Sûratu-n-Nabâ’


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

 

Tafsîr (Commento) del Sublime Corano

 

dell’Imâm Ibn Kathîr (rahimahullah)

 

Sûra LXXVIII. An-Nabâ’ (La Sûra dell’Annuncio)

 

40 versetti

 

Rivelata interamente a Makkah,

dopo la Sûra dei Ranghi

 

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

عَمَّ يَتَسَاءَلُونَ (1) عَنِ النَّبَإِ الْعَظِيمِ (2) الَّذِي هُمْ فِيهِ مُخْتَلِفُونَ (3) كَلَّا سَيَعْلَمُونَ (4) ثُمَّ كَلَّا سَيَعْلَمُونَ (5) أَلَمْ نَجْعَلِ الْأَرْضَ مِهَادًا (6) وَالْجِبَالَ أَوْتَادًا (7) وَخَلَقْنَاكُمْ أَزْوَاجًا (8) وَجَعَلْنَا نَوْمَكُمْ سُبَاتًا (9) وَجَعَلْنَا اللَّيْلَ لِبَاسًا (10) وَجَعَلْنَا النَّهَارَ مَعَاشًا (11) وَبَنَيْنَا فَوْقَكُمْ سَبْعًا شِدَادًا (12) وَجَعَلْنَا سِرَاجًا وَهَّاجًا (13) وَأَنْزَلْنَا مِنَ الْمُعْصِرَاتِ مَاءً ثَجَّاجًا (14) لِنُخْرِجَ بِهِ حَبًّا وَنَبَاتًا (15) وَجَنَّاتٍ أَلْفَافًا (16)

 

Su cosa si interrogano a vicenda? (1) Sul grande Annuncio, (2) a proposito del quale sono discordi. (3) No, presto verranno e sapranno. (4) Ancora no, presto sapranno. (5) Non facemmo della terra una culla, (6) delle montagne pioli? (7) Vi abbiamo creato in coppie (8) e facciamo del vostro sonno un riposo, (9) della notte un indumento, (10) e del giorno un mezzo per le incombenze della vita. (11) Costruimmo sopra di voi sette solidi (cieli) (12) e vi ponemmo una lampada ardente; (13) facciamo scendere dalle nuvole un’acqua abbondante (14) per suscitare grano e vegetazione (15) e giardini lussureggianti. (16)

 

Allah l’Altissimo rinnega le parole degli idolatri, soprattutto il loro stupore riguardo il Giorno della Resurrezione. Essi si interrogano mutualmente su questo Annuncio e questo avvenimento spaventoso: la Resurrezione dopo la morte. A questo proposito, essi non sono d’accordo: gli uni vi credono e gli altri no, ma a questi ultimi Allah (‘azza waJalla) rivolge la Sua minaccia: No, presto verranno e sapranno. Ancora no, presto sapranno. Si trova in questi versetti un avvertimento energico.

Per convincerli, Allah (‘azza waJalla) mostra la Sua onnipotenza nella creazione delle cose miracolose che non lasciano alcun dubbio. Ricorda agli uomini: Non facemmo della terra una culla? Egli ha stabilito la terra come un letto di riposo o come un tappeto, affinché gli uomini vi possano circolare liberamente, e perché non oscilli, vi ha stabilito delle montagne (come) pioli, perché mantengano ferma la terra.

Tra gli altri segni del Suo potere, Egli (‘azza waJalla) ricorda: Vi abbiamo creato in coppie. Un maschio e una femmina tratti dapprima da un solo essere, affinché ciascuno gioisca dell’altro nella copulazione, così come Allah l’Altissimo ha precisato in questo versetto:

وَمِنْ آَيَاتِهِ أَنْ خَلَقَ لَكُمْ مِنْ أَنْفُسِكُمْ أَزْوَاجًا لِتَسْكُنُوا إِلَيْهَا وَجَعَلَ بَيْنَكُمْ مَوَدَّةً وَرَحْمَةً إِنَّ فِي ذَلِكَ لَآَيَاتٍ لِقَوْمٍ يَتَفَكَّرُونَ (21)

 

E fa parte dei Suoi segni l’aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e misericordia. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono (Corano XXX. Ar-Rûm, 21)

 

Poi Egli (Gloria a Lui, l’Altissimo) continua ad enumerare alcune delle Sue grazie:e facciamo del vostro sonno un riposo, allo scopo di distendersi e permettere all’organismo di recuperare la sua energia e le forze prodigate per assicurare la sussistenza durante la giornata.

Abbiamo steso la notte su di voi come un indumento. In altri termini: come il mantello copre il corpo dell’uomo, così l’oscurità avvolge tutti gli uomini durante la notte. Per Qatada si tratta di una serenità. E abbiamo fatto del giorno un mezzo per le incombenze della vita. Al contrario della notte, il giorno è illuminato per permettere agli uomini di lavorare e guadagnare la loro sussistenza, spostandosi da un luogo all’altro, commerciando, ecc.

Costruimmo sopra di voi sette solidi (cieli), col loro spazio celeste e le loro altezze illimitate, decorando il cielo inferiore, che si può vedere, di un ornamento di stelle, astri e pianeti. In quanto al sole, Allah (‘azza waJalla) lo designa dicendo: e vi ponemmo una lampada ardente, un astro che rischiara tutto il mondo, come una fiamma o una lampada ardente.

Facciamo scendere dalle nuvole un’acqua abbondante. Alcuni esegeti hanno interpretato il termine arabo مُعْصِرَاتِ (mu’sirât) dicendo che si tratta del cielo da cui cade la pioggia, ma in verità tale interpretazione è errata, poiché si tratta dei venti che sospingono le nuvole portatrici di pioggia, una realtà affermata dalle parole di Allah (‘azza waJalla):

اللَّهُ الَّذِي يُرْسِلُ الرِّيَاحَ فَتُثِيرُ سَحَابًا فَيَبْسُطُهُ فِي السَّمَاءِ كَيْفَ يَشَاءُ وَيَجْعَلُهُ كِسَفًا فَتَرَى الْوَدْقَ يَخْرُجُ مِنْ خِلَالِهِ

Allah è Colui che invia i venti che sollevano una nuvola; la distende poi nel cielo come vuole e la frantuma, e vedi allora le gocce uscire dai suoi recessi… (Corano XXX. Ar-Rûm, 48)

 

Il ruolo di quest’acqua è di suscitare grano e vegetazione e giardini lussureggianti.

La terra dona allora i cereali e le diverse piante per assicurare la sussistenza tanto agli uomini che al bestiame. Vi saranno così dei giardini lussureggianti composti da diversi alberi da frutta, i cui frutti hanno sapori, forme e aromi diversi, malgrado siano riuniti su uno stesso pezzo di terra. Allah (‘azza waJalla) dice infatti a questo proposito:

وَفِي الْأَرْضِ قِطَعٌ مُتَجَاوِرَاتٌ وَجَنَّاتٌ مِنْ أَعْنَابٍ وَزَرْعٌ وَنَخِيلٌ صِنْوَانٌ وَغَيْرُ صِنْوَانٍ يُسْقَى بِمَاءٍ وَاحِدٍ وَنُفَضِّلُ بَعْضَهَا عَلَى بَعْضٍ فِي الْأُكُلِ إِنَّ فِي ذَلِكَ لَآَيَاتٍ لِقَوْمٍ يَعْقِلُونَ (4)

Sulla terra ci sono porzioni vicine le une alle altre, vigneti, campi di grano e palmeti a ciuffo o separati che la stessa acqua irriga. Agli uni diamo però preminenza di frutti sugli altri. In ciò vi sono segni per coloro che capiscono(Corano XIII. Ar-Ra’d, 4)

 

إِنَّ يَوْمَ الْفَصْلِ كَانَ مِيقَاتًا (17) يَوْمَ يُنْفَخُ فِي الصُّورِ فَتَأْتُونَ أَفْوَاجًا (18) وَفُتِحَتِ السَّمَاءُ فَكَانَتْ أَبْوَابًا (19) وَسُيِّرَتِ الْجِبَالُ فَكَانَتْ سَرَابًا (20) إِنَّ جَهَنَّمَ كَانَتْ مِرْصَادًا (21) لِلطَّاغِينَ مَآَبًا (22) لَابِثِينَ فِيهَا أَحْقَابًا (23) لَا يَذُوقُونَ فِيهَا بَرْدًا وَلَا شَرَابًا (24) إِلَّا حَمِيمًا وَغَسَّاقًا (25) جَزَاءً وِفَاقًا (26) إِنَّهُمْ كَانُوا لَا يَرْجُونَ حِسَابًا (27) وَكَذَّبُوا بِآَيَاتِنَا كِذَّابًا (28) وَكُلَّ شَيْءٍ أَحْصَيْنَاهُ كِتَابًا (29) فَذُوقُوا فَلَنْ نَزِيدَكُمْ إِلَّا عَذَابًا (30)

 

Invero il Giorno della Decisione è stabilito (17) Il Giorno in cui verrà soffiato nella Tromba, accorrerete a frotte; (18) sarà spalancato il cielo e (sarà tutto) porte, (19) e le montagne saranno messe in marcia, diventando un miraggio. (20) Invero l’Inferno è in agguato, (21) asilo per i ribelli. (22) Vi dimoreranno per (intere) generazioni, (23) senza gustare né freschezza né bevanda, (24) eccetto acqua bollente o liquido infetto. (25) Giusto compenso, (26) (poiché) non si aspettavano il rendiconto; (27) sfrontatamente tacciavano di menzogna i Nostri segni, (28) mentre di ogni cosa abbiamo tenuto conto per iscritto. (29) E allora gustate (il tormento)! A voi non accresceremo null’altro che il castigo. (30)

Il Giorno della Resurrezione è il Giorno in cui tutti i conti saranno resi e regolati, il Giorno della Decisione in cui i giusti saranno separati dagli empi. Allah (‘azza waJalla) l’ha ritardato fino ad un termine fissato in anticipo, esso avrà luogo in un momento ben determinato senza ritardo né anticipo, e solo il Signore lo conosce:

وَمَا نُؤَخِّرُهُ إِلَّا لِأَجَلٍ مَعْدُودٍ (104)

 

Non lo posticiperemo che sino al suo termine stabilito (Corano XI. Hûd, 104)

 

Il Giorno in cui verrà soffiato nella Tromba, accorrerete a frotte, e comparirete in gruppi. Secondo Ibn Jarîr (at-Tabarî): ciascuna comunità si presenterà col suo Profeta, secondo il versetto:

يَوْمَ نَدْعُوا كُلَّ أُنَاسٍ بِإِمَامِهِمْ

 

Nel Giorno in cui ogni comunità sarà chiamata assieme alla loro guida…(Corano XVII. Al-Isrâ’, 71)

 

Nella raccolta di Al-Bukhârî, Abû Hurayra (radiAllahu ‘anhu) riportò che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “L’intervallo tra i due suoni (della tromba) sarà di quaranta”. Gli chiesero: “Quaranta giorni?”. Rispose (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Non saprei dirlo”. “Quaranta mesi?”.“Non saprei dirlo”. “Quarant’anni?”. “Non saprei dirlo”. Poi aggiunse (pace e benedizioni di Allah su di lui): “In seguito Allah farà discendere la pioggia dal cielo e gli uomini morti cresceranno come le piante (saranno resuscitati). Il corpo sarà stato ridotto in polvere, salvo l’osso caudale, dal quale saranno ricostituiti gli esseri nel Giorno della Resurrezione”.

 

Sarà spalancato il cielo e (sarà tutto) porte, ossia le porte del cielo saranno aperte per permettere agli angeli di discendere, e le montagne saranno messe in marcia, diventando un miraggio. Anche in un altro versetto Allah (‘azza waJalla) mostra a cosa saranno ridotte le montagne, quando dice:

وَتَكُونُ الْجِبَالُ كَالْعِهْنِ الْمَنْفُوشِ (5)

E le montagne (saranno ridotte) come fiocchi di lana cardata (Corano CI. Al-Qâri’ah, 5)

 

Gli uomini crederanno di vedere qualcosa, ma in realtà si tratterà di un miraggio, poiché queste montagne saranno completamente scomparse. Allah (‘azza waJalla) ha parlato di questo fatto anche in altri versetti:

وَيَسْأَلُونَكَ عَنِ الْجِبَالِ فَقُلْ يَنْسِفُهَا رَبِّي نَسْفًا (105) فَيَذَرُهَا قَاعًا صَفْصَفًا (106) لَا تَرَى فِيهَا عِوَجًا وَلَا أَمْتًا (107)

Ti chiederanno (a proposito) delle montagne; di’: Il mio Signore le ridurrà in polvere e ne farà una pianura livellata dove non vedrai asperità o depressioni” (Corano XX. Tâ-Hâ, 105-107)

 

E:

وَيَوْمَ نُسَيِّرُ الْجِبَالَ وَتَرَى الْأَرْضَ بَارِزَةً وَحَشَرْنَاهُمْ فَلَمْ نُغَادِرْ مِنْهُمْ أَحَدًا (47)

Nel Giorno in cui faremo muovere le montagne vedrai la terra spianata e tutti li riuniremo senza eccezione (Corano XVIII. Al-Kahf, 47)

 

In quanto alla Jahannam (Gehenna, Inferno), essa sarà in quel Giorno in agguato. Sarà la dimora degli empi ribelli che si sono opposti ai loro Profeti nel mondo di quaggiù. Vi dimoreranno per (intere) generazioni: questo versetto ha suscitato una controversia nella sua interpretazione per quanto riguarda la determinazione di queste generazioni (ere):

Ibn Jarîr (at-Tabarî) riporta che ‘Ali ibn Abi Talib (radiAllahu ‘anhu) chiese a Hilal Al-Hijri: “A quanto valutate queste ere (secoli, generazioni) secondo le vostre Scritture?”, ed egli gli rispose: “Esse sono equivalenti a ottant’anni, di cui ciascun anno è formato da dodici mesi, il mese da trenta giorni e ogni giorno equivale a mille anni”.

Per Hasan e As-Suddî si tratta di settant’anni. Ma secondo ‘Abdullah Ibn ‘Amr esse non sono che quarant’anni, ciascun giorno dei quali equivale a mille anni della vita di quaggiù.

Infine, Bashir ibn Ka’b precisò: Mi è stato fatto sapere che ciascun secolo (era, generazione) è di trecento anni, l’anno di dodici mesi, formati da trecentosessanta giorni, ciascuno dei quali equivale a mille anni secondo la vostra maniera di contare.

Che si tratti dell’una o dell’altra spiegazione, si tratta di un’eternità come hanno concluso i sapienti, ma ciò non sarà applicato a coloro che avranno testimoniato che non vi è altra divinità all’infuori di Allah, secondo il commento di Khalid ibn Ma’dan, che sottomette ciò alla volontà di Allah (‘azza waJalla).

Senza gustare né freschezza né bevanda. I dannati dell’Inferno non vi troveranno alcun sollievo dal loro supplizio e non vi gusteranno né freschezza che rassereni i loro cuori, né bevanda per dissetarsi e nutrirsi. Ma piuttostoacqua bollente o liquido infetto. Secondo Anas ibn Ar-Rabi’, l’acqua fetida sarà composta dal sudore dei dannati dell’Inferno, dalle loro lacrime e dal pus delle loro ferite. Sarà talmente fredda che nessuno potrà gustarla e neppure annusarla.

Giusto compenso, questa sarà la loro retribuzione come prezzo delle loro cattive azioni commesse nel basso mondo e della loro corruzione sulla terra,poiché non si aspettavano il rendiconto e non credevano affatto che sarebbero stati giudicati un giorno, per cogliere i frutti dei loro misfatti e peccati.Sfrontatamente tacciavano di menzogna i Nostri segni; senza credere ad alcun miracolo che Noi avevamo mostrato loro, né ad alcuna prova evidente che i loro Profeti avevano presentato loro. Si dimostrarono ribelli, deridendo i Profeti. Non avevano mai creduto che di ogni cosa abbiamo tenuto conto per iscritto, registrando tutte le loro azioni in un libro.

E allora gustate (il tormento)! A voi non accresceremo null’altro che il castigo. Gustate il castigo che vi abbiamo riservato e che non sarà per nulla alleggerito, piuttosto sarà aumentato e subirete anche altri tormenti della stessa specie. Qatada commentò: “Non è stato rivelato un versetto riguardante i dannati del Fuoco più duro di questo”.

إِنَّ لِلْمُتَّقِينَ مَفَازًا (31) حَدَائِقَ وَأَعْنَابًا (32) وَكَوَاعِبَ أَتْرَابًا (33) وَكَأْسًا دِهَاقًا (34) لَا يَسْمَعُونَ فِيهَا لَغْوًا وَلَا كِذَّابًا (35) جَزَاءً مِنْ رَبِّكَ عَطَاءً حِسَابًا (36)

In verità avranno successo i timorati: (31) giardini e vigne, (32) fanciulle dai seni pieni e coetanee, (33) calici traboccanti. (34) Non udranno colà né vanità né menzogna: (35) compenso del tuo Signore, dono adeguato (36)

 

Al contrario, Allah (‘azza waJalla) ha riservato ai credenti la più bella ricompensa, un’alta considerazione e una delizia permanente. Una volta salvati dall’Inferno, saranno introdotti nei giardini piantati di palme e altri alberi fruttiferi, dove gusteranno i loro frutti con diletto.

Avranno in più fanciulle dai seni pieni e coetanee, delle adolescenti di una eguale giovinezza. Abu Umama (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Le tuniche degli eletti del Paradiso saranno confezionatae della soddisfazione del Signore. Delle nuvole passeranno al di sopra di essi interrogandoli: “O beati del Paradiso! Che cosa desiderate che facciamo discendere su di voi?”, e faranno discendere anche delle giovani vergini coetanee” (riportato da Ibn Abi Hatim)

Calici traboccanti, pieni di diverse bevande. Non udranno colà né vanità né menzogna: queste coppe non susciteranno né parole vane né peccati, non vi saranno altro che buoni propositi, poiché il Paradiso è la dimora della pace e della felicità. Compenso del tuo Signore, dono adeguato, ben calcolato nei confronti dei beati, che otterranno le diverse specie di grazie dal Signore, che concederà loro ogni cosa.

رَبِّ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ وَمَا بَيْنَهُمَا الرَّحْمَنِ لَا يَمْلِكُونَ مِنْهُ خِطَابًا (37) يَوْمَ يَقُومُ الرُّوحُ وَالْمَلَائِكَةُ صَفًّا لَا يَتَكَلَّمُونَ إِلَّا مَنْ أَذِنَ لَهُ الرَّحْمَنُ وَقَالَ صَوَابًا (38) ذَلِكَ الْيَوْمُ الْحَقُّ فَمَنْ شَاءَ اتَّخَذَ إِلَى رَبِّهِ مَآَبًا (39) إِنَّا أَنْذَرْنَاكُمْ عَذَابًا قَرِيبًا يَوْمَ يَنْظُرُ الْمَرْءُ مَا قَدَّمَتْ يَدَاهُ وَيَقُولُ الْكَافِرُ يَا لَيْتَنِي كُنْتُ تُرَابًا (40)

(Egli è) il Signore dei cieli e della terra e di ciò che vi è frammezzo, il Misericordioso, Cui non oseranno rivolegere la parola (37) Il Giorno in cui lo Spirito e gli angeli si ergeranno in schiere, nessuno oserà parlare, eccetto colui cui il Misericordioso l’avrà permesso e che dirà cose vere. (38) Quel Giorno (verrà) ineluttabilmente. Si rifugi presso il suo Signore chi vuole. (39) In verità vi abbiamo avvertito di un castigo imminente, il Giorno in cui l’uomo vedrà quello che le sue mani avranno preparato e dirà il miscredente: “Ahimé, fossi io polvere!” (40)

 

Allah certamente è il Signore dei cieli e della terra e di ciò che si trova tra essi. Egli è il Misericordioso e la Sua misericordia abbraccia tutto, Cui non oseranno rivolgere la parola: nessuno avrà il diritto di rivolgerGli la parola, così come è detto nel versetto:

مَنْ ذَا الَّذِي يَشْفَعُ عِنْدَهُ إِلَّا بِإِذْنِهِ

…Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso?… (Corano II. Al-Baqara, 255)

 

E:

يَوْمَ يَأْتِ لَا تَكَلَّمُ نَفْسٌ إِلَّا بِإِذْنِهِ

Nel Giorno in cui avverrà, nessuno parlerà senza il Suo permesso… (Corano XI. Hûd, 105)

 

In quanto al termine “lo Spirito” (الرُّوحُ) citato nel versetto: Il Giorno in cui lo Spirito e gli angeli si ergeranno in schiere, esso ha suscitato una divergenza di opinioni:

– Secondo Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu): “Sono le anime dei figli di Adamo”

– Secondo Hasan e Qatada: sono i figli di Adamo.

– Secondo Mujâhid, e Ibn ‘Abbâs secondo un’altra versione: sono delle creature sotto forma umana, ma in effetti non sono né angeli né esseri umani.

– Per ash-Sha’bi, Sa’id ibn Jubayr e ad-Dahaq: è Gabriele (pace su di lui).

– Infine, secondo altri, è un angelo di una statura che oltrepassa quella degli altri angeli. Ma Ibn ‘Abbâs commentò: “Mi sembrava che si trattasse proprio dei figli di Adamo”.

In quel Giorno, nessuno parlerà, tranne colui a cui Allah (‘azza waJalla) l’avrà permesso, e che pronuncerà una parola giusta. È citato in un hadîth autentico: “Solo i Profeti prenderanno la parola in quel Giorno”. Questa parola giusta, secondo ‘Ikrima, consiste nel testimoniare che non vi è altra divinità all’infuori di Allah.

Si rifugi presso il suo Signore chi vuole. Secondo un’altra interpretazione: Chiunque avrà desiderato questo Giorno che è una verità, troverà rifugio presso il suo Signore.

In verità vi abbiamo avvertito di un castigo imminente nel Giorno della resurrezione, che sopraggiungerà imprevedibilmente, poiché non sarebbe forse prossimo tutto ciò che la persona attende? Il Giorno in cui l’uomo vedrà quello che le sue mani avranno preparato, in cui gli verranno presentate tutte le azioni che le sue mani perpetrarono nel mondo di quaggiù, sia quelle cattive che quelle buone, senza omettere nulla. A causa dei suoi peccati e della sua empietà, dirà il miscredente: “Ahimé, fossi io polvere!”. Questo sarà il suo desiderio quando sarà in presenza del supplizio che lo attende a causa dei suoi peccati e delle sue cattive azioni, che sono iscritte nel suo libro dagli angeli scribi.

A questo proposito è stato riportato che in quel Giorno Allah (‘azza waJalla) giudicherà anche gli animali e deciderà tra loro, vendicherà perfino la bestia sprovvista di corna nei confronti di quella cornuta, poi, una volta che il giudizio terminerà, dirà a tutti gli animali: “Siate polvere!”. Ecco perché il miscredente dirà: “Ahimé, fossi io polvere!”, perché vorrebbe evitare il castigo dopo il Giudizio.

La traduzione è stata condotta sull’edizione in francese edita da Dar El Fikr (Beirut), curata da Fawzi Chaaban (1998)

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