La scelta della Sposa


بسم الله الرحمان الرحيم

 

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 


 

estratti dal Libro del Matrimonio

dal “Fiqhu-s-Sunnah”

(Le Regole della Legislazione Islamica

illuminate dalla Tradizione Profetica)

 

di Sayed Sabiq

 

 

La scelta della Sposa

La donna è la quiete e il conforto dell’uomo, è la sua compagna, la sua casalinga, la madre dei suoi figli, il rifugio pericoloso del suo cuore e la chiave dei suoi segreti.

È il pilastro più importante all’interno della famiglia, poiché è colei che partorisce, e da lei i bambini ereditano il buon carattere, nel suo seno l’affetto del bambino si forma, le sue competenze fioriscono e la sua lingua si scioglie. Accanto alla madre, il bambino apprende la religione, i riti e le abitudini, e si adatta al comportamento sociale. Per tutti questi motivi, l’Islâm accorda grande importanza alla scelta della sposa pia, e l’ha resa la più grande gioia a cui si debba aspirare e desiderare.

Ora, la pietà non è altro che la conservazione della religione, l’attaccamento alle virtù, il rispetto dei diritti dello sposo e la salvaguardia dei bambini. È ciò di cui si deve tenere conto.

Ogni altra apparenza della vita non viene considerata dall’Islâm, se sia spogliata dal bene, dalla virtù e dalla pietà.

Molta gente aspira ardentemente al possesso delle ricchezze (delle donne), alla bellezza seducente, al prestigio, alla famiglia d’origine della sposa e all’onore di cui godono i suoi genitori, senza preoccuparsi della perfezione delle anime e della buona educazione; ciò conduce ad un matrimonio amaro che sfocia in risultati nocivi.

Per questo, il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci ha messi in guardia dallo sposarci in questo modo. Disse infatti: “State in guardia contro Khadrâ’ ad-Duman”. Gli venne chiesto: “E cos’è Khadrâ’ ad-Duman?” spiegò:“La donna di bella apparenza e di pessime origini”.

Disse anche (pace e benedizioni di Allah su di lui): “Non cercate la bellezza nelle donne, che potrebbe peggiorarle, né la ricchezza, che potrebbe far superare loro i limiti; cercate quelle che siano pie. Una donna pia che abbia un difetto al naso o all’orecchio è meglio delle altre”.

Egli (che Allah gli accordi la Grazia e la Pace) ci spiegò che colui che desideri il matrimonio con uno scopo diverso dalla costituzione di una famiglia e dal prendersi cura dei suoi affari, avrà il contrario di ciò che desiderava. Disse (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “A colui che si sposi con una donna desiderando il suo denaro, Allah non concederà che la povertà; a colui che si sposi con una donna desiderando la sua nobiltà, Allah non aggiungerà che la viltà; a colui che scelga una sposa per la decenza del suo sguardo, per preservare pudicamente i suoi organi sessuali o per i suoi legami di sangue, Allah benedirà l’una e l’altra cosa”. Ibn Hibbân riportò questo hadîth nel libro Ad-Du’afâ’, che contiene gli ahadîth deboli.

Ciò che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) voleva dire con questo divieto, è che il matrimonio non deve essere basato soltanto sui desideri mondani, poiché essi non elevano le circostanze dell’individuo, né gli donano grandezza.

L’essenziale di cui tenere conto è la disponibilità della religione e di una buona condotta morale, poi vengono le altre qualità verso cui tendono i desideri umani.

Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Si può sposare una donna per una delle quattro qualità seguenti: la ricchezza, la nobiltà, la bellezza o la pietà. Allora, scegli quella pia, perisca la tua fortuna (se agisci altrimenti)”.

Questo hadîth è riportato da Bukhârî e Muslim.

La donna pia, è la donna gentile, obbediente, devota e fedele.

Disse anche (pace e benedizioni di Allah su di lui): “La migliore delle donne è quella che, quando la guardi, sei felice, se le ordini qualcosa ti obbedisce, se le fai giurare qualcosa ti risponde (favorevolmente) e se ti assenti preserva i tuoi beni e la sua persona” (riportato da Nisâ’î secondo una catena autentica).

Tra le qualità di cui è bene tenere conto quando si sposa una donna, vi è il fatto che appartenga ad una nobile discendenza, una famiglia nota per il suo carattere regolare, per la sua calma, che siano lungi da difetti psichici, poiché è meglio che sia predisposta alla tenerezza nei confronti dei suoi futuri bambini e che rispetti i diritti di suo marito.

Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) chiese in matrimonio Umm Hâni’ (radiAllahu ‘anha), ella si scusò dicendo di essere madre di molti bambini; il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) le disse allora: “La migliore delle pie Qurayshite è quella più affettuosa nei confronti del suo bambino piccolo, e quella che rispetta lo stato di suo marito se il suo guadagno è limitato”. È naturale che la donna di nobili origini abbia dei bambini simili a sé.

Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “La gente è simile ai metalli, come l’oro e l’argento, quelli (di voi) che erano migliori nell’epoca preislamica sono migliori nell’Islâm se lo studiano e lo comprendono bene”.

Tra i principali scopi del matrimonio vi è quello di avere dei figli, per questo è necessario che la donna sia feconda. Lo si può ipotizzare dal suo buono stato di salute e paragonandola ad altre donne della sua famiglia, come le sue sorelle e le sue zie paterne e materne.

Un uomo sposò una donna sterile, poi disse al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Oh Messaggero di Allah! Ho sposato una donna molto bella e di nobili origini, ma è sterile”.

Allora il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) proibì un tale comportamento, dicendo: “Scegliete colei che è affettuosa e feconda, poiché supererò tramite voi il numero delle altre Comunità nel Giorno della Resurrezione”.

La donna affettuosa è quella che cerca di piacere a suo marito e fa tutto il possibile per soddisfarlo.

L’uomo per sua natura ama la bellezza e sente nell’animo che gli manca qualcosa se tale bellezza è lontana da lui. Se riesce ad appropriarsene, allora si sentirà equilibrato e vi abbevererà il suo affetto e la sua felicità.

Per questo l’Islâm, parlando della scelta della sposa, ha considerato anche la qualità della bellezza.

Secondo un hadîth autentico: “Allah è Bello e ama la bellezza”.

Mughira ibn Shu’ba (radiAllahu ‘anhu) voleva sposare una donna (che ancora non aveva visto), lo raccontò al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), ed egli gli consigliò: “Vai a contemplarla, il vostro matrimonio sarà felice”. Ossia il desiderio e l’intimità dureranno tra voi.

Allo stesso modo, il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) raccomandò ad un uomo che aveva sposato una donna degli Ansâr: “Vai a vederla, gli Ansâr hanno qualcosa negli occhi”.

Jâbir ibn ‘Abdullah (radiAllahu ‘anhu) inviava delle donne a far visita a casa della donna che voleva sposare, perché controllassero che ella non avesse difetti. Diceva loro: “Annusale l’alito, le ascelle e guardale le gambe”.

Sarebbe meglio che la donna sia vergine, poiché in questo caso sarà innocente e ingenua e non avrà conoscenza degli uomini; il legame con lei sarà più forte e il suo amore per il marito sarà maggiore. Come si dice: l’amore non è che per il primo amante.

Quando Jâbir ibn ‘Abdullah (che Allah si compiaccia di lui) si sposò con una divorziata, il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) gli chiese: “Perché non hai scelto una vergine, per potervi divertire insieme?”. Jâbir (radiAllahu ‘anhu) gli spiegò allora che suo padre era morto lasciando le sue sorelline orfane; avendo bisogno di una moglie che si occupasse di loro, egli aveva scelto come moglie la donna che era già stata sposata, ritenendola più competente nella gestione domestica rispetto ad una vergine.

Vi è anche da notare che sarebbe bene che vi sia tra i due sposi una certa vicinanza nell’età e nel livello sociale, culturale ed economico; tale concordanza aiuta a mantenere l’intimità.

Abu Bakr e ‘Umar (che Allah si compiaccia di entrambi) chiesero la mano di Fâtima (radiAllahu ‘anha), la figlia del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam), ma egli rispose: “È ancora piccola”. Quando ‘Alî (che era anch’egli giovane) la chiese in sposa, gliela concesse.

L’Islâm ci ha indicato queste spiegazioni per coloro che desiderano sposarsi, come cammino da percorrere. Se si prendono in considerazione questi consigli nella scelta della sposa, ci si potrà assicurare una casa simile al Paradiso, in cui lo sposo e i bambini vivano felici; questa casa sarà la scuola di figli pii, grazie ai quali la loro madre condurrà una vita onorevole.

La scelta dello sposo

Il tutore deve scegliere per la donna di cui è responsabile un marito virtuoso, onesto, di bella apparenza. A casa di costui, la donna sarà trattata con onore, e nel caso in cui fosse ripudiata, egli la congederà con bontà.

L’Imâm Ghazâli disse nel suo libro Ihyâ’:

La precauzione è molto importante, poiché la donna è come una schiava nel matrimonio, nessuno può salvarla, mentre l’uomo ha il diritto di ripudiarla quando vuole.

Se un uomo dà in sposa sua figlia ad un oppressore, un libertino o un bevitore di alcool, avrà commesso un peccato nella sua religione e rischia di attirare su di sé la collera di Allah (‘azza waJalla), poiché ha operato una pessima scelta, spezzando così i legami di parentela (con sua figlia).

Un uomo chiese ad Hasan ibn ‘Alî (che Allah si compiaccia del padre e del figlio): “Ho una figlia, a chi pensi che dovrei darla in sposa?”.

Gli rispose: “Sposala con qualcuno che tema Allah, poiché costui, se l’ama, la tratterà generosamente, e se non l’ama non la tratterà indegnamente”.

‘Aisha (radiAllahu ‘anha) disse: “Il matrimonio è una specie di schiavitù, perciò state bene attenti a dove mandate le vostre figlie”.

Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Chi dia sua figlia in sposa ad un libertino, avrà spezzato i legami di parentela con questa figlia”. Ibn Hibbân lo riportò nella raccolta Du’afâ’ (ahadîth deboli), da Shua’bi, secondo una catena autentica.

Ibn Taymiyya (rahimahullah) disse: “Colui che insista ad essere libertino, non lo si deve lasciar sposare”.

(…)

La contemplazione della fidanzata

Tra le cose che allietano la vita coniugale riempiendola di gioia e di pace vi è il fatto di contemplare la fidanzata prima della domanda di matrimonio, per vedere se è bella – cosa che inviti l’uomo a sposarla – o se è brutta – cosa che lo allontani da lei.

E la persona seria non si impegna in qualcosa senza conoscerne gli inconvenienti. A’mash commentò: “Ogni matrimonio concluso senza aver precedentemente contemplato la fidanzata sfocia in qualche seccatura”.

La Legge Islamica ha permesso tale contemplazione, anzi ha invitato ad agire in questo modo. Jâbir ibn ‘Abdullah (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Colui tra voi che chieda in sposa una donna e possa vedere in lei ciò che lo inviti al matrimonio, che lo faccia”. Jâbir (radiAllahu ‘anhu) commentò: “Allora, quando sposai una donna della tribù di Salama, mi nascondevo e la contemplavo, finché vidi in lei ciò che mi invitò al matrimonio”.

Abû Dâwûd riportò da Mughira ibn Shu’ba (radiAllahu ‘anhu) che quest’ultimo aveva chiesto una donna in sposa. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) gli chiese allora: “L’hai vista?”. Mughira gli rispose di no. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) gli disse allora: “Vai a contemplarla, il vostro matrimonio sarà felice”. Cioè, la vostra intesa durerà. An-Nisâ’î, Ibn Mâjah e Tirmidhî riportarono questo hadîth; Tirmidhî lo classificò buono.

Abû Hurayra (radiAllahu ‘anhu) riferì che un uomo chiese in sposa una donna degli Ansar; il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) gli chiese: “L’hai vista?”. L’uomo rispose di no. Allora il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) gli consigliò: “Vai a contemplarla, gli occhi degli Ansar sono diversi[1].

Ciò che si può contemplare

La maggior parte degli Ulamâ sono concordi sul fatto che l’uomo può vedere soltanto il viso e le mani della donna che chiede in sposa. Perché il viso indica la bellezza o la bruttezza del corpo, e le mani indicano la fertilità o la non fertilità.

Dâwûd disse: Si può guardare tutto il corpo.

‘Uzâ’î disse: Si può guardare la pelle.

Gli ahadîth profetici non hanno specificato le parti del corpo che si possono contemplare, si tratta di frasi incondizionate, in modo tale che l’uomo che vada a contemplare la futura sposa raggiunga l’obiettivo di tale contemplazione.

‘AbdurRâzik e Sa’îd ibn Mansûr avanzano la prova, riportando che ‘Umar (radiAllahu ‘anhu) aveva chiesto in sposa Umm Kulthum, la figlia di ‘Alî (radiAllahu ‘anhu), ma era preoccupato per la sua giovane età. ‘Alî (radiAllahu ‘anhu) gli disse allora: “Te la manderò, se ti piacerà sarà tua moglie”. ‘Umar (radiAllahu ‘anhu) le scoprì allora la gamba, ed ella gli disse: “Se tu non fossi il Principe dei Credenti, ti avrei cavato gli occhi”.

Se l’uomo va a vedere una donna, ed ella non gli piaccia, non deve disapprovarla per non nuocerle, può darsi che piacerà ad un altro.

La contemplazione dell’uomo

Tale regola vale per le donne così come per gli uomini. Dunque, è permesso anche alla donna di guardare l’uomo che la chieda in sposa, perché ella trovi in lui ciò che egli cerca in lei.

‘Umar (radiAllahu ‘anhu) disse: “Non date le vostre figlie come spose a uomini brutti, esse devono trovare in loro ciò che gli uomini cercano in esse”.

Come conoscere i caratteri

Lo sguardo può distinguere tra la bellezza e la bruttezza, mentre per ciò che riguarda il carattere e la morale, tali cose non si conoscono se non mediante la descrizione.

Allora, si può chiedere a chi frequenta abitualmente la futura sposa, alle sue vicine o a delle persone di fiducia, come sua madre e sua sorella, di descriverla.

Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) inviò una volta Umm Sulaym (radiAllahu ‘anha) a far visita ad una donna, perché gliela descrivesse, e le raccomandò:“Guardale bene le gambe e annusa il suo collo (secondo un’altra versione: il suo alito). Ahmad, Hâkim, Tabaranî e Bayhaqî riportarono questo hadîth.

Ghazalî commentò nell’Ihyâ’:

Non si deve chiedere di descrivere la sua morale e la sua bellezza se non ad una persona perspicace, onesta, esperta in ciò che è visibile e in ciò che è nascosto, che non abbia un’eccessiva inclinazione per lei, affinché non esageri nei complimenti, ma che al contempo non sia gelosa, per non esagerare nel descriverne i difetti, poiché la natura umana tende all’esagerazione in ciò che concerne il matrimonio e la descrizione delle donne – rarissime sono le persone veridiche e oneste in proposito, l’imbroglio e la seduzione prendono quasi sempre il sopravvento. La precauzione è allora molto importante, per colui che abbia timore di guardare direttamente una donna che non gli appartenga.

Il divieto di isolarsi con la fidanzata

È vietato isolarsi con la fidanzata, che è harâm per il promesso sposo finché il contratto di matrimonio sia un fatto compiuto.

La Shari’ah non autorizza altro che lo sguardo, dunque l’isolamento resta proibito, poiché se l’uomo e la donna rimangono da soli non ci si può assicurare che non commettano ciò che Allah (‘azza waJalla) ha proibito.

Se la donna è accompagnata da un uomo della sua famiglia, con cui sia illecito il matrimonio (mahram), allora è permesso che stia col futuro sposo, poiché la presenza del parente di lei impedisce evidentemente di commettere l’adulterio.

Jâbir (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse:“Colui che creda in Allah e nel Giorno Ultimo non si isoli con una donna (estranea) senza che vi sia con lei un uomo che le sia illecito come marito (mahram), poiché (altrimenti) Shaytân li accompagna”.

‘Amir ibn Abi Rabi’a (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Che l’uomo non si isoli con una donna che non gli sia lecita, senza (la presenza di) un uomo (mahram), poiché (altrimenti) Shaytân sarà il terzo (di loro)” (riportato dall’Imâm Ahmad).

Il pericolo insito nel trascurare tale divieto:

Molta gente trascura tale divieto, permettendo alle proprie figlie o alle parenti di frequentare il proprio fidanzato, di isolarsi con lui senza alcun controllo e di uscire da soli senza nessuno che li sorvegli.

Ciò all’opposto di gruppi estremamente severi, che impediscono al ragazzo che chieda la mano di una ragazza di vedere la promessa sposa, esigendo che accetti e firmi il contratto di matrimonio, per non vedere la sposa fino alla prima notte di nozze. In seguito a questo comportamento, l’incontro tra i due può condurre a sorprese inattese, problemi di cui non si era tenuto conto, e che sfociano nella separazione della coppia…

Altri ancora, si accontentano di mostrare la fotografia della loro figlia. Questa foto in realtà non significa nulla e non è adatta a rassicurare il promesso sposo, poiché non espone la verità in maniera precisa.

Il modo migliore di agire è quello spiegato dettagliatamente dalla Legge Islamica, che riconosce a ciascuno dei due sposi il diritto di vedere l’altro, e di accettarlo o rifiutarlo, tuttavia evitando l’isolamento dei due, come protezione per la dignità e la virtù.


[1] È riportato che gli occhi degli Ansâr fossero piccoli o cisposi

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