Trai beneficio da cinque cose prima di cinque altre…


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Trai beneficio da cinque cose prima di cinque altre…

 

Commento di un hadîth del Profeta

(sallAllahu ‘alayhi waSallam)

 

a cura di ‘Abdul ‘Azîm Al-Badawî

 

dal sito Sajidine

Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) consigliò un uomo in questi termini:

“Trai beneficio da cinque cose prima di cinque (altre) cose: la vita prima della morte, la salute prima della malattia, il tempo libero prima dell’attività, la gioventù prima della vecchiaia, la ricchezza prima della povertà” (hadîth sahîh riportato da Al-Hakim 306/4)

Si tratta di un consiglio pieno di valore e un richiamo contenente un’enorme saggezza da parte del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), la creatura che Allah (‘azza waJalla) descrisse come colui che:

بِالْمُؤْمِنِينَ رَءُوفٌ رَحِيمٌ (128)

 

…è dolce e misericordioso verso i credenti (Corano IX. At-Tawba, 128)

 

E quanto abbiamo bisogno di tale richiamo! Vediamo i giorni passare, gli anni scorrere, e le nostre provviste di buone azioni sono così misere… poiché abbiamo sciupato la nostra vita nella distrazione e nei divertimenti, fatto uso del nostro tempo ascoltando canzoni e musica, passato la giovinezza nei piaceri e nelle passioni. Ascoltate dunque, e comprendete:

قَبْلِ أَنْ يَأْتِيَ أَحَدَكُمُ الْمَوْتُ فَيَقُولَ رَبِّ لَوْلَا أَخَّرْتَنِي إِلَى أَجَلٍ قَرِيبٍ فَأَصَّدَّقَ وَأَكُنْ مِنَ الصَّالِحِينَ (10)

 

…prima che giunga a uno di voi la morte ed egli dica: “Signore, se Tu mi dessi una breve dilazione, farei l’elemosina e sarei fra i devoti”. Ma Allah non concede dilazioni a nessuno che sia giunto al termine. Allah è ben informato a proposito di quello che fate (Corano LXIII. Al-Munâfiqûn, 10-11)

 

Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) consigliò a quest’uomo di utilizzare la sua vita consapevolmente prima della morte, poiché la vita è un immenso beneficio, e ciascuno dei giorni che la compone è un beneficio. Il Profeta (che Allah gli accordi la Grazia e la Pace) aveva l’abitudine di dire, quando Allah (‘azza waJalla) lo resuscitava dal suo sonno: “Lode ad Allah Che ci ha fatto rivivere dopo averci fatto morire, e verso di Lui è il ritorno”(riportato da Bukhârî).

Poiché questa giornata può permettere all’uomo di pentirsi, o al generoso di esserlo maggiormente. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Il migliore di voi è colui la cui vita si sia allungata e le cui azioni si siano perfezionate” (hadîth autentico riportato da Tirmidhi, 3/387/2432).

Così, una lunga vita costellata di buone azioni permette di raggiungere gradi elevati e delizie eterne… al punto tale che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) differenziò (nella ricompensa) tra due Sahâbah (radiAllahu ‘anhum) morti ad un intervallo di una settimana l’uno dall’altro. Secondo quanto riferì ‘Abdullah ibn Khâlid as-Sulamî (radiAllahu ‘anhu): “Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) aveva fraternizzato due uomini. Uno di essi fu ucciso (durante il Jihâd). Il secondo morì una settimana dopo. Pregammo dunque su di lui (la preghiera funebre), e il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci chiese: “Cosa avete detto?”. Rispondemmo: “Abbiamo invocato Allah (‘azza waJalla) per lui dicendo: Oh Allah! Perdonalo e fagli raggiungere il suo amico”. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse allora: “Dov’è dunque la sua preghiera (del secondo defunto) dopo la sua preghiera (del primo defunto)? E il digiuno (del secondo) dopo il digiuno (del primo)? E le sue (buone) azioni dopo le sue(buone) azioni? Vi era una differenza tra loro (nella durata della loro vita) così importante quanto la distanza separante il cielo dalla terra”.” (hadîth autentico riportato da Abû Dâwûd, 7/198/2507 e an-Nisâ’î 4/74).

Osservate dunque – che Allah abbia misericordia di voi – come il fratello deceduto nel suo letto superò il suo fratello caduto martire, e come si elevò il suo grado presso Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) rispetto al grado di suo fratello. Tutto ciò a causa di una settimana di più che Allah (‘azza waJalla) accordò ad uno dei due! Cosa sarebbe accaduto, allora, se fosse vissuto un anno più di lui, o ancora maggiormente? Approfittate dunque – che Allah abbia misericordia di voi – della vostra vita, poiché la morte giunge senza avvertire.

E i membri della Ummah Musulmana sono concordi nell’affermare che la morte non giunge ad un’età particolare, in un periodo particolare, né a causa di una malattia particolare, e ciò in modo tale che l’uomo sia (sempre) pronto a farvi fronte, col bagaglio necessario. O servitori di Allah! Non considerate dunque la vostra religione come oggetto di distrazione e di divertimento, non siate vittime dell’inganno della vita di quaggiù, e non lasciatevi imbrogliare da Shaytân (a’udhubillah) riguardo ad Allah (‘azza waJalla):

إِنَّ اللَّهَ عِنْدَهُ عِلْمُ السَّاعَةِ وَيُنَزِّلُ الْغَيْثَ وَيَعْلَمُ مَا فِي الْأَرْحَامِ وَمَا تَدْرِي نَفْسٌ مَاذَا تَكْسِبُ غَدًا وَمَا تَدْرِي نَفْسٌ بِأَيِّ أَرْضٍ تَمُوتُ إِنَّ اللَّهَ عَلِيمٌ خَبِيرٌ (34)

In verità la scienza dell’Ora è presso Allah, Colui che fa scendere la pioggia e conosce quello che c’è negli uteri. Nessuno conosce ciò che guadagnerà l’indomani e nessuno conosce la terra in cui morrà. In verità Allah è il Sapiente, il Ben informato (Corano XXXI. Luqmân, 34)

 

Fate dunque buon uso della vostra vita, poiché Allah (‘azza waJalla) ci ha spiegato che i morti chiederanno di poter tornare nel basso mondo al momento della morte, quando si renderanno conto del valore della vita. Allah (‘azza waJalla) dice:

 

حَتَّى إِذَا جَاءَ أَحَدَهُمُ الْمَوْتُ قَالَ رَبِّ ارْجِعُونِ (99) لَعَلِّي أَعْمَلُ صَالِحًا فِيمَا تَرَكْتُ

Quando poi si presenta la morte a uno di loro, egli dice: “Mio Signore! Fatemi ritornare! Che io possa fare il bene che ho omesso”… (Corano XXIII. Al-Mu’minûn, 99-100)

E dice Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo):

 

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آَمَنُوا لَا تُلْهِكُمْ أَمْوَالُكُمْ وَلَا أَوْلَادُكُمْ عَنْ ذِكْرِ اللَّهِ وَمَنْ يَفْعَلْ ذَلِكَ فَأُولَئِكَ هُمُ الْخَاسِرُونَ (9) وَأَنْفِقُوا مِنْ مَا رَزَقْنَاكُمْ مِنْ قَبْلِ أَنْ يَأْتِيَ أَحَدَكُمُ الْمَوْتُ فَيَقُولَ رَبِّ لَوْلَا أَخَّرْتَنِي إِلَى أَجَلٍ قَرِيبٍ فَأَصَّدَّقَ وَأَكُنْ مِنَ الصَّالِحِينَ (10)

O credenti, non vi distraggano dal ricordo di Allah i vostri beni e i vostri figli. Quelli che faranno ciò saranno i perdenti. Siate generosi di quello che Noi vi abbiamo concesso, prima che giunga a uno di voi la morte ed egli dica: “Signore, se Tu mi dessi una breve dilazione, farei l’elemosina e sarei fra i devoti” (Corano LXIII. Al-Munâfiqûn, 9-10)

Così, ogni persona negligente dei propri doveri rimpiangerà il proprio comportamento nel momento dell’agonia e implorerà una dilazione, per quanto breve, per recuperare le proprie mancanze e correggere il proprio passato… ma che illusione! Ciò che è fatto, è fatto… e ciò che doveva accadere, è accaduto! Dice Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo):

 

وَأَنْذِرِ النَّاسَ يَوْمَ يَأْتِيهِمُ الْعَذَابُ فَيَقُولُ الَّذِينَ ظَلَمُوا رَبَّنَا أَخِّرْنَا إِلَى أَجَلٍ قَرِيبٍ نُجِبْ دَعْوَتَكَ وَنَتَّبِعِ الرُّسُلَ أَوَلَمْ تَكُونُوا أَقْسَمْتُمْ مِنْ قَبْلُ مَا لَكُمْ مِنْ زَوَالٍ (44) وَسَكَنْتُمْ فِي مَسَاكِنِ الَّذِينَ ظَلَمُوا أَنْفُسَهُمْ وَتَبَيَّنَ لَكُمْ كَيْفَ فَعَلْنَا بِهِمْ وَضَرَبْنَا لَكُمُ الْأَمْثَالَ (45)

Avverti le genti (a proposito) del Giorno in cui li colpirà il castigo. (Allora) coloro che saranno stati ingiusti diranno: “O Signor nostro, concedici una breve dilazione: risponderemo al Tuo appello e seguiremo i Messaggeri”. “Non giuravate dianzi, che per voi non ci sarebbe stato declino? Eppure abitavate nelle case di coloro che avevano fatto torto a se stessi, e quel che ne facemmo vi era ben noto. Vi abbiamo citato gli esempi” (Corano XIV. Ibrâhîm, 44-45)

La salute e il tempo libero fanno anch’essi parte delle cose di cui il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci ordinò di fare buon uso: “…la salute prima della malattia, il tempo libero prima dell’attività… “. Infatti, la salute è una corona posta sulla testa delle persone sane, che solo i malati possono vedere; ed il tempo libero è un tesoro per chi lo detiene, che vedono soltanto le persone sovraccariche di attività…

Per questo è stato riportato dal Sapiente del Shâm[1] Jamâlu-d-Dîn al-Qâsimî, che egli passò accanto ad un caffè con dei suoi amici, e vide la gente che vi si divertiva. Abbassò allora il capo, pensieroso. Gli chiesero la ragione della sua preoccupazione, ed egli rispose: “Se costoro mi avessero venduto il loro tempo, glielo avrei acquistato!…”.

Trai vantaggio, allora, o servitore di Allah, della tua salute, e utilizzala per digiunare di giorno, pregare di notte, combattere i nemici (della religione), recarti alla moschea, viaggiare alla ricerca della conoscenza, prima di essere messo alla prova con la malattia… Desidererai allora digiunare, ma non potrai farlo. Vorrai pregare in piedi, ma non ne avrai la forza. Cercherai di andare alla moschea, ma le tue gambe cederanno. E rimpiangerai, allora, i giorni passati, in cui avresti potuto fare tutto ciò, ma lo tralasciasti…

E riempi il tuo tempo libero con ciò che ti sarà di beneficio tra le buone azioni, prima di essere troppo occupato. Allora, nel bel mezzo della tua occupazione, spererai di poter disporre di un’ora per poter leggere un libro, o assistere ad una lezione… Ma non potrai farlo! E rimpiangerai, allora, il tempo – addirittura gli anni! – che hai sciupato.

Sappi, o servo di Allah, che se utilizzerai la salute e il tempo nell’obbedienza nei confronti di Allah (‘azza waJalla), e poi ti ammalerai o dovrai partire per un viaggio, le buone azioni che avevi l’abitudine di compiere quando eri in salute e sedentario ti verranno contate lo stesso, così come ci assicurò il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui): “Se il servo si ammala, le buone azioni che era abituato a compiere quando era in salute e sedentario gli verranno contate(come se le avesse compiute lo stesso) (riportato da Bukhârî 6/136/2996). Tuttavia, la maggior parte della gente è incurante a questo proposito.

Questa è anche la ragione per cui il Profeta (che Allah gli accordi la Grazia e la Pace) disse: “Vi sono due benefici riguardo ai quali molta gente si inganna: la salute e il tempo libero” (riportato da Bukhârî 11/229/6412).

E l’inganno di cui si parla nell’hadîth è in effetti un termine che si utilizza nel commercio: si dice che una persona ne ha ingannata un’altra se si è presa gioco di lei. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) volle dunque spiegare che la persona realmente imbrogliata è quella in buona salute e con del tempo libero a sua disposizione, che tuttavia non trae beneficio da questi due doni. In effetti, essa è simile ad una persona che possieda un gioiello di grande valore e che lo venda in cambio di un po’ di sterco.

Ibn Battal spiegò: “Il senso dell’hadîth è il seguente: una persona non può avere del tempo libero a meno che non sia in buona salute. Chunque, dunque, possegga questi due benefici, che stia attento a non far parte di coloro che si ingannano, che non ringraziano per i doni loro accordati da Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato). E il fatto di seguire gli ordini di Allah (‘azza waJalla), e di stare alla larga da tutto ciò che Egli ha vietato, fa parte della riconoscenza. Chiunque tralasci di agire così, è una persona ingannata”.

Ibn al-Jawzî commentò: “Una persona potrebbe essere in buona salute senza tuttavia avere del tempo libero, a causa delle occupazioni inerenti al suo lavoro, con cui si guadagna la vita. Un’altra, potrebbe non aver bisogno di lavorare, senza tuttavia essere in buona salute. Se, tuttavia, questi due doni coincidono nella stessa persona, ma l’indolenza gli impedisce di trarne profitto, ecco la persona ingannata! In effetti, questo basso mondo è un campo da seminare per l’Aldilà, e un luogo di commercio il cui guadagno apparirà nell’Aldilà. Chunque dunque utilizzi il proprio tempo libero e la propria salute nell’obbedienza ad Allah (‘azza waJalla), sarà felice. In quanto a colui che li utilizzi nella disobbedienza ad Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo), sarà certamente ingannato. Poiché il tempo libero è sempre seguito dall’attività e dall’occupazione. E la malattia fa sempre seguito alla buona salute”.

At-Tibi disse: “Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) paragonò il Musulmano ad un commerciante che possieda un certo capitale. Questo commerciante dunque ne deve trarre gaudagno, conservando tuttavia il proprio capitale. Il mezzo utilizzato sarà dunque quello di scegliere gli interlocutori adatti durante una transazione, di sapersi ben comportare nei loro confronti, di essere sincero e intelligente per non risultare perdente. La salute e il tempo libero sono il capitale. Al Musulmano conviene comportarsi dinanzi ad Allah (‘azza waJalla) con fede, forza d’animo, e combattere il nemico della religione (Satana) allo scopo di guadagnare la felicità in questo basso mondo e nell’Aldilà. È anche necessario allontanarsi dai desideri dell’anima e dalle transazioni con Shaytân (a’udhubillah), allo scopo di non perdere il capitale, poiché si tratterebbe di una grave calamità” (Vedi Fath al-Bârî, 11/231).

Bukhârî citò l’hadîth precedente nel suo Sahîh, all’inizio del capitolo intitolato “Ar-Riqaq”, e lo fece seguire dall’hadîth seguente, riferito da Anas (radiAllahu ‘anhu), secondo cui il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Oh Allah! Non vi è vita se non la vita dell’Aldilà!” (Bukhârî 11/229/6492; lo stesso hadîth è riportato anche da Muslim).

Ibn al-Munayyir commentò: “La ragione per cui l’hadîth di Anas (radiAllahu ‘anhu) segue quello di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) è la seguente: molta gente è stata ingannata riguardo la salute e il tempo libero, poiché ha dato la preferenza alla vita di quaggiù rispetto alla vita dell’Aldilà. L’Imâm Bukhârî (rahimahullah) ha voluto dunque mostrare che la vita alla quale essi hanno accordato la più grande importanza non vale alla fine dei conti proprio nulla, ed è piuttosto la Vita che essi hanno trascurato il vero scopo. Chiunque si occupi di qualcos’altro sarà dunque ingannato”.

È per questa ragione che i Pii Predecessori (Salaf as-Salih) erano molto più attenti del buon utilizzo del loro tempo, rispetto a noi. In effetti, per ciò che ci riguarda, troviamo delle persone che non sanno come far uso del loro tempo, o come “riempire” il loro tempo libero (al punto tale che si sente questo genere di espressioni: “Vieni con me ad ammazzare il tempo”, “Andiamo a perdere un po’ di tempo”); i Pii Predecessori, al contrario, accordavano importanza al minimo istante, anche ai secondi, e ci è stato tramandato come si consigliassero mutualmente tale comportamento:

Prendiamo l’esempio di Ibn al-Jawzî (rahimahullah), che consigliò a suo figlio: “O figlio mio, “Per chiunque dica: SubhanAllah wabihamdiHi (Gloria ad Allah e Lode a Lui!), una palma sarà piantata in Paradiso”[2]. Osserva dunque chi spreca le sue ore: quante palme ha perduto?…”

È stato riportato che uno dei nostri Sapienti, quando qualcuno gli diceva: “Fermati un attimo! Ti devo parlare!”, rispondeva: “In questo caso, arresta il movimento del sole!”.

Alcuni di essi, quando degli invitati arrivavano all’improvviso, dopo aver riservato loro un’onorevole accoglienza, se gli invitati cominciavano a trattenersi eccessivamente, dicevano loro: “Non ve ne andrete dunque?”, allo scopo di poter far uso del loro tempo in modo più costruttivo!

Tra le cose di cui il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) raccomandò di fare buon uso, vi è “…la gioventù prima della vecchiaia…”.

La giovinezza è il periodo del dispendio e della lotta, ed è l’occasione d’oro in tutta la vita. Chiunque, dunque, utilizzi la propria giovinezza con cognizione di causa sarà vincente e salvato, e Allah (‘azza waJalla) lo porrà sotto la Sua ombra nel Giorno in cui non vi sarà altra ombra che la Sua. E chiunque sciuperà la giovinezza nei piaceri e nei desideri sarà perduto: se muore in questo stato, lo rimpiangerà; se invecchia, lo rimpiangerà lo stesso. Poiché, se muore le sue azioni saranno finite, e se invecchia la sua schiena si curverà, le sue gambe si indeboliranno, il suo udito e la sua vista si attenueranno, e non avrà dunque la forza di compiere tutte le opere buone che desiderava compiere. E che parola veridica questa:

Se soltanto la gioventù potesse ritornare, affinché le raccontassi ciò che la vecchiaia ha fatto di me…

È dunque a te, servitore di Allah, che mi rivolgo: che la tua giornata sia digiuno, che la tua notte sia preghiera, che i tuoi passi ti dirigano verso la moschea, e stai in guardia, che la tua giornata non sia divertimento, le tue veglie distrazione, e che i tuoi passi non ti guidino verso la disobbedienza ad Allah (‘azza waJalla).

Se vivi fino al mattino, non aspettare la sera, e se vivi fino alla sera, non attendere il mattino, fai buon uso della tua salute prima della malattia, e della tua vita prima della morte…

In quanto alla “…ricchezza prima della povertà”: la ricchezza fa parte dei doni che Allah (‘azza waJalla) ci concede; è dovere di colui al quale Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) abbia accordato tale beneficio riconoscere la generosità di Allah (‘azza waJalla). E la saggezza di questa generosità si trova nelle parole del Profeta Sulaymân (Salomone, su di lui la pace), quando vide il trono di Bilqîs dinanzi a sé:

 

هَذَا مِنْ فَضْلِ رَبِّي لِيَبْلُوَنِي أَأَشْكُرُ أَمْ أَكْفُرُ

…”Questo è parte della grazia del mio Signore per mettermi alla prova, (e vedere) se sarò riconoscente o ingrato…” (Corano XXVII. An-Naml, 40)

Conviene dunque al servitore di approfittare della sua ricchezza, donando di ciò che Allah (‘azza waJalla) gli ha concesso, e che stia in guardia di non essere avaro della generosità di cui Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) gli ha donato, poiché Allah l’Altissimo dice:

 

وَلَا يَحْسَبَنَّ الَّذِينَ يَبْخَلُونَ بِمَا آَتَاهُمُ اللَّهُ مِنْ فَضْلِهِ هُوَ خَيْرًا لَهُمْ بَلْ هُوَ شَرٌّ لَهُمْ سَيُطَوَّقُونَ مَا بَخِلُوا بِهِ يَوْمَ الْقِيَامَةِ وَلِلَّهِ مِيرَاثُ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ وَاللَّهُ بِمَا تَعْمَلُونَ خَبِيرٌ (180)

 

Coloro che sono avari di quello che Allah ha concesso loro della Sua grazia, non credano che ciò sia un bene per loro. Al contrario, è un male: presto, nel Giorno del Giudizio, porteranno apppeso al collo ciò di cui furono avari. Ad Allah l’eredità dei cieli e della terra; e Allah è ben informato di quello che fate (Corano III. Âl-’Imrân, 180)

Non dimentichiamo, quindi:

“Trai beneficio da cinque cose prima di cinque (altre) cose: la vita prima della morte, la salute prima della malattia, il tempo libero prima dell’attività, la gioventù prima della vecchiaia, la ricchezza prima della povertà”


[1] Shâm: regione inglobante attualmente la Siria, la Giordania, il Libano e la Palestina.

 

[2] Hadîth sahîh riportato da Tirmidhi 5/174/3531

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