Sûra LXXXI. At-Takwîr


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Tafsîr (Commento) del Sublime Corano

 

dell’Imâm Ibn Kathîr (rahimahullah)

 

Sûra LXXXI. At-Takwîr (L’Oscuramento)

 

29 versetti

 

Rivelata interamente a Makkah,

dopo la Sûra “Abû Lahab” (“Al-Masad”, Le fibre di palma, n° 111)

 

 

 

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

إِذَا الشَّمْسُ كُوِّرَتْ (1) وَإِذَا النُّجُومُ انْكَدَرَتْ (2) وَإِذَا الْجِبَالُ سُيِّرَتْ (3) وَإِذَا الْعِشَارُ عُطِّلَتْ (4) وَإِذَا الْوُحُوشُ حُشِرَتْ (5) وَإِذَا الْبِحَارُ سُجِّرَتْ (6) وَإِذَا النُّفُوسُ زُوِّجَتْ (7) وَإِذَا الْمَوْءُودَةُ سُئِلَتْ (8) بِأَيِّ ذَنْبٍ قُتِلَتْ (9) وَإِذَا الصُّحُفُ نُشِرَتْ (10) وَإِذَا السَّمَاءُ كُشِطَتْ (11) وَإِذَا الْجَحِيمُ سُعِّرَتْ (12) وَإِذَا الْجَنَّةُ أُزْلِفَتْ (13) عَلِمَتْ نَفْسٌ مَا أَحْضَرَتْ (14)

 

Quando sarà oscurato il sole, (1) e spente le stelle, (2) e messe in marcia le montagne, (3) e neglette le cammelle gravide di dieci mesi, (4) e radunate le belve, (5) e ribollenti i mari, (6) e divise in gruppi le anime, (7) e quando verrà chiesto alla (neonata) sepolta viva (8) per quale colpa sia stata uccisa, (9) e quando saranno dispiegati i fogli, (10) e scorticato il cielo, (11) e attizzata la Fornace, (12) e avvicinato il Paradiso, (13) ogni anima conoscerà quel che avrà prodotto. (14)

Questi versetti parlano dei segni che annunciano l’avvento imminente dell’Ora Suprema:

– Il sole diverrà una massa oscura e la Sua luce sparirà. Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) disse a questo proposito: “Nel Giorno della Resurrezione, Allah (‘azza waJalla) arrotolerà il sole, la luna e le stelle, li getterà nell’oceano, poi invierà un vento caldissimo che li ridurrà in una massa di fuoco, e bruceranno, sparendo per sempre”.

– Le stelle saranno disperse e oscurate. Ubay ibn Ka’b disse: “Sei segni avranno luogo prima del Giorno della Resurrezione: mentre gli uomini saranno al mercato, la luce del sole sparirà. Nel frattempo, le stelle si disperderanno, le montagne crolleranno agitandosi e tremando. Allora i jinn e gli uomini chiederanno rifugio gli uni presso gli altri. Le bestie, gli uccelli e gli animali selvaggi si getteranno gli uni sugli altri come delle onde. Le cammelle gravide di dieci mesi (sapendo che la loro gravidanza massima è di dodici mesi) saranno abbandonate dai loro proprietari, e i mari deborderanno. I jinn proporranno agli uomini: “Lasciate che ci informiamo di quanto sta accadendo”. Giungendo sul litorale, troveranno i mari in ebollizione, poi la terra si fenderà, finché (sia visibile) la settima terra inferiore. Mentre saranno in questa condizione, un vento soffierà per far perire i jinn e gli uomini” (riportato da Ibn Jarîr at-Tabarî).

– Le montagne si metteranno in cammino, saranno ridotte in polvere, senza lasciare sulla terra alcuna tortuosità né un avvallamento qualsiasi, e la terra sarà totalmente appiattita.

– Le cammelle gravide di dieci mesi saranno trascurate e abbandonate dai loro proprietari, senza conoscerne la ragione. È stato anche detto che i loro proprietari le vedranno fuggire senza poterle riprendere, a causa della situazione critica che avrà luogo.

– Gli animali selvaggi saranno riuniti insieme. Allah (‘azza waJalla) dice a questo proposito:

وَمَا مِنْ دَابَّةٍ فِي الْأَرْضِ وَلَا طَائِرٍ يَطِيرُ بِجَنَاحَيْهِ إِلَّا أُمَمٌ أَمْثَالُكُمْ مَا فَرَّطْنَا فِي الْكِتَابِ مِنْ شَيْءٍ ثُمَّ إِلَى رَبِّهِمْ يُحْشَرُونَ (38)

 

Non c’è essere che si muova sulla terra o uccello che voli con le sue ali che non appartenga ad una comunità. Non abbiamo dimenticato nulla nel Libro. Poi tutti saranno ricondotti verso il loro Signore (Corano VI. Al-An’âm, 38)

– I mari deborderanno. Ma il termine arabo “ سُجِّرَتْ ” significa, secondo gli esegeti, che saranno incendiati, così come spiegò Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu); Allah (‘azza waJalla) in quel momento invierà loro un vento dall’ovest molto caldo che diverrà come un fuoco.

– Le anime raggiungeranno i loro corpi o, secondo un’altra spiegazione, le anime saranno ripartite in modo tale che ciascuna sarà con le sue simili. È stato riportato che ‘Umar ibn al-Khattâb (radiAllahu ‘anhu) recitava un giorno questo versetto, e disse: “Ciascuna setta sarà raggruppata a parte: l’uomo del bene con gli uomini del bene, l’uomo del male con gli uomini del male, questa sarà la ripartizione delle anime”.

Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu), confermando ciò, si riferì a questo versetto:

وَكُنْتُمْ أَزْوَاجًا ثَلَاثَةً (7)

 

Sarete allora (divisi) in tre gruppi (Corano LVI. Al-Wâqi’a, 7),

per corroborare le parole di ‘Umar (che Allah sia soddisfatto di lui). In quanto agli altri Ulamâ’, come ‘Ikrima, Al-Hasan al-Basri e altri, hanno interpretato il versetto dicendo che le anime reintegreranno i loro corpi.

E quando verrà chiesto alla (neonata) sepolta viva per quale colpa sia stata uccisa. Occorre sapere che gli uomini, ai tempi della Jahiliyyah (ignoranza preislamica) sotterravano vive le loro figlie per disprezzo e per timore dello scandalo (che avrebbero potuto provocare da grandi). In quel Giorno, questa figlia sarà interrogata per sanzionare l’autore del crimine, così come l’uomo oppresso che invocherà vendetta contro il suo oppressore. Diversi ahadîth parlano di questo argomento, ne abbiamo scelti solo alcuni:

1. Juzama bint Wahb, la figlia di ‘Ukasha (radiAllahu ‘anha) riferì: “Ero presente quando il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) fece una predica dicendo agli uomini: “Pensavo di vietare il coito con una donna che abbia un neonato da allattare, ma mi sono ricordato che i Romani e i Persiani fanno così, affinché questo rapporto non nuoccia al bambino”. Poi lo interrogarono sul fatto di eiaculare al di fuori dell’utero (al-’azl, coito interrotto), e rispose:“Ciò costituisce un sotterramento occulto di un essere vivente, così come dice Allah (‘azza waJalla): E quando verrà chiesto alla (neonata) sepolta viva…” (riportato da Ahmad, Muslim, Tirmidhi e Abû Dâwûd).

2. Khansa bint Mu’awiya as-Suramiyya (radiAllahu ‘anha) chiese al Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Oh Messaggero di Allah, chi sono gli eletti del Paradiso?”, ed egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) le rispose: “Sono i Profeti, i martiri, i bambini (morti in tenera età) e le bambine sepolte vive”(riportato da Ahmad).

3. Qays ibn Asim (radiAllahu ‘anhu) si presentò dal Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) e gli disse: “Oh Messaggero di Allah! Al tempo della Jahiliyyah, ho sotterrato vive alcune delle mie figlie”. Egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) gli rispose: “Contro ciascuna di loro, affranca una (o uno) schiava”. “Non ho altro che cammelli” replicò Qays. Allora il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Allora offri una cammella bella grassa per ciascuna di loro” (riportato da AbdurRazaq e Al-Bazzar).

– Le azioni di ciascun uomo saranno divulgate. I libri in cui sono state registrate le azioni degli uomini saranno dispiegati in modo tale che ognuno di essi potrà vedere ciò che le sue mani hanno perpetrato.

– I cieli saranno annientati. Ciò è stato interpretato dicendo che la terra sarà confusa col cielo in modo tale che ogni nozione di alto e basso scomparirà.

– Il fuoco sarà attizzato. Qatada disse a questo proposito: “Ciò che lo attizzerà sarà la collera di Allah e i peccati degli uomini”.

– Il Paradiso sarà avvicinato ai credenti beati.

Dopo che si saranno prodotti questi segni, il Giorno della Resurrezione avrà luogo, e ogni anima conoscerà quel che avrà prodotto, e ciò che dovrà presentare.

Allah (‘azza waJalla) dice a questo proposito:

يَوْمَ تَجِدُ كُلُّ نَفْسٍ مَا عَمِلَتْ مِنْ خَيْرٍ مُحْضَرًا وَمَا عَمِلَتْ مِنْ سُوءٍ تَوَدُّ لَوْ أَنَّ بَيْنَهَا وَبَيْنَهُ أَمَدًا بَعِيدًا

 

Il Giorno in cui ogni uomo avrà dinanzi ciò che avrà fatto di bene e ciò che avrà commesso di male, e si augurerà che tra lui e tutto questo ci sia un tempo immenso… (Corano III. Âl-’Imrân, 30)

 

 

فَلَا أُقْسِمُ بِالْخُنَّسِ (15) الْجَوَارِ الْكُنَّسِ (16) وَاللَّيْلِ إِذَا عَسْعَسَ (17) وَالصُّبْحِ إِذَا تَنَفَّسَ (18) إِنَّهُ لَقَوْلُ رَسُولٍ كَرِيمٍ (19) ذِي قُوَّةٍ عِنْدَ ذِي الْعَرْشِ مَكِينٍ (20) مُطَاعٍ ثَمَّ أَمِينٍ (21) وَمَا صَاحِبُكُمْ بِمَجْنُونٍ (22) وَلَقَدْ رَآَهُ بِالْأُفُقِ الْمُبِينِ (23) وَمَا هُوَ عَلَى الْغَيْبِ بِضَنِينٍ (24) وَمَا هُوَ بِقَوْلِ شَيْطَانٍ رَجِيمٍ (25) فَأَيْنَ تَذْهَبُونَ (26) إِنْ هُوَ إِلَّا ذِكْرٌ لِلْعَالَمِينَ (27) لِمَنْ شَاءَ مِنْكُمْ أَنْ يَسْتَقِيمَ (28) وَمَا تَشَاءُونَ إِلَّا أَنْ يَشَاءَ اللَّهُ رَبُّ الْعَالَمِينَ (29)

 

 

Giuro per i pianeti (15) che passano e che si occultano, (16) per la notte che si estende, (17) per l’aurora che esala il suo alito, (18) questa è la parola di un Messaggero nobilissimo (19) potente ed eccellente presso il Signore del Trono, (20) colà obbedito e fedele. (21) Il vostro compagno non è un folle: (22) in verità l’ha visto sull’orizzonte luminoso, (23) non è avaro dell’Invisibile. (24) Questa non è parola di dèmone lapidato. (25) Dove andate dunque? (26) questo non è che un Monito rivolto al creato (27) per chi di voi voglia seguire la Retta Via. (28) Ma voi lo vorrete solo se lo vorrà Allah, il Signore dei mondi (29)

 

Allah (‘azza waJalla) giura per le stelle che scompaiono di giorno, che si muovono invisibili. Alcuni esegeti, come ‘Abdullah Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) hanno riportato che i versetti 15 e 16 parlano delle gazzelle e dei buoi selvatici che corrono, poi bruscamente scompaiono nelle loro tane. Ibn Jarîr (at-Tabarî) ha ammesso entrambi i commenti.

Egli (‘azza waJala) giura anche per la notte piena, quando si estende, secondo Mujâhid, o quando la sua oscurità scompare secondo Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu).

L’autore (Ibn Kathîr) opta per il primo commento, benché sembri logico anche il secondo. Ma Allah (subhânaHu waTa’ala) ha giurato anche in altri versetti per la notte e la sua oscurità, e per il giorno e la sua luminosità, come Egli (‘azza waJalla) dice:

وَاللَّيْلِ إِذَا يَغْشَى (1) وَالنَّهَارِ إِذَا تَجَلَّى (2)

 

Per la notte quando avvolge (con le sue tenebre), per il giorno quando risplende (Corano XCII. Al-Layl, 1-2)

 

Questa è la parola di un Messaggero nobilissimo. Si tratta di Jibrîl (Gabriele, pace su di lui) che è colui che porta il Messaggio divino, dotato di una grande forza, e che occupa un posto d’onore presso Allah (‘azza waJalla). Inoltre, egli è ascoltato ed obbedito dagli altri Angeli. Egli è integro, poiché anche l’integrità e la fedeltà sono sue caratteristiche. Allah (‘azza waJalla) ha fatto il suo elogio come ha fatto quello del Suo Messaggero Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) tra i mortali, affermando che il vostro compagno non è un folle,nonostante i pagani l’avessero trattato come tale.

In verità l’ha visto sull’orizzonte luminoso. Egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) vide realmente l’inviato nel cielo, nella sua forma normale e reale, munito di seicento ali, e ciò avvenne la prima volta nel deserto, com’è menzionato in questi versetti:

عَلَّمَهُ شَدِيدُ الْقُوَى (5) ذُو مِرَّةٍ فَاسْتَوَى (6) وَهُوَ بِالْأُفُقِ الْأَعْلَى (7)

 

Gliel’ha insegnata un fortissimo, di saggezza dotato, che compostamente comparve: (si trovava) all’orizzonte più elevato (Corano LIII. An-Najm, 5-7)

 

Sembra che questa Sûra (at-Takwîr) sia stata rivelata prima del Viaggio Notturno e dell’Ascensione al cielo, poiché è citata solo questa prima visione. In quanto alla seconda visione, essa è menzionata in questi versetti:

وَلَقَدْ رَآَهُ نَزْلَةً أُخْرَى (13) عِنْدَ سِدْرَةِ الْمُنْتَهَى (14) عِنْدَهَا جَنَّةُ الْمَأْوَى (15)

 

E invero lo vide in un’altra discesa, vicino al Loto del limite, presso il quale c’è il Giardino di Ma’wa (Corano LIII. An-Najm, 13-15)

 

La Sûra della Stella (An-Najm) fu rivelata dopo l’Isrâ’ (Viaggio Notturno).

Non è avaro dell’Invisibile. In questi versetti, la parola araba “ضَنِينٍ” con “d” (ض), significa “avaro”; altri hanno letto “ظنين“con “z” (ظ) che significa: un oggetto di dubbio, e in questo caso l’ayat significherebbe: “la sua sincerità non può essere messa in dubbio riguardo al mistero”.

Qatada, che sostiene il primo significato, disse: “Il Corano era fino ad allora qualcosa di ignoto agli uomini. Allah (‘azza waJalla) lo rivelò a Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam), che lo divulgò senza nulla dissimularne e lo spiegò a chiunque volesse conoscerne l’interpretazione, senza mostrarsi avaro.

Questa non è parola di dèmone lapidato, che non può né portarlo né divulgarlo, essendo una cosa che non gli compete, così come afferma Allah (subhânaHu waTa’ala) nei versetti:

وَمَا تَنَزَّلَتْ بِهِ الشَّيَاطِينُ (210) وَمَا يَنْبَغِي لَهُمْ وَمَا يَسْتَطِيعُونَ (211) إِنَّهُمْ عَنِ السَّمْعِ لَمَعْزُولُونَ (212)

 

Non sono i diavoli che l’hanno fatto scendere: ché esso non si addice loro, e neppure avrebbero potuto (produrlo), poiché invero sono esclusi dall’ascolto(Corano XXVI. Ash-Shu’arâ’, 210-212)

 

Poi Allah (‘azza waJalla) biasima coloro che hanno trattato questo Libro come menzogna, malgrado la sua chiarezza, essendo una rivelazione e una verità proveniente dal Signore (a Lui la Potenza e la Gloria). Dice loro: Dove andate dunque?, volendoli avvertire: sventurati! Perché non ragionate sviandovi? Questo Corano non è che un Richiamo per gli abitanti di questo mondo, perché ne traggano profitto conformandosi ai suoi insegnamenti, per chi di voi voglia seguire la Retta Via. Ma voi lo vorrete solo se lo vorrà Allah, il Signore dei mondi.

Si riporta che Abu Jahl, sentendo recitare questo versetto: per chi di voi voglia seguire la Retta Via, esclamò: “Allora sta a noi decidere! Possiamo rimetterci sul giusto cammino, così come possiamo sviarcene!”. Allora Allah (‘azza waJalla) fece seguire questo versetto da quest’altro: Ma voi lo vorrete solo se lo vorrà Allah, il Signore dei mondi.

 

La traduzione è stata condotta sull’edizione in francese edita da Dar El Fikr (Beirut), curata da Fawzi Chaaban (1998)

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