Sûratu-l-Kawthar

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

TAFSÎR (Commento) di Sûratu-l-Kawthar
dello shaykh al-Islâm Ibn Taymiyyah

(che Allah l’Altissimo abbia Misericordia di lui!)

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

In verità ti abbiamo dato l’Abbondanza (al-Kawthar)

Esegui l’orazione (as-Salat) per il tuo Signore e sacrifica!

In verità sarà colui che ti odia a non avere seguito

(Corano CVIII. Al-Kawthar)

Che magnifica Sûra quella di Al-Kawthar! Come sono numerosi i suoi benefici, benché essa sia composta da pochi versetti. Ne comprendiamo il reale significato analizzando l’ultimo versetto, in cui Allah, Colui Che non ha alcuna imperfezione, l’Altissimo, priva[1] di qualsiasi beneficio colui che provi dell’odio nei confronti del Suo Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

Così Allah (SubhanaHu waTa’ala) lo priva della reputazione, della famiglia e delle ricchezze, in maniera tale che perda tutto ciò nell’Aldilà.

Egli (SWT) lo spossessa pure della sua vita, in modo che non possa né beneficiarne né utilizzarla per acquisire benefici per la sua vita nell’Aldilà. Fa sì che il suo cuore non possa identificare alcun beneficio e non gli permette né di conoscerLo né di amarLo, né di credere veramente nei Suoi Messaggeri (pace su tutti loro). Ripartisce le sue azioni in maniera che egli non ubbidisca ad Allah (SWT).

Lo priva del sostegno, al punto tale che non si possa trovare nessuno in grado di aiutarlo. Lo priva di ogni mezzo per avvicinarsi ad Allah (SWT), e di tutte le buone azioni, in modo tale che non possa assaporare alcun beneficio, e non ne conosca la dolcezza; anche se egli compie tali buone azioni esteriormente, il suo cuore è come un fuggitivo, che cerca di salvarsi, ed è opposto a tali buone azioni.

Tutto ciò è la ricompensa per colui che provi dell’odio verso una parte di ciò che il Messaggero (s) ha trasmesso, e così rifiuta di accettarlo a causa dei suoi desideri, o dei suoi discepoli, o del suo shaykh, o del suo capo o dei suoi antenati…

Lo stesso vale per coloro che detestano i versetti (sifât) e gli ahadîth che affermano gli attributi di Allah (SWT): coloro che li interpretano male (ta’wil) e dicono cose diverse da ciò che Allah (SWT) e il Suo Messaggero (s) volevano dire, o coloro che li interpretano come fa loro comodo, “forzandoli” in funzione della loro posizione o del loro madhhab, o della loro fazione; o coloro che vorrebbero che i versetti che affermano gli attributi di Allah (SWT) non fossero mai stati inviati quaggiù, e che il Messaggero di Allah (s) non avesse mai pronunciato ahadîth affermanti gli attributi di Allah (SWT).

Così, tra i segni più forti indicanti che qualcuno detesta questi testi, vi è per esempio il fatto che, quando questo individuo sente la gente della Sunnah utilizzare tali testi come prova per la verità che indicano, arretra preso dal panico, contesta il loro dire e si salva… Ciò è dovuto all’odio che il suo cuore prova per tali testi, e alla sua avversione nei loro confronti[2].

Così, quale tipo di odio verso il Messaggero (s) potrebbe essere peggiore di questo?

Allo stesso modo, coloro che ascoltano la musica e i canti, che danzano ascoltando canzoni o poesie liriche, o il suono del tamburo o del flauto. Tuttavia, quando ascoltano il Corano letto e salmodiato durante le loro assemblee, trovano ciò faticoso e penoso.

Così, quale odio può essere peggiore di questo?

Dunque, su tale base potete valutare gli altri gruppi a questo riguardo.

Allo stesso modo, (consideriamo) coloro che preferiscono i discorsi e le spiegazioni degli uomini al Corano e alla Sunnah. Se non avessero detestato ciò che il Messaggero (s) ha portato, non avrebbero preferito ciò. I loro affari li occupano al punto tale che alcuni di essi dimenticano il Corano, dopo averlo memorizzato, e si preoccupano di ciò che Tizio o Caio hanno detto.

Ma i peggiori per ciò che concerne l’odio e il rigetto di ciò che il Messaggero (s) ha trasmesso, sono coloro che non vi credono, che lo negano ostinatamente, e considerano (la Rivelazione e la Sunnah) alla stessa stregua delle storie dei loro antenati, o come una forma di magia. Tali persone sono le peggiori, e saranno più severamente punite. Ma tutti coloro che provano un  qualche odio per lui (sallAllahu ‘alayhi waSallam) riceveranno la punizione che meritano, a seconda del livello del loro odio o avversione per lui (s). Perciò, a causa dell’odio e dell’ostilità di questa gente verso di lui (s), Allah (SWT) li ha puniti, facendo sì che ogni beneficio si ritorca contro di essi, e privandoli dei benefici stessi.

Al contrario, Egli (SWT) ha favorito il Suo Profeta (s) donandogli l’opposto, e accordandogli Al-Kawthar – cioè l’abbondanza di beni che Allah (SWT) gli ha donato in questa vita e nell’Aldilà. Così, ciò che gli fu donato in questa vita si può riassumere in: i consigli, la vittoria, l’aiuto, la pace degli occhi e dell’anima, il fatto che il suo cuore fosse così grande da accettare con favore la Verità, il fatto che il suo cuore provasse una tale gioia nel Ricordo di Allah e nel Suo Amore, che nessuna parola potrebbe mai descrivere.

In quanto a ciò che Egli (SWT) gli ha accordato nell’Aldilà, si tratta di: il luogo più elevato del Paradiso (Al-Wasilah[3]); la posizione ed il diritto lodevoli di intercedere (Al-Maqâm al-Mahmûd[4]); il fatto che egli (s) sarà il primo per cui la porta del Paradiso sarà aperta, insieme alla sua Ummah, ed Egli (SWT) gli donerà la “bandiera dell’elogio” (Liwâ’ul-Hamd[5]), e l’immenso lago (al-Hawd[6]), e così di seguito nel Giorno del Giudizio. Ed Egli (SWT) ha reso tutti i credenti i suoi figli, ed egli (s) un padre per ciascuno di essi. E’ esattamente l’opposto dello stato di colui che è diviso, colui che lo detesta e detesta ciò che ha portato.

Così le Sue Parole (SWT)

Innâ shâni’aka

significano

colui che ti odia

e

al-abtar (privato, diviso)

è colui la cui progenie è separata, chi non produce alcun bene, né alcuna buona azione. Così, niente di buono e nessuna buona azione provengono da lui.

Venne detto ad Abu Bakr ibn ‘Ayyâsh[7]: “Vi sono persone che riempiono alcune funzioni alla moschea, e la gente si siede con loro”. Rispose: “Chiunque agisca per il popolo, il popolo si siederà con lui. Ma la gente della Sunnah muore, e la sua reputazione sopravvive; mentre le persone dell’innovazione muoiono, e la loro fama muore con essi”.

Poiché la gente della Sunnah restaura ciò che il Messaggero (s) ha portato, dunque beneficiano delle Sue Parole (Gloria a Lui, l’Altissimo):

wa rafa’na laka dhikrak

(Non abbiamo) innalzato la tua fama? (Corano XCIV. Ash-Sharh, 4)

Ma la gente dell’innovazione prova dell’odio per ciò che il Messaggero (s) ha trasmesso, dunque ad essi si applica il versetto

Inna shani’aka huwa-l-abtar

In verità sarà colui che ti odia a non avere seguito (posterità) (Corano CVIII. Al-Kawthar, 3)

Così, fai attenzione, fai attenzione, uomo, a non avere dell’avversione nei confronti di qualsiasi cosa il Messaggero (s) abbia trasmesso, e di rifiutarlo a causa dei tuoi desideri, o per sostenere il tuo madhhab, o il tuo shaykh, o per via della tua preoccupazione per i tuoi desideri, o per i piccoli dettagli della vita. Poiché Allah (SWT) non ha stabilito come obbligo l’obbedienza ad alcun individuo, eccezion fatta per l’obbedienza nei confronti del Suo Messaggero (s), e l’accettazione di tutto ciò che egli (s) ha portato.

Così, se un servo disubbidisse a tutta la creazione, ma seguisse il Messaggero (s) con obbedienza, Allah (SWT) non lo interrogherà riguardo la sua disobbedienza verso chiunque. Poiché non importa chi obbedisce e a chi si obbedisca, ma ciò che conta è che si obbedisca a qualcuno a condizione che vi sia obbedienza al Messaggero (s). Se qualcuno ordinasse qualcosa di contrario a ciò che il Messaggero (s) ha comandato, non dovrà essere obbedito.

Sappiate questo, e ponetevi attenzione, siate obbedienti e aderite alla tradizione del Messaggero (s). Non innovate, e non siate dunque qualcuno privato dei benefici, in modo tale che le vostre azioni non vengano rigettate.

In effetti non vi è alcun bene in un’azione che sia priva dell’aderenza alla maniera (di vivere) del Messaggero (s), e non vi è alcun bene in colui che la compie, e Allah (SWT) ne sa di più![8]

Le Parole di Allah (SWT)

In verità ti abbiamo dato (Oh Muhammad) l’Abbondanza (Al-Kawthar)

indicano una concessione abbondante donata da Colui Che è Immenso, Ricco e Onnipresente, che è Esaltato e Altissimo, e che ha presso di Sé i Suoi Angeli e le Sue Armate.

Egli (SubhanaHu waTa’ala) ha cominciato il versetto con Innâ, che indica l’enfasi e che indica che l’informazione data è qualcosa di assolutamente certo. Il verbo è posto al passato, rafforzando così la certezza del suo sopraggiungere, indicando che si tratta di qualcosa di fermamente stabilito che giungerà. Il fatto di annunciarlo non permetterà di impedirlo, poiché la concessione di Al-Kawthar è qualcosa che appartiene al Pre-Decreto originale (al-Qadr), quando tutto ciò che doveva prodursi per la creazione è stato decretato – cinquantamila anni prima della creazione[9]

Per ciò che riguarda questa concessione, che è descritta come abbondante, ciò è lasciato non specificato, al fine di sottolineare la sua globalità. Ma Allah (SWT) ha menzionato la sua descrizione, dicendo:

Innâ ‘ataynâka-l-Kawthar

Così, l’ha descritto come Al-Kawthar (abbondante)

Al-Kawthar, come è risaputo, è un fiume del Paradiso, così come è menzionato nell’hadîth chiaro e autentico[10]

Inoltre, Ibn ‘Abbas[11] (r) disse: “Il Kawthar è il bene abbondante che Allah (SWT) gli ha donato”[12].

Così, dato che la persona che riceverà il minimo, in Paradiso, si vedrà accordato l’equivalente di più di dieci volte il mondo intero[13], allora che cosa pensate che Allah (SWT) abbia preparato per il Suo Messaggero (s)??!

Così, al-Kawthar è un’indicazione dell’abbondanza di buone cose che Allah (SWT) ha preparato per lui, e della loro continuazione e del loro aumento, e della loro eminenza e quota; e il fiume al-Kawthar è il più grande dei fiumi del Paradiso, e la sua acqua è la più pura, dal gusto più gradevole, più dolce e più apprezzato.

Ciò è dimostrato dal fatto che Egli (SWT) lo presenta con l’articolo definitivo (“al”, ossia “il” Kawthar). Questo indica la perfezione di ciò che viene nominato, così come quando si dice “Zayd AL-‘Alim”(Zayd IL Sapiente), oppure “Zayd ASH-Shujâ” (Zayd IL Coraggioso), e tali espressioni vogliono dire che “Nessuno è più Sapiente – o più Coraggioso – di lui!”.

Allo stesso modo, le Sue Parole

Innâ ‘ataynâka-l-Kawthar

Provano che Egli (SWT) gli ha accordato tutto il bene, accordandoglielo interamente e abbondantemente. Così, anche se una parte della sua Ummah raggiungerà una parte di questo bene, ciò non sarà dovuto che alla benedizione proveniente dal fatto di soddisfare e di seguire il Profeta (s). E tuttavia, egli (s) riceverà la stessa ricompensa, senza che essa sia ridotta a causa della ricompensa donata a chi l’avrà seguito[14]. Dunque questa è un’indicazione del fatto che Allah (SWT) gli (s) accorderà in Paradiso (una ricompensa supplementare) in misura di tutte le ricompense ricevute dalla sua intera Comunità, senza che i membri di quest’ultima si vedano ridurre le loro ricompense personali. E ciò poiché, grazie a lui (s), essi hanno trovato la via e sono stati salvati.

Di conseguenza è esatto – ed in effetti si tratta di un dovere obbligatorio – che il servitore lo obbedisca e lo segua, e aderisca a ciò che egli ha comandato, e aumenti il numero delle sue buone azioni, il digiuno, la preghiera, il dono della sadaqah e la tazkiyya, in modo tale che egli (s) riceva la stessa ricompensa.

Poiché se una persona compie delle azioni illecite, allora il Messaggero (s) mancherà di ricevere la ricompensa equivalente alla ricompensa per la buona azione che la persona ha tralasciato.

Inoltre, se una persona commette degli atti proibiti e si allontana da ciò che è stato ordinato, allora il suo fardello di peccati aumenta e gli è più difficile giungere alla salvezza, poiché egli deve sopportare il fardello di ciò che gli è stato proibito, e poiché si allontana da ciò che Allah (SWT) gli ha ordinato di seguire.

Se, tuttavia, egli segue ciò che gli è stato ordinato, ma commette nel contempo anche alcune delle cose proibite, allora farà parte del gruppo per cui il Messaggero (s) intercederà (nel Giorno del Giudizio). E ciò poiché egli (s) riceverà una ricompensa uguale al bene che la persona ha compiuto. Così, è presso Allah (SWT) che la creazione ritornerà, ed è a Lui (SWT) che tutti renderanno conto. Ed Egli (‘azza waJalla) conosce meglio la loro condizione – lo stato in cui si trovano tutti i Suoi servi.

Così, l’intercessione del Profeta (s) è per quanti, della sua Ummah, sono colpevoli dei peccati principali. In quanto a colui che compie il bene, allora Allah (SWT) gli accorderà giustizia; e in quanto a colui che compie il male, non vi sarà alcuna prova per lui, né alcuna scusa.

Ciò che è provato è che al-Kawthar è un fiume del Paradiso, ed è anche il bene abbondante che Allah (‘azza waJalla) accorda al Suo Messaggero (s) in questo mondo e nell’Altro.

Ed è anche la ricompensa della sua Ummah, fino al Giorno della Resurrezione.

Così, per chiunque abbia recitato (il Corano), che apprenda la Scienza, compia una buona azione, insegni a qualcuno, doni la sadaqah, combatta nel Jihâd, compia il ribât (monti la guardia), si penta, sia paziente, faccia affidamento su Allah (SWT), o che raggiunga uno degli stati auspicabili del cuore, quali il Timore, la Paura, la Conoscenza e la Coscienza di Allah e così di seguito – allora il Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam) riceverà la stessa ricompensa di questa persona, senza che la ricompensa di questo individuo ne risulti minimamente ridotta, e Allah è il Più Sapiente.

Per quanto concerne le Sue Parole:

Fa-Salli li Rabbika wa-nhar

Esegui l’orazione per il tuo Signore e sacrifica

Allah (SWT) gli ordina di compiere entrambi questi due tipi principali di culto: la preghiera e il sacrificio. Ciascuno di essi testimonia una persona intenta ad avvicinarsi ad Allah (SWT); entrambi dimostrano la sua umiltà, la sua povertà dinanzi a Lui, i suoi buoni pensieri verso di Lui, e la forza della certezza della sua fede. Provano anche che il suo cuore è in pace con Allah (‘azza waJalla), con la Sua Promessa, i Suoi ordini, la Sua beneficenza e la Sua concessione di bene.

E’ esattamente il contrario della condizione delle persone arroganti, che provano avversione e pensano di non avere alcun bisogno di Allah (SWT). Coloro che ritengono di non avere alcun bisogno di domandare qualsiasi cosa al loro Signore mediante la preghiera. Coloro che non eseguono i sacrifici per Lui, temendo la povertà, che rinunciano ad aiutare quanti si trovano nel bisogno, e a fornir loro cibo; e allo stesso tempo formulano cattivi pensieri riguardo al loro Signore.

Ecco perché Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) ha combinato entrambi (questi atti di devozione) nelle Sue Parole:

Di’: “In verità la mia orazione e il mio rito, la mia vita e la mia morte appartengono ad Allah Signore dei mondi” (Corano VI. Al-An‘âm, 162)

Ciò significa che la preghiera e il sacrificio sono i mezzi più eccellenti per avvicinarsi ad Allah (SWT), poiché sono presentati qui preceduti da “”, che indica un risultato o un effetto. Ecco perché l’esecuzione della preghiera e del sacrificio sono mezzi per ringraziare Allah (SWT) per ciò che Egli (SWT) gli (s) ha accordato, ossia al-Kawthar e il bene abbondante.

Il miglior modo di rendere grazie a Colui Che ha accordato questa benedizione è quella di eseguire questi due tipi di culto. In effetti, la preghiera è l’apice del culto e lo scopo più elevato. Così, è come se, dicendo Fa-Salli li Rabbika wa-nhar dicesse: “Vi abbiamo accordato un bene abbondante, così come la benedizione di poter compiere queste due forme di culto, per riconoscenza verso di Noi per avervi donato tale benedizione. In modo tale che queste due (forme di culto) sono la causa della nostra benedizione per voi con questo bene. Conseguentemente, eseguitele per Noi”.

Così, la preghiera e il sacrificio sono circondati da una benedizione che li precede, e una benedizione che li segue. Inoltre accade che il miglior tipo di culto consistente nel donare le proprie ricchezze sia il sacrificio, e che il miglior tipo di culto corporale sia la preghiera. Ciò che è riunito per il servo nella sua preghiera è qualcosa che non è riunito per lui in alcun altro culto, e coloro i cui cuori sono viventi e che possiedono il desiderio più elevato lo sapranno bene.

Inoltre, ciò che è riunito per colui che compie il sacrificio è: il fatto di dare preferenza e priorità ad Allah (SWT), i suoi pensieri positivi riguardo ad Allah (SWT), la forza della sua fede certa, e la sua fiducia in ciò che si trova tra le mani di Allah (SWT); ciò è veramente sorprendente, se è associato ad una fede corretta e vera (Iman) e ad un culto compiuto puramente e sinceramente per Allah (al-Ikhlâs).

Così, il Profeta (s) obbediva all’ordine del suo Signore ed era qualcuno che pregava frequentemente il suo Signore ed eseguiva spesso il sacrificio, al punto tale che durante il Pellegrinaggio d’Addio sacrificò sessantatre animali con le sue stesse mani[15], e ne sacrificò al momento delle Feste (‘Id) e in altre occasioni.

Nel suo enunciato Fa-Salli li Rabbika wa-nhar è indicato che non bisognerebbe affliggersi per qualsiasi cosa accasa in questa vita, così come è menzionato alla fine delle Sure Tâ-Hâ e Al-Hijr, e in altri punti del Libro Sacro.

Vi è anche un’indicazione del fatto che bisognerebbe rinunciare a prendere la gente come centro di attenzione, e smettere di inquietarsi per ciò che si trova o si riceve da essa. Bisognerebbe piuttosto pregare il proprio Signore e sacrificare per Lui.

Ciò si riferisce anche allo statuto di colui che è privato di ogni bene, colui che è colmo di avversione e di odio, colui le cui preghiere e il cui sacrificio sono eseguiti per altri al di fuori di Allah (SWT).

Nel Suo Versetto Inna shani’aka huwa-l-abtar vi è un certo numero di forme grammaticali di enfasi.

Per cominciare, vi è il fatto che la frase comincia con “Inna”.

Poi, l’utilizzo del pronome personale separato (huwa, egli), che rafforza il legame ed il fatto che (la frase) si riferisca particolarmente a lui (ossia: “colui che ti odia, PROPRIO LUI sarà privato di ogni bene”).

Terzo, la conclusione della frase si produce sotto la forma superlativa, non semplicemente la forma di qualcuno che subisce passivamente l’azione del verbo.

Quarto, l’ultima parola, “al-abtar” porta l’articolo “al”, che dimostra che tale caratteristica è il suo attributo nella sua totalità, e che (colui che detesta il Messaggero (s)) sarà completamente privato di ogni bene, più di chiunque altro!

Sotto la stessa forma d’enfasi, ad esempio, si trovano nel Libro Santo le Parole di Allah:
la takhaf innaka anta-l-‘ala 
Non aver paura (oh Mosè). Avrai il sopravvento (Corano XX. Tâ-Hâ, 68)

Inoltre, tra i benefici fini e sensibili vi è la maniera in cui l’attenzione è attirata dalle Sue Parole
Fa-Salli li Rabbika wa-nhar

Per provare che il vostro Signore è Il Solo a meritare ciò, e che è interamente appropriato dirigere il culto verso di Lui (esclusivamente), e di sacrificare per Lui (solo).

E Allah è il Più Sapiente!



[1] Dal verbo « batara » – tagliare a pezzi, dividere, amputare, da cui: abtar, un “interrotto”

[2] Vedere « Usul as-Sunnah » dell’Imam Ahmad, pag. 15-16. ‘Abdullah ibn Ahmad riportò in “As-Sunnah” (n° 535): “Sentii dire da Abu Ma’mar al-Hudhali: Colui che pretenda che Allah (SWT) non parli, non senta, non veda, non monti in collera, né sia contento (e menzionò qualche attributo) – costui è un miscredente in Allah (SWT). Se lo vedete stare accanto ad un pozzo, gettatevelo dentro. Ciò è quel che considero come la mia religione dinanzi ad Allah (‘Azza waJalla), poiché tali persone sono degli infedeli in Allah (SWT)” (vedere anche le pag. 114-128 e 172-178 dello stesso libro)

[3] Al-Bukhari riporta nel suo Sahîh, nel libro dell’Azan (capitolo: La supplica all’ora dell’Azan), vol. 1 n° 538:

a Jabir ibn ‘Abdullah (r), che riferì: Il Messaggero di Allah (s) disse: «Colui che, dopo aver sentito il mu’azzin, dica: Oh Allah! Signore di questo appello perfetto e della preghiera che deve essere compiuta! Dona a Muhammad il luogo più elevato del Paradiso (al-Wasilah), e la posizione lodevole, e il diritto di intervenire (Maqâm al-Mahmûd) che gli hai promesso nel Giorno della Resurrezione… (ecc.)». E Muslim riporta nel suo Sahîh da ‘Abdullah ibn ‘Amr ibn al-‘As (r) che sentì il Profeta (s) dire: «Quando sentite il mu’azzin, ripetete ciò che dice. Poi invocate le benedizioni (salat) su di me, poiché chiunque invochi una sola benedizione su di me, Allah (SWT) lo benedirà dieci volte a causa di ciò. Chiedete dunque ad Allah (SWT) di accordarmi al-Wasilah, poiché questa è una posizione in Paradiso che spetta soltanto ad uno dei servitori di Allah, ed io spero di essere costui. Così, per chiunque chieda che al-Wasilah mi sia donata, sarò autorizzato ad intercedere»

[4] Al-Bukhârî riporta nel suo Sahîh, nel Libro del Tafsîr, al capitolo riguardante le Parole di Allah (SWT): …Il tuo Signore ti eleverà ad una posizione di elogio (maqâm al-Mahmûd)… (Corano XVII. Al-Isrâ, 79): da Ibn ‘Umar (r), che disse: “Il Giorno della Resurrezione, tutti cadranno in ginocchio. Ciascun popolo seguirà il suo Profeta, dicendo: “Oh Tale! Intercedi (per me)”, fino a che il diritto di intercessione sarà dato al Profeta (Muhammad, sallAllahu ‘alayhi wa Sallam). Dunque sarà il giorno in cui Allah (‘azza waJalla) lo eleverà alla posizione degna d’elogio di “Al-Maqâma al-Mahmûd”.”

Tabari dice nel suo Tafsîr (15/143-4): “La maggior parte dei discepoli ritiene che ciò (al-Maqâma al-Mahmûd) sia la posizione che egli (s) raggiungerà il Giorno della Resurrezione per chiedere per la comunità (musulmana) che il Signore la sollevi dal terribile stato di quel Giorno…”

[5] Tirmidhi riportò (Sunan, n° 3875), da Abu Sa’id al-Khudri (r), che disse: Il Messaggero di Allah (s) ci spiegò: «Io sarò il più nobile dei figli di Adamo nel Giorno della Resurrezione – e non me ne vanto. E nella mia mano vi sarà la bandiera dell’elogio (Liwâ’ul-Hamd) – e non me ne vanto. E non vi sarà alcun Profeta in quel Giorno, Adamo e tutti gli altri, che non sarà sotto la mia bandiera. E sarò la prima persona per cui la terra sarà aperta, e non me ne vanto» (autentificato da shaykh Albani, Sahîh Sunan it-Tirmidhi, n° 2859)

[6] Bukhârî riporta nel suo Sahîh (vol. 8, n° 58), da ‘Abdullah ibn ‘Amr (r), che disse: Il Profeta (s) disse: «Il mio Lago è talmente (vasto) che occorre un mese di viaggio per attraversarlo. La sua acqua è più bianca del latte. Il suo profumo è migliore del muschio. Le tazze da cui si può bere sono così numerose come le stelle del cielo. Chiunque beva della sua acqua, non avrà mai più sete»

[7] Fu shaykh al-Islam, il Faqih, il Muhaddith, visse a Kufah. Di lui Ibn al-Mubârak disse: “Non ho mai conosciuto nessuno più rapido di lui per ciò che concerne la Sunnah”. Morì nel 193 H., vedi Tadhkiratul-Huffaz di adh-Dhahabi 1/265

[8] Muslim riporta nel suo Sahîh, nel Libro dei Giudizi, da ‘Aisha (r), che il Messaggero di Allah (s) disse: «Chiunque compia un’azione che non si conformi al nostro modo di vita, (essa) gli sarà rigettata»

[9] Muslim riporta nel suo Sahîh, nel Libro del Pre-Decreto, da ‘Adullah ibn ‘Amr ibn al-‘As (r), che riferì: Intesi il Messaggero di Allah (s) dire: «Allah ha scritto la condizione di tutti gli esseri creati, cinquantamila anni prima di creare il cielo e la terra». E disse (s): «E il Suo Trono era sull’acqua»

[10] Bukhârî riporta nel suo Sahîh (vol. 8, n° 583), da Anas (r), che il Profeta (s) disse: «Mentre camminavo in Paradiso, giunsi presso un fiume. Le sue sponde sono delle cupole fatte di perle preziose. Domandai: “Che cos’è questo, oh Jibrîl (Gabriele)?”, ed egli mi rispose: “E’ il Kawthar, che il tuo Signore ti ha accordato”. Sappi che il suo profumo è un piacevole odore di muschio»

[11] ‘Abdullah ibn ‘Abbas (r), il celebre Compagno e cugino del Profeta (s), conosciuto col nome di « Grande Sapiente della Ummah », e « Esegeta del Corano ». Il Profeta (s) pregò per lui dicendo: «Oh Allah! Accordagli la conoscenza del Libro!». Riportato da Bukhârî nel suo Sahîh, nel Libro della Conoscenza

[12] Riportato da Bukhârî nel suo Sahîh, Libro di ar-Riqaq, capitolo 53.

[13] Così come riferito da Abu Sa’id al-Khudri (r), che lo sentì dire dal Profeta (s), vedi Sahîh al-Bukhârî, vol. 9, n° 532 a., e Muslim, vol 1, n° 361

[14] Muslim riporta nel suo Sahîh, nel libro del Comportamento, riguardo Abu Mas’ud al-Ansari (r), che il Messaggero di Allah (s) disse in sua presenza:«Chiunque guidi verso una buona azione, riceverà la stessa ricompensa di colui che ha compiuto l’azione»

[15] Muslim riporta nel lungo hadîth di Jabir (r) a proposito dell’Hajj del Profeta (s) nel Libro dell’Hajj, cap. 19: «…Allora si recò al luogo del sacrificio e sacrificò sessantatre animali con le sue stesse mani. Poi diede il coltello ad ‘Ali (r) e questi sacrificò ciò che rimaneva…»

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

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