Sûratu-l-A’lâ

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

 

Tafsîr (Commento) del Sublime Corano

dell’Imâm Ibn Kathîr (rahimahullah)

Sûra LXXXVII. Al-A’lâ (L’Altissimo)

 

19 versetti

 

Rivelata interamente a Makkah,

dopo la Sûra “L’Oscuramento” (At-Takwîr)

 

 

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

 

سَبِّحِ اسْمَ رَبِّكَ الْأَعْلَى (1) الَّذِي خَلَقَ فَسَوَّى (2) وَالَّذِي قَدَّرَ فَهَدَى (3) وَالَّذِي أَخْرَجَ الْمَرْعَى (4) فَجَعَلَهُ غُثَاءً أَحْوَى (5) سَنُقْرِئُكَ فَلَا تَنْسَى (6) إِلَّا مَا شَاءَ اللَّهُ إِنَّهُ يَعْلَمُ الْجَهْرَ وَمَا يَخْفَى (7) وَنُيَسِّرُكَ لِلْيُسْرَى (8) فَذَكِّرْ إِنْ نَفَعَتِ الذِّكْرَى (9) سَيَذَّكَّرُ مَنْ يَخْشَى (10) وَيَتَجَنَّبُهَا الْأَشْقَى (11) الَّذِي يَصْلَى النَّارَ الْكُبْرَى (12) ثُمَّ لَا يَمُوتُ فِيهَا وَلَا يَحْيَا (13)

 

Glorifica il Nome del tuo Signore, l’Altissimo, (1) Colui che ha creato e dato forma armoniosa, (2) Colui che ha decretato e guidato, (3) Colui che fa germinare i pascoli, (4) e ne fa poi fieno scuro. (5) Ti faremo recitare (il Corano) e non dimenticherai (6) se non ciò che Allah vuole. Egli conosce il palese e l’occulto. (7) Ti faciliteremo la (via) più facile. (8) Ricorda, ché il Ricordo è utile: (9) se ne ricorderà chi teme (Allah) (10) e solo il malvagio se ne allontanerà: (11) brucerà nel Fuoco più grande, (12) in cui non morrà e non vivrà. (13)

Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), recitando: Glorifica il Nome del tuo Signore, l’Altissimo, diceva: “Gloria al mio Signore, l’Altissimo”. Egli creò l’uomo sotto una forma armoniosa e perfetta. Egli dona a ciascuna cosa la sua misura, le fissa il destino e la dirige verso la Retta Via. A questo proposito, è citato nel Sahîh di Muslim: “Allah ha fissato il destino di tutte le creature cinquantamila anni prima della creazione dei cieli e della terra. Il Suo Trono era sull’acqua” (riportato da Ibn ‘Umar (che Allah sia soddisfatto del padre e del figlio), che lo fece risalire al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam)).

Colui che fa germinare i pascoli, ossia la vegetazione dei pascoli, trasformandola poi in foraggio secco e nero.

Oh Muhammad, gli dice Allah (subhânaHu waTa’ala): Ti faremo recitare (il Corano) e non dimenticherai, e ciò costituisce una promessa di Allah (‘azza waJalla), che dice (al Suo Profeta – sallAllahu ‘alayhi waSallam) che Egli gli insegnerà il Corano, ed egli (il Profeta – sallAllahu ‘alayhi waSallam) non lo dimenticherà mai, se non ciò che Allah vuole. In seguito, il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) recitava il Qur’ân senza omettere nulla, salvo nel caso in cui Allah (subhânaHu waTa’ala) voleva diversamente. Egli conosce il palese e l’occulto. Nulla Gli è nascosto degli atti e delle parole dei Suoi servi.

Ti faciliteremo la (via) più facile, rendendoti facili le opere di carità, imponendoti una religione facile da praticare, senza difficoltà né pene. Ricorda, ché il Ricordo è utile, e fai intendere il Ricordo se vi sia in ciò qualche utilità. Gli Ulamâ’ hanno dedotto da questo versetto che non bisogna insegnare la scienza se non a coloro che ne sono degni. ‘Ali (radiAllahu ‘anhu) disse a questo proposito: “Non insegnerai una scienza a delle persone la cui intelligenza non possa concepirla, senza che questa scienza sia penosa per la loro ragione. Raccontate alla gente delle cose che già conoscono. Vi piacerebbe forse che Allah (‘azza waJalla) e il Suo Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam) fossero trattati da mentitori?”.

Se ne ricorderà chi teme (Allah). Poiché colui che teme il Signore, Lo paventa ed è sicuro che Lo incontrerà un Giorno, ne trae profitto. In quanto al miscredente, il reietto, se ne allontana. Egli cadrà nella fornace e là non morrà per trovare riposo, e non vivrà, poiché la sua vita laggiù non sarà altro – per lui – che un supplizio continuo.

Abu Sa’îd al-Khudrî (radiAllahu ‘anhu) riferì che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “I dannati dell’Inferno che lo meritano, non vi moriranno e non vi vivranno. Vi saranno delle persone che subiranno il supplizio del fuoco a causa dei loro peccati. Moriranno, e una volta calcinati verrà permesso di intercedere in loro favore. Li si farà uscire (dal fuoco) e verranno gettati nei fiumi del Paradiso. Verrà chiesto ai beati del Paradiso di versare su di loro dell’acqua, e saranno resuscitati come un seme che germoglia nel limo del torrente” (riportato da Ahmad e Muslim).

I dannati, subendo il supplizio del fuoco,

وَنَادَوْا يَا مَالِكُ لِيَقْضِ عَلَيْنَا رَبُّكَ قَالَ إِنَّكُمْ مَاكِثُونَ (77)

 

urleranno: “O Mâlik, che ci finisca il tuo Signore!”. Risponderà: “In verità siete qui per rimanervi” (Corano XLIII. Az-Zukhruf, 77)

 

E Allah (‘azza waJalla) dice altrove:

لَا يُقْضَى عَلَيْهِمْ فَيَمُوتُوا وَلَا يُخَفَّفُ عَنْهُمْ مِنْ عَذَابِهَا كَذَلِكَ نَجْزِي كُلَّ كَفُورٍ (36)

 

…giammai sarà decisa la loro morte e nulla sarà sottratto al castigo. Ricompenseremo così ogni ingrato (Corano XXXV. Fâtir, 36)

قَدْ أَفْلَحَ مَنْ تَزَكَّى (14) وَذَكَرَ اسْمَ رَبِّهِ فَصَلَّى (15) بَلْ تُؤْثِرُونَ الْحَيَاةَ الدُّنْيَا (16) وَالْآَخِرَةُ خَيْرٌ وَأَبْقَى (17) إِنَّ هَذَا لَفِي الصُّحُفِ الْأُولَى (18) صُحُفِ إِبْرَاهِيمَ وَمُوسَى (19)

Avrà successo chi si sarà purificato, (14) e avrà ricordato il Nome di Allah e assolto all’orazione. (15) Ma voi preferite la vita terrena, (16) mentre l’altra è migliore e più duratura. (17) In verità ciò è nei Fogli antichi, (18) i Fogli di Ibrâhîm e di Mûsâ (19)

Colui che si sarà purificato dall’immoralità, avrà seguito ciò che è stato rivelato al Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam), avrà invocato Allah (‘azza waJalla), menzionandoLo spesso, avrà compiuto le preghiere rituali al loro tempo determinato, non cercando altro che la Sua soddisfazione, e conformandosi alle Sue Leggi, costui sarà beato.

Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu), nel suo commentario, si è limitato alle cinque preghiere quotidiane, sostenuto (in tale opinione) da Ibn Jarîr (at-Tabarî, rahimahullah). ‘Umar ibn ‘Abdul’Azîz (rahimahullah), da parte sua, ordinava agli uomini di versare la Zakâtu-l-Fitr recitando: Avrà successo chi si sarà purificato, e avrà ricordato il Nome di Allah e assolto all’orazione.

Ma gli uomini preferiscono piuttosto la vita di quaggiù a quella dell’Aldilà, impegnandosi per la prima più di quanto facciano per la seconda, nonostante la seconda debba essere lo scopo principale: mentre l’altra è migliore e più duratura. Poiché il basso mondo non tarderà ad essere annientato, con tutti i suoi godimenti effimeri, e la ricompensa divina nell’Altro vale più del basso mondo e di ciò che contiene. Come dunque un uomo ragionevole non vi riflette, e si occupa della vita presente trascurando l’Altra? Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse a questo proposito: “Questo basso mondo è la dimora del vagabondo, i beni di uno squattrinato, ed è per questo basso mondo che un insensato fa fortuna” (Riportato da Ahmad, da ‘Aisha (radiAllahu ‘anha)).

È detto anche in un hadîth: “Chiunque ami la vita presente avrà guastato la sua vita futura, e colui che non ami che la vita futura avrà danneggiato la sua vita presente. Preferite dunque ciò che perdura a ciò che scompare”(riportato da Ahmad, da Abû Mûsâ (radiAllahu ‘anhu)).

In verità ciò è nei Fogli antichi, i Fogli di Ibrâhîm e di Mûsâ. Ciò è simile al dire di Allah (‘azza waJalla):

أَمْ لَمْ يُنَبَّأْ بِمَا فِي صُحُفِ مُوسَى (36) وَإِبْرَاهِيمَ الَّذِي وَفَّى (37) أَلَّا تَزِرُ وَازِرَةٌ وِزْرَ أُخْرَى (38) وَأَنْ لَيْسَ لِلْإِنْسَانِ إِلَّا مَا سَعَى (39) وَأَنَّ سَعْيَهُ سَوْفَ يُرَى (40) ثُمَّ يُجْزَاهُ الْجَزَاءَ الْأَوْفَى (41)

 

Non è stato informato di quello che contengono i fogli di Mûsâ e quelli di Ibrâhîm, uomo fedele? Che nessuno porterà il fardello di un altro, e che invero, l’uomo non ottiene che il (frutto dei) suoi sforzi; e che il suo sforzo gli sarà presentato (nel Giorno del Giudizio) e gli sarà dato pieno compenso(Corano LIII. An-Najm, 36-41)

 

Abu-l-’Alya commentò ciò dicendo: Il contenuto di questa Sûra si trova negli antichi Libri celesti. Ma Ibn Jarîr ha limitato ciò a questi versetti: Avrà successo chi si sarà purificato, e avrà ricordato il Nome di Allah e assolto all’orazione. Ma voi preferite la vita terrena, mentre l’altra è migliore e più duratura, versetti che si trovano negli antichi Libri. Un’opinione sostenuta anche da Qatada, Ibn Zayd e altri.

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