Sûratu-l-’Abasa

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Tafsîr (Commento) del Sublime Corano

 

dell’Imâm Ibn Kathîr (rahimahullah)

 

Sûra LXXX. ‘Abasa (Si Accigliò)

 

42 versetti

 

Rivelata interamente a Makkah,

dopo la Sûra della Stella (“An-Najm”, n° 53)

 

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

عَبَسَ وَتَوَلَّى (1) أَنْ جَاءَهُ الْأَعْمَى (2) وَمَا يُدْرِيكَ لَعَلَّهُ يَزَّكَّى (3) أَوْ يَذَّكَّرُ فَتَنْفَعَهُ الذِّكْرَى (4) أَمَّا مَنِ اسْتَغْنَى (5) فَأَنْتَ لَهُ تَصَدَّى (6) وَمَا عَلَيْكَ أَلَّا يَزَّكَّى (7) وَأَمَّا مَنْ جَاءَكَ يَسْعَى (8) وَهُوَ يَخْشَى (9) فَأَنْتَ عَنْهُ تَلَهَّى (10) كَلَّا إِنَّهَا تَذْكِرَةٌ (11) فَمَنْ شَاءَ ذَكَرَهُ (12) فِي صُحُفٍ مُكَرَّمَةٍ (13) مَرْفُوعَةٍ مُطَهَّرَةٍ (14) بِأَيْدِي سَفَرَةٍ (15) كِرَامٍ بَرَرَةٍ (16)

 

Si accigliò e voltò le spalle (1) quando il cieco venne da lui. (2) Cosa ne puoi sapere? Forse voleva purificarsi (3) o riflettere, affinché il Monito gli fosse utile. (4) Quanto a colui che invece pensa di bastare a se stesso, (5) tu ne hai maggiormente premura. (6) Cosa t’importa se non si purifica? (7) Quanto a colui che ti viene incontro pieno di zelo, (8) essendo timorato (di Allah), (9) di lui non ti occupi affatto! (10) In verità questo è un Monito: (11) se ne ricordi, dunque, chi vuole. (12) (È contenuto) in Fogli onorati, (13) sublimi, purissimi, (14) tra le mani di scribi (15) nobili, obbedienti! (16)

La maggior parte degli esegeti ha riportato che nel momento in cui il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) stava esortando qualcuno tra i notabili dei Quraysh ad abbracciare l’Islâm, Ibn Umm Maktûm (radiAllahu ‘anhu), un uomo cieco già convertito, venne a porgli qualche domanda con insistenza. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), in quel momento, avrebbe desiderato che quet’uomo cessasse di assillarlo con le sue domande, per poter proseguire il dialogo con i dignitari dei Quraysh, convincendoli a convertirsi e a trovare la via della salvezza. Si accigliò contro il cieco, che non aveva capito nulla di ciò che stava accadendo. Allah (‘azza waJalla), in questa occasione, gli rivelò: Si accigliò e voltò le spalle quando il cieco venne da lui.

Lo rimproverò dicendo: chi ti dice che costoro si purificheranno o trarranno profitto dal Richiamo? In quanto a colui che pensa di bastare a se stesso, lo avvicini con zelo, non importa che egli si purifichi o meno.

Quanto a colui che ti viene incontro pieno di zelo, essendo timorato (di Allah), di lui non ti occupi affatto, disinteressandoti di lui. Per questo Allah (‘azza waJalla) ordinò in seguito al Suo Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam) di non avvertire più gli uni a discapito degli altri, piuttosto avrebbe dovuto trattare allo stesso modo il potente e il debole, il ricco e il povero, i padroni e gli schiavi, gli uomini e le donne, i vecchi e i giovani, avvertendo tutti costoro, e spetta ad Allah (‘azza waJalla) dirigere chi vuole e sviare chi vuole.

Anas (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) stava esortando soltanto Ubay ibn Khalaf, quando Ibn Umm Maktûm (radiAllahu ‘anhu) venne da lui, ed egli si accigliò contro di lui.

Dopo questo episodio, il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) trattò sempre questo cieco con ogni riguardo.

In verità questo è un Monito e un insegnamento, chiunque voglia se ne ricordi. Si ricordi di Allah in tutti i suoi affari, secondo una interpretazione, oppure, secondo un’altra spiegazione che è più logica, si ricordi di questa rivelazione, così come confermano i versetti che seguono.

Questo Corano è iscritto su tavole (o: fogli) onorate e custodite, poste molto in alto tra le mani di angeli nobili e puri. Questi angeli fungono da ambasciatori tra Allah e gli uomini, comunicando la Rivelazione e gli insegnamenti.

قُتِلَ الْإِنْسَانُ مَا أَكْفَرَهُ (17) مِنْ أَيِّ شَيْءٍ خَلَقَهُ (18) مِنْ نُطْفَةٍ خَلَقَهُ فَقَدَّرَهُ (19) ثُمَّ السَّبِيلَ يَسَّرَهُ (20) ثُمَّ أَمَاتَهُ فَأَقْبَرَهُ (21) ثُمَّ إِذَا شَاءَ أَنْشَرَهُ (22) كَلَّا لَمَّا يَقْضِ مَا أَمَرَهُ (23) فَلْيَنْظُرِ الْإِنْسَانُ إِلَى طَعَامِهِ (24) أَنَّا صَبَبْنَا الْمَاءَ صَبًّا (25) ثُمَّ شَقَقْنَا الْأَرْضَ شَقًّا (26) فَأَنْبَتْنَا فِيهَا حَبًّا (27) وَعِنَبًا وَقَضْبًا (28) وَزَيْتُونًا وَنَخْلًا (29) وَحَدَائِقَ غُلْبًا (30) وَفَاكِهَةً وَأَبًّا (31) مَتَاعًا لَكُمْ وَلِأَنْعَامِكُمْ (32)

 

 

Perisca l’uomo, quell’ingrato! (17) Da cosa l’ha creato Allah? (18) Da una goccia di sperma. Lo ha creato e ha stabilito (il suo destino), (19) quindi gli ha reso facile la via, (20) quindi l’ha fatto morire e giacere nella tomba; (21) infine lo resusciterà quando lo vorrà! (22) No, non ha adempiuto a quello (che Allah) gli ha comandato. (23) Consideri l’uomo il suo cibo: (24) siamo Noi che versiamo l’acqua in abbondanza, (25) poi spacchiamo la terra in profondità (26) e vi facciamo germinare cereali, (27) vitigni e foraggi, (28) olive e palmeti, (29) lussureggianti giardini, (30) frutti e pascoli, (31) di cui godete voi e il vostro bestiame. (32)

 

Allah (‘azza waJalla) disprezza i miscredenti che rinnegano la resurrezione e la comparsa in Giudizio dinanzi a Lui. Che costoro periscano! Quanto sono empi!

Poi ricorda loro la creazione dell’uomo a partire da una sostanza vile e volgare, una goccia di sperma, poi Egli destina e determina il termine della sua vita, i beni che acquisirà nel corso della stessa, le sue azioni, che esse siano buone o cattive, infine la sua sorte beata o sventurata. Poi Egli lo farà uscire dal ventre di sua madre, così come spiegò Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) interpretando il versetto: quindi gli ha reso facile la via.

Ma altri hanno risposto: Egli (‘azza waJalla) gli mostra la via della verità e quella della perdizione, così com’è detto nel versetto:

إِنَّا هَدَيْنَاهُ السَّبِيلَ إِمَّا شَاكِرًا وَإِمَّا كَفُورًا (3)

 

E gli abbiamo indicato la Retta Via, sia esso riconoscente o ingrato (Corano LXXVI. Al-Insân, 3)

 

Quindi l’ha fatto morire e giacere nella tomba, e quando Egli vorrà, lo riporterà in vita resuscitandolo per il Giorno del Giudizio. È riportato in un hadîth che la terra divora tutto il corpo umano tranne l’osso sacro, a partire dal quale esso sarà ricostituito, e che ha le dimensioni di un grano di senape.

No, non ha adempiuto a quello (che Allah) gli ha comandato. Ibn Jarîr (Tabarî) l’ha commentato dicendo: “Non è vero ciò che questo miscredente pretende, ossia di aver adempiuto i suoi doveri nei confronti di Allah”. Mujâhid, da parte sua, disse: “Nessuno potrà adempierli, qualunque siano le sue opere”.

Consideri l’uomo il suo cibo, siamo Noi che glielo accordiamo. Benché questo versetto sia un richiamo all’uomo riguardo ai beni che Allah gli accorda, esso costituisce anche un richiamo immediato alla resurrezione dei corpi, dopo che essi saranno divenuti ossa e polvere, così come la terra che sarà rivivificata, ricevendo l’acqua per donare diversi raccolti.

Siamo Noi che versiamo l’acqua in abbondanza, poi spacchiamo la terra in profondità, affinché essa riceva l’acqua della pioggia; in seguito, Allah (‘azza waJalla) farà crescere i cereali, le vigne, le verdure, gli olivi il cui olio serve come cibo e materia per spalmare i corpi, le palme che doneranno diverse specie di datteri, giardini lussureggianti, frutti e pascoli. Tutto ciò perché ne godiate, o uomini, insieme al vostro bestiame fino al Giorno della Resurrezione.

فَإِذَا جَاءَتِ الصَّاخَّةُ (33) يَوْمَ يَفِرُّ الْمَرْءُ مِنْ أَخِيهِ (34) وَأُمِّهِ وَأَبِيهِ (35) وَصَاحِبَتِهِ وَبَنِيهِ (36) لِكُلِّ امْرِئٍ مِنْهُمْ يَوْمَئِذٍ شَأْنٌ يُغْنِيهِ (37) وُجُوهٌ يَوْمَئِذٍ مُسْفِرَةٌ (38) ضَاحِكَةٌ مُسْتَبْشِرَةٌ (39) وَوُجُوهٌ يَوْمَئِذٍ عَلَيْهَا غَبَرَةٌ (40) تَرْهَقُهَا قَتَرَةٌ (41) أُولَئِكَ هُمُ الْكَفَرَةُ الْفَجَرَةُ (42)

 

Ma quando verrà il Fragore, (33) il Giorno in cui l’uomo fuggirà da suo fratello, (34) da sua madre e da suo padre, (35) da sua moglie e dai suoi figli, (36) poiché ognuno di loro, in quel Giorno, avrà da pensare a se stesso, (37) ci saranno in quel Giorno volti radiosi, (38) sorridenti e lieti. (39) E ci saranno, in quel Giorno, (anche) volti terrei (40) coperti di tenebre: (41) sono i miscredenti, i peccatori (42)

 

Il Giorno del Giudizio sarà pieno di angoscia e di terrore, e ciascun individuo fuggirà i suoi parenti più stretti e i membri della sua famiglia.

Ikrima (radiAllahu ‘anhu) spiegò: “Quel giorno, l’uomo incontrerà sua moglie e le dirà: “Che genere di marito sono stato per te nel basso mondo?”, ed ella risponderà: “Il migliore”, facendo il suo elogio meglio che potrà. Allora egli le chiederà: “Oggi ti chiedo di accordarmi una sola (delle tue) buone azioni, perché essa assicuri la mia salvezza”. Ma ella risponderà: “Mi chiedi una cosa molto facile, ma non posso concedertela, poiché temo ciò che temi anche tu”. L’uomo incontrerà anche suo figlio, e si avvicinerà a lui dicendo: “O figlio! Che padre ero per te?”, e il figlio farà l’elogio di suo padre, e quest’ultimo gli chiederà: “Ho bisogno di una delle tue buone azioni, anche solo del valore di un atomo, perché essa possa trarmi da questa situazione critica che puoi vedere”. E il figlio replicherà: “Non posso concederti nulla, poiché temo ciò che temi anche tu”. Tale è il senso delle Parole di Allah (‘azza waJalla): l’uomo fuggirà da suo fratello, da sua madre e da suo padre, da sua moglie e dai suoi figli.

Nell’hadîth relativo all’intercessione, è riportato: “…Anche Gesù figlio di Maria (pace su entrambi) dirà: “Oggi, io non chiedo al Signore altro che la mia salvezza, e non quella di Maria che mi ha messo al mondo”

Ibn ‘Abbâs riferì che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Sarete riuniti a piedi nudi, senza vestiti, in piedi e incirconcisi”. Sua moglie gli chiese: “Oh Messaggero di Allah! Ciascuno di noi vedrà le parti intime degli altri?”. Egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) le rispose: “Quel Giorno, ad ogni uomo basterà ciò che lo riguarda” (riportato da Nisa’i).

Sono stati riportati diversi ahadîth riguardo allo stesso argomento, tutti con lo stesso significato.

Quel Giorno, gli uomini formeranno due gruppi: il primo sarà composto dai credenti, che avranno dei visi splendenti di luce, in cui saranno distinguibili la gioia e la felicità. Il secondo gruppo sarà composto dai miscredenti, che avranno i visi coperti di polvere, un fumo nero li assalirà e saranno avvolti dalle tenebre. Essi sono gli empi e i libertini privi di fede, le cui opere (nel basso mondo) non furono che perversità.

La traduzione è stata condotta sull’edizione in francese edita da Dar El Fikr (Beirut), curata da Fawzi Chaaban (1998)

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