La Moschea di Al-Azhar

بسم الله الرحمان الرحيم


Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo



L’Architettura Islamica in Egitto, nel periodo Fatimide

La Moschea di Al-Azhar
359-361 H. (970-972 d.C.) 

Quando Jawhar As-Siqillî, comandante in capo di Al-Mu’izz li-Dîn Allâh, primo Califfo della dinastia dei Fatimidi, conquistò l’Egitto e fondò la città del Cairo, avviò la costruzione della Moschea di Al-Azhâr, nel mese di Jumâdâ-l-Awwal dell’anno 359 dell’Hijrah (970 d.C.), per completarla nel mese di Ramadan dell’anno 361 H. (972 d.C.).

Si tratta della prima moschea costruita nella città del Cairo, e del più antico monumento datante l’epoca fatimide in Egitto. L’origine del suo nome non è unanimemente accettato, ma sembra che i Fatimidi la chiamarono “Al-Azhar” in omaggio a Fâtimah az-Zahrâ’ (la Splendente, la luminosa), la figlia del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

All’epoca della sua costruzione, molto probabilmente questa moschea consisteva in un cortile interno aperto, attorniato da tre gallerie, la più grande delle quali era il santuario composto da cinque corridoi. Un transetto, leggermente più elevato, attraversa in mezzo il santuario, dal cortile interno fino al muro della Qiblah (il muro indicante la direzione di Makkah), terminando in una cupola al di sopra del Mihrâb. I due angoli del corridoio, presso il muro della Qiblah, erano ricoperti da due cupole di forma identica, delle quali non resta più traccia.
Ciascuna delle gallerie raggiunge tre arcate di profondità. Gli archi intorno al cortile interno poggiano su pilastri rettangolari, mentre tutti gli altri archi poggiano su colonne di marmo di diverse dimensioni.

Intorno all’anno 400 H. (1099 d.C.), questa moschea fu restaurata da Al-Hâkim bi-Amr Allâh, terzo Califfo fatimide d’Egitto. Non rimane, di questo restauro, che una porta il legno, attualmente conservata al Museo dell’Arte Araba.

Alla fine della dinastia dei Fatimidi (VI° sec. dell’Hijrah – XII° sec. d.C.), la parte coperta fu ampliata. Fu aggiunto un corridoio ad ogni lato del cortile interno, le cui arcate poggiano su colonne di marmo. In mezzo al corridoio Est e all’inizio del transetto si trova una cupola, il cui interno è ornato di decorazioni in stucco e da fregi ornati di iscrizioni coraniche in stile cufico. Un gran numero di ornamenti in stucco e di iscrizioni cufiche sono ancora visibili tutto attorno agli archi del transetto, al di sopra del vecchio Mihrâb e al di sopra delle finestre in stucco, così come sui bordi di queste, all’estremità dei muri Est e Nord del santuario.

La prima costruzione che venne aggiunta, dopo la dinastia dei Fatimidi, fu l’Università at-Taybarsiyyah, che si trova a destra della Porta di Al-Muzayyinîn, sulla piazza di Al-Azhâr. Tale Università fu costruita dall’Emiro ‘Alâ’ ad-Dîn al-Khâzindârî, comandante delle armate, nel 709 H. (1309 d.C.). La cosa più notevole di questa Università, a livello architettonico, è il suo Mihrâb in marmo finemete lavorato, notevolmente proporzionato e che dispone di armoniosi ornamenti policromi e di un mosaico dorato.

In seguito, venne aggiunta l’Università Aqbughâwiyyah, dalla parte opposta a quella di at-Taybarsiyyah e a sinistra della Porta menzionata sopra. Essa fu costruita dall’Emiro Aqbughâ ‘Abd al-Wâhid, l’Ustadâr di Sultan an-Nasir Muhammad ibn Qalâwûn, nell’anno 740 H. (1339 d.C.). Questa Madrasah è nota per la sua entrata e per il suo Mihrâb in marmo, che è tanto splendido quanto quello della Madrasah Taybarsiyyah..

Verso l’anno 844 H. (1441 d.C.), Jawhar al-Qunuqbâ’î costruì la Madrasah Jawhariyyah, sul lato Nord del Santuario. Essa dispone di due entrate: una dalla parte della moschea, e l’altra che dà all’esterno. L’Emiro vi fece costruire una cupola, al di sopra della tomba in cui fu sepolto. Malgrado le piccole dimensioni, questa Madrasah si distingue per le meraviglie artistiche che riunisce.

Nell’873 H. (1468-69) il Sultano Qayt-Bay fece ricostruire l’entrata principale che si trova tra le Madrasah Taybarsiyyah e Aqbughâwiyyah, che dà sul cortile interno, alla destra del quale fece anche costruire un minareto. Questi due edifici, così come le altre opere intraprese dal Sultano, sono riccamente decorati. Egli aggiunse anche una galleria per i Maghrebini e dei servizi.

Nel 920 H. (1514 d.C.), il Sultano Qânsûh Al-Ghûrî fece erigere un alto minareto a due punte, accanto a quello di Qayt-Bayt. Tra gli aspetti notevoli di questo minareto, vi sono due vani di scale separati che partono dal primo piano, costruite in modo tale per cui due persone che salgano simultaneamente le due rampe di scale non si vedranno prima di aver raggiunto il piano superiore.

I maggiori lavori di ampliamento apportati a questa moschea furono quelli intrapresi dall’Emiro ‘AbdurRahmân Katkhudâ che, nel 1167 H. (1753-54 d.C.), fece costruire:

– La grande galleria dietro all’antico Mihrâb, il cui livello del suolo e del soffitto sono più elevati di quelli della parte più vecchia;
– Un Mihrâb e un pulpito in marmo l’uno accanto all’altro;
– L’entrata “Bâb as-Sa’âydah” lungo il muro Sud, che dà sulla sala in cui si studia il Corano;
– Un minareto a destra dell’ultima entrata;
– Una cupola sopra la propria tomba;
– L’entrata “Bâb ash-Shurbah” e un minareto accanto a quest’ultima.

L’Emiro rinnovò anche la facciata della Madrasah Taybarsiyyah, e la collegò alla Madrasah Aqbughâwiyyah, costruendo una doppia entrata conosciuta sotto il nome di “Bâb Al-Muzayyinîn”, che si apre sulla piazza Al-Azhâr.

Verso l’anno 1210 H. (1795 d.C.), Al-Wâlî Ibrâhîm Bey costruì una galleria per gli studenti Sharâqwah. Muhammad ‘Ali Pasha Al-Kabîr ne costruì un’altra per gli allievi Sinnâriyyah. Il Kedivè Ismâ’îl ordinò la demolizione e la ricostruzione dell’entrata “Bâb as-Sa’âydah” e l’aula che essa chiude, e fece reataurare la Madrasah Aqbughâwiyyah. Il Kedivè Tawfiq ricostruì la galleria che era stata aggiunta da ‘AbdurRahmân Katkhudâ.

Lavori di restauro furono continuamente effettuati in questa moschea fino all’anno 1310 H. (1892-93 H.), quando il Diwan al-Awqâf (Ministero delle Donazioni Islamiche) fece rinnovare gli archi che circondavano il cortile interno. Nel 1312 H. (1894-95 d.C.) il Kedivè ‘Abbas II° costruì la galleria abbaside, rinnovò la facciata Nord della moschea e il recinto in legno del cortile interno. Infine, il suolo in marmo del santuario, così come i magnifici tappeti, furono offerti dal re Farûq I°.

Fonte: Islamophile

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