Il Corano… Una Luce


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

إِنَّا نَحْنُ نَزَّلْنَا الذِّكْرَ وَإِنَّا لَهُ لَحَافِظُونَ (9)

Noi abbiamo fatto scendere il Monito,
e Noi ne siamo i custodi
(Corano XV. Al-Hijr, 9)

L’umanità è venuta a conoscenza dei comandamenti di Allah (subhânaHu waTa’ala) attraverso due vie: la prima è la Parola di Allah (‘azza waJalla), la seconda è l’opera dei Profeti (pace su tutti loro), che furono scelti da Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) allo scopo di comunicare la Sua volontà agli esseri umani.

Queste due vie sono parallele e ogni tentativo per conoscere la Volontà di Allah (‘azza waJalla) trascurando l’una o l’altra è illusorio.

Gli Ebrei, trascurando i loro Profeti, si immersero nello studio dei loro libri, che si rivelarono essere dei labirinti in cui – senza guida – si sviarono. I Cristiani, invece, non prestarono attenzione al Libro di Allah (‘azza waJalla) e accordarono importanza solo alla figura del Cristo (pace su di lui e su sua madre), donandogli il rango di divinità e trascurando l’essenza del monoteismo (Tawhîd) contenuto nella Bibbia.

In realtà, le principali Scritture rivelate prima del Corano, ossia il Vecchio Testamento e il Vangelo, non furono trascritti in forma di libro se non molto tempo dopo la venuta dei Profeti (pace su tutti loro), e attraverso traduzioni, poiché i discepoli di Mosè e Gesù (pace su entrambi) non fecero che pochi sforzi per preservare queste Rivelazioni durante la vita terrena dei loro Profeti.

Queste Rivelazioni furono dunque messe per iscritto solo molto tempo dopo la scomparsa di coloro ai quali erano state trasmesse. Così, la “Bibbia”, quale noi la conosciamo oggi (Vecchio e Nuovo Testamento) è un concatenamento di diversi racconti (riguardanti le rivelazioni primitive, di cui non possediamo che le traduzioni), oltre ad aggiunte, cambiamenti e soppressioni operati dai vari discepoli.

All’opposto, il Sublime Corano (l’ultimo Libro Rivelato) sussiste nella sua forma originale. Allah (‘azza waJalla) Si è fatto Garante della sua preservazione. Questa è la ragione per cui il Corano fu interamente scritto durante la vita del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) su foglie di palma, pezzi di pergamena, ossa…

Inoltre, migliaia di Sahabâh (che Allah si compiaccia di tutti loro), i Compagni del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) memorizzarono il Corano nella sua totalità. Il Profeta stesso (pace e benedizioni di Allah su di lui) era solito recitarlo interamente all’Angelo Jibrîl (Gabriele, pace su di lui) nel corso del mese di Ramadan.

Più tardi, il primo Califfo, Abû Bakr (che Allah si compiaccia di lui) incaricò Zayd ibn Thabit (che Allah sia soddisfatto di lui), il segretario del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), di riassemblare gli scritti del Corano in un solo volume, che non lasciò Abû Bakr fino alla sua morte.

Passò allora nelle mani del secondo Califfo, ‘Umar (radiAllahu ‘anhu), poi in quelle della Madre dei Credenti Hafsa (radiAllahu ‘anha), sposa del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

Il terzo Califfo, ‘Uthmân (radiAllahu ‘anhu) fece fare diverse copie di questo volume originale e le spedì nelle diverse province musulmane. Il Corano fu meticolosamente e miracolosamente preservato, poiché è il Libro dei comandamenti che guideranno l’umanità per l’eternità. Per questa ragione, non si rivolge soltanto agli Arabi, benché sia stato rivelato nella loro lingua. Si rivolge all’uomo in quanto essere umano.

L’applicazione dei precetti coranici è dimostrata dalla vita esemplare di Muhammad (che Allah gli accordi la Grazia e la Pace), così come dalle vite di tutti i buoni Musulmani.

Il Corano racchiude delle regole che, appoggiandosi su risorse accessibili all’uomo, hanno lo scopo di condurre l’individuo al benessere. La saggezza coranica predomina su ogni cosa. Il Libro di Allah (‘azza waJalla) non condanna né martirizza la carne, ma non trascura l’anima. Non dona “forma umana” ad Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo!) e non sfida l’uomo. Ogni cosa ha il suo posto nella creazione.

Coloro che pretendono che Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) sia “l’autore del Corano” sostengono qualcosa di umanamente impossibile. Un uomo del sesto secolo dell’era cristiana avrebbe potuto conoscere delle verità scientifiche simili a quelle contenute nel Corano? Avrebbe mai potuto descrivere lo sviluppo dell’embrione nell’utero con la precisione a cui la scienza moderna si è avvicinata solo nel secolo scorso?

D’altra parte, si può logicamente pensare che Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui), che fino all’età di 40 anni non era conosciuto se non per la sua onestà e la sua integrità, avrebbe all’improvviso intrapreso la redazione di un libro, la cui qualità letteraria resta e resterà sempre ineguagliata, e il cui equivalente non è mai stato riprodotto da nessuno di coloro che formano il culmine dei più grandi poeti e oratori arabi?

Infine, è giustificato sostenere che Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam), soprannominato Al-Amîn (colui che è degno di fiducia) dai suoi contemporanei, e di cui gli eruditi non-musulmani continuano ad ammirare l’onestà e l’integrità, avrebbe potuto sostenere delle menzogne, trascinando al suo seguito migliaia di uomini di carattere, onesti e integri, capaci di stabilire la migliore società umana sulla terra…con delle menzogne?!

Tutti coloro che cercano la Verità con sincerità e imparzialità, inshaAllah crederanno che il Corano è il Libro di Allah…


 

dal sito Sajidine

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