Estratti dall’Epistola sull’Hijâb, dello shaykh Al-’Uthaymin (rahimahullah)

بسم الله الرحمان الرحيم

 

Le asserzioni di coloro che autorizzano lo svelamento del viso

Non conosco alcuna prova tratta dal Sublime Corano o dalla Sunnah, citata da coloro che autorizzano lo svelameno del viso e delle mani delle donne in presenza di uomini estranei (non-mahram), eccetto quanto segue :

1- La Parola di Allah (subhânaHu waTa’ala):

 

e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare (Corano XXIV. An-Nur (La Luce), 31),

a proposito della quale Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui) disse: “Si tratta del viso della donna, delle sue mani e del suo anello”, così come riportato da Al-A’mash, da Sa’id ibnu Jubayr. E il commento (interpretazione) di un Compagno ha valore di prova, come abbiamo già detto.

2- Ciò che Abû Dâwûd riporta nelle sue raccolte di Sunnah, da ‘Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei), che disse: Asmâ’ bint Abî Bakr (che Allah sia soddisfatto di entrambi) si presentò dinanzi al Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) indossando dei vestiti leggeri. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) distolse lo sguardo dicendole: “Oh Asmâ’, certamente quando la donna raggiunge la pubertà, non conviene che del suo corpo si veda altro che questo e queste (indicando il viso e le mani)”.

3-Ciò che è riportato da Al-Bukhârî e altri, da Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui e di suo padre); egli riferì che suo fratello al-Fadl (che Allah sia soddisfatto di lui) era montato (sulla stessa cavalcatura) dietro al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), durante il Pellegrinaggio d’Addio. Una donna della tribù di Khas’am si presentò al cospetto del Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui); Al-Fadl cominciò a fissarla ed ella si mise a guardarlo a sua volta. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) iniziò allora a voltare il viso di Al-Fadl dalla parte opposta a quella in cui si trovava la donna.

In questo hadîth, vi è una prova del fatto che il viso della donna non fosse velato.

4- Ciò che è riportato da Al-Bukhârî e altri, da Jâbir ibn ‘Abdillah (che Allah sia soddisfatto di lui), secondo cui il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) diresse la preghiera dell’ ‘Îd, poi fece un sermone. Dopodiché, si recò vicino alle donne, prodigò loro dei consigli e le esortò: “Oh donne, fate la carità, poiché voi costituite la maggior parte del combustibile dell’Inferno”. Una donna dalle guance scavate si alzò in mezzo all’assemblea delle donne (per chiedere qualcosa).

Se il suo viso non fosse stato svelato, (il trasmettitore del’hadîth) non avrebbe potuto sapere che le sue guance erano scavate.

Ecco ciò che conosco come argomenti che possano essere presentati da coloro che autorizzano lo svelamento del viso della donna in presenza di uomini estranei.

Refutazione delle asserzioni di coloro che autorizzano lo svelamento del viso


Gli argomenti avanzati da coloro che autorizzano lo svelamento del viso della donna non contraddicono la prova dell’obbligo del velo facciale, e ciò per due ragioni :

1- Le prove del dovere del velo sul viso costituiscono l’origine (il fondamento) e le altre prove sono corollarie. Ora, una prova derivante dall’origine prevale su quella che ne è corollario, così com’è noto agli Usuliyyûn (gli specialisti dei Fondamenti della Legislazione – Usûl al-Fiqh). In poche parole, la prova affermativa ha il primato su una prova negativa. Questo principio è valido anche se si ammette l’uguaglianza delle prove nella loro affermazione e nel loro orientamento.

2- Se consideriamo più da vicino le prove dell’autorizzazione dello svelamento del viso, vedremo che esse non eguagliano quelle dell’interdizione. Ciò risulterà chiaro rispondendo a ciascuna di queste prove nel modo seguente:

Al commentario di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) si può rispondere da tre punti di vista:

a-È possibile che il suo commento fosse anteriore alla rivelazione del versetto dell’Hijâb, come disse shaykh al-Islâm[1].

b- È possibile che esso intenda parlare, nel suo commento, dell’ornamento che è proibito scoprire, così come menzionato da Ibn Kathîr nel suo Tafsîr (Commento) e queste due probabilità sono sostenute dal suo commento (di Ibn ‘Abbâs) della parola di Allah :

O Profeta, di’ alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è Perdonatorie, Misericordioso (Corano XXXIII. Al-Ahzab (I Coalizzati), 59)

(…)

c- Anche se non si ammettesse una di queste due probabilità, ebbene il suo commento non può fungere da argomento probatorio che occorra obbligatoriamente accettare, a meno che esso non fosse contraddetto da alcun Compagno, nel qual caso si accetterebbe ciò che fosse sostenuto da altri argomenti.

Ora, Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui e di suo padre) è stato contraddetto nel suo commento da Ibn Mas’ùd (radiAllahu ‘anhu), che ha commentato la parola di Allah:

e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare (Corano XXIV. An-Nur (La Luce), 31),

designando il mantello, i vestiti e (tutto) ciò che non si può nascondere. Di conseguenza, la ricerca dell’argomento che sia sostenuto da altri riguardanti i due commenti si impone.

In quanto all’hadîth di ‘Aisha (radiAllahu ‘anha), è doppiamente debole :

Da una parte, l’interruzione della catena di trasmisione tra ‘Aisha e Khâlid ibn Darik, che ha riportato l’hadîth da ‘Aisha; Abû Dâwûd ha rivelato questa anomalia, precisando che Khâlid non lo udî (direttamente) da ‘Aisha (radiAllahu ‘anha). Questa è pure l’affermazione di Abû Hâtim.

D’altra parte, nella catena di trasmissione dell’hadîth vi è Sa’îd ibn Bashir, l’ospite di Damasco, che Ibn Mahdy ha considerato “debole e trascurato”, così come hanno fatto Ahmad, Ibn Ma’in, Ibn Mahdy e Nisâ’î.

Di conseguenza, l’hadîth è debole e non può contraddire gli ahadîth autentici che provano l’obbligo dell’hijâb[2]. Inoltre, Asmâ’ bint Abî Bakr (che Allah sia soddisfatto del padre e della figlia) aveva 27 anni al momento dell’emigrazione del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), e sembrerebbe difficile che ella si presentasse dinanzi al Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) indossando degli abiti trasparenti o leggeri, che potessero lasciar intravedere il suo corpo, al di là del viso e delle mani. E certo Allah è più Sapiente!

In quanto all’hadîth di Ibn ‘Abbâs, non contiene alcun argomento che permetterebbe di guardare una donna estranea, poiché il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) non ha approvato l’azione di Al-Fadl, al contrario ha girato il viso di lui dal lato opposto a quello in cui si trovava la donna. Ecco perché An-Nawâwî ha detto nel suo commento alla Raccolta Autentica di Muslim: “Tra le cose interessanti contenute in questo hadîth, vi è il divieto di guardare una donna estranea”.

Nel commento della Raccolta Autentica di Al-Bukhârî, a proposito dell’utilità di questo hadîth, Ibn Hajar ha detto: “Comprende il divieto di guardare le donne estranee ed anche la raccomandazione di abbassare lo sguardo”.

Iyâd ha detto a questo proposito: “Alcuni pretendono che il velo sul viso non sia obbligatorio se non quando si teme la tentazione, mentre io vedo il contrario, poiché il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ha coperto il viso di Al-Fadl (per impedirgli di guardare la donna)”

Se si chiedesse perché il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) non abbia ordinato a questa donna di velarsi il viso, potremmo avanzare due risposte:

In primo luogo: Sembra che la donna fosse in stato di sacralizzazione per l’Hajj, e in questo caso preciso le è raccomandato di non velarsi il viso se non vi siano uomini estranei che la guardino.

In secondo luogo: Può darsi che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) abbia ordinato alla donna di velarsi in seguito, poiché non vi è nulla che provi il contrario. Infatti, il non riportare qualcosa non significa forzatamente che la tale azione non sia stata eseguita.

Muslim e Abû Dâwûd riportano da Jarîr ibn ‘Abdillah Albajaly (che Allah sia soddisfatto di lui) che egli interrogò il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) sullo sguardo fuggitivo (involontario). Egli gli rispose: “Distogli lo sguardo”.

 

In quanto all’hadîth di Jâbir, non vi è nulla che precisi quando ciò ebbe luogo. Allora, vi sono due possibilità:

La prima possibilità: Questa donna avrebbe potuto essere una delle donne anziane, cui è permesso svelare il viso, e ciò non escluderebbe l’obbligo del velo sul viso per le altre donne.

Seconda possibilità: Può essere che ciò sia accaduto prima della rivelazione del versetto dell’Hijâb, dato che tale versetto si trova nella Sûra n° XXXIII (Al-Ahzâb), rivelata nell’anno 5 o 6 dell’Hijrah.

Ora, la preghiera dell’’Îd (festa) è stata legiferata fin dal secondo anno dell’Hijrah.

Sappi (caro lettore) che abbiamo ampiamente dettagliato questo argomento a causa del bisogno della gente di conoscere i sostenitori e i risultati di tale questione sociale, che è stata trattata da molti di coloro che predicano il Sufûr (l’esibizione della bellezza) senza riconoscere il diritto e l’analisi che tale questione merita.

Ora, è preciso dovere di ogni ricercatore l’obiettività e la giustizia, in modo da non affermare nulla senza conoscenza e di fermarsi dinanzi agli argomenti di divergenza, come un giudice tra due avversari, considerandoli con l’occhio della giustizia e giudicandoli con cognizione di causa.

Egli non deve far prevalere una parte sull’altra senza che vi sia una giustificazione. Deve piuttosto considerare gli argomenti sotto tutti gli aspetti. La sua feducia in uno degli avversari non deve trascinarlo all’esagerazione nell’affermazione dei suoi argomenti a detrimento di quelli del suo avversario.

Ecco perché gli Ulamâ’ hanno detto: “Incombe al ricercatore giustificare (fornire la prova della sua posizione) prima di prestare fede, affinché la sua fede sia basata su una prova e non il contrario. In effetti, colui che creda a qualcosa prima di averne le prove rischia di essere trascinato dalla sua stessa fede a refutare le prove contrarie a ciò che egli crede, oppure ad interpretarle a suo favore se non può refutarle. Abbiamo visto come gli altri il pregiudizio di colui che creda in qualcosa prima di avere le prove, poiché ciò l’ha condotto a rendere autentici degli ahadîth deboli o ad interpretare dei testi perché essi confermino ciò che egli vuole provare”.

Ho personalmente letto il commento di un autore a proposito della non obbligatorietà del velo sul viso, basato sull’hadîth riportato da Abû Dâwûd, in cui ‘Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) riferì: Asmâ’ bint Abî Bakr (che Allah sia soddisfatto di entrambi) si presentò dinanzi al Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) indossando dei vestiti leggeri. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) distolse lo sguardo dicendole: “Oh Asmâ’, certamente quando la donna raggiunge la pubertà, non conviene che del suo corpo si veda altro che questo e queste (indicando il viso e le mani)”.

Questo autore ha affermato che l’hadîth è autentico, riportato da Al-Bukhârî e Muslim, e che tutti gli Ulamâ’ sono unanimi sulla sua autenticità; mentre la realtà è completamente diversa: come potrebbero infatti gli Ulamâ’ riconoscere unanimemente l’autenticità di questo hadîth, quando Abû Dâwûd che lo ha riportato lo ha considerato “interrotto”, così come l’Imâm Ahmad e altri A’imma dell’hadîth hanno considerato debole uno dei trasmettitori di questo hadîth?

Sono dunque il conformismo e l’ignoranza che spingono l’uomo alla propria disgrazia e alla propria distruzione, così come disse Ibn al-Qayyim: “Stai in guardia da colui che indossa due tipi di vestiti, poiché egli perirà nella degradazione e nell’umiliazione: l’abito dell’ignoranza su cui si trova l’abito del conformismo, che orrendi vestiti! Abbigliati piuttosto dell’abito della giustizia, che è il vestito migliore con cui ci si possa abbellire i fianchi e le spalle”.

Che lo scrittore stia in guardia dall’essere inadempiente nella ricerca delle prove e nella loro verifica. Che non si affretti ad affermare senza conoscenza, per timore di essere nel novero di coloro a proposito dei quali Allah l’Altissimo ha detto:

…Chi è peggior ingiusto di chi, per ignoranza, inventa menzogne a proposito di Allah, per traviare gli uomini? Allah non guida gli ingiusti (Corano VI. Al’An’âm, 144)
Lo scrittore deve anche stare attento a non essere inadempiente nella ricerca degli argomenti quando refuta ciò che affermano altri autori, per timore di cadere in errore e di far parte di coloro di cui Allah l’Altissimo ha detto :

Chi è più ingiusto di colui che inventa menzogne contro Allah e smentisce la verità quando essa [gli] giunge? Nell’Inferno non c’è forse una dimora per i miscredenti? (Corano XXXIX. Az-Zumar, 32)
Preghiamo Allah di mostrarci chiaramente la verità e di conformarci ad essa, e di mostrarci chiaramente il falso aiutandoci ad evitarlo. Che Egli ci guidi sulla Retta Via, Egli è il Donatore, il Generoso!

Che la pace e le benedizioni di Allah siano sul Suo Profeta Muhammad, sulla sua famiglia e tutti i suoi Compagni, e su coloro che li seguono!


[1] Ibn Taymiyyah (rahimahullah), la parola del quale è menzionata nelle pagine precedenti dell’Epistola.

 

[2] Inteso come velo integrale, ndt

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