Al-Imam Ash-Shahid Hasan Al-Banna (che Allah l’Altissimo abbia Misericordia di lui!)

بسم الله الرحمان الرحيم

Tra i credenti ci sono uomini che sono stati fedeli al patto che avevano stretto con Allah…

(Corano XXXIII. Al-Ahzab (I Coalizzati), 23)

 

Ahmad ibn ‘Abdurrahman al-Banna, il padre del Martire Hasan al-Banna, lavorava come orologiaio in una piccola città dell’Egitto meridionale, al-Mahmudiyyah. Egli era un Sapiente, essendosi laureato all’Università ‘Al-Azhar’ del Cairo in Scienze Religiose.

L’Imam Hasan al-Banna era il figlio maggiore; nacque a Mahmudiyyah nell’ottobre 1906, e ricevette dalla sua famiglia un’educazione islamica molto attenta in ogni aspetto della vita.

L’imam memorizzò tutto il Sublime Corano i giovanissima età, per poi raggiungere un Centro d’insegnamento, dove seguì un corso triennale, al termine del quale si classificò primo agli esami.

Fu ammesso all’Università del Cairo già all’età di 16 anni, per via della sua intelligenza fuori dal comune.

Una volta, quando gli chiesero come avesse cominciato la sua missione per la DA’WAH, l’Imam rispose: “Solo Allah (SWT) sa quante notti abbiamo passato(lui e i suoi colleghi) riflettendo sulla situazione della Ummah; su quale scenario ci si presentasse davanti e su quale grave malattia avesse ridotto la nostra Comunità nello stato in cui si trovava… Meditavamo sui rimedi per curare ogni malattia della Ummah; il pensiero delle difficoltà che l’affliggevano ci spingeva a piangere per notti intere…”

Nel 1927 l’Imam divenne insegnante in una scuola statale, all’età di 21 anni.

Nel marzo 1928 l’Imam riunì nella sua casa suo fratello e altre 5 persone: tuttigiurarono di vivere e morire per l’Islam. Venivano così fondati i “Fratelli Musulmani” (Jama’at al-Ikhwan al-Muslimun).

Nel libro “Lettera a uno studente Musulmano”, l’Imam spiegò gli obiettivi degli Ikhwan.

Hasan al-Banna non si limitò a creare un “gruppo” di teorici come tanti altri. Ciò che distingueva gli Ikhwan era una struttura organizzativa capace di realizzare i propri obiettivi. Erano descritti dai loro detrattori come “uno Stato dentro lo Stato”.

Nel 1934, gli Ikhwan contavano più di 50 gruppi organizzati in Egitto. Costruirono numerose scuole, moschee e fabbriche. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli Ikhwan contavano mezzo milione di attivisti e circa 3 milioni di simpatizzanti. Il lavoro degli Ikhwan venne esportato: nuovi gruppi, infatti, si aggregarono in Sudan.

Gli Inglesi invitarono l’Imam al-Banna alla loro ambasciata per il tè. L’ambasciatore gli fece i complimenti per il suo buon carattere, per il suo lavoro al servizio dei poveri, degli orfani e delle vedove. Gli spiegò  che il mondo era molto fragile, e che l’Egitto aveva bisogno di un ‘supporto’ per costruirsi un futuro ‘moderno e prospero’.

L’ambasciatore e i suoi collaboratori terminarono sostenendo che fosse ‘interesse degli Ikhwan’ ottenere l’assistenza britannica.

L’Imam al-Banna ascoltò pazientemente, poi rispose all’ambasciatore che l’Egitto e tutte le sue ricchezze appartenevano al popolo egiziano, e che il dominio britannico sull’Egitto  stava per finire.

Per questo motivo l’Imam fu esiliato nella regione dell’Alto Egitto, nel 1948.

Durante il regno di Faruq, il governo di Noqrashi Basha dichiarò illegale l’organizzazione dei Fratelli Musulmani, nonostante gli Ikhwan avessero inviato migliaia di combattenti durante la guerra contro Israele. Un giornalista chiese all’Imam cosa pensasse del bando, ed egli rispose: “Quando le parole vengono bandite, si passa all’azione”.

Qualche tempo dopo, il Primo Ministro venne assassinato, e la colpa fu subito addossata ai Fratelli Musulmani. Nei mesi seguenti, le proprietà del movimento vennero confiscate e migliaia di giovani militanti furono imprigionati.

Il 12 gebbraio 1949, L’Imam Hasan al-Banna riferì alla sua famiglia che, all’alba, aveva visto in sogno ‘Umar ibn al-Khattab (che Allah l’Altissimo sia soddisfatto di lui!), che gli aveva detto: “CONGRATULAZIONI PER IL TUO MARTIRIO, OH HASAN!”.

Quello stesso giorno, in un assolato e affollato mercato del Cairo, l’Imam Hasan al-Banna fu ucciso con un colpo di pistola sparato da assassini pagati dal re Faruq. Il re Faruq, l’obbediente schiavo del Governo Inglese, proibì di svolgere i funerali dell’Imam in forma pubblica. Il padre dell’Imam lavò il corpo del suo nobile figlio, e i suoi fratelli lo seppellirono.

Prima di rendere l’ultimo respiro, quando era già stato colpito a morte, l’Imam al-Banna aveva chiesto ad Allah (SWT) di umiliare il re Faruq e di punirlo in questa vita e nell’altra.

Il re, effettivamente, fu cacciato dall’Egitto nel 1952 e quando morì, il suo corpo venne trasferito in Egitto segretamente, e venne sepolto di notte, mentre il popolo dormiva.

Tuttavia, nessuno fu mai accusato dell’omicidio dell’Imam al-Banna, che, quando morì, aveva solo 43 anni.

La sua figlia più piccola nacque proprio lo stesso giorno in cui l’Imam venne ucciso. Sua madre la chiamò Istishhad (Martirio).

L’organizzazione dei Fratelli Musulmani, dopo l’assassinio dell’Imam, continuò ad essere perseguitata, ma, nonostante ciò, sopravvisse, e nuovi gruppi vennero fondati in tutti i Paesi Arabi.

La Rinascita Islamica che attualmente, ALHAMDULILLAH, si sta sollevando in tutti i Paesi Arabi, deve le sue origini, direttamente o indirettamente, alla Jama’at al-Ikhwan al-Muslimun.

 

CHE ALLAH L’ALTISSIMO ABBIA MISERICORDIA

DELL’IMAM MARTIRE HASAN AL-BANNA!!!

ÂMÎN

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