Sûratu-l-Burûj

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

Tafsîr (Commento) del Sublime Corano

dell’Imâm Ibn Kathîr (rahimahullah)

Sûra LXXXV. Al-Burûj (Le Costellazioni)

22 versetti

 

Rivelata interamente a Makkah,

dopo la Sûra “Ash-Shams” (Il Sole, n° 91)


 

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

وَالسَّمَاءِ ذَاتِ الْبُرُوجِ (1) وَالْيَوْمِ الْمَوْعُودِ (2) وَشَاهِدٍ وَمَشْهُودٍ (3) قُتِلَ أَصْحَابُ الْأُخْدُودِ (4) النَّارِ ذَاتِ الْوَقُودِ (5) إِذْ هُمْ عَلَيْهَا قُعُودٌ (6) وَهُمْ عَلَى مَا يَفْعَلُونَ بِالْمُؤْمِنِينَ شُهُودٌ (7) وَمَا نَقَمُوا مِنْهُمْ إِلَّا أَنْ يُؤْمِنُوا بِاللَّهِ الْعَزِيزِ الْحَمِيدِ (8) الَّذِي لَهُ مُلْكُ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ وَاللَّهُ عَلَى كُلِّ شَيْءٍ شَهِيدٌ (9) إِنَّ الَّذِينَ فَتَنُوا الْمُؤْمِنِينَ وَالْمُؤْمِنَاتِ ثُمَّ لَمْ يَتُوبُوا فَلَهُمْ عَذَابُ جَهَنَّمَ وَلَهُمْ عَذَابُ الْحَرِيقِ (10)

Per il cielo dalle costellazioni, (1) per il Giorno promesso, (2) per il testimone e la (sua) testimonianza! (3) Sia maledetta la gente del Fossato (4) dal fuoco incessantemente attizzato, (5) quando se ne stavano seduti accanto, (6) testimoni di quel che facevano ai credenti. (7) E non li tormentavano che per aver creduto in Allah, il Potente, il Degno di lode, (8) Colui al Quale appartiene la sovranità dei cieli e della terra. Allah è Testimone di ogni cosa. (9) In verità coloro che perseguitano i credenti e le credenti e poi non se ne pentono, avranno il castigo dell’Inferno e il castigo dell’incendio. (10)

Allah (‘azza waJalla) giura per il cielo e le grandi costellazioni, oppure, secondo Ibn Jarîr (at-Tabarî): si tratta delle posizioni del Sole e della Luna nella sfera celeste, che comprende dodici segni dello Zodiaco. Il Sole effettua una rotazione in ciascuno di essi una volta al mese, e la Luna una volta ogni due giorni e due terzi, ciò che corrisponde a ventotto posizioni (o fasi), poi si nasconde per due notti.

Per il Giorno promesso, per il testimone e la (sua) testimonianza! L’Imâm Ahmad riporta che Abû Hurayra (radiAllahu ‘anhu) disse: “Il testimone è il giorno di venerdì, l’oggetto della testimonianza è il giorno di ‘Arafat e il giorno promesso è il Giorno della Resurrezione”.

In quanto a Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui), disse: “Il testimone sarà Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) e l’oggetto della testimonianza è il Giorno della Resurrezione”, poi recitò:

ذَلِكَ يَوْمٌ مَجْمُوعٌ لَهُ النَّاسُ وَذَلِكَ يَوْمٌ مَشْهُودٌ (103)

 

Sarà un Giorno in cui le genti saranno radunate. Sarà un Giorno confermato(Corano XI. Hûd, 103)

Questa opinione fu anche sostenuta da Ibn ‘Umar (che Allah sia soddisfatto del padre e del figlio) e Ibn az-Zubayr (radiAllahu ‘anhuma), che affermarono in particolare che il testimone sarà Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam), recitando a sostegno di ciò il versetto:

فَكَيْفَ إِذَا جِئْنَا مِنْ كُلِّ أُمَّةٍ بِشَهِيدٍ وَجِئْنَا بِكَ عَلَى هَؤُلَاءِ شَهِيدًا (41)

E che avverrà, quando susciteremo un testimone in ogni comunità e ti chiameremo a testimone contro di loro? (Corano IV. An-Nisâ’, 41)

Poi, Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) maledice gli empi che scavarono dei fossati per gettarvi coloro che avevano creduto in Allah (a Lui la Potenza e la Gloria), per costringerli a rinnegare il loro credo. Siccome rifiutarono di apostatare, incendiarono i fossati che avevano scavato e vi precipitarono i fedeli. Erano testimoni di ciò che subivano i credenti come supplizio. Non rimproveravano loro altro che di credere in Allah l’Onnipotente, il Glorioso, Colui Cui appartiene il Regno dei cieli e della terra. Egli è Testimone di ogni cosa, poiché nulla Gli è nascosto, né nei cieli, né sulla terra.

In quanto all’identità di questa gente, essa fu oggetto di controversie.

– Secondo ‘Ali (radiAllahu ‘anhu), erano dei Persiani che avevano disobbedito al loro re che li costringeva a sposarsi con donne che erano loro illecite. Egli ordinò dunque di scavare un grande fossato per gettarvi chiunque rifiutasse di eseguire il suo ordine.

– Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) disse che erano delle persone tra i Figli di Israele che scavarono un fossato, vi accesero il fuoco, poi uomini e donne vi sedettero attorno e vi gettarono Daniele e i suoi compagni credenti.

Citeremo ora l’hadîth del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam), così come fu riportato da Shuhayb ar-Rûmî (radiAllahu ‘anhu):

Tra coloro che furono prima di voi c’era un re, che aveva al suo servizio un mago; questi, quando divenne vecchio, propose al re: “Io ormai sono diventato vecchio; mandami un ragazzo, cui insegni la magia”. Ed egli gli mandò un ragazzo da istruire. Questi era per via, quando passò per la stessa strada un monaco: gli si sedette accanto per ascoltare il suo discorso; e prese l’abitudine, quando andava dal mago, d’incontrarsi col monaco e di sedergli accanto; quando arrivava dal mago, questi lo bastonava; se ne lamentò col monaco, che gli suggerì: “Quando hai paura del mago digli: ‘I miei mi hanno trattenuto’; e quando hai paura dei tuoi, di’ loro: ‘Il mago mi ha trattenuto’.”. E mentre egli si trovava in questa situazione, ecco che un giorno si imbatté in una bestia enorme, che bloccava la gente, e si disse: “Oggi saprò se è superiore il mago, o se lo è il monaco”. Prese una pietra, e disse: “Mio Dio, se lo stato del monaco Ti è più caro di quello del mago, uccidi questa bestia, sì che la gente possa passare”. Tirò alla bestia, e la uccise; e la gente passò. Egli si recò dal monaco e lo informò dell’accaduto, ed egli gli disse: “Figlio mio, oggi tu sei stato superiore a me, e già sta capitando quello che pensavo, del tuo stato, e sarai messo alla prova; e quando sarai messo alla prova, non indicare me”.

Il ragazzo guariva il cieco e il lebbroso, e curava la gente di ogni malanno. Un cortigiano del re, che era diventato cieco, ne ebbe sentore, e si recò da lui con molti doni, dicendo: “Tutto quello che c’è qui, l’ho messo insieme per te, se tu mi guarirai”. Rispose: “Io non guarisco nessuno; Allah l’Altissimo soltanto guarisce, e se tu credi in Allah l’Altissimo, pregherò Allah (SWT), ed Egli ti guarirà”. E quegli credette in Allah l’Altissimo, e Allah l’Altissimo lo guarì. E si recò dal re, e si sedette al suo cospetto com’era solito fare; il re gli chiese: “Chi ti ha reso la vista?”. Egli rispose: “Il mio Signore”. Chiese: “Hai forse un altro Signore oltre a me?”. Egli ribatté: “Signore mio e Signore tuo è Allah”. Egli allora lo mise alle strette e non cessò di tormentarlo finché indicò il ragazzo; si mandò a chiamare il ragazzo, e il re gli disse: “Figliolo, m’è giunta notizia della tua magia, e del fatto che guarisci il cieco e il lebbroso, e di quello che vai facendo”. Il ragazzo rispose: “Io non guarisco nessuno; Allah l’Altissimo soltanto guarisce”. Il re lo mise alle strette, e non cessò di tormentarlo finché non indicò il monaco; si mandò per il monaco, cui fu ingiunto: “Recedi dalla tua Religione”. Rifiutò. Gli fu fissata la sega nel bel mezzo del capo, che fu segato finché ne caddero le due parti. Poi fu fatto venire il ragazzo, cui fu ingiunto: “Recedi dalla tua Religione”. Rifiutò. Il re lo consegnò ad una brigata di suoi compagni, cui ordinò: “Andate con lui al tal monte, e saliteci insieme sulla vetta”. Il ragazzo pregò: “Mio Dio, proteggimi da loro nel modo che vuoi”: e la montagna tremò sotto di loro, ed essi caddero giù. Egli se ne tornò dal re, che gli chiese: “Che fine hanno fatto i tuoi compagni?”. Egli rispose: “Allah l’Altissimo mi ha liberato di loro”. Allora lo consegnò ad un’altra brigata di suoi compagni, cui ordinò: “Andatevene con lui, e portatelo su un grande vascello, e andateci in alto mare; e se recede dalla sua Religione, bene; altrimenti buttatelo giù”. Se ne andarono con lui, che pregò: “Mio Dio, liberami da loro nel modo che vuoi”. E la nave si capovolse con loro dentro, ed essi affogarono; e il ragazzo se ne tornò dal re, che gli chiese: “Che fine hanno fatto i tuoi compagni?”. Rispose: “Allah l’Altissimo me ne ha liberato”; e aggiunse, rivolto al re: “Non riuscirai a uccidermi, finché non avrai fatto quello che ti avrò detto”; “E cioè?”. Il ragazzo disse: “Riunirai il popolo su un solo luogo elevato, e mi legherai ad un tronco di palma; quindi, prendi una freccia dalla mia faretra, piazza la freccia al centro dell’arco, e di’: ‘Nel nome di Allah, Signore del ragazzo’; quindi, scocca: se farai così, mi ucciderai”.

Il re radunò il popolo su un solo luogo elevato, legò il ragazzo ad un tronco di palma, prese una freccia dalla sua faretra, la piazzò al centro dell’arco, e pronunziò la formula: “Nel nome di Allah, Signore del ragazzo”, quindi scoccò, e la freccia s’infisse nella tempia del ragazzo, che vi portò la mano, e morì.

Il popolo disse: “Crediamo nel Signore del ragazzo”; andarono dal re, e gli dissero: “Hai visto che è successo ciò che avevi paventato? Per Allah, la tua prevenzione è ricaduta su di te, e il popolo ormai crede”. Allora ordinò che si scavassero dei fossati agli imbocchi delle strade; furono scavati e vi si accesero dei fuochi, ed egli decretò: “Chi non recederà dalla sua Religione, gettatevelo dentro [oppure: Gli si dica: “Buttati!”]; e così fecero, finché venne una donna che aveva con sé il suo bambino, ed esitava a gettarsi nel fuoco, e il bambino le disse: “Madre mia, sii forte, giacché tu sei secondo il Vero” (riportato da Ahmad, Muslim e Nisâ’î. Questa versione è quella di Muslim).

In verità coloro che perseguitano i credenti e le credenti e poi non se ne pentono, ossia coloro che scavarono i fossati e li incendiarono, per gettarvi poi i credenti. Se essi non se ne pentiranno dinanzi ad Allah (‘azza waJalla), rimpiangendo il loro crimine, avranno il castigo dell’Inferno e il castigo dell’incendio, poiché per ogni crimine vi è una pena corrispondente.

Al-Hasan al-Basrî commentò questo versetto dicendo: “Considerate la vastità di questa generosità! Essi uccisero gli amici (alleati) di Allah, ed Egli li invita a pentirsi e ad implorare il suo perdono”.

إِنَّ الَّذِينَ آَمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ لَهُمْ جَنَّاتٌ تَجْرِي مِنْ تَحْتِهَا الْأَنْهَارُ ذَلِكَ الْفَوْزُ الْكَبِيرُ (11) إِنَّ بَطْشَ رَبِّكَ لَشَدِيدٌ (12) إِنَّهُ هُوَ يُبْدِئُ وَيُعِيدُ (13) وَهُوَ الْغَفُورُ الْوَدُودُ (14) ذُو الْعَرْشِ الْمَجِيدُ (15) فَعَّالٌ لِمَا يُرِيدُ (16) هَلْ أَتَاكَ حَدِيثُ الْجُنُودِ (17) فِرْعَوْنَ وَثَمُودَ (18) بَلِ الَّذِينَ كَفَرُوا فِي تَكْذِيبٍ (19) وَاللَّهُ مِنْ وَرَائِهِمْ مُحِيطٌ (20) بَلْ هُوَ قُرْآَنٌ مَجِيدٌ (21) فِي لَوْحٍ مَحْفُوظٍ (22)

In verità coloro che credono e compiono il bene avranno i Giardini dove scorrono i ruscelli. Questo è il grande successo. (11) La risposta del tuo Signore è severa. (12) Invero Egli è Colui che inizia e reitera. (13) Egli è il Perdonatore, l’Amorevole, (14) il Signore del Trono glorioso, (15) Colui che fa (tutto) ciò che vuole. (16) Non ti è giunta la storia delle armate (17) di Faraone e dei Thamûd? (18) I miscredenti continuano invece a tacciare di menzogna, (19) nonostante che Allah sia dietro di loro e li circondi. (20) Questo è invece un Corano glorioso, (21) (impresso) su di una Tavola protetta. (22)

Per coloro che avranno creduto e compiuto delle buone azioni, Allah (‘azza waJalla) ha preparato dei giardini dove scorrono i ruscelli, ecco la felicità suprema. Ma quando il Signore reprime, castiga molto duramente. Che gli empi che non hanno creduto in Lui, e trattato i Suoi Profeti da bugiardi, sappiano che la Sua rappresaglia è temibile. È Lui Che ha dato inizio alla creazione e la rinnova grazie alla Sua Onnipotenza. Egli è allo stesso tempo Colui che assolve i peccati e che colma del Suo affetto benevolo coloro che si pentono e tornano a Lui.

Il Signore del Trono glorioso, che domina tutto l’universo ed è il più degno di glorificazione, Colui che fa (tutto) ciò che vuole, ed esegue tutti i Suoi disegni e nulla può opporsi alle Sue decisioni o interrogarLo su ciò che fa.

È stato riportato che, quando Abû Bakr (radiAllahu ‘anhu) fu in punto di morte, gli chiesero: “Il medico ti ha visitato?”. Egli rispose: “Sì”. “E cosa ti ha detto?”, continuarono. Abû Bakr (radiAllahu ‘anhu) replicò: “(Mi ha detto): Io eseguo tutti i Miei disegni” (affidandosi cioè ad Allah Ta’ala, Che era il suo “medico”).

Non ti è giunta la storia delle armate di Faraone e dei Thamûd, ed il castigo che Allah (‘azza waJalla) inflisse loro, senza che potessero respingerlo o sfuggirvi? Ciò costituisce una dimostrazione del rigore di Allah (subhânaHu waTa’ala) che, quando colpisce un colpevole, lo colpisce in modo simile ad un tiranno molto potente, e il Suo castigo è il più doloroso.

I miscredenti continuano invece a tacciare di menzogna, e persistono nel loro scetticismo, nella loro ostinazione e nella loro miscredenza, nonostante che Allah sia dietro di loro e li circondi, e sia capace di vendicarsi di loro in ogni momento e nessuno possa contestare la Sua Potenza.

Questo è invece un Corano glorioso, (impresso) su di una Tavola protetta.Esso è preservato nel cielo superiore ed è scritto sulla Tavola Custodita. Non è soggetto né ad un’aggiunta né ad una diminuzione, né ad una modificazione, né ad un’alterazione. A questo proposito, ‘AbdurRahmân ibn Salmân disse: “Tutto ciò che Allah (‘azza waJalla) ha deciso e predestinato, che si tratti del Corano o dei Libri che lo precedettero, si trova su una Tavola Custodita dinanzi ad Israfîl, che non è autorizzato a guardarla”.

In quanto ad Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu), disse: “Sulla Tavola superiore sono iscritte queste parole: Non vi è altra divinità al di fuori di Lui, l’Unico, la Sua religione è l’Islâm e il Suo Messaggero e Suo servitore è Muhammad. Chiunque avrà creduto in Allah e nelle Sue Promesse e avrà seguito i Profeti, Allah lo farà entrare in Paradiso”.

Ibn ‘Abbâs (che Allah sia compiaciuto di lui) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Allah ha creato una Tavola Custodita scavata in una grande perla bianca, le cui pagine sono di rubino, il Suo càlamo (è fatto) di luce così come il Suo Libro. Ogni giorno, Allah ha trecento momenti durante i quali crea, dispensa i Suoi benefici, fa morire, fa vivere, eleva alcuni ed abbassa altri. Egli fa ciò che vuole” (riportato da Tabarânî).

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