Festeggiare il giorno natalizio del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) e’ proibito

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Primo documento: 
dall’opera La via del gruppo che si salverà e della comunità trionfatrice,
di šayh Muhammad bin Jamīl Zaynū

Festeggiamenti per quest’occasione non furono disposti né dall’Inviato (pace e benedizioni su di lui), né dai suoi compagni e successori[1], né dai quattro sapienti[2], né da qualsiasi altro vissuto nei tempi migliori. Non vi sono neanche indicazioni giuridiche sulla necessità di tale solennità.

Ecco i punti indicanti la contraddizione di questa festa con l’Islam.

1. Molto spesso i musulmani che festeggiano il giorno della nascita del Profeta (pace e benedizioni su di lui) offrono una dimostrazione di politeismo, allorché dicono: “O inviato di Allah, in te confidiamo! O inviato di Allah, allontana la nostra malinconia! Quando essa ti vedrà, subito sen fuggirà!”.

Se l’inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) avesse udito tali parole, le avrebbe giudicate massima manifestazione di politeismo, poiché solo Allah può salvare, servire da sostegno ed allontanare la tristezza: l’Altissimo dice infatti:

“Non è Lui che risponde all’affranto quando Lo invoca, e che libera dal male …”
(an-Naml: XXVII, 62).

Allah ordinò al Suo inviato (pace e benedizioni su di lui) di dire agli uomini:

“Di’: «In verità non posso né nuocervi, né giovarvi»”
(al-Jinn: LXXII, 21).

L’Inviato (pace e benedizioni su di lui) disse: “Se chiedi, chiedi ad Allah, e se domandi aiuto, domandalo ad Allah” (at-Tirmidī attestò la veridicità del hadīt).

2. Durante la maggioranza delle feste in occasione del giorno della nascita, ha luogo un’esagerata esaltazione ed eccessiva glorificazione del Profeta (pace e benedizioni su di lui), mentre invece lo stesso Profeta (pace e benedizioni su di lui) proibiva ciò, avendo detto: “Non esaltatemi oltremodo, come i cristiani hanno esaltato oltremodo il figlio di Maria. In verità io sono soltanto un servo, dunque chiamatemi ‘servo di Allah’ e ‘Suo inviato’” (al-Buhārī).

3. Nel mawlīd[3] di al-cArūs ed in altri mawālid si dice che Allah avrebbe creato Muhammad (pace e benedizioni su di lui) dalla sua luce, e che Egli avrebbe creato tutte le cose da tale luce.

Il Corano respinge simili asserzioni come false:

“Di’: «Io non sono altro che un uomo come voi. Mi è stato rivelato che il vostro Dio è un Dio unico …»”
(al-Kahf: XVIII, 110).

È noto che l’Inviato (pace e benedizioni su di lui) nacque da genitori. Egli era un uomo, che si distingueva dagli altri per il fatto che Allah gli inviò una rivelazione.

Nei mawālid si dice: “Allah fece il mondo per amore di Muhammad”.

Questa però è una menzogna, e tale affermazione non corrisponde al Corano, in cui è detto:

“Non ho creato i jinn e gli uomini se non perché Mi adorassero”
(ad-Dāriyāt: LI, 56).

4. I cristiani celebrano il giorno della nascita del profeta ‘Īsā (Gesù, pace su di lui), e pure i proprî genetliaci. Appunto da loro i musulmani hanno tratto quest’eresia e festeggiano il giorno della nascita del loro profeta (pace e benedizioni su di lui) ed i proprî genetliaci. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) però mette in guardia i musulmani da ciò: “Chi imita un popolo, ad esso appartiene”.

5. Spesso in occasione dei mawālid uomini e donne si riuniscono insieme, e questo è proibito dall’Islam.

6. In relazione con le solennità del giorno natalizio del Profeta (pace e benedizioni su di lui) si spendono milioni in varî ornamenti ed illuminazioni, che poi si gettano via senza qualsivoglia utilità. Utilità da ciò ricavano soltanto i miscredenti, dai cui paesi sono importati tutti questi ornamenti. L’Inviato (pace e benedizioni su di lui) appunto condanna lo sperpero!

7. Le persone che si occupano d’affari legati alla preparazione delle feste, talvolta, come io stesso ho visto, sono costretti a tralasciare le preghiere.

8. Fra la gente s’è diffusa, nei mawālid, l’abitudine di stare in piedi in determinati posti, al momento della recitazione delle sure del Corano, in segno di rispetto per il Profeta (pace e benedizioni su di lui) attendendo la sua apparizione. Ciò tuttavia è un’evidente menzogna, giacché Allah l’Altissimo dice:

“… e dietro di loro vi sarà una barriera fino al Giorno in cui saranno resuscitati”
(al-Mu’minūna: XXIII, 100).

Anas ibn Mālik (che Allah abbia misericordia di lui) riferí: “Non c’era nessun uomo che essi (i compagni) amassero piú dell’Inviato (pace e benedizioni su di lui), ma quando lo vedevano, non rimanevano in piedi, poiché sapevano che egli non apprezzava ciò” (hadīt veridico, riferito da Ahmad e at-Tirmidī).

9. Taluni affermano che nei mawālid si legge la vita del Profeta (pace e benedizioni su di lui). Le loro parole però s’allontanano da quanto il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse, e dalla storia della sua vita.

Un uomo che ami il Profeta (pace e benedizioni su di lui) legge la descrizione della sua vita non solo una volta all’anno ma ogni giorno. A parte questo, il mese di Rabī’ al-Awwal non è soltanto il mese in cui nacque Muhammad (pace e benedizioni su di lui), ma anche quello in cui morí. Pertanto non c’è felicità laddove c’è tristezza.

10. Abbastanza spesso i partecipanti ai mawālid vegliano sino a mezzanotte e trascurano perlomeno la preghiera collettiva mattutina, oppure l’orario preciso di quest’ultima.

11. Ciò che fa molta gente la quale celebra i mawālid ed il giorno natalizio del Profeta (pace e benedizioni su di lui), in genere non ha senso, cosí come Allah l’Altissimo dice:

“E se obbedisci alla maggior parte di coloro che sono sulla terra ti allontaneranno dalla Via di Allah …”
(al-An’ām: VI, 116).

Hudayfa trasmise il hadīt: “Ogni innovazione è un peccato, perfino se gli uomini la considerano buona”.

12. Al-Hasan al-Basrī disse: “I custodi della Sunna sono stati i piú esigui in passato e tali saranno anche in futuro. Sono coloro che non caddero nel lusso insieme con chi v’era caduto, non cedettero all’eresia insieme con gli eretici, mantennero fedeltà della Sunna, attenendosi ad essa finché non si furono incontrati col loro Signore. Tali siate anche voi!”.

13. Il primo che introdusse i mawālid fu al-Mudaffar, governante della Siria nel VII secolo Ègira, ossia settecento anni dopo il Profeta (pace e benedizioni su di lui).

In Egitto questa festa fu introdotta dai Fatimidi, che ibn Katīr definí “atei infedeli” (si veda il capitolo di questo stesso libro intitolato Costruzioni funerarie e mausolei).

Secondo documento: da una fatwā[4] di šayh Muhammad Sālih al-Munājid


Nel Corano non si dice niente sul fatto che noi dobbiamo festeggiare il giorno natalizio del Profeta (pace e benedizioni su di lui).

Lo stesso Profeta (pace e benedizioni su di lui) non fece niente di simile e non ordinò a nessuno di agire cosí.

Ciò valse tanto durante la sua vita, quanto dopo la sua morte. Invece proibí agli uomini di esaltarlo in maniera simile a quella in cui i cristiani avevano esaltato ‘Īsā (pace su di lui). Egli disse: “Non esaltatemi oltremodo, come i cristiani hanno esaltato oltremodo il figlio di Maria. In verità io sono soltanto un servo, dunque chiamatemi ‘servo di Allah’ e ‘Suo inviato’” (al-Buhārī).

Dagli ahādīt giunti fino a noi, sappiamo che l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) trasformò il suo giorno natalizio in giorno di adorazione, la qual cosa differisce radicalmente da una celebrazione.

Quando gli domandarono del digiuno di lunedí, egli rispose: “È il giorno in cui io nacqui, il giorno in cui mi fu affidata la missione”; ovvero “e in cui mi fu inviata per la prima volta la rivelazione” (Muslim, Nisā’ī e Abū Dā’ūd).

Inoltre sappiamo che i compagni amavano il Profeta (pace e benedizioni su di lui) piú di tutti al mondo.

D’altronde, è stato forse riferito che Abū Bakr, il quale gli era vicino piú d’ogni altro e lo amava grandemente, abbia mai festeggiato il giorno natalizio del Profeta (pace e benedizioni su di lui)? Egli non fece niente di ciò.

Si è mai tramandato che ‘Umar, il quale resse il califfato per dieci anni, oppure ‘Uthmān, il quale lo resse per dodici anni, abbiano mai agito in tal modo? No, essi non lo fecero.

O forse qualche suo parente o allievo si comportò cosí? Giuro su Dio, no!

È mai possibile pensare che non festeggiassero il giorno natalizio del Profeta (pace e benedizioni su di lui) perché non capivano l’importanza di tale giorno, o non lo amavano veramente?

Nessuno può asserire niente di simile, ad esclusione di coloro che errano o sviano gli altri dal cammino.

Forse qualcuno fra gli a’imma – Abū Hanīfa, Mālik, aš-Šāficī, Ahmad, al-Hasan al-Basrī, ibn Sirīn – agirono in tal modo, od ordinarono ad altri di farlo? No, essi non lo fecero e non l’ordinarono ad altri.

Può darsi che dicessero che era un’azione pia? No, lo giuro su Dio! Di questo non s’è fatta neppure menzione ai tempi delle prime e migliori tre generazioni.

Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) in un hadīt autentico affermò: “I migliori uomini sono quelli della mia generazione (o del mio secolo), poi quelli che verranno dopo, e poi coloro che verranno dopo questi ultimi. Poi arriveranno uomini che non si cureranno di seguire la testimonianza di coloro prima dei giuramenti degli stessi, o viceversa (cioè non presteranno seria attenzione)”(al-Buhārī, Muslim e at-Tirmidī).

La celebrazione del giorno natalizio del Profeta (pace e benedizioni su di lui) apparve molti secoli piú tardi, quando numerose caratteristiche della vera religione erano state dimenticate, e innovazioni ed eresie avevano ottenuto larga diffusione.

Materiali tratti dal sito in lingua russa Kavkazcenter

a cura di ‘Abd Allāh Nūr as-Sardānī

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