Sûratu-l-Inshiqâq

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Tafsîr (Commento) del Sublime Corano

 

dell’Imâm Ibn Kathîr (rahimahullah)

 

Sûra LXXXIV. Al-Inshiqâq (La Fenditura)

 

25 versetti

 

Rivelata interamente a Makkah,

dopo la Sûra “Al-Infitâr” (Lo Squarciarsi, n° 82)

 

 

 

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

إِذَا السَّمَاءُ انْشَقَّتْ (1) وَأَذِنَتْ لِرَبِّهَا وَحُقَّتْ (2) وَإِذَا الْأَرْضُ مُدَّتْ (3) وَأَلْقَتْ مَا فِيهَا وَتَخَلَّتْ (4) وَأَذِنَتْ لِرَبِّهَا وَحُقَّتْ (5) يَا أَيُّهَا الْإِنْسَانُ إِنَّكَ كَادِحٌ إِلَى رَبِّكَ كَدْحًا فَمُلَاقِيهِ (6) فَأَمَّا مَنْ أُوتِيَ كِتَابَهُ بِيَمِينِهِ (7) فَسَوْفَ يُحَاسَبُ حِسَابًا يَسِيرًا (8) وَيَنْقَلِبُ إِلَى أَهْلِهِ مَسْرُورًا (9) وَأَمَّا مَنْ أُوتِيَ كِتَابَهُ وَرَاءَ ظَهْرِهِ (10) فَسَوْفَ يَدْعُو ثُبُورًا (11) وَيَصْلَى سَعِيرًا (12) إِنَّهُ كَانَ فِي أَهْلِهِ مَسْرُورًا (13) إِنَّهُ ظَنَّ أَنْ لَنْ يَحُورَ (14) بَلَى إِنَّ رَبَّهُ كَانَ بِهِ بَصِيرًا (15)

 

Quando si fenderà il cielo (1) e obbedirà al suo Signore e quel che deve fare farà; (2) quando la terra sarà spianata, (3) rigetterà quello che ha in seno e si svuoterà (4) e obbedirà al suo Signore e quel che deve fare farà, (5) o uomo che aneli al tuo Signore, tu Lo incontrerai. (6) Quanto a colui che riceverà il suo libro nella mano destra, (7) gli verrà chiesto conto con indulgenza, (8) e lietamente ritornerà ai suoi. (9) Quanto a colui che riceverà il suo libro da dietro le spalle, (10) invocherà l’annientamento, (11) e brucerà nella Fiamma! (12) Si rallegrava in mezzo ai suoi, (13) e pensava che mai sarebbe ritornato (ad Allah) (14) Invece sì, in verità il suo Signore lo osservava. (15)

 

Nel Giorno della Resurrezione, il cielo si fenderà ascoltando il suo Signore e ottempererà ai Suoi ordini facendo ciò che dovrà fare. Obbedirà ad Allah (‘azza waJalla) Che sottomette tutto alla Sua volontà senza che nulla possa ostacolarla. La terra, invece, sarà spianata e, secondo un hadîth, l’uomo non vi troverà che un piccolo pezzetto per stare in piedi. Essa si svuoterà del suo contenuto facendo uscire dal suo ventre tutti i morti, obbedendo così all’ordine di Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo).

Allora, o uomo che aneli al tuo Signore, tu Lo incontrerai. Comparirai dinanzi a Lui per essere retribuito secondo le tue azioni. Jabir (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Jibrîl (Gabriele, pace su di lui) mi ha detto: “Oh Muhammad, vivi finché vorrai, alla fine morirai. Ama chi vorrai, ti separerai da lui. Fai ciò che vorrai, raccoglierai i frutti delle tue azioni”.” (riportato da Abû Dâwûd). Alcuni, interpretando la parola “ملاقيه”, hanno detto: Ti incontrerai col tuo Signore per essere retribuito secondo le tue azioni. Dunque, chi vuole dispiegare i suoi sforzi nell’obbedienza ad Allah (‘azza waJalla), che lo faccia per ottenere la Sua migliore ricompensa.

Quanto a colui che riceverà il suo libro nella mano destra, gli verrà chiesto conto con indulgenza. Sarà giudicato con mansuetudine e clemenza. In quanto a colui che dovrà rendere conto, sarà perduto. A questo proposito, ‘Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) riferì: “Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Colui che dovrà rendere conto, sarà castigato”. Gli domandai: “Allah (‘azza waJalla) non ha forse detto: gli verrà chiesto conto con indulgenza?”. Mi rispose: “Ciò non significa rendere conto, ma (si tratta) dell’esame (delle sue azioni). Ma colui che dovrà render conto nel Giorno della Resurrezione sarà castigato”.” (riportato da Ahmad, Bukhârî, Muslim, Tirmidhi e Nisâ’î).

E lietamente ritornerà ai suoi. Entrerà in Paradiso, colmo di gioia, verso i suoi, soddisfatto di ciò che avrà ottenuto da Allah (‘azza waJalla) come ricompensa. Thawban, lo schiavo affrancato del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) riferì che egli disse: “Voi compite delle azioni di cui non conoscete (le conseguenze), così come l’uomo assente che ritorna dai suoi senza sapere se sarà felice o soffocato dalla collera” (riportato da Tabaranî).

Quanto a colui che riceverà il suo libro da dietro le spalle, invocherà l’annientamento. Ciò significa che gli verrà legata la mano dietro la schiena e gli verrà consegnato il registro delle sue azioni; invocherà allora la morte e l’annientamento per non essere giudicato, poiché saprà che verrà gettato nella Fornace.

Si rallegrava in mezzo ai suoi, senza mai pensare alle (cattive) azioni commesse, e senza mai temere ciò che lo attendeva nell’Aldilà. Pensava che non sarebbe mai stato resuscitato alla vita per l’Ultimo Giudizio.

Invece sì, in verità il suo Signore lo osservava, vedeva perfettamente ciò che faceva sulla terra e l’osservava per retribuirlo nella vita futura.

فَلَا أُقْسِمُ بِالشَّفَقِ (16) وَاللَّيْلِ وَمَا وَسَقَ (17) وَالْقَمَرِ إِذَا اتَّسَقَ (18) لَتَرْكَبُنَّ طَبَقًا عَنْ طَبَقٍ (19) فَمَا لَهُمْ لَا يُؤْمِنُونَ (20) وَإِذَا قُرِئَ عَلَيْهِمُ الْقُرْآَنُ لَا يَسْجُدُونَ (21) بَلِ الَّذِينَ كَفَرُوا يُكَذِّبُونَ (22) وَاللَّهُ أَعْلَمُ بِمَا يُوعُونَ (23) فَبَشِّرْهُمْ بِعَذَابٍ أَلِيمٍ (24) إِلَّا الَّذِينَ آَمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ لَهُمْ أَجْرٌ غَيْرُ مَمْنُونٍ (25)

 

Lo giuro per il crepuscolo, (16) per la notte e per quello che essa avvolge, (17) per la luna quando si fa piena: (18) invero passerete attraverso fasi successive. (19) Cos’hanno dunque, che non credono (20) e non si prosternano quando si recita loro il Corano? (21) I miscredenti invece tacciano di menzogna. (22) Ma Allah ben conosce quel che celano. (23) Annuncia loro un doloroso castigo, (24) eccetto che per coloro che credono e compiono il bene: essi avranno ricompensa inesauribile (25)

 

Il momento del crepuscolo è quando il sole tramonta, rendendo l’orizzonte rosso, e ciò continua fino all’ ‘Ishâ’, momento in cui si compie l’ultima preghiera della giornata.

Ma, secondo Mujâhid, Allah (‘azza waJalla) ha voluto giurare per tutta la giornata, riunendo così il giorno e la notte.

In quanto all’espressione araba “طَبَقًا عَنْ طَبَقٍ” (tradotto con “fasi successive“), le sono stati attribuiti diversi significati, di cui citeremo i principali:

– Sono le fasi successive, secondo Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu).

– Secondo le parole di Ash’abi ciò significa: “Oh Muhammad, tu passerai da un cielo ad un altro (la notte del Viaggio Notturno e dell’Ascensione al cielo – Isrâ’ wa-l-Mi’râj).

– Per Sa’îd ibn Jubayr, si tratta degli uomini che, nel mondo di quaggiù, erano mal considerati, ma nell’Aldilà godranno di un posto considerevole. Al contrario, delle persone erano notabili e importanti sulla terra, ma nella Vita futura saranno trascurati, poco considerati.

– ‘Ikrima (radiAllahu ‘anhu) spiegò che si tratta delle fasi attraverso cui passa ogni individuo, ossia: neonato, adolescente, giovane, e infine vecchio.

– Il commento di Hasan al-Basrî è il seguente: l’agiatezza dopo l’indigenza, la ricchezza dopo la povertà, la salute dopo la malattia e l’inverso di tutto ciò.

– Ibn Jarîr (Tabarî), infine, disse che ciò significa: Oh Muhammad, tu passi per delle fasi successive, da una dura prova ad un’altra ancora più dura.

Benché queste parole divine siano indirizzate al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) riguardano tutti gli uomini, che proveranno le angosce del Giorno della Resurrezione.

Cos’hanno dunque, che non credono e non si prosternano quando si recita loro il Corano? Come mai queste persone non credono in Allah (‘azza waJalla), nel Suo Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) e nel Giorno Ultimo? E quando tu reciti loro il Corano, oh Muhammad, perché non si prosternano per deferenza, rispetto e omaggio?

Ma, per loro stessa natura, questi empi sono ostinati e respingono la verità. Sappiano dunque che Allah (‘azza waJalla) conosce perfettamente ciò che nascondono nel loro foro interiore.

Annuncia loro un doloroso castigo, come ricompensa della loro empietà, e annuncia loro, oh Muhammad, ciò che Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) ha preparato loro come supplizio atroce nell’Aldilà.

In quanto a coloro che credono e compiono il bene: essi avranno ricompensa inesauribile, non interrotta né diminuita, piuttosto continua e permanente. E ciò avverrà grazie alla generosità di Allah (‘azza waJalla) e non grazie alle opere che gli uomini avranno compiuto sulla terra, com’è riportato in un hadîth.

La traduzione è stata condotta sull’edizione in francese edita da Dar El Fikr (Beirut), curata da Fawzi Chaaban (1998)

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