Dunque ti devi occupare del Qur’ân – il pilastro del cuore, la luce del petto, che solleva dalla tristezza

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

… Dunque ti devi occupare del Qur’ân – il pilastro del cuore, la luce del petto, che solleva dalla tristezza. E questo periodo è il periodo della memorizzazione del Qur’ân. Ho cominciato e ho tratto grandi benefici durante i giorni di addestramento nel 1969 (durante il Jihâd in Palestina). Ho tratto grande beneficio dalla memorizzazione del Qur’ân, ed era il periodo d’oro della purificazione del cuore e dello spirito. Ti sarà dunque facile memorizzare qui; veramente facile… sì.

Io avevo una grande copia del Mushaf, e durante il turno di guardia, di notte, ripetevo ciò che avevo memorizzato durante il giorno. Dunque, se avevo pronunciato male una parola, aprivo il Mushaf, e lo leggevo alla luce della luna. Ed ora, non posso nemmeno più vedere con la luce del sole, chiediamo ad Allah di rafforzare la nostra vista…

Cerca dunque di memorizzare cinque versetti del Qur’ân ogni giorno, e comincia con “Al-Anfâl”. Ogni giorno, dopo la preghiera dell’alba, prenditi un momento per sederti con il Sublime Corano. Memorizza cinque versetti di “Al-Anfâl”, e ripassa i cinque versetti del giorno precedente. Puoi memorizzarla in quindici giorni: settantacinque versetti, cinque versetti al giorno… Dovrebbe essere facile per te…

…Il nostro fratello, Khalid Qablan – che ha trovato il martirio due giorni fa a Khost, e Abû-l-Walid, di Riyad – che ha trovato il martirio venerdì alle 2.30… Ho reso visita ai suoi fratelli dopo il suo martirio, quando ancora non sapevo che fosse caduto martire, e tutti intorno a me dicevano che ogni cosa che lo riguardava indicava che si preparasse per l’Aldilà. Dicevano che sceglieva di restare sveglio per il turno di guardia da mezzanotte all’una del mattino, poi restava a pregare fino al Fajr. Faceva l’Azân del Fajr, poi pregava. Dopo di ciò, cominciava a fare i suoi adhkar. Digiunava tutti i lunedì e i giovedì – continuamente – e i “giorni bianchi” (il 13, il 14 e il 15 di ogni mese), e anche i sei giorni di Shawwal.

Il suo compagno dello Yemen raccontò:

La vigilia di venerdì – che fu l’ultima notte della sua vita – restò sveglio per fare la guardia da mezzanotte all’una del mattino, poi pregò fino al Fajr, fece l’Azân del Fajr, pregò, fece i suoi adhkar del mattino, e poi ci recammo nel luogo della battaglia di quel giorno. Laggiù, sulla via, recitava “Al-Kahf”, e aumentava le sue invocazioni di pace e benedizione sul Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam). Quando arrivammo, gli chiesi se avesse finito di recitare “Al-Kahf”, ed egli rispose: “Sì”. Poi, cominciammo a tirare colpi di mortaio, e la diciannovesima granata esplose all’interno del mortaio, diverse schegge della granata penetrarono nel suo corpo. Parlò con una voce interrotta due volte soltanto, e la sua anima partì poi verso il Signore dei Mondi…

 

Ash-shahîd, ash-shaykh ‘Abdullah Yûsuf ‘Azzâm

(che Allah abbia misericordia di lui)

(fî-t-Tarbiyah al-Jihadiyyah wa-l-Bina’, 2/40-42)

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