Suratu-r-Rahmân


Tafsîr

dell’Imâm Ibn Kathîr

(che Allah l’Altissimo abbia Misericordia di lui!)

 

 

Suratu-r-Rahmân

– Il Misericordioso – n° LV

 

78 versetti

Rivelata interamente a Madinah, dopo Suratu-r-Ra’d (Il Tuono, n° XIII)

 

Jabir (che Allah si compiaccia di lui) riferì che il Messaggero di Allah (Pace e Benedizioni su di lui) uscì per incontrare i suoi Compagni (r) e recitò loro la Surah del Misericordioso tutta intera. Poiché essi rimanevano in silenzio, egli (s) disse:“Questa notte l’ho recitata ai Jinn, (e) la loro reazione è stata migliore della vostra. Poiché, ogni volta che recitavo “Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?”, essi rispondevano: ‘Non rinnegheremo alcuno dei Tuoi Benefici, a Te le Lodi’.” (riferito da Tirmidhi, Al-Bazzar e Ibn Jarir).

 

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Il Misericordioso (1) ha insegnato il Corano (2), ha creato l’uomo (3) e gli ha insegnato ad esprimersi (4). Il sole e la luna [si muovono] secondo calcolo [preciso] (5). E le stelle e gli alberi si prosternano (6). Ha elevato il cielo e ha eretto la bilancia (7), affinché non frodiate nella bilancia (8): stabilite il peso con equità e non falsate la bilancia (9). La terra l’ha disposta per le creature (10): vi crescono frutti e palme dalle spate protette (11) e cereali nei loro involucri e piante aromatiche (12). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete ? (13)

 

Allah (SWT) ricorda ai Suoi servi le Sue Grazie e i Suoi Favori, cominciando dal Corano, questo Libro celeste che Egli ha reso facile sia per ciò che riguarda la sua comprensione che per ciò che riguarda la sua lettura e la sua recitazione.

E gli ha insegnato ad esprimersi (gli ha dato l’uso della parola).

Allah (SWT) ha insegnato all’uomo la retorica, che è la scienza della parola, grazie alla quale (l’essere umano) può facilmente leggere il Corano e comprenderlo.

Il sole e la luna [si muovono] secondo calcolo [preciso], poiché la loro rivoluzione è ben determinata secondo una legge prestabilita, poiché non sta al sole raggiungere la luna e neppure alla notte sopravanzare il giorno. Ciascuno vaga nella sua orbita (XXXVI. Yâ Sîn, 40). E in un altro versetto Egli (SWT) ha mostrato che della notte fa un riposo, del sole e della luna una misura [del tempo] (VI. Al-An’âm, 96).

E le stelle e gli alberi si prosternano. Alla parola araba najm citata nel testo Coranico sono stati attribuiti due significati. Secondo Ibn ‘Abbas (r), significa “tutto ciò che fiorisce sulla terra” (ossia l’erba), e questa opinione è sostenuta da Ibn Jubayr, As-Suddy, Sufyan ath-Thawri (r) e Ibn Jarir (Tabari) la ritenne l’opinione più corretta. (Può darsi che essi si siano basati su un fenomeno scientifico secondo cui le piante si inclinano dal lato della luce. Ecco il senso di questa prosternazione). In quanto a Mujahid, al-Hasan e Qatada (r), essi hanno detto che si tratta della stella che si trova nel cielo, riferendosi alle Parole di Allah (SWT): Non vedi dunque che è davanti ad Allah che si prosternano tutti coloro che sono nei cieli e tutti coloro che sono sulla terra e il sole e la luna e le stelle e le montagne e gli alberi e gli animali e molti tra gli uomini?… (XXII. Al-Hajj, 18). Questa interpretazione risulta essere la più logica, e Allah è il Più Sapiente!

Ha elevato il cielo e ha eretto la bilancia. La bilancia significa la giustizia,affinché non frodiate nella bilancia. Possiamo interpretare questi versetti nel modo seguente: Allah (SWT) creò i cieli e la terra in tutta verità e giustizia affinché ogni cosa sia fatta in verità e giustizia. E’ per questo che Egli (SWT) ordina alla gente: stabilite il peso con equità e non falsate la bilancia, ossia: non causate torto agli uomini nei loro beni, piuttosto osservate la misura e il peso quando misurate e quando pesate. Si trovano nel Corano molti versetti relativi a questo ordine.

La terra l’ha disposta per le creature, stabilendovi le montagne, più o meno elevate, perché la terra non vacilli e affinché gli uomini possano viverci in tutta tranquillità. Vi si trovano frutti di differenti specie, forme, sapori e colori, e palme dalle spate protette. Allah (SWT) ha citato in particolare le palme in ragione delle loro multiple utilità. E cereali nei loro involucri e piante aromatiche: alcuni esegeti, commentando questo versetto, hanno detto che habb significa il frumento, l’orzo e altri (cereali); rayhân sono le foglie che coprono lo stelo quando i chicchi si formano nella spiga.

 

Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? La parola Âlâ’i non significa “attributi”, ma piuttosto “benefici”, che traduce il senso esatto, soprattutto osservando che Allah (SWT) ha cominciato enumerandone qualcuno all’inizio della Sura. Questa domanda è rivolta sia agli esseri umani che ai jinn. E noi non rinneghiamo affatto questi benefici e lodiamo Allah l’Altissimo per averci accordato così gran parte delle Sue Grazie e dei Suoi Favori.

Creò l’uomo di argilla risonante come terraglia (14) e i jinn da fiamma di un fuoco senza fumo (15). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (16) Il Signore dei due Orienti e il Signore dei due Occidenti (17) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (18) Lasciò liberi i due mari affinché si incontrassero (19), [ma] fra loro vi è una barriera che non possono oltrepassare. (20) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (21) Da entrambi si estraggono la perla e il corallo (22) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (23). A Lui [appartengono] le navi, alte sul mare come colline (24). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (25)

Allah (SWT) creò l’uomo di argilla come la terraglia e i jinn dall’”estremità” della fiamma del fuoco, così come ha riferito Ibn ‘Abbas (r), o dal fuoco puro, come ha detto ancora Ibn ‘Abbas e (come hanno confermato) Ikrima, Mujahid, Hasan al-Basri e Ibn Zayd (che Allah si compiaccia di tutti loro). L’Imam Ahmad riporta da ‘Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) che il Messaggero di Allah (s) disse: «Gli angeli sono stati creati di luce, i jinn da un fuoco puro e Âdam così come vi è stato descritto» (riportato da Muslim e Ahmad).

Il Signore dei due Orienti e il Signore dei due Occidenti. Si tratta del levarsi del sole in ciascuna delle due stagioni: l’estate e l’inverno, così come il suo tramontare. Poiché vi è in questo cambiamento – seppur minimo – nel levarsi e nel tramontare del sole un interesse per gli uomini, Allah (SWT) lo ricorda loro.

Lasciò liberi i due mari affinché si incontrassero[1]. Allah (SWT) ha permesso all’acqua del mare e a quella del fiume, così come possiamo notare sulla terra, di incontrarsi; ma ciascuna di esse non oltrepassa una barriera che separa l’una dall’altra. Abbiamo già parlato di questo fenomeno commentando la Sura del Discrimine (Corano XXV, 53)[2]

Da queste due varietà di acqua, provengono le perle e il corallo. Allah (SWT) dice nella Sura al-Fâtir: I due mari non sono uguali: uno di acqua fresca, dolce da bere e l’altro di acqua salata, amara, eppure da entrambi mangiate una carne freschissima e traete gioielli di cui vi adornate (Corano XXXV, 12).Questa carne delicata e fresca è quella dei pesci e dei frutti di mare. In quanto alle pietre preziose, non le si estrae che dalle acque salate. Ibn ‘Abbas (r), da parte sua, ha precisato: “Ogni goccia di pioggia che cade dal cielo e penetra in una conchiglia produce una perla”. Poiché queste pietre che servono come ornamento alla gente costituiscono un beneficio da parte di Allah (SWT), Egli le ricorda agli uomini e dice: Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?

Le navi che corrono sul mare sembrano essere elevate sull’acqua come montagne. Questo mezzo di trasporto da una regione all’altra o da un paese all’altro assicura agli uomini i mezzi di sussistenza, commerciando, importando ed esportando. I viaggi per mare possono anche essere compiuti per divertimento e turismo. ‘Amra ibn Suwayd (r) riferì che un giorno si trovava con ‘Ali ibn Abi Talib (r) sulla riva dell’Eufrate, quando videro una nave che dispiegava le sue vele. ‘Ali (r) stese allora la mano ed esclamò: “Allah – a Lui la Potenza e la Gloria – ha detto: A Lui [appartengono] le navi, alte sul mare come colline. Per Colui che ha permesso a questi vascelli di navigare sull’acqua, non ho ucciso ‘Uthman (r), né ho incitato al suo assassinio” (riportato da Ibn Abi Hatim).

Tutto quel che è sulla terra è destinato a perire, (26) [solo] rimarrà il Volto del tuo Signore, pieno di Maestà e di Magnificenza (27). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (28). Lo invocano tutti quelli che sono nei cieli e sulla terra. E’ ogni giorno in [nuova] opera (29) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (30)

Tutto ciò che si trova nei cieli e sulla terra perirà, salvo ciò che Allah (SWT) ha eccettuato, e non resterà che il Volto del Signore, pieno di Maestà e di Magnificenza. Allah, Benedetto ed Esaltato, non morirà mai, e in questo versetto ci fa sapere che tutto ciò che Egli ha creato sparirà un giorno. E’ detto in un’invocazione formulata dal Profeta (s): «O Tu il Vivente, che sussisti per Te Stesso, Creatore dei cieli e della terra, pieno di Maestà e di Magnificenza! Non vi è altra divinità al di fuori di Te! Imploriamo la Tua Misericordia. Correggi le nostre situazioni e i nostri affari e non lasciarci a noi stessi, neppure per un battito di ciglia, né ad alcuna altra creatura»

Ash-Sha’bi sottolineò: “Non bisogna fermarsi, mentre si legge o si recita il Corano, al primo versetto, ma bisogna legarlo al seguente” (ossia bisogna leggere i versetti 26 e 27 uniti).

In questo versetto Allah (SWT) Si qualifica di essere degno di Maestà e di Magnificenza. Occorre dunque rispettarLo senza disobbedirGli e obbedirGli senza infrangere i Suoi Ordini e le Sue Leggi. Tutto ciò che popola la terra perirà, senza alcuna distinzione, e gli uomini saranno riuniti nell’Ultimo Giorno per essere giudicati in tutta equità.

Lo invocano tutti quelli che sono nei cieli e sulla terra, avendo sempre bisogno di Lui per realizzare i loro progetti. In quanto a Lui (SWT), è ogni giorno in [nuova] opera. Al-A’mash lo commentò dicendo: “Queste opere consistono nell’esaudire chi Lo implora, a concedere a colui che chiede, a liberare un prigioniero o a guarire un ammalato”. Altri hanno aggiunto a ciò: a perdonare a un peccatore, a liberare da un’angoscia, a sollevare da un fastidio; in breve, sia quelli che si trovano nei cieli che quelli che vivono sulla terra domandano il Suo soccorso in tutti i loro affari.

Munib al-Azdi riferì: “Un giorno, il Messaggero di Allah (s) recitò il versetto E’ ogni giorno in [nuova] opera. Gli chiedemmo: «Qual è questa opera, o Messaggero di Allah?». Egli (s) rispose: «Consiste nel perdonare un peccato, nel sollevare da un fastidio, nell’elevare alcuni uomini e nell’abbassarne degli altri»” (riportato da Ibn Jarir Tabari).

Ibn ‘Abbas (r) disse: “Allah (SWT) creò la Tavola Custodita da una grande perla bianca, le cui due parti sono fatte di rubino; il Suo calamo è di luce e il Suo libro è anch’esso di luce. Le due estremità di questa Tavola sono separate da una distanza equivalente a quella che separa il cielo e la terra. Ogni giorno Egli (SWT) vi guarda trecentosessanta volte, e dopo ogni sguardo crea una cosa, fa morire, dona la vita, rende potente od umilia chi vuole e fa ciò che vuole”.

Verrà un giorno in cui non dovremo occuparci di altro che di voi, o uomini e jinn (31)! Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (32) O consesso di jinn e di uomini, se potete varcare i limiti dei cieli e della terra, fatelo. Non fuggirete senza un’autorità [proveniente da Allah] (33) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (34) Sarà inviata contro entrambi fiamma ardente e rame fuso e non sarete soccorsi (35). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (36)

 

L’espressione Verrà un giorno in cui non dovremo occuparci di altro che di voinon deve essere presa alla lettera, poiché nessuna altra preoccupazione potrebbe rendere Allah (a Lui la Potenza e la Gloria) incapace di occuparsi di qualcos’altro. Essa significa: “Vi prenderò all’improvviso”, e ciò costituisce una minaccia agli uomini e ai jinn che un giorno saranno giudicati.

O consesso di jinn e di uomini, se potete varcare i limiti dei cieli e della terra, fatelo. Non fuggirete senza un’autorità [proveniente da Allah]. Non potrete sfuggire al destino di Allah (SWT) e a ciò che Egli (SWT) ha decretato, dovunque voi siate. Il Giorno del Giudizio, gli angeli circonderanno gli uomini da tutte le parti, formando sette ranghi, per impedire a chiunque di scappare.

Sarà inviata contro entrambi fiamma ardente, cioè: Se uno di voi, il Giorno del Giudizio, penserà di fuggire, verranno inviate contro di lui fiamme ardenti e rame fuso, e gli angeli lo consegneranno al Fuoco, e così non sarete soccorsi.

Quando si fenderà il cielo e sarà come cuoio rossastro, (37) quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (38) In quel giorno né gli uomini né i jinn saranno interrogati sui loro peccati (39). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (40) Gli empi saranno riconosciuti dai loro segni e afferrati per il ciuffo e per i piedi (41) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (42) [Sarà detto loro]: “Ecco l’Inferno, che i colpevoli trattavano di menzogna” (43) Vagheranno tra esso e il magma ribollente (44). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (45)

Il Giorno della Resurrezione, il cielo si fenderà, un fenomeno confermato da molti versetti del Corano, tra i quali:

e si spaccherà il cielo, così fragile in quel Giorno Corano LXIX. Al-Hâqqah, 16

In quel giorno si fenderà il cielo, con le nubi, e saranno fatti scendere gli angeli in modo visibile Corano XXV. Al-Furqân, 25

Quando si fenderà il cielo e obbedirà al suo Signore e quel che deve fare farà

Corano LXXXIV. Al-Inshiqâq, 1-2

Il termine dihân ha dato luogo a più interpretazioni, riguardanti il cielo dopo che si sarà spaccato:

–          L’autore dice: sarà fuso come l’argento in un crogiolo, e assumerà tutti i colori: rosso, giallo, blu, verde, ecc. e ciò a causa delle angosce del Giorno della Resurrezione.

–          Ibn ‘Abbas (r) disse: diverrà scarlatto come il cuoio rosso

–          Per Ibn Jurayj, il cielo diverrà come olio fuso sotto l’effetto del calore ardente della Jahannam

–          In quanto a as-Suddy, somiglierà inizialmente a una mula rossa, poi sarà come la morchia.

In quel giorno né gli uomini né i jinn saranno interrogati sui loro peccati[3]. Questo versetto è simile alle Parole divine: Sarà il Giorno in cui non potranno parlare, e non sarà dato loro il permesso di scusarsi (Corano LXXVII. Al-Mursalât, 35-36). Allah (SWT) chiederà loro conto di tutto ciò che le loro mani hanno commesso nel basso mondo.

E Ibn ‘Abbas (r) aggiunse: “Poiché Allah (SWT) sarà al corrente di tutte le loro azioni, domanderà loro: «Perché avete fatto la tale e la tale cosa?»“.

Il commento di Qatada (r) è il seguente: “Le loro bocche saranno sigillate e verrà chiesto alle loro membra di parlare”. Mujahid (r), da parte sua, ha detto: “Gli angeli non saranno più interrogati sui colpevoli, ma questi ultimi saranno riconoscibili dai loro segni (marchi)”.

Può darsi, come sostiene l’autore, che ciò avrà luogo dopo la separazione dei colpevoli che saranno schierati a sinistra per essere precipitati nell’Inferno, e allora non verrà più chiesto loro conto dei loro peccati, così come i credenti che saranno riconoscibili dai loro segni dovuti alle abluzioni e alle prosternazioni.

E [saranno] afferrati per il ciuffo e per i piedi. Secondo i diversi commenti degli esegeti, verrà legata la testa del colpevole ai suoi piedi con delle catene e gli verrà torto il dorso. “Ecco l’Inferno, che i colpevoli trattavano di menzogna”, è presente dinanzi a voi e ora non potete più rinnegarlo. Verrà detto loro questo a titolo di rimprovero e di biasimo. Vagheranno tra esso e il magma ribollente[4]. Oltre al supplizio del Fuoco, verrà data loro da bere acqua bollente o bronzo fuso che lacererà loro le budella. Tale sarà la sorte degli infedeli, quale prezzo per la loro miscredenza. In quanto alla ricompensa dei credenti, essa è menzionata nei versetti che seguono.

Per chi avrà temuto di presentarsi [al cospetto] del suo Signore ci saranno due Giardini (46). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (47) Di fresche fronde (48) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (49) In entrambi sgorgano due fonti (50). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (51) In entrambe due specie di ogni frutto (52) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (53)

 

Alcuni esegeti hanno sostenuto che il primo di questi versetti fu rivelato a proposito di Abu Bakr as-Siddiq (che Allah sia soddisfatto di lui).

Atya ibn Qays (r) precisò che fu rivelato a proposito di un uomo che disse un giorno ai suoi: “Alla mia morte, bruciate il mio cadavere, può darsi che così ingannerò Allah”. Ma dopo un giorno e una notte si pentì e Allah (SWT) accettò il suo pentimento e lo fece entrare in Paradiso (riportato da Ibn Abi Hatim).

Ma secondo Ibn ‘Abbas (r) questo versetto riguarda tutti gli uomini, poiché Allah (SWT) dice in un’altra Sura: E colui che avrà paventato di comparire davanti al suo Signore e avrà preservato l’animo suo dalle passioni, avrà invero il Giardino per rifugio (Corano LXXIX. An-Nâzi’ât, 40-41).

Si tratta dunque, in generale, di chiunque tema di comparire davanti al suo Signore – a Lui la Potenza e la Gloria – senza preferire questo basso mondo all’altro, sia convinto che l’Aldilà sia migliore, abbia compiuto tutti i suoi obblighi religiosi e si sia vietato tutto ciò che Allah (SWT) ha proibito. Così aspirerà ad entrare in Paradiso.

A questo proposito, ‘Abdullah ibn Qays (r) riferì che il Messaggero di Allah (s) disse: «Due giardini in argento, con i loro vasi e tutto ciò che contengono, e due giardini d’oro con i loro vasi e tutto ciò che contengono. Nulla separa la gente dalla vista del loro Signore, (se non) il velo della Maestà del Suo Viso nel giardino di Eden» (riportato da Bukhârî e altri)

Abu ad-Darda (r) riferì che il Messaggero di Allah (s) recitò un giorno il versetto precitato. Egli gli chiese allora: “E se l’uomo ha fornicato o rubato?”. Glielo chiese tre volte, e alla fine il Messaggero di Allah (s) lo assicurò che quell’uomo avrà questi due giardini anche se avrà commesso adulterio e furto (e si sia poi pentito), malgrado Abu ad-Darda.

Questo versetto riguarda sia i jinn che gli esseri umani e afferma che i credenti tra i jinn entreranno in Paradiso, così come gli uomini. Ed è per questo che Allah (SWT) ricorda questo grande Favore a queste due specie di creature.

In questi due giardini, vi sono alberi fruttiferi con rami di ogni genere, e ogni ramo darà frutti diversi, secondo le parole di ‘Ata (r). In quanto a Rabi’ ibn Anas, disse che i rami degli alberi fanno ombra a perdita d’occhio. E Asma’ figlia di Abu Bakr (r) riferì di aver sentito dire dal Messaggero di Allah (s): «In Paradiso, il cavaliere marcia cento anni all’ombra – o, seguendo un’altra variante: cento cavalieri possono stare sotto l’ombra di un solo albero -. Vi si trovano dei letti di riposo in oro e il frutto è grande quanto una giara» (riportato da Tirmidhi).

In entrambi sgorgano due fonti per l’innaffiatura degli alberi, affinché diano frutti diversi. Al-Hasan al-Basri (r) precisò che la prima fonte si chiama “Tasnim”, e l’Altra “Salsabil”. In  entrambe due specie di ogni frutto: in Paradiso vi saranno dunque tutte le specie di frutti e anche ciò che nessun occhio ha visto, nessun orecchio ha sentito né spirito umano immaginato. Ibn ‘Abbas (r) disse a questo riguardo: “Ogni specie di frutto dolce o amaro che si trova nel basso mondo, la si ritrova in Paradiso, ma questi frutti non somigliano a quelli terrestri se non nei nomi; in quanto alle qualità, sono differenti”.

Saranno appoggiati su divani rivestiti internamente di broccato, e i frutti dei due giardini saranno a portata di mano (54). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (55) Vi saranno colà quelle dagli sguardi casti, mai toccate da uomini o da jinn (56). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (57) Saranno simili a rubino e corallo (58). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (59). Qual altro compenso del bene se non il bene? (60) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (61)

I beati del Paradiso saranno appoggiati e distesi su dei letti le cui fodere saranno in seta spessa. E’ stato anche detto: in seta spessa bordata d’oro. Ibn Mas’ûd (r) ha aggiunto: “Se le fodere sono fatte di seta, che cosa ne pensate delle coperte propriamente dette?”. I frutti dei due giardini saranno a portata di mano, facili da cogliere, talmente a portata di mano che non proveranno alcuna fatica per prenderne in qualsiasi momento, così come Allah l’Altissimo dice in questo versetto: Le sue ombre li copriranno e i suoi frutti penderanno a portata di mano (LXXVI. Al-Insân, 14). Sarà sufficiente che uno di loro desideri un frutto qualunque perché esso sia a portata di mano per prenderlo.

Vi saranno colà quelle dagli sguardi casti. Esse sono caste, dallo sguardo pudico e non vedono in Paradiso uomo migliore del loro marito. E’ stato riportato che una di esse dirà a suo marito: “Per Allah, non trovo una cosa in tutto il Paradiso che sia più bella di te, e nulla mi è preferibile a te. Lode ad Allah, Che ti ha creato per me e mi ha creata per te”. Mai toccate da uomini o da jinn; esse sono pure, caste, amabili e di uguale giovinezza. Anche questo versetto dimostra che i credenti tra i jinn entreranno in Paradiso. Chiesero una volta a Dumra Ibn Habib: “I jinn entreranno in Paradiso?”, ed egli rispose: “Certamente sì, e si sposeranno con jinn femmine, così come gli uomini”.

Poi Allah (SWT) descrive queste spose comparandole al rubino e al corallo nella loro purezza e nella loro chiarezza. A questo proposito ‘Abdullah Ibn Mas’ûd (r) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu 4alayhi waSallam) disse: «La donna in Paradiso è talmente bianca che si può vedere il midollo della sua gamba attraverso settanta vestiti di seta». Questo è il senso delle Parole di Allah (SWT) Saranno simili a rubino e corallo. Poiché il rubino è una pietra preziosa purissima, se ci si fa entrare un filo attraverso lo si vede facilmente. (riportato da Tirmidhi).

Muhammad Ibn Sirîn disse una volta ai suoi compagni: “Vi è una cosa della quale dovete inorgoglirvi oppure discuterne, chi sono i più numerosi in Paradiso: gli uomini o le donne?”. Abu Hurayra (r) gli rispose: “Abu-l-Qasim (che Allah lo benedica e l’abbia in gloria) non ha forse detto:«Il primo gruppo che entrerà in Paradiso avrà lo splendore della luna quando è piena. Coloro che li seguiranno brilleranno come la stella più luminosa. Ciascuno di essi avrà due spose così belle che si potrà vedere il midollo della gamba di una di esse attraverso la carne. Non vi saranno più celibi in Paradiso»? (riportato da Bukhârî e Muslim)”.

L’Imam Ahmad riporta da Anas (r) che il Messaggero di Allah (s) disse: «Partire di buon mattino o di sera per combattere nella Via di Allah vale più di questo basso mondo e di ciò che contiene. La distanza di due estremità di arco in Paradiso – o, seguendo una variante: il posto che occupa una frusta – vale di più del basso mondo e di ciò che contiene. Se una donna del Paradiso fosse apparsa agli abitanti della terra, avrebbe riempito del suo profumo lo spazio compreso tra loro. Il suo velo vale di più del basso mondo e di ciò che contiene» (riferito da Imam Ahmad e Bukhârî).

Qual altro compenso del bene se non il bene? E ciò non è riservato se non a coloro che avranno fatto delle opere buone nel basso mondo, e Allah (SWT) lo conferma anche nel versetto: Bene a chi fa il bene, e ancor di più (X. Yûnus, 26). Anas ibn Malik (r) disse: “Dopo aver recitato il versetto: Qual altro compenso del bene se non il bene?, il Messaggero di Allah (s) ci disse: «Sapete cosa ha detto il vostro Signore?». Rispondemmo: «Allah e il Suo Messaggero sono i meglio informati». Ed egli (s) replicò: «Vi è altro che il Paradiso come ricompensa per colui al quale Io ho accordato l’ispirazione di proclamare e testimoniare la Mia Unicità?» (riferito da Baghawi)”.

 

E [ci saranno] altri due giardini oltre a quelli (62). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (63) Entrambi di un verde scurissimo (64) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (65) In entrambi due sorgenti sgorganti (66). Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (67) In entrambi frutti, palme e melograni (68) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (69) E [fanciulle] pie e belle (70) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (71) E fanciulle dai grandi occhi neri[5] ritirate nelle loro tende (72) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (73) Che nessun uomo o jinn mai han toccato (74) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (75) Staranno appoggiati su verdi cuscini e meravigliosi tappeti (76) Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (77) Sia benedetto il Nome del tuo Signore, colmo di Maestà e di Magnificenza (78).

Oltre ai due giardini descritti nei versetti precedenti, ve ne sono altri due che sono loro inferiori. I primi sono riservati ai beati che sono vicini ad Allah (SWT), così come ha spiegato Abu Mûsâ (r), e gli altri due alla gente della destra. Sono di un verde scurissimo a causa dell’acqua che ricevono continuamente, o a causa dell’ombra formata dalle fronde degli alberi. Questi ultimi due giardini sono irrigati da due fonti abbondanti, mentre i primi due da due fonti zampillanti d’acqua che cola a fiotti.

Questi giardini contengono frutti, palme e melograni. Gli ultimi due sono citati e specificati a causa della loro superiorità sugli altri frutti. ‘Umar ibn al-Khattâb (che Allah sia soddisfatto di lui) raccontò: “Dei giudei vennero a trovare il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e l’abbia in Gloria) e gli chiesero: «O Muhammad, vi sono dei frutti in Paradiso?». Egli (s) rispose loro: «Certamente sì, e anche delle palme e dei melograni». «Gli abitanti del Paradiso – chiesero – mangeranno così come mangiano gli uomini nel basso mondo?». Egli (s) replicò: «Certamente sì, e ancora molto di più». Gli chiesero: «Soddisferanno i loro bisogni naturali?».«No – replicò (s) – traspireranno, e tutto ciò che si trova nei loro ventri uscirà (sotto forma di sudore)»“.

A proposito delle palme da dattero del Paradiso, Ibn ‘Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “I rami servono (come tessuto) per confezionarne degli abiti. Le foglie sono d’oro rosso, i tronchi di smeraldo verde, i datteri sono più saporiti del miele, più dolci del latte e senza nocciolo”.

In Paradiso, vi sono [fanciulle] pie e belle, che godono di un buon carattere e di un bel viso; sono appartate nelle loro tende, e hanno uno sguardo casto. A questo proposito, ‘Abdullah Ibn Mas’ûd (r) confermò: “Per ogni Musulmano vi sarà una moglie bella e portata al bene, e ciascuna di esse avrà una tenda munita di quattro porte. Ogni giorno (il Musulmano) riceverà una sposa come dono e alta considerazione. Queste donne, prima di allora, non saranno né allegre né ambiziose, né profumate. Sono le hurî, dai grandi occhi, che somigliano a delle perle nelle loro conchiglie”.

Ritirate nelle loro tende: a proposito di queste tende (o padiglioni), ‘Abdullah ibn Qays (r) riferì che il Messaggero di Allah (s) disse: «In Paradiso, vi è una tenda formata di perla scavata, la cui larghezza è di sessanta miglia.  Ad ogni angolo, vi saranno delle spose che i credenti frequenteranno, in modo tale che nessuna di esse possa vedere l’altra» (Bukhârî, Muslim).

Abu Sa’îd (r) riferì che il Messaggero di Allah (s) disse: «Al meno favorito tra gli abitanti del Paradiso verranno donati ottantamila servi e settantadue mogli. E verrà elevata per lui una tenda fatta di perle, crisoliti e rubini, la cui larghezza equivale alla distanza che separa Al-Jabia da San‘a» (riportato da Tirmidhi).

I beati del Paradiso saranno appoggiati su cuscini verdi e tappeti meravigliosi.

Dopo aver mostrato come ci vivranno i suoi abitanti, e i favori che saranno loro concessi, Allah (SWT) ricorda sia ai jinn che agli uomini: Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?

Imploriamo il Signore di farci entrare nel numero di questi beati!

Sia benedetto il Nome del tuo Signore, colmo di Maestà e di Magnificenza. Egli è degno di essere Glorificato e merita di essere obbedito, venerato ed adorato; bisogna esserGli riconoscenti senza rinnegare i Suoi benefici e menzionarLo sempre senza dimenticarLo mai. Tra le altre raccomandazioni, il Messaggero di Allah (s) disse: «Venerate Allah, Egli vi perdonerà», e:«Perseverate nelle vostre implorazioni, implorando Colui che è colmo di Maestà e di Magnificenza».

Nel Sahîh di Muslim, è riportato da ‘Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei), che il Messaggero di Allah (Pace e Benedizioni su di lui), una volta terminata la preghiera e dopo il saluto finale, restava seduto il tempo di dire: «Allahumma, Anta-s-Salâm waminka-s-Salâm. TabâraKa yâ dhâ-l-jilâli wa-l-ikrâm –Mio Dio, Tu sei la Pace e da Te viene la Pace. Che Tu sia Benedetto, Tu che sei colmo di Maestà e di Magnificenza».

waALLAHU ALAM

(e Allah è il Più Sapiente)


[1] Altra possibile traduzione: Ha separato l’acqua dolce e l’acqua salata inizialmente confuse.

 

«Possono essere le acque piovane e quelle dei fiumi, laghi, mari, oppure quelle dolci e quelle salate, o ancora quelle dell’Atlantico e del Mediterraneo.

L’oceanografia ha stabilito che i mari si compenetrano solo apparentemente e che ogni mare ha sue peculiari caratteristiche per quanto riguarda salinità, densità, temperatura. In realtà esistono delle vere e proprie barriere, di cui si è avuta la prova (utilizzando ad esempio la fotografia all’infrarosso). Quando le acque oltrepassano queste barriere, si trasformano e assumendo le caratteristiche del mare in cui sono confluite, “diventano” il mare in cui sono confluite» (Saggio di traduzione del Sublime Corano a cura di H.R. Piccardo/U.C.O.I.I., Newton ed. 1996)

[2] Egli è Colui che ha fatto confluire le due acque: una dolce e gradevole, l’altra salata e amara, e ha posto tra loro una zona intermedia, una barriera insormontabile (Corano XXV, 53)

[3] Altra possibile traduzione: In quel giorno, gli uomini e i jinn non saranno più ammessi a pentirsi dei loro peccati

[4] Altra possibile traduzione: Non faranno altro che andare e venire tra le fiamme e l’acqua bollente

[5] Quelle bianche dai grandi occhi scuri (huru-l-’ayn)

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