Islâm, Dottrina e Modo di Vita

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

 

 

 


 

Una tendenza

 

Tutti gli osservatori del mondo Musulmano sono d’accordo nel constatare che, in mezzo agli aventi e alle tendenze contraddittorie, esiste oggi un vigoroso movimento di rinascita islamica. Questo movimento, la cui forza varia da un Paese all’altro, persiste nonostante i numerosi ostacoli lasciati da un passato prossimo o remoto. Inoltre, nuovi intoppi vengono costantemente eretti sul cammino di questo risveglio da grandi potenze straniere che, per una ragione o per l’altra, ignorano i veri scopi dell’Islam o nutrono, per motivi storici, dei pregiudizi contro di esso.

Alcuni preferirebbero non aver bisogno di attribuire questo movimento di rinascita islamica chiaramente percettibile ad alcuna organizzazione particolare, ma ciò non è affatto importante. Ciò che importa maggiormente è sapere che questa tendenza deriva da una nuova corrente storica dell’Islam, corrente che giungerà al suo obiettivo qualunque sia la violenza dei venti contrari o della tempesta. Giungerà alla riva sacra, così come dicono le parole divine:

…Si perde la schiuma e resta sulla terra ciò che è utile agli uomini… (Corano XIII. Ar-Ra’d, 17)

 


I Musulmani

Se le opinioni differiscono quando si tratta di attribuire a un tale gruppo o all’altro, a una tale or-ganizzazione o all’altra, le origini di questo movimento di risveglio islamico, tutti sono d’accordo sul fatto che esso abbia radici profonde nella coscienza delle nazioni Musulmane, e che questa coscienza sia sempre stata strettamente dipendente dall’Islam. Fin dalla nascita di questa grande religione, non vi è mai stato un Paese Musulmano che non abbia avuto lavoratori devoti alla causa dell’Islam e il cui esempio non possa dimostrare la veridicità del celebre insegnamento del Profeta Muhammad (s): “Non cesseranno mai di esserci persone nella mia Ummah che difenderanno la causa della verità; nessuno di coloro che si opporrà loro potrà nuocere alla loro anima. E sarà così fino al Giorno del Giudizio”.

Chiunque studi la storia dei Musulmani, si stupisce sempre della perseveranza con cui sono sopravvissuti, nonostante le prove che hanno dovuto attraversare nel corso dei secoli; la cosa più straordinaria è la ricchezza e la profondità dei sentimenti che continuano a conservare nella loro anima. E certamente, lungo tutta la loro storia, i Musulmani hanno subito le ingiustizie, le tirannie e gli odi più violenti che si possano concepire. Gli storici ammettono che solo una piccola parte di queste prove sarebbero state sufficienti ad annientare qualsiasi altra collettività o civilizzazione.

La prima di queste sciagure è apparsa sotto forma di dissenso interno, subito dalla civiltà Musulmana quando era ancora alle origini. Poi si sono succeduti sconvolgimenti causati da mali diversi, come l’ambizione, l’avidità, il sospetto, l’ignoranza della vera dottrina dell’Islam, ed ogni sorta di intrigo interno ed esterno.

Venne poi l’invasione armata degli Europei sotto forma di Crociate, che scosse il mondo islamico con una violenza senza precedenti, e il cui punto culminante fu il massacro di 70.000 Musulmani, uomini, donne e bambini, durante la caduta di Gerusalemme (*).

I secoli successivi hanno visto l’annientamento spietato dei Musulmani di Sicilia, del Sud della Francia e di Spagna. In Spagna, come è noto, dove i Musulmani si erano stabiliti da più di 800 anni, creando un’ammirevole civilizzazione, non soltanto non ne rimase uno solo in vita dopo la ‘riconquista’ cristiana, ma in più tutte le moschee furono profanate e distrutte. Nel corso dei secoli seguenti, l’ostilità dell’Occidente contro i Musulmani prese la forma di conquiste coloniali, spesso mascherate da ‘tutele benevole’, ma destinate in realtà a schiavizzare politicamente ed economicamente i popoli Musulmani, che non hanno mai potuto dimenticare questa sopravvivenza dello ‘spirito delle Crociate’.

Ecco ciò che l’Islam ha ricevuto dall’Occidente. Dall’Oriente dilagarono le orde tartare condotte da Gengis Khan e Tamerlano, devastando tutto ciò che trovavano sul loro passaggio, bruciando le città, distruggendo la vegetazione e massacrando migliaia e migliaia di Musulmani. E’ stato riportato che Tamerlano costruì una piramide di crani dopo aver ridotto in cenere la città di Isfahan, in Persia.

Le innumerevoli correnti culturali venute dall’estero non furono meno distruttive di queste inva-sioni: spesso contribuirono a distruggere l’unità del pensiero islamico e, in definitiva, prepararono il terreno per la diffusione dei sistemi e dei modi di vita anti-islamici, imposti dai ‘padroni’ colonizzatori al solo scopo di distaccare i Musulmani dalla loro propria cultura. Troppo spesso si distingue, in questo contesto, l’influenza delle organiz-zazioni straniere di missionari.

E’ stupefacente che la comunità Islamica sia riuscita a sopravvivere a tutte queste calamità e che non abbia mai smesso di lottare contro la loro influenza e la loro forza corrosiva. E’ anche straordinario che i Musulmani siano riusciti, nell’epoca contemporanea, a liberare molti dei loro Paesi dalla servitù coloniale, che la voce dell’Islam si faccia ancora sentire, benché debolmente, in mezzo al caos causato dall’oppressione interna ed esterna, e che, in tutte le parti del mondo Musulmano, una tendenza alla rinascita islamica si faccia sentire, di giorno in giorno, più nettamente.

dottor SAID RAMADAN (rahimahullah)

(*):Steven Runciman, nel suo libro ‘Storia delle Crociate’, vol. 1, pag. 286-287, descrive questo orribile massacro e aggiunge che, quando il capo dei Cristiani “più tardi, nel corso della mattinata, si recò presso il Tempio, dovette aprirsi un varco attraverso i cadaveri e il sangue che gli salivano fino alle ginocchia”!

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