-qirâât al-ashr).
Shaykha Umm As-Sa’d vive in una modesta abitazione di Alessandria d’Egitto. Per gli abitanti del suo quartiere, la sua presenza tra loro è una Baraka. Il suo domicilio è il luogo di raduno degli huffâz, i memorizzatori del Corano, di ogni età, uomini e donne, provenienti da differenti livelli sociali. Le lezioni delle donne e delle ragazze si svolgono dalle otto del mattino, fino alle ore quattordici del pomeriggio, poi si tengono i corsi riservati agli uomini fino alle venti; il tutto senza interruzioni, salvo quelle per compiere le cinque preghiere e mangiare un rapido spuntino, per permettere alla Shaykha di proseguire nel suo insegnamento.

Le superstizioni popolari e la sfida della cecità

Umm As-Sa’d proviene da una famiglia povera del villaggio di Al-Bandariyyah, nella periferia della città di Al-Munûfiyyah, al nord del Cairo. All’età di appena un anno, fu colpita da una malattia agli occhi. i suoi genitori non avevano né i mezzi, né verosimilmente l’istruzione sufficiente per farla curare dai medici. si limitarono dunque a metterle del kohol, e diversi olii e ricette popolari, che la condussero alla cecità, così come avveniva a moltissimi bambini a quell’epoca.
Era allora costume, nei centri rurali, porre i bambini ciechi al servizio del Nobile Corano. Fu così che ella completò la memorizzazione del Libro Santo alla scuola di Hasan Subh ad Alessandria, all’età di quindici anni. All’età di ventitre anni, Umm As-Sa’d compì la sua nobile missione, venendo abilitata nelle dieci letture dalla sjhaykha Nafîsah.
Shaykha Umm As-Sa’d racconta che all’epoca in cui memorizzò il Corano nelle dieci letture, il numero di huffâz era ridotto, e non vi era né radio né televisione. si faceva allora appello a lei, così come alla sua Shaykha, per recitare il Corano in alcune occasioni e durante le feste religiose. All’epoca, era ammesso che una donna salmodiasse il Corano in presenza di uomini, e questi ultimi non esitavano a complimentarsi per la sua recitazione e la qualità della sua salmodia. Ma ella precisa che tale costume è scomparso oggi, per via dell’aumento del numero dei recitatori e l’onnipresenza della radio, della televisione e delle audiocassette a disposizione in tutte le case.
Una hâfizah può tuttavia recitare il Libro Santo in riunioni religiose riservate alle donne, che purtroppo, però, ai giorni nostri sono molto rare. Umm As-Sa’d spiega che la ragione per la quale non si fa più appello alle memorizzattrici per recitare il Corano è la diffusione dell’opinione giuridica secondo cui la voce delle donne debba essere sempre celata dinanzi agli uomini. Ma ciò non pone problemi, nella misura in cui gli huffâz sono divenuti numerosi, e i mass media contribuiscono alla diffusione della loro recitazione.

Il suo programma quotidiano: il Corano, nient’altro che il Corano

Ogni genere di aspirante si reca da lei per memorizzare il Corano od ottenere la sua abilitazione nelle letture: gente di ogni età, di tutte le categorie professionali, di diversi livelli sociali e scientifici: adulti e bambini, uomini e donne, ingegneri, medici, istitutori, insegnanti, liceali e studenti universitari.
Ella consacra a ciascuno un’audizione quotidiana della durata non superiore ad un’ora, durante la quale la shaykha ascolta l’allievo recitare, apportando le correzioni necessarie, passaggio dopo passaggio, finché il discepolo abbia passato in rassegna la recitazione di tutto il Libro Santo in una delle “letture”. Ogni volta che un discepolo completa l’apprendimento di una lettura, la shaykha gli fornisce un’abilitazione scritta, recante il suo sigillo personale, attestante che questo studente è un “servitore del Corano” che ha recitato tutto il Libro Santo con esattezza e precisione, secondo la lettura alla quale ella lo abilita…
Ricorda: “Sessant’anni di memorizzazione, salmodia e revisione del Corano fanno sì che io non ne dimentichi assolutamente nulla… Ricordo ogni versetto, la sûrah in cui si trova, le sue somiglianze con altri versetti, e il modo di recitarlo secondo tutte le letture. Ho l’impressione di conoscere il Corano come il mio nome, e non immagino nemmeno di poterne dimenticare una lettera, o di sbagliarmi. Non ho studiato alcuna altra scienza, né seguito alcun insegnamento, né memorizzato alcunché al di fuori del Corano, le scienze relative alle recitazioni e al tajwîd… Non conosco nulla al di fuori di ciò”.

La fedeltà dei suoi discepoli

Interrogata sui suoi discepoli e i legami che ella intrattiene con essi, risponde: “Mi ricordo di ciascuno di essi. Ho abilitato alcuni di loro alla recitazione di una sola lettura. Altri -poco numerosi – hanno ricevuto l’abilitazione nelle dieci letture, e il loro diploma reca il mio sigillo speciale dal quale non mi separo mai e che non affido a nessuno, nemmeno a gente di fiducia”.
Aggiunge: “Alcuni di loro sono troppo occupati e non mi fanno più visita. Ma la maggior parte mi chiama, viene a trovarmi e ad informarsi del mio stato, di tanto in tanto”. Ed elenca, non senza fierezza, numerosi recitatori, predicatori, memorizzatori del Sublime Corano; uno di essi ha anche ottenuto il secondo premio al concorso internazionale di memorizzazione del Corano organizzato in Arabia Saudita. Il più conosciuto è lo shaykh Ahmad Nu’ayni’, che ha recitato il Corano dinanzi a lei ottenendone l’abilitazione, allo stesso titolo di numerosi insegnanti e shuyûkh dell’Istituto dei Lettori di Alessandria che, ogni volta che accordano un’abilitazione nella memorizzazione del Corano, menzionano il nome della shaykha all’inizio della catena di trasmissione risalente al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

Le mogli dei memorizzatori sono gelose della Shaykha!

Shaykha Umm As-Sa’d racconta, divertendosi, che le spose di alcuni memorizzatori manifestano gelosia nei suoi confronti, e il timore che possa loro “sottrarre” i loro sposi, talmente questi ultimi parlano della loro Shaykha con orgoglio e rispetto. Ciò spinge allora i mariti a condurre le loro mogli alle riunioni di studio, perché possano rendersi conto di come tali timori siano infondati, nei riguardi di una vecchia cieca!
Aggiunge: “D’altronde, alcuni uomini esitavano un poco a studiare presso di me, pôiché sono una donna; altri se ne sono proprio astenuti. Ma lo shaykh Muhammad Ismâ’îl, il predicatore salafi più rinomato di Alessandria, ha emesso una fatwâ che li autorizza a ciò, particolarmente dopo essere venuto a conoscenza della mia età; egli ha anche mandato le sue familiari a studiare da me”.

La festa del giorno della khatmah… La festa e i regali

La felicità di Umm As-Sa’d giunge al culmine il giorno della khatmah, in cui conferisce la licenza di memorizzazione del Corano ad un discepolo. Benché tale avvenimento si sia prodotto più di trecento volte, ne conserva ogni volta una foto; l’ultima abilitazione è quella di una donna che ha appreso il Corano nella lettura di Nâfi’ secondo la trasmissione di Qâlûn.
Il giorno della khatmah si organizza un pasto, o un tè coi pasticcini. Il discepolo di solito le offre un regalo: una jellaba, un anello o un altro gioiello, ciascuno secondo i suoi mezzi.
Il più bel regalo che i suoi allievi le abbiano donato fu un viaggio per il Pellegrinaggio a Makkah, seguito da un soggiorno di un anno nell’Hijâz, comprese tutte le spese. Ciò che la shaykha apprezzò di più del viaggio, dopo l’Hajj, fu l’opportunità che ebbe di ripassare il Sublime Corano, e di concedere abilitazioni a decine di huffâz provenienti da diversi Paesi musulmani, come l’Arabia Saudita, il Pakistan, il Sudan, la Palestina, il Libano, il Ciad o l’Afghanistan. Ricorda con particolare piacere l’abilitazione concessa ad una ragazza saudita di soli diciassette anni.

“Che la mia shaykha mi perdoni… mi sono sposata!…”

Interrogata sull’identità del suo discepolo più intimo, shaykha Umm As-Sa’d risponde: “Mio Marito!”. Si tratta di Shaykh Muhammad Farîd Nu’mân che, prima di morire, era il recitatore più noto alla radio di Alessandria. Fu la prima persona abilitata da Umm As-Sa’d. Racconta, a proposito del suo matrimonio: “Non ho potuto mantenere la promessa fatta alla mia shaykha Nafîsah di non sposarmi… Egli mi recitava il Corano secondo tutte le letture. Provavo una profonda simpatia nei suoi confronti. Era cieco come me, e aveva memorizzato il Corano da piccolo. Gli ho insegnato per cinque anni interi. Quando ottenne il diploma nelle dieci recitazioni, chiese la mia mano, ed io accettai di sposarlo!”
Il loro matrimonio durò quarant’anni, duirante i quali non ebbero figli. Commentando questo fatto, la shaykha dice: “Sento che Allah (SubhanaHu waTa’ala) scelse il bene per me… con dei bambini, probabilmente avrei avuto altre occupazioni e non avrei potuto consacrarmi allo studio del Corano, che forse avrei dimenticato…”
La Shaykha ha continuato a prodigarsi, come un fiume che apporta generosamente le onde del Corano…

Umm As-Sa’d Al-Askandariyyah (rahimahallah) è tornata al suo Signore il 17 Ramadan 1427 H (ottobre 2006)


fonte: islamonline.net, islamophile.org

aggiornamento:


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note:

1. Le dieci “letture” del Corano designano le dieci principali varianti delle recitazioni del Libro Sacro, in vigore nel mondo musulmano. La scienza delle “recitazioni” o “letture” è una scienza a sé stante, tra le branche delle scienze coraniche.
2. La licenza (ijâzah) di apprendimento del Corano designa un diploma attestantz che una certa persona ha memorizzto e recitato il Corano senza alcun errore dinanzi ad un maestro anch’egli titolare di un tale diploma. Tale attestazione precisa che il tale ha recitato davanti al tale, il quale l’ha recitato dinanzi ad un terzo… fino a risalire al Compagno (r), che lo recitò dinanzi al Profeta (s), che lo recitò dinanzi all’Angelo Jibrîl (Gabriele), che lo ricevette direttamente da Allah l’Altissimo.

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