‘Abdullah ibn Mas‘ûd (che Allah l’Altissimo sia soddisfatto di lui)


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Al tempo in cui era ancora un ragazzo e non aveva raggiunto l’età della pubertà, era solito vagare sui sentieri sulle montagne di Makkah; lontano dalla gente, badando ai greggi del capo dei Quraysh, Uqbah Ibn Muayt.

La gente lo chiamava “Ibn Umm ‘Abd” figlio della madre del servo. Il suo vero nome era ‘Abdullah e suo padre era Mas‘ûd.

Il giovane aveva sentito le notizie sul Profeta (s) apparso tra la sua gente, ma non vi diede importanza a causa della sua età, ed anche perché era abitualmente lontano dalla società meccana.

Era sua consuetudine partire con il gregge di Uqbah di mattino presto e non ritornare fino a notte inoltrata.

Un giorno, mentre badava al gregge, ‘Abdullah vide due uomini di mezza età e di nobile aspetto venirgli incontro da lontano. Erano chiaramente molto stanchi ed anche così assetati che le loro bocche e le loro gole erano secche. Andarono verso di lui e salutandolo gli dissero: ”Giovane uomo, mungi una di queste pecore per noi, così che possiamo calmare la nostra sete e riacquistare le nostre forze.”

“Non posso” replicò il giovane uomo ”le pecore non sono mie; io sono solo il loro guardiano”

I due uomini non si arrabbiarono, anche se erano così assetati, e furono molto soddisfatti dell’onesta risposta, tanto che si leggeva sui loro volti.

Essi, infatti, erano il Benedetto Profeta (s) e il suo compagno Abu Bakr as-Siddiq (r). Stavano tornando dalle montagne di Makkah, dove si erano rifugiati per scappare dalle violente persecuzioni dei Quraysh.

Il giovane uomo rimase colpito dal Profeta (s) e dal suo Compagno (r), tanto che in breve tempo si affezionò fortemente a loro.

Non passò molto tempo che ‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) diventò Musulmano e si offrì di stare al servizio del Messaggero di Allah (s); egli accettò l’offerta e da quel giorno il fortunato ‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) smise di badare alle pecore, e in cambio cominciò ad occuparsi delle necessità del Benedetto Profeta (s).

‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) era molto legato al Messaggero di Allah (s); gli piaceva attendere ai suoi bisogni sia dentro che fuori dalla casa, lo accompagnava nei viaggi e nelle spedizioni. Lo svegliava quando dormiva, e gli faceva da riparo quando si lavava. Gli portava il suo bastone, il siwak e attendeva ad altri bisogni.

‘Abdullah (r) ricevette un’educazione speciale presso la famiglia del Profeta (s). Stava sotto la sua guida, adottava le sue maniere e seguiva ogni singola caratteristica, al punto tale che fu detto di lui: ”Egli era il più vicino al Profeta (s) di carattere”.

‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) era insegnante nella “scuola” del Rasul (s).

Era il miglior recitatore di Corano tra i Compagni (r) ed era colui che lo comprendeva meglio di tutti gli altri. Egli perciò fu il miglior sapiente nell’ambito della Shari‘ah.

Niente può illustrare questo fatto meglio della storia di un uomo che andò da ‘Umar Ibn Al-Khattab (r) mentre stava sulla pianura di Arafat e disse:

“Sono venuto, o Amir al- Mu’minîn, da Kufah dove ho lasciato un uomo, il quale copia il Corano a memoria”

‘Umar (r) si arrabbiò così tanto che camminava furiosamente su e giù a fianco del suo cammello. “Chi è?” chiese. “‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r)” replicò l’uomo.

La rabbia di ‘Umar (r) svanì e ritornò nella sua postezza.

“Ahimè!” egli disse all’uomo “Per Allah, non conosco nessun’altra persona che sia così qualificata in materia come lui. Lascia che ti racconti qualcosa a questo proposito”.

‘Umar (r) continuò: “Una notte il Messaggero di Allah (s) ebbe una conversazione con Abu Bakr (r) sulla situazione dei musulmani. Io ero con loro. Quando il Profeta (s) ci lasciò, io e Abu Bakr (r) ci dirigemmo verso la moschea, e trovammo un uomo che stava in preghiera, che non  riconoscemmo. Il Profeta (s) si fermò e lo ascoltò, si girò verso di noi e disse: ”Chiunque voglia leggere il Corano così come fu rivelato, faccia in modo di leggerlo in accordo con la recitazione di Ibn Umm ‘Abd”. Dopo la preghiera, quando ‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) si sedette facendo delle invocazioni, il Profeta (s), sentendolo, disse: “Chiedi e ti verrà dato! Chiedi e ti verrà dato!”.”

‘Umar (r) continuò: “Decisi tra me e me di andare immediatamente da ‘Abdullah (r) per dargli la lieta novella che il Messaggero di Allah (s) aveva garantito l’accettazione delle sue suppliche. Andai a dirglielo, ma scoprii che Abu Bakr (r) era andato prima di me e gli aveva comunicato la  buona notizia. Per Allah, non ho mai battuto Abu Bakr (r) nel fare qualcosa di buono.”

‘Abdullah (r) raggiunse tale conoscenza del Corano che gli piaceva dire: “Per Colui al di fuori del Quale non c’è altra divinità, nessun verso del Libro di Allah  è stato rivelato senza che io sappia il luogo e le circostanze della sua rivelazione. Per Allah, se conoscessi qualcuno che sapesse il Libro di Allah meglio di me, farei qualsiasi cosa mi fosse possibile per stare con lui.”

‘Abdullah (r) non era esagerato in ciò che diceva su se stesso. Una volta ‘Umar Ibn al-Khattab (r) incontrò una carovana durante uno dei suoi viaggi in qualità  di Califfo. Era buio e la carovana non poteva essere vista correttamente. ‘Umar (r) ordinò a qualcuno di chiamare la carovana.

‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) si trovava in quella carovana.

“Da dove venite?” chiese ‘Umar (r).

da ogni remota contrada” replicò (l’espressione usata, fajd amiq, è nel Corano (XXII, 27))

“Dove state andando?” chiese ‘Umar (r).

Alla casa antica” rispose (l’espressione usata è al-bayt al-‘atiq che si trova nel Corano (XXII, 29)).

“C’è un ‘alim tra loro” disse ‘Umar (r) e comandò a qualcuno di chiedergli “Qual è il versetto più grande del Corano?”

Allah! Non c’è altro dio che Lui, il Vivente, l’Assoluto. Non lo prendon mai sopore né sonno(rispose ‘Abdullah, recitando Il Versetto del Trono – Corano II, 255)

“Quale ordine del Corano dimostra la maggiore giustizia?”

In verità Allah ha ordinato la giustizia e la bevolenza e la generosità nei confronti dei parenti… (Corano XVI. An-Nahl, 90) giunse risposta.

“Quale versetto del Corano è il più esauriente?”

“Chi avrà fatto (anche solo) il peso di un atomo di bene lo vedrà, e chi avrà fatto (anche solo) il peso di un atomo di male lo vedrà (Corano XCIX. Az-Zalzalah, 7-8)

“Qual è la parte del Corano che dà origine alla più grande speranza?”

“Di’: ‘O Miei servi, che avete ecceduto contro voi stessi, non disperate della misericordia di Allah. Allah perdona tutti i peccati. In verità Egli è il Perdonatore, il Misericordioso’ (Corano XXXIX. Az-Zumar, 53)

A questo punto, ‘Umar (r) chiese: “C’è ‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) tra voi?”

“Si, per Allah” risposero gli uomini della carovana.

‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) non era solo un recitatore del Corano, un Sapiente o un fervente fedele.

Era anche un forte e coraggioso combattente, una persona che diventava terribilmente seria quando l’occasione lo richiedeva.

Un giorno i Compagni del Profeta (s) erano tutti insieme a Makkah. Erano in pochi, deboli ed oppressi. Essi dissero: ”I Quraysh non hanno ancora sentito il Corano recitato apertamente e ad alta voce. Qual è l’uomo che potrà recitarlo per loro?”

“Io lo reciterò per loro” si offrì volontario ‘Abdullah (r).

“Abbiamo paura per te “dissero “Vogliamo qualcuno il cui clan possa dargli protezione”

“Lasciatemi fare” insistette ‘Abdullah. “Allah(SWT) mi proteggerà e mi terrà lontano dalla loro malvagità”. Uscì e si recò alla Sacra Moschea fino al Maqam Ibrahim (a pochi metri dalla Ka‘bah); stava in piedi, mentre i Quraysh sedevano sotto la Ka‘bah. ‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) si fermò e iniziò a recitare:

” Bismillahi Ar-Rahmani Ar-Rahim

Ar-Rahman. Allama-l Qur’an. Khalaqa-l insan. Allamahu-l bayan…

(In nome di Allah , il Compassionevole, il Misericordioso. Il Compassionevole. Ha insegnato il Corano. Ha creato l’uomo. E gli ha insegnato ad esprimersi… – Suratu-r-Rahman, LV) e continuò a recitare. I Quraysh lo osservarono attentamente e qualcuno di loro chiese: “Cosa sta dicendo Ibn Umm ‘Abd?”

“Maledetto! Sta recitando qualcosa di ciò che ha portato Muhammad (s)” realizzarono. Andarono davanti ad ‘Abdullah e iniziarono a percuoterlo in faccia , ma egli continuava a recitare. Quando tornò indietro dai Sahabah (r), il sangue colava dalla sua faccia. “Questo è ciò di cui avevamo paura per te” dissero. “Per Allah” replicò ‘Abdullah (r) “I nemici di Allah non erano più a loro agio di come lo ero io in quel momento. Se Allah vuole domani andrò di nuovo”. “Tu hai fatto abbastanza” dissero i Compagni (r) “Hai fatto sentire loro ciò che non amano”.

‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) visse al tempo del Califfo ‘Uthman (r). Quando era sofferente nel suo letto di morte, ‘Uthman (r) andò a trovarlo e gli chiese:” Che cosa è che ti disturba?”

“I miei  peccati.”

“Che cosa desideri?”

“La Misericordia del mio Signore”

“Non vuoi che ora ti dia il tuo stipendio, che hai rifiutato di ricevere per tanti anni?”

“Non  ne ho bisogno”

“Lasciali per le tue figlie dopo di te”

“Hai paura della povertà per i miei bambini? Io ho comandato loro di leggere Suratu-l-Waqi‘ah ogni notte perché ho sentito il Profeta (s) dire: ’Chiunque legga Al-Waqi‘ah ogni notte non sarà mai afflitto dalla povertà’ “.  Quella notte, ‘Abdullah Ibn Mas‘ûd (r) raggiunse la compagnia del suo Signore; fino all’ultimo, non smise di fare “dhikr” (ricordo di Allah) e di recitare i versetti sublimi del Suo Libro.

dal libro: “I Compagni del Profeta (s)”

di ‘Abdul Wahid Hamid

traduzione a cura della sorella Hajar

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