Sûratu-l-Mutaffifîn

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Tafsîr (Commento) del Sublime Corano

 

dell’Imâm Ibn Kathîr (rahimahullah)

 

Sûra LXXXIII. Al-Mutaffifîn (I Frodatori)

 

36 versetti

 

Rivelata interamente a Makkah,

dopo la Sûra “Al-’Ankabût” (Il Ragno, n° 29)

 

 

 

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

وَيْلٌ لِلْمُطَفِّفِينَ (1) الَّذِينَ إِذَا اكْتَالُوا عَلَى النَّاسِ يَسْتَوْفُونَ (2) وَإِذَا كَالُوهُمْ أَوْ وَزَنُوهُمْ يُخْسِرُونَ (3) أَلَا يَظُنُّ أُولَئِكَ أَنَّهُمْ مَبْعُوثُونَ (4) لِيَوْمٍ عَظِيمٍ (5) يَوْمَ يَقُومُ النَّاسُ لِرَبِّ الْعَالَمِينَ (6)

Guai ai frodatori, (1) che quando comprano esigono colma la misura, (2) ma quando sono loro a misurare o a pesare, truffano. (3) Non pensano che saranno resuscitati, (4) in un Giorno terribile, (5) il Giorno in cui le genti saranno ritte davanti al Signore dei mondi? (6)

 

Ibn ‘Abbâs raccontò: “Quando il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) giunse a Madinah compiendo la sua emigrazione (Hijrah), le persone erano tra le peggiori nel falsificare la bilancia e la misura. Allah (‘azza waJalla) rivelò allora: Guai ai frodatori, in seguito misurarono e pesarono in modo corretto”.

Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) in questa Sûrah parla di coloro che acquistano qualcosa chiedendo (al venditore) di misurare loro il dovuto ed esigendo una misura colma – o un buon peso. Ma essi stessi, quando vendono, fanno perdere agli altri ciò che spetta loro, misurando o pesando. Egli (‘azza waJalla) ordina agli uomini di essere giusti senza falsare né la misura né il peso:

وَأَقِيمُوا الْوَزْنَ بِالْقِسْطِ وَلَا تُخْسِرُوا الْمِيزَانَ (9)

Stabilite il peso con equità e non falsate la bilancia (Corano LV. Ar-Rahmân, 9)

 

Una delle ragioni per cui il popolo di Shu’ayb perì, fu la frode nella bilancia e nella misura.

Questi frodatori non pensano che saranno resuscitati, (4) in un Giorno terribile per comparire dinanzi a Lui, che chiederà loro conto del loro agire? Lui Che conosce le azioni degli uomini, nascoste e apparenti. Questo giorno sarà pieno di angosce, e gli uomini saranno riuniti scalzi e senza vestiti per affrontare una situazione grave e molto critica, soprattutto i colpevoli.

Al-Miqdad ibn al-Aswad al-Kindi riferì di aver sentito il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) dire: “Nel Giorno della Resurrezione, il sole sarà vicino agli uomini, ad una distanza di un miglio o due. Suderanno e saranno immersi nel loro sudore in funzione delle loro azioni: vi saranno quelli che saranno immersi fino ai talloni, altri fino alle ginocchia, altri fino alla vita, ed altri vi saranno immersi totalmente” (riportato da Muslim, Tirmidhi e Ahmad).

È riportato anche nelle Sunan di Abî Dâwûd che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) chiedeva spesso la protezione contro la situazione difficile che avrà luogo nel Giorno della Resurrezione.

Ibn Mas’ûd (radiAllahu ‘anhu) da parte sua disse che gli uomini, in quel Giorno, resteranno quaranta anni in piedi, alzando lo sguardo al cielo senza che nessuno rivolga loro la parola, ed il sudore sommergerà i pii e i perversi tra loro.

كَلَّا إِنَّ كِتَابَ الْفُجَّارِ لَفِي سِجِّينٍ (7) وَمَا أَدْرَاكَ مَا سِجِّينٌ (8) كِتَابٌ مَرْقُومٌ (9) وَيْلٌ يَوْمَئِذٍ لِلْمُكَذِّبِينَ (10) الَّذِينَ يُكَذِّبُونَ بِيَوْمِ الدِّينِ (11) وَمَا يُكَذِّبُ بِهِ إِلَّا كُلُّ مُعْتَدٍ أَثِيمٍ (12) إِذَا تُتْلَى عَلَيْهِ آَيَاتُنَا قَالَ أَسَاطِيرُ الْأَوَّلِينَ (13) كَلَّا بَلْ رَانَ عَلَى قُلُوبِهِمْ مَا كَانُوا يَكْسِبُونَ (14) كَلَّا إِنَّهُمْ عَنْ رَبِّهِمْ يَوْمَئِذٍ لَمَحْجُوبُونَ (15) ثُمَّ إِنَّهُمْ لَصَالُو الْجَحِيمِ (16) ثُمَّ يُقَالُ هَذَا الَّذِي كُنْتُمْ بِهِ تُكَذِّبُونَ (17)

 

No, in verità il registro dei peccatori è nella Segreta; (7) e chi mai ti farà comprendere cos’è la Segreta? (8) È uno scritto vergato. (9) Guai, in quel Giorno, a coloro che tacciano di menzogna, (10) che tacciano di menzogna il Giorno del Giudizio. (11) Non lo taccia di menzogna altri che il peccatore inveterato, (12) che, quando gli sono recitati i Nostri versetti, dice: “Favole degli antichi!” (13) Niente affatto: è piuttosto quello che fanno che copre i loro cuori. (14) Niente affatto: in verità in quel Giorno un velo li escluderà dal vedere il loro Signore, (15) e poi cadranno nella Fornace. (16) Sarà detto loro: “Ecco quello che tacciavate di menzogna!” (17)

La sorte dei colpevoli sarà il Sijjîn (سِجِّينٍ), “Segreta, tenebre”. Questa parola proviene dall’arabo “سجن”, che significa “prigione”.

O, come è stato interpretato, il Sijjîn si trova nelle profondità dell’Inferno, e nei luoghi più angusti, dove saranno precipitati i più vili e i più criminali tra i dannati dell’Inferno. Allah (‘azza waJalla) mostra il loro caso anche in questo versetto:

وَإِذَا أُلْقُوا مِنْهَا مَكَانًا ضَيِّقًا مُقَرَّنِينَ دَعَوْا هُنَالِكَ ثُبُورًا (13)

E quando, legati insieme, saranno gettati in uno spazio angusto, invocheranno l’annientamento totale (Corano XXV. Al-Furqân, 13)

 

La lista dei dannati è numerata e racchiude anche la sorte di ciascuno di essi, che non sarà cambiata né in diminuzione né in aumento quanto al loro numero. Che disgrazia, in quel Giorno, per gli increduli che gridavano alla menzogna senza credere in questo giorno fatale. Che disgrazia per gli aggressori, i peccatori inveterati e i criminali che trattano questo Giorno di menzogna, prendendosi la libertà nel mondo di quaggiù per infrangere le Leggi di Allah (‘azza waJalla), permettendosi tutto ciò che è illecito.

Coloro che, quando gli sono recitati i Nostri versetti, dice: “Favole degli antichi!”. Essi non credono ai versetti del Qur’ân quando li sentono recitare o leggere, ritenendo che si tratti di antiche leggende. Infatti

وَإِذَا قِيلَ لَهُمْ مَاذَا أَنْزَلَ رَبُّكُمْ قَالُوا أَسَاطِيرُ الْأَوَّلِينَ (24)

Quando è chiesto loro: “Cos’è quel che ha rivelato il vostro Signore?”, rispondono: “Favole degli antichi” (Corano XVI. An-Nahl, 24)

 

Dissero anche, a proposito del Corano:

أَسَاطِيرُ الْأَوَّلِينَ اكْتَتَبَهَا فَهِيَ تُمْلَى عَلَيْهِ بُكْرَةً وَأَصِيلًا (5)

…”Favole degli antichi che si è fatto scrivere! Che gli dettano al mattino e alla sera” (Corano XXV. Al-Furqân, 5)

In verità, non è come essi pretendono; questo Corano non è altro che la Parola di Allah e la Sua Rivelazione al Suo Messaggero Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui). Ciò che impedisce loro di credere sono le cattive azioni che hanno accumulato, che hanno formato un velo oscuro (oppure: una ruggine) sui loro cuori.

Abû Hurayra (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Quando l’uomo commette un peccato, una macchia nera si imprime sul suo cuore. Se si pente, essa scompare, ma se persiste, essa aumenta. Tale è il senso delle Parole di Allah (‘azza waJalla): è piuttosto quello che fanno che copre i loro cuori” (riportato da Tirmidhî e Nisâ’î).

In verità in quel Giorno un velo li escluderà dal vedere il loro Signore, non avranno alcuna possibilità di vedere il loro Signore. Ash-Shafi’i commentò: “I credenti vedranno certamente il Signore nell’Aldilà”.

Anche il versetto seguente lo conferma:

وُجُوهٌ يَوْمَئِذٍ نَاضِرَةٌ (22) إِلَى رَبِّهَا نَاظِرَةٌ (23)

In quel Giorno ci saranno dei volti splendenti, che guarderanno il loro Signore (Corano LXXV. Al-Qiyâma, 22-23)

 

Nello stesso senso, sono stati riportati diversi ahadîth che affermano che credenti e miscredenti vedranno dapprima il Signore, poi un velo si interporrà e impedirà agli infedeli di vederLo ancora. In quanto ai credenti, essi Lo vedranno mattino e sera.

E poi cadranno nella Fornace. Oltre alla privazione di guardare il Signore, i miscredenti saranno gettati nella Fornace e, per inveire contro di loro, sarà detto loro: “Ecco quello che tacciavate di menzogna!”

 

كَلَّا إِنَّ كِتَابَ الْأَبْرَارِ لَفِي عِلِّيِّينَ (18) وَمَا أَدْرَاكَ مَا عِلِّيُّونَ (19) كِتَابٌ مَرْقُومٌ (20) يَشْهَدُهُ الْمُقَرَّبُونَ (21) إِنَّ الْأَبْرَارَ لَفِي نَعِيمٍ (22) عَلَى الْأَرَائِكِ يَنْظُرُونَ (23) تَعْرِفُ فِي وُجُوهِهِمْ نَضْرَةَ النَّعِيمِ (24) يُسْقَوْنَ مِنْ رَحِيقٍ مَخْتُومٍ (25) خِتَامُهُ مِسْكٌ وَفِي ذَلِكَ فَلْيَتَنَافَسِ الْمُتَنَافِسُونَ (26) وَمِزَاجُهُ مِنْ تَسْنِيمٍ (27) عَيْنًا يَشْرَبُ بِهَا الْمُقَرَّبُونَ (28)

Niente affatto: il registro dei caritatevoli sarà nelle Altezze. (18) E chi mai ti farà comprendere cosa sono le Altezze? (19) È uno scritto vergato. (20) I ravvicinati ne renderanno testimonianza. (21) I giusti saranno nella delizia, (22) (appoggiati) su alti divani guarderanno. (23) Sui loro volti vedrai il riflesso della Delizia. (24) Berranno un nettare puro, suggellato (25) con suggello di muschio – che vi aspirino coloro che ne sono degni – (26) (un nettare) mescolato con Tasnîm, (27) fonte di cui berranno i ravvicinati (28)

 

Per ciò che riguarda gli uomini pii, coloro che saranno vissuti nell’obbedienza ad Allah (‘azza waJalla), la loro sorte sarà “Illiyyîn“, il più alto livello del Paradiso. Hilal ibn Yasaf riportò che Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) chiese, in sua presenza, a Ka’b (radiAllahu ‘anhu) di spiegargli le parole “Sijjîn” e “Illiyîn“. Egli rispose: “Sijjîn si trova in fondo alla settima terra, dove si trovano le anime degli empi. Mentre Illiyîn è al settimo cielo, dove vivono le anime dei credenti”. (Ibn Kathîr conclude): La parola Illiyîn è il superlativo della parola altezza (poiché in Arabo عليين è un derivato della radice علو)

Per mostrare la sublimità di tale luogo, Allah (‘azza waJalla) pone la domanda e poi risponde: E chi mai ti farà comprendere cosa sono le Altezze? È uno scritto vergato. Si tratta di un libro che racchiude i nomi dei beati del Paradiso. Poi dice: I ravvicinati ne renderanno testimonianza, ossia gli Angeli che sono prossimi ad Allah (‘azza waJalla) e che Lo contemplano.

I giusti saranno nella delizia, soddisfatti di tutti i favori che Allah (subhânaHu waTa’ala) accorda loro, distesi su divani guardando attorno, o – secondo un’altra interpretazione: essi guarderanno il loro Signore, basandosi su un hadîth riportato in cui è detto: “L’uomo che sarà meno favorito in Paradiso contemplerà il suo regno che si estenderà ad una distanza di duemila anni di cammino, e potrà vedere le due estremità. Mentre i più favoriti avranno l’occasione di vedere il loro Signore due volte al giorno”.

Sui loro volti vedrai il riflesso della Delizia, la gioia, il benessere e la delizia permanente. Berranno un nettare puro, suggellato con suggello di muschio: si tratta del vino del Paradiso come è stato riportato. In un hadîth è riferito: “Ogni credente che dia da bere a un altro (credente) assetato, Allah (‘azza waJalla) gli darà da bere il Giorno della Resurrezione del vino raro suggellato. E ogni credente che dia da mangiare a un altro credente affamato, Allah (‘azza waJalla) gli darà da mangiare dei frutti del Paradiso. Infine, ogni credente che rivesta un altro credente nudo, Allah (‘azza waJalla) lo rivestirà degli abiti verdi del Paradiso” (riportato da Ahmad).

Questo liquore sarà suggellato con suggello di muschio. Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) spiegò: “Allah (‘azza waJalla) ha dato a questo vino un gusto gradevole, mescolandolo col muschio. Che vi aspirino coloro che ne sono degni, coloro che aspirano ad essere i ravvicinati, così come dice Allah (‘azza waJalla):

لِمِثْلِ هَذَا فَلْيَعْمَلِ الْعَامِلُونَ (61)

A tal fine agiscano coloro che agiscono (Corano XXXVII. As-Sâffât, 61)

 

Queste bevande saranno anche mescolate con l’acqua del Tasnîm, che scorre da una fonte elevatissima. Si dice che quest’acqua sia la bevanda più deliziosa di tutto il Paradiso, fonte di cui berranno i ravvicinati.

In altri termini, i più vicini ad Allah (‘azza waJalla) si abbevereranno a questa fonte, mentre gli altri beati ne berranno, ma mescolata (ad altre bevande).

إِنَّ الَّذِينَ أَجْرَمُوا كَانُوا مِنَ الَّذِينَ آَمَنُوا يَضْحَكُونَ (29) وَإِذَا مَرُّوا بِهِمْ يَتَغَامَزُونَ (30) وَإِذَا انْقَلَبُوا إِلَى أَهْلِهِمُ انْقَلَبُوا فَكِهِينَ (31) وَإِذَا رَأَوْهُمْ قَالُوا إِنَّ هَؤُلَاءِ لَضَالُّونَ (32) وَمَا أُرْسِلُوا عَلَيْهِمْ حَافِظِينَ (33) فَالْيَوْمَ الَّذِينَ آَمَنُوا مِنَ الْكُفَّارِ يَضْحَكُونَ (34)

Invero i malvagi schernivano i credenti; (29) quando passavano nei loro pressi si davano occhiate, (30) ritornando dalla loro gente, si burlavano di loro; (31) e quando li vedevano, dicevano: “Davvero sono fuorviati!” (32) Certo non hanno avuto l’incarico di vegliare su di loro. (33) Oggi invece sono i credenti a ridere dei miscredenti: (34) (appoggiati) su alti divani guarderanno. (35) I miscredenti non sono forse compensati per quello che hanno fatto? (36)

Allah (‘azza waJalla) parla del comportamento dei colpevoli nei confronti dei credenti nel basso mondo: essi si prendevano gioco di loro, li schernivano, passando dinanzi a loro si strizzavano l’occhio e – una volta trovatisi nelle loro dimore – questi colpevoli vi trovavano tutto ciò che desideravano senza esserne riconoscenti ad Allah (‘azza waJalla), e si dilettavano con gli scherzi sul conto dei credenti. Passando accanto ai fedeli, esclamavano: “Davvero sono fuorviati!”, poiché essi non professavano il loro culto, ossia l’idolatria.

Certo non hanno avuto l’incarico di vegliare su di loro. Ossia: non sono stati inviati per osservare le azioni dei credenti, enumerarle e giudicarle. Perché, dunque, se ne preoccupano?

Così come dice altrove Allah l’Altissimo:

إِنَّهُ كَانَ فَرِيقٌ مِنْ عِبَادِي يَقُولُونَ رَبَّنَا آَمَنَّا فَاغْفِرْ لَنَا وَارْحَمْنَا وَأَنْتَ خَيْرُ الرَّاحِمِينَ (109) فَاتَّخَذْتُمُوهُمْ سِخْرِيًّا حَتَّى أَنْسَوْكُمْ ذِكْرِي وَكُنْتُمْ مِنْهُمْ تَضْحَكُونَ (110)

Invero c’era una parte dei Miei servi che diceva: “Signore, noi crediamo: perdonaci e usaci misericordia! Tu sei il Migliore dei misericordiosi!”. E invece li avete scherniti al punto da perdere il Ricordo di Me, mentre di essi ridevate (Corano XXIII. Al-Mu’minûn, 109-110)

 

In quel Giorno, nel Giorno della Resurrezione, i credenti rideranno degli empi, distesi su divani e guardando il loro Signore (a Lui la Potenza e la Gloria), nelle dimore che Egli avrà preparato per loro. I credenti guarderanno e verificheranno: questi empi saranno retribuiti per come agivano sulla terra, prendendosi gioco dei fedeli, oppure no? Ebbene, essi riceveranno completamente il supplizio come prezzo del loro comportamento.

La traduzione è stata condotta sull’edizione in francese edita da Dar El Fikr (Beirut), curata da Fawzi Chaaban (1998)

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